Lo stato e i diritti secondo Locke
Locke dichiara che lo stato è un mezzo chiamato a far fronte ai limiti dello stato di natura. Lo stato non deve essere assoluto ma deve solo regolamentare e aggiungere qualcosa in più allo stato di natura. Lo stato liberale ha compiti limitati, deve fare le leggi e farle applicare.
La proprietà privata come diritto naturale
Locke vede la proprietà privata come diritto naturale che non si può abolire. Esso non incontra limitazioni, ognuno può produrre per sé ma se si produce in eccedenza, si può disporre della forza-lavoro (manovalanza).
Liberalismo e liberismo
- Liberale = Codice politico
- Liberista = Termine economico che indica il mercato libero
Il diritto alla resistenza
Per Locke, il popolo ha diritto alla resistenza se lo stato non assicura ciò che gli uomini chiedono. Benché Giacomo 2o sia contemporaneo di Locke, egli è fautore dell'assolutismo quindi crede nell'obbedienza, dice no al diritto alla resistenza e no ad un potere che delegittima il sovrano.
Il pensiero di Hobbes
Per Hobbes, il cittadino aveva diritto alla resistenza nel caso in cui non venga assicurato il bene vita e, teoricamente, il cittadino può sfuggire alle regole del factum, ma praticamente ciò è impossibile senza il consenso unanime.
Critica marxista
Come si acquista la proprietà privata?
- (1) Con l'occupazione di un bene di possesso.
- (2) Con la specificazione, cioè il lavoro che un individuo imprime per cambiare un elemento naturalmente diverso (autorizza il divenire "proprietario").
Questa teoria del lavoro verrà ripresa da Marx per rivendicare i diritti del proletariato nei confronti della borghesia industriale. È il lavoro che infonde valore al bene; se ciò fosse vero, ognuno dovrebbe possedere ciò che trasforma. Locke afferma che ciò è possibile personalmente o con alienazione del lavoro.