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1) Costi di transazione-> sono i costi che le parti devono sostenere per eseguire lo scambio. Possono

essere a carico di una parte oppure di tutte e 2 (viene stabilito nel contratto). Fanno parte di questi costi:

- Costi per la ricerca della controparte

- Costi legati alla valutazione della controparte-> costi di informazione che devono essere sostenuti

per la ricerca e valutazione delle controparti adatte allo scambio e per la selezione della migliore

opportunità. Anche l’emittente deve fronteggiare questi costi che sono relativi, ad esempio, alla

richiesta di fondi sul mercato azionario in caso di quotazione mediante emissione e successivo

collocamento, di passività conformi a quanto richiesto dalle autorità di controllo del mercato. Sono

compresi i costi di analisi dei rischi del debitore e quelli di gestione dello scambio una volta

effettuata la transazione.

- Costo di definizione del contratto-> scrivo il contratto con le clausole, se non sono in grado di farlo

devo chiamare un avvocato. Sono definiti costi operativi i costi sostenuti per definire clausole

contrattuali che regolano lo scambio, predisporre la necessaria documentazione ed effettuare la

transazione; ne fanno parte anche le spese di trasporto.

- Monitoraggio dei comportamenti della controparte (nel caso in cui sia in grado di farlo, mi

costerebbe comunque del tempo).

La riduzione dei molteplici costi, diretti e non, connessi alla conclusione di qualsiasi transazione migliora

l’efficienza del processo di trasferimento delle risorse e rappresenta una delle principali funzioni attribuite

agli intermediari finanziari. L’attività di intermediazione si esprime nella capacità di assorbire tutti o parte dei

costi che gravano su una transazione finanziaria i quali, per effetto della limitazione in termini di risorse e

incertezza, sono superiori a quanto potrebbero essere. Egli ha l’obiettivo di ridurre i costi rispetto a quelli

che le parti dovrebbero sostenere nell’ipotesi di uno scambio diretto.

L’intermediario è in grado di sfruttare le economie di scala e di diversificazione legate alle diverse fasi del

processo di scambio.

Presupposto Ruolo Rapporto tra Esistenza di differenti

dell’intermediario intermediari e mercati tipologie di

intermediari

La mancata Rendere possibile la Sul mercato vengono Ad ogni costo

esecuzione di uno conclusione di svolte le operazioni corrisponde un

scambio diretto è operazioni: che: intermediario:

imputabile a: - Altrimenti non - Coinvolgono i - Costo di

- Divisibilità finita eseguibili soggetti in ricerca del

degli strumenti grado di broker

- a costi inferiori

finanziari esternalizzare i

grazie alla - Costi di

costi

- Costi di natura dei costi negoziazione

informativi e

informazione stessi (fissi o - Costi di

operativi

poco flessibili).

- Costi operativi screening

- Non soffrono

e di - Tutti i costi:

del problema

negoziazione banca

della limitata universale.

divisibilità 43

Se per esempio, dovessi prestare 3000€ e dovessi incaricare una persona per monitorare i comportamenti

della controparte, non mi converrebbe prestare quel denaro; in questo caso i costi di transazione sono

elevati rispetto al denaro disponibile per lo scambio-> l’operazione perde l’economicità.

Elementi che consentono di ridurre l’incidenza dei costi di transazione:

-I costi di transazione sono più o meno uguali a differenza di capitale prestato. Se si calcolassero questi

costi su un capitale più alto andrei a definire un’economia di scala (che rende vantaggiosi gli scambi che

inizialmente non lo erano). L’aumento del capitale prestato è un elemento che consente di ridurre

l’incidenza dei costi di transazione. Più aumenta il volume, più diminuisce l’incidenza dei costi unitari.

-Negli scambi simili non sono necessari grossi costi per predisporre il contratto-> cambiano i nomi e gli

importi-> ripetitività dello scambio riduce l’incidenza unitaria dei costi di transazione.

