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Il Veneto al tempo dei Celti

Discorso di "celtizzazione" o "latenizzazione"

Il problema nasce da una visione di celtizzazione tout court, si preferisce parlare di latenizzazione. È solo una questione terminologica. Il concetto di celti è molto ampio e solo in parte la bibliografia ha visto in coincidenza con il concetto di La Tène.

Nelle culture centro europee tra la fine dell’età del Bronzo e prima età del Ferro abbiamo lo sviluppo della civiltà di Hallstatt (corrisponde a Salisburgo): verso il V sec fino all’avvento dei romani prende il nome di civiltà di La Tène, in Svizzera.

In Italia, si fa riferimento a fenomeni che iniziano nella metà del V secolo (la Tène), per questo alcuni hanno preferito parlare di questo fenomeno di latenizzazione perché si esclude la parte più antica.

Nella presenza dei celti in Italia esiste una grossa discrasia delle fonti tra un possibile arrivo agli inizi del VI e uno storico arrivo agli inizi del IV secondo le fonti storiche.

Culture centroeuropee della piena età del Ferro

Cosa intendiamo per "culture centroeuropee della piena età del Ferro" del VII, VI, V sec a.C.? Quali sono i presupposti dei Celti di entrare in Italia e prendere parte del territorio?

I Celti vengono chiamati Galli dai latini. La questione inizia a essere studiata alla fine degli anni ‘70.

Bibliografia di base

  • Contatto con il mondo etrusco-italico dei gruppi celtici: I galli e l’Italia, catalogo della mostra 1978 forme di ibridazione, esistono problematiche importanti, si mettono a fuoco le caratteristiche principali;
  • Celti ed etruschi nell’Italia centro-settentrionale dal V secolo alla romanizzazione, convegno a Bologna del 1985 impostazione di base della problematica, questione della lingua, differenze nella reazione dei territori: Etruria settentrionale travolta dal mondo celtico;
  • I celti, convegno a Venezia 1991;
  • Convegni di Trieste dal 2001;
  • Convegno a Verona, 2014 "celti e il nord dell’Italia I e II età del Ferro";
  • Celti d’Italia, convegno a Roma del 2010 ma edito nel 2017;
  • G. Gambacurta, A. Ruta Serafini, I celti e il veneto. Storie di culture a confronto, 2017-2018.

Il tema del celtismo dopo gli anni 2000 è stato ripreso per essere strumentalizzato anche politicamente.

Cronologia

  • Dalla fine del VII - inizi VI a.C. 600 a.C. fonte Tito Livio che parla dei celti.
  • Champagne Svizzera Europa centrale 500 a.C.
  • Ultima periodo di Hallstatt D fase della civiltà di Hallstatt poi inizia La Tene A. Per tradizione la periodizzazione La Tene si conclude con l’arrivo dei romani e la romanizzazione, per cui la cronologia varia da zona a zona, il La Tène finisce in tempi diversi in posti diversi (vuol dire che in Italia finisce prima rispetto ad altri posti europei).

Cronologia di La Tène nell’Italia Settentrionale (in particolare in Veneto)

  • LT A 450 a.C. - 400 a.C.
  • LT B1 400 - 325/300 Ingresso storico dei celti in Italia Settentrionale 388 a.C. I Celti Boi occupano tutta la zona Padana, entrano nelle Marche, seguono la valle del Tevere e prendono Roma. Brenno e le oche del Campidoglio (390-386). L’anno preciso non lo sappiamo perché i fasti consolari di quegli anni sono bruciati. Arrivano a Roma, occupano la zona dei Piceni, zona di Chiusi.
  • LT B2 325/300 - 250 295 a.C. battaglia di Sentino (Marche) – reazione alla presa di Roma. Le popolazioni si erano insediate lungo la costa adriatica. I celtico agulano italici che soffrivano dell’egemonia romana (etruschi, celti senoni, italici). I celti senoni sono sbaragliati vittoria dei romani che puntano verso nord. 268 a.C. fondazione di Rimini.
  • LT C1 250 - 200 225 Battaglia di Talamone (costa tirrenica) – prima alleanza veneto-romana in funzione anti celtica. Battaglia di Casteggio.
  • LT C2 200 - 130
  • LT D1 a 130 - 100
  • LT D1 b- 100 - 49 Lex Roscia – inserimento delle città del Veneto nell’ordinamento romano.

Esistono 3 schemi a seconda della tipologia della cultura materiale fibule:

  • LT antico: A - B1 staffa si volta verso l’arco senza toccarlo o toccandolo appena
  • LT medio: B2 – C staffa si aggancia all’arco a volte con una fascettina
  • LT tardo: D Staffa fusa con il resto dell’arco

Avere periodizzazioni più ampie ci aiuta con alcuni materiali di più difficile inquadramento.