-Gli intermediari operano su elevati volumi in modo specializzato (fanno solo questo), ruolo della routine->

fare la stessa cosa richiede minori tempi preparatori, con personale preparato (sperabilmente) e utilizzando

tecnologie a DOC per sfruttare al massimo l’economia di scala.

2) incertezza->o rischio. È implicita in ogni scambio finanziario. Lo scambio si può realizzare se vi è la

compatibilità tra alcuni elementi:

- Compatibilità di importi (bassi quelli offerti dal datore, alti quelli richiesti dal prenditore)

- Durate (il datore preferisce durate basse, mentre il prenditore preferisce lunghe durate)

- Rischio (il datore preferisce un rischio basso, mentre il prenditore offre un alto rischio).

Vi è, come si nota, una potenziale divergenza tra gli interessi del datore e quelli del prenditore.

Gli intermediari finanziari vanno a realizzare qualcosa che gli intermediari mobiliari non sono in grado di

fare-> trasformazione dei rischi e trasformazione delle scadenze.

Queste 2 attività vanno a rendere compatibili elementi che diversamente non sarebbero tali, agendo a

livello gestionale. Sono due azioni insostituibili.

Trasferimento dei rischi-> l’intermediario finanziario raccoglie risorse da molti datori di fondi. Questa

raccolta permette loro di costruire un portafoglio di posizione creditizia (consente di fare molteplici prestiti a

diverse imprese, a settori diversi, a famiglie e a durata diversa). Prendiamo il caso in cui un intermediario

finanziario presti a 100000 soggetti diversi, 1 o più non saranno in grado di rimborsare il capitale (lo sa con

certezza), ma non sarà la totalità dei soggetti a cui presto. Creando un portafoglio diversificato le posizioni

che vanno bene (stima del 98% in questo esempio) consentono di compensare le perdite subite dalle

posizioni che sono insolventi (2%).

Caratteristica-> minor rischio grazie al portafoglio diversificato.

Essendoci minor rischio possono raccogliere risorse offrendo strumenti caratterizzati da basso rischio.

Esegue operazioni ad alto rischio ma offre un basso rischio ai datori. La banca si allontana da questo

principio del “portafoglio diversificato” quando, per esempio, opera in una sola zona territoriale o presta ad

un unico settore (se dovesse andare in crisi il settore, la crisi si ripercuoterebbe sulla banca).

Quando si ha un portafoglio diversificato si riesce ad attuare questa trasformazione dei rischi-> implica

tecniche di aggregazione di molteplici posizioni in modo da compensare andamenti pessimi di alcune

imprese con andamenti soddisfacenti.

Esempio: una banca concentrata sulla provincia di AL rispetto a una banca concentrata su tutta Italia-> la

prima è più rischiosa, avrebbe ricadute sui prestiti che ha fatto (sia per le famiglie che per le imprese) nel

caso in cui il prenditore fosse insolvente -> ha una quotazione di portafoglio inferiore.

Trasferimento delle scadenze-> la banca possiede una clientela molteplice, quindi ci saranno soggetti che

in ogni giornata versano denaro ed altri che faranno fuoriuscire denaro dai conti correnti. Il singolo conto 44

corrente è caratterizzato da un volume di risorse molto instabile-> grossa volatilità dell’importo. L’aggregato

dei conti correnti invece è tendenzialmente molto stabile.

La banca raccoglie denaro con durate molto basse ma avendo rapporti con molti soggetti ha la disponibilità

di un aggregato di risorse, quindi può fare prestiti con scadenze molto lunghe (per l’effetto della continua

movimentazione dei conti), sa che al proprio interno rimangono stabilmente delle risorse, perché non ci

sarà mai un giorno in cui tutti si presenteranno per reclamare il proprio denaro (bank run), questo è il

presupposto del trasferimento delle scadenze.

Se esistesse il problema della fiducia in una banca il meccanismo di trasferimento delle scadenze

salterebbe, ciò andrebbe contro l’interesse delle banche e dei police maker.

Aggregando moltissime posizioni piccole riesco a fare prestiti di grandi dimensione rendendo compatibili le

posizioni divergenti tra datori e prenditori.

Presupposto Ruolo dell’intermediario Esistenza di differenti tipologie di intermediari

I contratti si Rendere possibile la Si considerano due principali modelli di

caratterizzano per la conclusione dello intermediazione incentrati su:

presenza di molteplici scambio attraverso la - Il fondo comune di investimento, che

tipologie di rischio: trasformazione del riduce il rischio mediante il processo

rischio:

- Di credito di diversificazione del portafoglio

- Con assunzione senza però assumerlo direttamente

- Di rendimento - Senza - L’intermediario creditizio, che assume

- Ecc. assunzione in proprio il rischio per rendere

Lo scambio diretto può compatibili le schede di preferenza di

realizzarsi solo se tra le creditore e debitore attraverso:

parti c’è assoluta - - la diversificazione

concordanza sulle

modalità (contrattuali) di - Il trasferimento del rischio sugli

distribuzione del rischio azionisti

- Il trasferimento del rischio su terzi

3)Asimmetria informativa

Tra US e UD vi è una parte di una delle 2 che è sempre in condizioni di superiorità informativa (UD). UD

potrebbe non essere effettivamente interessata a rimborsare il debito (configurazione del dolo), oppure UD

quando investe sa come funziona il settore mentre US è fuori dal settore e business (quindi non ha

informazioni a riguardo). US deve sempre fidarsi di UD.

Questo problema può essere di due tipi:

- Precontrattuale -> adverse selection

- Post contrattuale -> moral hazard-> asimmetria legata al problema del monitoraggio del corretto

comportamento del’UD; US deve verificare che UD mantenga i propri impegni e ciò comporta

l’impiego di tempo (quindi è un costo).

Bisogna inoltre considerare i bidoni di Akerloff.

US non riesce a valutare la qualità della controparte in quanto si trova in posizione di inferiorità informativa.

1° possibile esito-> US si astiene dallo scambio perché no si fida. 45

2° possibile esito-> US decide di rischiare ma richiede un tasso molto elevato (del 35%), in questo caso UD

potrà:

- UD rinuncia perché il tasso è troppo alto

- UD non ha intenzione di rimborsare il prestito e quindi accetta.

- Chi ha in mente un progetto redditizio non accetterà mai un tasso così elevato e quindi si

asterrebbe-> così facendo sul mercato rimarrebbero solo i peggiori (quindi aumenta il rischio e di

conseguenza le US richiedono tassi più alti che spaventeranno altri UD e così via)-> modello dei

bidoni di Akerloff. Ciò porterà ad un fallimento del mercato, in quanto il mercato non è più in grado di

regolarsi autonomamente.

Moral hazard e adverse selection portano al fallimento degli scambi diretti.

Gli intermediari finanziari hanno modo di ridurre l’impatto dell’asimmetria. Non si elimina il problema, ma si

attenua. Diversi autori affermano che la più grande ricchezza dell’intermediario finanziario sono le

informazioni. Prima di prestare del denaro, essi iniziano a raccogliere informazioni dalle banche dati (che

hanno personale capace di capire le informazioni) dell’UD, per esempio come va il settore, se UD è

interessato a rimborsare il debito..

Istruttoria fido-> sistematizzazione delle informazioni per l’erogazione di un prestito. Merito creditizio->

giudizio soggettivo sulla meritevolezza o idoneità di una persona o impresa a ricevere un prestito. Questo

concetto è graduato nelle banche con giudizio di rating.

caratteristica rating-> graduato su una serie di giudizi (non su logica dicotomica). Rating-> dobbiamo

distinguere rating interni ed esterni.

Una banca giunge ad un giudizio che utilizza come strumento per decidere l’erogazione del prestito.

Rating interno-> custodito all’interno della banca e non viene comunicato all’esterno.

Rating esterni-> quando parleremo di titoli-> sono divulgati sul mercato (esterno) e non sono prodotti dalle

banche.

Imprese con giudizi peggiori otterranno il prestito a tassi inferiori (e imprese con giudizio migliori otterranno

prestito a tassi inferiori), da ciò definiamo i buoni/cattivi prenditori di fondi. La produzione di informazioni da

parte delle banche è molto importante.