  • Reno, Meno e Danubio al loro centro si sviluppano le culture Celte.

Avvenimenti storici

  • 450 a.C. LT A Metà del V secolo – Erodoto (primo autore che parla dei Celti) colloca i celti presso le sorgenti del Danubio. Prima collocazione geografica dello sviluppo a partire dalla valle del Reno, ci sono due assi: quello Danubiano e quello della Renania.
  • 335 Alessandro Magno riceve un’ambasceria celtica sul Danubio.
  • 279 I celti entrano a Delfi.
  • III secolo Guerra dei diadochi (successori di Alessandro) vs i celti.
  • 225 Battaglia di Talamone.
  • 222 Battaglia di Casteggio Cercano di arginare dalla costa tirrenica alla zona del Po della Lombardia.
  • 218 Battaglia del Ticino – Annibale vs Romani. Romani e Celti si scontrano meno: momento di stasi vanno contro i cartaginesi (guerre annibaliche).
  • 191 Sconfitta definitiva dei Boi Cispadani da parte dei romani.

Hallstatt importanza a livello commerciale per la commercializzazione del sale (Salisburgo: miniere di salgemma) + Alpi: risorse metallifere.

De Bello Gallico: Cesare dice che la Gallia è divisa in tre parti, i primi si chiamano Belgi, i secondi Aquitani e i terzi nella loro lingua si chiamano Celti, nella nostra sono chiamati Galli. Questa notazione è importante perché c’è una precisa suddivisione geografica ed etnografica. I Galli sono un gruppo culturale e linguistico, hanno al loro interno tribù e gruppi ben individuati e definiti, con differenze di costume che definisce l’identità di ciascun gruppo.

I Germani sono al di fuori del mondo Celtico, non viene conquistato da Cesare, quando cerca di passare varca il fiume e torna indietro. La ferocia dei Germani è selvaggia. È Tacito che descrive la Germania. Celti e Germani sono molto diversi.

Punti di transito

Arrivo dei Celti in pianura Padana secondo tre direttrici preferenziali:

  • Valle del Po, nord ovest più antica
  • Valle dell’Adige, nord est sfocia sulla direttrice atesina
  • Direttrice est, dal Tagliamento e Piave (sono i due fiumi che consentono il valico delle Alpi)

Organizzazione sociale al di là delle Alpi

Il periodo di maggiore fioritura di questa cultura tra H D e LT A è una società di carattere principesco (simile all’orientalizzante etrusca di VII a.C.). Prima fase in cui ci sono contatti tra il mondo centro-europeo e il mondo etrusco-italico. Gli etruschi veicolano i rapporti vs nord, sono mediatori della cultura mediterranea.

Organizzazione territoriale: villaggi fortificati (diventano poi oppida), con argine di difesa e protettivo, poi grandi sepolture di rilievo principesche a tumulo provenienza orientale con corredi ricchissimi. Grandi potenzialità di carattere metallifero porta alla lavorazione di argento e oro.

Sito del Glauberg, area che vede le sorgenti del Danubio e del Reno, ha una strana conformazione sulla pianura. Presenza di un tumulo (2 sepolture principesche centrali e alcune di margine) monumentale con strada processuale di accesso. Presenza di una statua centrale in scala 1:1 circa, doveva essere un segnacolo.

Il tema della statuaria è un tema forte fino al VI secolo non c’è statuaria di grandi dimensioni, considerevole tecnica di lavorare la pietra. In linea di massima questo tipo di statuaria è frutto di contatti con il mondo etrusco (tomba degli antenati di Cerveteri, tomba delle cinque sedie, casale marittimo). Tra fine del VII e inizi del VI sec. a.C. in Etruria c’è lo sviluppo di una statuaria in pietra con figure a ¾ del vero (circa 50 cm), contatti con la statuaria dedalica e poi ionica del mondo greco.

Diventano le forme di espressione del mondo elitario, a guardia della sepoltura o vicino come esemplificazione del defunto. La prima collocazione di queste statue è sul cucuzzolo del tumulo, poi per preservarle sono state rideposte nello spessore della terra del tumulo.