14.03

Asimmetria informativa-> asimmetria informativa ex post-> superiorità informativa del prenditore di fondi, fa

riferimento al corretto comportamento del prenditore di fondi durante l’attività di prestito. Per situazioni

contingenti il prenditore può durante la vita del contratto può decidere di utilizzare i fondi ricevuti in modo

diverso da quanto inizialmente pattuito. Tema legato a un monitoraggio del corretto comportamento del

prenditore. Il monitoraggio costa, ma ci permette di seguire il comportamento del prenditore dopo la

stipulazione del contratto. Il prenditore si trova in una situazione di superiorità informativa rispetto al datore

perché una volta ricevuto il prestito può decidere di utilizzare quel denaro per investire in azioni più

rischiose rispetto a quelle inizialmente prepattuite.

Vedremo come le banche possono in qualche misura, controllare il comportamento del prenditore dei fondi

durante la vita del contratto, hanno degli strumenti per farlo, verificando l’evoluzione dei pagamenti fatti sul

conto corrente (uno degli strumenti più semplici). Questi strumenti non sono a disposizione delle US in uno

scambio diretto. Le banche hanno modo per ridurre l’impatto delle asimmetrie informative. Il corretto

monitoraggio consente di eliminare una parte dell’asimmetria.

presupposto Ruolo dell’intermediario Esistenza di differenti tipologie

di intermediari 46

Sul piano informativo: Rendere possibile le Dipende da ragioni differenti:

conclusione dello scambio

- Gli investitori sono - Nel caso delle banche,

attraverso:

sistematicamente in per l’esclusività della

svantaggio rispetto ai - La produzione di funzione monetaria

prenditori, che informazione interna in - Nel caso

conoscono rischio e misura utile a colmare 1dell’investment bank,

redditività dei progetti l’asimmetria informativa per la funzione

da finanziare tra debitori e creditori, segnaletica delle

grazie all’accesso a

- Anche l’emittente delle operazioni aventi a

informazioni riservate

passività finanziarie oggetto titoli societari

potrebbe non sapere - La produzione di - Nel caso di altri

interpretare il mercato e informazione attendibile intermediari

stabilirne correttamente in quanto esso stesso specializzati, per effetto

i termini e le condizioni. si assume il rischio e si della diversa

gioca la reputazione regolamentazione.

Costi di agenzia-> riflette una problematica che parte sempre dal comportamento inizialmente prepattuito

e una conseguente deviazione da parte del prenditore di fondi.

La presenza di asimmetrie informative che rendono non osservabile per il principale comportamento

dell’agente e le divergente funzioni obiettivo dei due soggetti sono causa di potenziali comportamenti

scorretti dell’agente generando costi definiti “di agenzia”.

Un simile obiettivo può essere perseguito in due modi:

- Introducendo incentivi che spingano l’agente ad adottare il comportamento desiderato

- Effettuando controlli sull’operato della controparte al fine di limitarne i possibili comportamenti

scorretti

Immaginiamo che un’impresa vada a finanziarsi emettendo molti tioli azionari (che vengono sottoscritti da

molteplici investitori). Nelle grandi imprese statunitensi si è progressivamente creato una separazione tra la

proprietà delle grandi aziende e il controllo delle stesse in mano a manager. La proprietà è degli azionisti

(possibilità di decidere sull’allocazione delle risorse aziendali). Noi siamo un’azionista e abbiamo conferito

2000€ in questa azienda. Il nostro investimento limitato non ci incentiva (non abbiamo il tempo ne le

risorse, e ne il vantaggio) a controllare adeguatamente il comportamento dei manager; è tipico dei piccoli

azionisti non presentarsi alle assemblee (comportano costi alti). Schema del principale-agente. Principale

rappresentato dagli azionisti, mentre l’agente si muove al meglio per apportare degli utili nell’azienda. Dato

la ridotta capacità della parte del principale di controllare l’agente, l’agente farà quello che vuole, non sarà

mai efficacemente controllato dai principali. Questo problema di agenzia può determinare situazioni di

elevata inefficienza (manager che caricano i costi d’azienda, che però sono destinati allo specifico

benessere del manager e non dell’azienda, per esempio il jet privato, pagato da tutti gli azionisti, ma di cui

gode solo il manager). Questo problema sta nella non disponibilità per i piccoli imprenditori di adeguati

incentivi. Come si può risolvere? Attraverso l’intervento dell’intermediario finanziario che investe una

somma molto più rilevanti rispetto a quella degli azionisti, che ha l’incentivo di monitorare il corretto

comportamento del manager. Se si tratta di un contratto di prestito, inserirà nel contratto di finanziamento 47

delle particolari clausole contrattuali (governance)per esempio il mantenimento di un certo livello di

rapporto tra EBIT e oneri finanziari in modo tale da orientare il comportamento del manager.

Si riduce così l’impatto del problema dei costi d’agenzia.

Queste problematiche, sono una serie di elementi che limitano di fatto le possibilità di sviluppo degli scambi

di tipo diretto andando nella direzione di favorire gli scambi indiretti, tramite intermediari finanziari. Se noi ci

fermassimo saremmo portati a dire che gli scambi diretti non possono assumere un ruolo significante, ma

in realtà il contesto nord americano evidenzia il contrario. Pur essendo presenti questi presenti i mercati si

sono sviluppati molto e hanno assunto un ruolo più importante. Elemento alla base dello sviluppo dei

mercati-> maggiore efficienza (ipotesi principale) -> incentivo sugli attori a rivolgersi al mercato. Bisogna

superare tutti i problemi che abbiamo visto. Se parliamo di asimmetria informativa come si fa a ridurre

l’impatto? Producendo informazioni. Chi gestisce mercati ha interesse ad attirare scambi, perché ogni

scambio genera commissioni. Come si aumentano gli scambi? Riduco l’asimmetria. Devo cercare di

incrementare la disponibilità di informazioni da parte di chi emette titoli, egli è tenuto a comunicare

periodicamente al mercato fatti che (possono influenzare i prezzi). Tutti i potenziali sottoscrittori possono

tener conto di queste informazioni.

Modo per ridurre l’asimmetria-> insider trading. Insider-> persone che per motivi di lavoro hanno delle

posizioni manageriali e sono a contatto con gli alti vertici. Per lavoro per esempio, un avvocato, siamo a

conoscenza di un possibile danno ambientale; siamo proprietari di azioni di questa azienda, dovremmo

vendere i titoli perché sono in possesso di un’informazione che nessun altro ha. Chi ha accesso

informazioni del genere, non può trarne un utile. Una volta questa pratica era diffusa, ora chi viene scoperto

viene sanzionato.

Un’altra possibilità (modo con cui ridurre l’asimmetria) è la sospensione degli scambi-> arriva una notizia

molto positiva o molto negativa sul mercato che viene veicolata in modo corretto sul mercato, in questo

caso accade che i prezzi schizzano o verso l’alto o verso il basso. Quando ci sono sbalzi di prezzo troppo

consistenti, i gestori del mercato sospendono le quotazioni. Le società quotate hanno l’obbligo di redigere il

bilancio ogni tot di tempo (non solo una volta all’anno) proprio per fornire questo tipo di informazioni.

Come si risolve il problema dell’incertezza-> nei mercati è legato molto spesso al tema della disponibilità

della conoscenza dei prezzi. Si cerca di consentire a tutti gli operatori di conoscere in tempo reale come si

stanno comportando i mercati e il prezzo rappresenta in sintesi quanto gli operatori valutano un titolo in un

determinato istante di tempo. Il riferimento alla diffusione dei prezzi, consente agli operatori di farsi un’idea

di come si stia muovendo il mercato (in che direzione).

Un altro modo in cui i mercati consentono l’accesso alle informazioni è dando diffusione ai prezzi (che

rappresentano la sintesi di tutte le informazioni disponibili in un determinato istante).