Posizione, richiami forti con la statuaria italica di questo periodo braccia, gesto, caratteristiche dell’abbigliamento

  • Guerriero di Capestrano, una delle statue italiche più importanti del VI secolo a.C. rinvenuto a Capestrano (Abruzzo). Figura eminente con iscrizione che richiama la presenza di un re (sannitico ?). l’organizzazione può essere "regale" o "principesco". H 2 metri
  • Regale riferimento al Vicino Oriente, accentramento del potere e dell’economia, centralità. Nel mondo italico ci sono segni evidenti della regalità (es tavole di Pyrgi, la nomina dello zilath), ma non sappiamo se il tipo di regalità sia sovrapponibile a quello orientale. Si parla di società principesca per evitare confusione. A Roma ci sono i re. Per il mondo italico non lo sappiamo società principesca, ma non è equiparabile a una società regale.
  • Elementi di regalità del guerriero di Capestrano: Cardiophylax (disco tipico della zona italica), regge con le braccia la spada, perizoma e scudo sulla testa.
  • Le braccia incrociate sul petto nella statuaria fra fine VII e inizi VI secolo, è interpretato come gesto di dignità e potere. In genere portano di fronte a sé il simbolo del loro potere, in genere è accompagnato da un oggetto di forte simbolicità. Il guerriero di Capestrano porta la spada di tipo sannitico. La spada non è di tutti i guerrieri, forma di combattimento diversa rispetto a quella dell’età del Ferro che prevede il combattimento con lancia e scudo (per gli opliti: lancia, giavellotto e scudo). Alcuni guerrieri di tipo sannitico e i celti usano la spada. Le più antiche sono per il combattimento da terra, poi si allungano per il combattimento da cavallo. Questo gesto simbolico viene veicolato e acquisito dalle élite principesche del centro Europa per riproporre il significato, forme di legittimazione del proprio potere.
  • Guerriero di Hirschlanden nudità eroica, l’eroe viene acquisito dagli dei (nudo = eroe). Cintura con la spada, elmo conico, collana rigida torques (tipica collana celtica dei guerrieri e indossata anche dalle donne).
  • Guerriero del Galuberg elmo con espansioni, corazza dettagliata con spallacci, torques con pendagli, scudo ovale piccolo con umbone crestato centrale, proprio dei combattimenti da spada.

Gli scudi

Circolare: tipico della fanteria oplitica perché combattono con lance, la falange si muove in blocco tutti insieme. È un po’ bombato.

Ovale: copre maggiormente la figura e l’umbone che svia il colpo con la spada, one to one. Il combattimento con la spada, invece, è molto dinamico. Gli scudi con umbone sono tipici del mondo celtico e avranno il loro sviluppo con l’avanzamento celtico, contrapponendosi allo scudo oplitico.

Nel VI secolo a nord delle alpi c’è una riproposizione dei modelli di manifestazione, gestione, affermazione del potere tipici del mondo italico, così come viaggiano verso nord l’uso del simposio, banchetto, birra e vino.

Distribuzione delle tombe principesche fra Tardo Hallstatt VI secolo e LT A II metà del V secolo

  • Zona delle sorgenti del Danubio
  • Zona del Reno

Le vallate fluviali creano un transito continuo per unire territori distanti. Li confluisce il grosso delle civiltà che controllano le vie di transito, zona dei grandi bacini metalliferi.

  • Ricchezza mineraria
  • Ricchezza del sale
  • Controllo delle vie di transito
  • Pagamento di pedaggi (?)

Tumulo di Hochdorf prima metà del VI sec. a.C.

È una delle sepolture più evidenti di questo periodo con stele sul cucuzzolo. Segnacoli intorno + stele centrale. Sepolture marginali + grande sepoltura centrale tomba a camera costruita con il legno e ricoperta dal tumulo. Le pareti erano coperte di stoffa (presenza di seta, la prima arrivata nel mondo europea), corni potori, klyne (divano in bronzo su cui è steso il defunto), carro, elementi da banchetto, elementi di ornamento e abbigliamento.

Klyne divano basso con le ruote, sostegni antropomorfi. Sulla spalliera del divano è incisa una decorazione con diverse interpretazioni:

  • Sulle spalliere: due carri con cavalli + uomo con spada e scudo. Sembra uno scontro
  • Nella parte centrale: duello corpo a corpo. Combattimento rituale (?), scena di guerra (?) esaltazione della figura del guerriero combattente che sembra coincidere con la funzione del personaggio

Cratere con i leoncini, protomi importate dal mondo orientale. Cfr tombe dell’orientalizzante etrusco per mescere acqua e vino, le analisi testimoniano la birra!

Armi in oro, collana, bracciale, fermaglio della cintura, scarpe in lamina d’oro. Le calzature con la punta rivolta verso l’alto cfr con in sovrani orientali. Volontà di equipararsi ai sovrani assoluti del Vicino Oriente diventa molto esplicita per il tumulo e anche per elementi dell’abbigliamento. Spada corta: spesso sostituita dal grande coltello (40-50 cm), combattimento ravvicinato tipico dei celti. Le spade iniziano con le spade corte/coltellacci. Nel LT A arrivano a 60 cm.