Studi societari->reperti di analisi che danno informazioni su come potrebbe evolvere o variare un titolo e

analizzano il titolo stesso.

Agenzie di rating-> giudizio che forniscono su una certa azienda.

Come ridurre i costi di transazione-> si riducono questi costi con la riduzione dell’asimmetria. Per quanto

riguarda la ricerca della controparte, si possono ridurre i costi, accentrando tutta la produzione in un

mercato, o pochi; minimizzando tempi e costi e servendosi di piattaforme tecnologiche.

Impegno da parte di operatori (banche) a trattare titoli in acquisto e vendita affinché chi voglia fare scambi

trovi sempre una controparte disponibile.

Possiamo distinguere tra:

- Aree anglosassoni-> è orientato al mercato. La maggior parte degli scambi è di tipo diretto. Le

aziende sono di dimensioni grandi ed emettono titoli sottoscritti da persone fisiche. Gli intermediari

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finanziari sono molto diversi tra di loro, ognuno svolge una specifica funzione, sono molto

specializzati alla funzione che hanno circoscritto.

- Aree dell’Europa centrale->orientato verso gli intermediari finanziari. Gli scambi sono soprattutto

indiretti, quindi si avranno intermediari creditizi. Essi sono tutti simili tra di loro. La banca assume

una posizione centrale. Vi è una maggior propensione alla liquidità. L’attività di famiglia è poco

orientata al rischio. La banca è universale, svolge funzioni dirette e indirette. Essa è stata una scelta

del legislatore comunitario (prevede attività svolta da particolari soggetti).

Gli intermediari bancari hanno iniziato a svolgere attività nell’area del mercato diretto e progressivamente

hanno ampliato operatività (noi solo quella creditizia).

Molteplicità delle istituzioni-> ogni intermediario finanziario risolve in modo diverso ciascun problema, si

specializza nella propria attività.

Intermediari monetari: le banche fornirono mezzi di pagamento al pubblico. Consente depositi di denaro

come strumento di pagamento attraverso bonifici o assegni.

La normativa si è evoluta ad altri intermediari:

- IMEL-> istituzioni di moneta elettronica

- IP-> istituti di pagamento

IMEL-> supporti che emettono moneta elettronica oltre la banca. È specializzato in questo.

Moneta elettronica-> strumento che incorpora potere monetario memorizzato elettronicamente.

Esempio: cartasi-> carte prepagate e conti prepagati, questi possono essere utilizzati per pagare. Chi

deposita (incorpora denaro) avrà un credito nei confronti dell’IMEL.

IP-> non possono emettere mezzi di pagamento. Possono consentire l’apertura ai clienti di conti di

pagamento che consentono di fare pagamenti, di depositare denaro su questi conti.

Il denaro può essere depositato in banca.

IMEL+IP-> deve essere immediatamente versato in banca o in conto corrente; questo denaro rappresenta

un patrimonio distinto e separato dagli IP. Riceve una somma ed emette moneta elettronica, ed è debitore

di chi ha depositato. Usa il denaro per concedere prestito, può tenerlo per sé. Nonostante ciò il denaro

viene investito nell’IMEL, rimane all’interno o viene prestato.

Attese di denaro-> money transfer. Il ricevente o l’emittente possono essere sprovvisti di conto. Questa

attività è resa possibile anche grazie ad agenti, che operano per conto di banca.

Un’altra distinzione fa riferimento all’esercizio congiunto della raccolta del risparmio e della concessione di

credito.

BANCA-> raccolta risparmio/ concessione di prestiti -> esegue una duplice prestazione.

Intensità della delega conferita ad investire il risparmio ottenuto in surplus-> grado di autonomia che è stato

ottenuto dall’intermediario per decidere il proprio grado di risparmio.

Quale soggetto è delegato? La banca che è libera di decidere come impiegare il denaro.

Ha un livello più basso di delega la gestione collettiva del risparmio: modo in cui si manifesta la modalità di

scambio, di tipo assistito.

Ci sono degli investitori che raccolgono questo risparmio e lo investono in vari titoli.

Il singolo fondo comune di investimento è autonomo nel decidere come utilizzare il risparmio, però dichiara

in anticipo quale sarà la politica seguita.

Diversificazione e classificazione degli intermediari

Vi sono intermediari monetari (le banche) e intermediari non monetari (tutti gli altri). Poiché la funzione

monetaria si basa sull’offerta di debiti bancari (depositi) accettati dal pubblico quali mezzi di pagamento

alternativi alla moneta legale, le banche hanno per lungo tempo conservato il monopolio di tale funzione e

sono state sottoposte a un controllo pubblico più stringente. Tale distinzione nel corso del tempo ha perso

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parte del suo significato poiché, oltre alle banche, altri intermediari sono autorizzati a offrire mezzi di

pagamento. Infatti i cosiddetti IMEL (Istituti di Moneta Elettronica) emettono, in via esclusiva, strumenti

elettronici di pagamento che incorporano un valore monetario equivalente all’ammontare dei fondi ricevuti

dall’emittente. Vi sono poi gli IP (istituti di Pagamento) che sono autorizzati esclusivamente a prestare

servizi di pagamento.

Si deve poi distinguere tra intermediari bancarie e intermediari non bancari.

Nel circuito indiretto gli intermediari assumono impegni nei confronti dei datori di fondi e posizioni di credito

nei confronti di prenditori di fondi. Nei circuiti diretti gli intermediari intervengono quali fornitori di servizi a

coloro che domandano fondi e a coloro che offrono fondi (servizi di negoziazione e gestione patrimoniale)

senza interporre il proprio bilancio ma limitandosi a percepire commissioni. Le principali caratteristiche

dell’attività esercitata dall’intermediario si riflettono sul suo bilanci e descrivono l’orientamento del modello

di economicità.

Intermediari creditizi

BANCA-> esercizio congiunto di credito e raccolta di risparmio. Definizione contenuta nel 385/1993 (TUB).

TUB-> normativa di base che disciplina attività delle banche in Italia. È il testo unico bancario. È una

raccolta di articoli che disciplinano con carattere di legge.

L’attività bancaria ha carattere d’impresa.

1936-1993-> molte banche non erano imprese (non avevano lo scopo di lucro), avevano altri finalità.

1993-> definizione valida per tutte le banche quella del perseguimento del profitto. La banca può fare quasi

tutto (banca universale).

La banca svolge un’attività di intermediazione finanziaria, cioè il conferimento di risorse finanziarie a titolo

di credito utilizzando prevalentemente fondi ottenuti da terzi a titolo di debito e, in parte minore, a titolo di

capitale proprio.

Secondo l’ordinamento italiano la raccolta di risparmio tra il pubblico e l’esercizio del credito costituiscono

attività bancaria. Essa ha carattere d’impresa: ciò implica che, per aversi attività bancaria, la raccolta

presso il pubblico dei risparmiatori nell’ambito delle diverse fonti del passivo e la concessione di prestiti

debbono necessariamente svolgersi congiuntamente. Inoltre, la banca è un’impresa il cui operare è

necessariamente governato da una funzione obiettivo in cui il profitto ha un ruolo rilevante.

Le banche sono gli unici intermediari abilitati in via esclusiva all’esercizio dell’attività bancaria.

Le banche esercitano, oltre l’attività bancaria, ogni altra attività finanziaria, secondo la disciplina propria di

ciascuna, nonché attività connesse e strumentali. Sono salve le riserve di attività previste dalla legge: in

conformità alla scelta del Legislatore di adottare il modello istituzionale della “banca universale” ciascun

intermediario può realizzare liberamente, secondo le proprie scelte strategiche, la combinazione produttiva

desiderata seguendo un livello di specializzazione/diversificazione configurabile secondo le direttrici

prodotto/mercato/tecnologia.

Il Legislatore fa salva la disciplina delle altre attività finanziarie anche qualora le stesse siano esercitate da

banche: per esempio la banca svolge attività di factoring. Le uniche aree di attività riservate a intermediari

diversi dalle banche sono l’attività assicurativa e l’attività di gestione collettiva del risparmio, presidio delle

SGR (Società di gestione de Risparmio).