Il carro celtico è particolare. I resti che rimangono sono quelli metallici, il legno deperisce. È a 4 ruote (no biga e calesse a 2 ruote tipico dei romani) pareti molto basse, le persone potevano stare sedute all’interno, presente anche nell’iconografia locale del mondo veneto soprattutto sulle stele. Questo non è un carro da guerra, è lento, ingombrante e pesante. Potrebbe essere cerimoniale o funebre, per il trasporto del defunto. Es. nella regolini-galassi abbiamo tre carri: biga, da guerra e funebre.

Torquis

Collana rigida, esemplari in oro, argento e bronzo con decorazione specifica. Collana che identifica il guerriero celta e il personaggio di rango, viene indossato anche dalle donne appartenenti alla regalità/principesche.

Fonte Tito Livio: racconta lo scontro delle battaglie tra romani e celti che nasce con il duello. Un rappresentante celta sfida un romano, i celti combattevano urlando, facevano paura. Il personaggio romano strappa dal corpo del nemico sconfitto il torquis e gli sarà destinato il soprannome di Torquato: Tito Mallio Torquato, e potrà trasmettere il cognomen ai suoi discendenti. Il torquis ha una connotazione culturale forte.

Torquis utile per la cronologia.

  • Tipologia a Tamponi: piatti o ovali IV secolo in veneto disco di monte belluna
  • Torquis in filo o a nodi
  • Decorazione a motivi vegetali

Ricostruzione di Manching, abitato. Case rettangolari allungate con struttura di rinforzo e argine. Argini a cassone per tenere la terra + riporto di controspinta vs l’interno. Strutture lungo le strade e tradizione della casa a camera rettangolare tipica del mondo centro-europeo.

Il mondo italico sviluppa l’abitazione domestica tra Bronzo finale e Ferro capanne a struttura preferenziale circolare - ovale tra X – IX.

Poi passaggio a struttura rettangolare di tradizione centro europea (long houses: rettangolari ma molto lunghe) di riferimento per collettività e non nucleo familiare. Il passaggio dalla capanna ovale alla casa rettangolare è un elemento di transizione fondante per consentire e facilitare l’insediamento in moduli organizzati e ordinati.

V secolo: decorazione vegetale.

Coppa a ritaglio proveniente dalla Baviera in oro. Decorazione a giorno o a ritaglio. Decorazione a traforo tipica del mondo celtico, palmette, fiori di loto, motivi a S. decorazione non necessariamente figurativa che si estende a una molteplicità di oggetti il mondo celtico ha uno stile decorativo molto più invadente e espanso.

Sviluppo degli elmi

Funzionali e da parata.

  • V sec. a.C. Elmo di tipo Berru, conico alto, potrebbe provenire dai contatti con il mondo scitico-anatolico. In bronzo con paranuca che è attaccato all’elmo. Nella parte alta era previsto il fissaggio di un pennacchio. Non è così presente in Italia.
  • IV sec. a.C. Elmo di Abris, calotta che tende ad abbassarsi, tra III e II sec diventeranno calotte rotonde.
  • IV sec. a.C. Elmo di Amfreville paranuca e paraguance sono mobili e attaccati con ribattini + decorazione con inserti di corallo. elmi a paraguance mobili. Il gusto per il corallo presuppone un’importazione. Poi riproducono lo stesso colore con lacca/resina che riproduce il colore del corallo.
  • Elmo di Canosa di Puglia (innesto per 3 pennacchi) fine IV inizio III sec. a.C. Tito Livio ci dice che dopo la sconfitta di Sentino 295 a.C., alcuni gruppi in fuga si dirigono vs sud e si stanziano in Puglia, integrandosi progressivamente piccola diaspora dei celti a sud.
  • Lo sviluppo successivo del III secolo a.C. lo vediamo nell’Elmo di Monte Bibele, si colloca sull’appennino vicino a Bologna, insediamento strategico celtico dei Boi. Sepolture di Guerrieri Celti con elmi + paragnatidi mobili falcate e presenza di 2 corna al posto dei cimieri (cfr con quello di Berceto). Gli elmi con le corna entrano nella tradizione iconografica dei celti. Il guerriero è visto come un uomo alto, grande spaventoso. Le fonti sottolineano quanto fossero fisicamente più grandi!

Tipicamente celta: spade appuntite con sistema di sospensione a bandoliera prevede l’utilizzo di ganci traforati. Spade non lunghe con nervatura centrale e punta appuntita spade da punta.

Ganci traforati celtici da cin...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/01 Preistoria e protostoria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cocciorotto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Gambacurta Giovanna.
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