Gli intermediari creditizi non bancari sono le società di leasing, società di factoring e società di credito al

consumo alle quali si sono progressivamente affiancati i Confidi, la CDP (Cassa depositi e prestiti) e i

veicoli per la cartolarizzazione (SPV, Special Purpose Vehicle).

Natura della passività bancaria-> raccoglie denaro attraverso depositi accettati come mezzi di pagamento

(moneta). Gli altri intermediari finanziari creditizi non possono emettere passività. 50

La banca non può svolgere attività assicurativa; questa funzione è riservata alla imprese assicurative.

Possono vendere prodotti assicurativi, ma non sono loro.

La banca, inoltre, non può svolgere attività di gestione collettiva del risparmio: è la raccolta di denaro di più

soggetti che costituisce un PATRIMONIO COLLETTIVO e gestione di questo come unico. Questa attività è

riservata alle SGR. Delega su come gestire questi risparmi, il rischio è assunto da chi deposita sul SGR.

Perché decidiamo di delegare la gestione del nostro denaro? Perché non ne abbiamo competenze.

Delega di gestione e possibilità di gestire patrimoni come uno unico.

SGR raccolgono depositi, conferendo loro prodotti all’attività bancaria. Non possono occuparsi di gestione

del mercato (Borsa).

Le banche formano il loro CE da interessi passivi (che derivano da operazioni di prestito, se le cose vanno

bene percepiscono interessi, per esempio con i mutui) e interessi attivi (che derivano da concessione

crediti (c/c) o obbligazioni).

La differenza generata tra questi due tipi di interessi si chiama margine di intermediazione -> componente

reattività della banca di tipo creditizio. Il margine di intermediazione è la somma delle componenti di ricavi

derivanti da attività creditizia e mobiliare. Non vengono calcolati i costi operativi e le perdite su crediti

(rettifiche crediti) coperte dal margine di interesse.

Ricavi generati da servizi svolti per conto della clientela.

Commissioni->attive (altri soggetti) o passive (quando la banca emana chiede servizi). Sono

intermediazioni mobiliari (servizi che offre a persone fisiche) che la banca incassa per svolgere attività di

intermediazione mobiliare che genera commissioni.

TUB -> testo unico bancario-> all’articolo 7 troviamo le caratteristiche degli intermediari creditizi non

bancari. Il TUB li definisce comunque intermediari finanziari. In questo caso TUB e legge divergono

(sarebbero creditizi). Articolo 107 elenca le caratteristiche degli altri intermediari finanziari non bancari.

Questi ultimi operano nei confronti del pubblico, se autorizzati svolgono servizi di tipo monetario

(pagamenti).

Gli intermediari creditizi-> sono soggetti che operano col pubblico per erogazione di credito. Svolgono

servizi di tipo monetario (pagamento).

Tipi di intermediari creditizi:

1)Società di leasing-> sono soggette al fenomeno di doppia erogazione-> non possono raccogliere

denaro come le banche, quindi devono richiederlo a loro. Devono quindi sostenere il costo della raccolta

del denaro presso il sistema bancario. Nascono negli anni 80 e propongono strumenti non utilizzati prima.

Negli anni 80 proponevano strumenti che le banche non usavano. Negli anni 80 venivano definiti come

operatori parabancari che si specializzano in questa attività.

La società di leasing proponeva il leasing finanziario.

Leasing->contratto con cui una società concede l’utilizzo di un bene a un locatario (utilizzatore) contro il

percepimento di canoni periodici.

Differenza tra leasing e un normale affitto ->nell’operazione di leasing troviamo la presenza di un opzione

contrattuale finalizzata alla possibilità di riscattare il bene alla fine del contratto.

Un'impresa poteva scegliere di avere un bene finanziandosi con una banca (acquisto diretto) oppure

ottenere il bene in concessione tramite un contratto di leasing.

Esistono 2 tipologie di leasing:

- Operativo-> proposto dalla stessa azienda che produce il bene. Esempio: aerei concessi in leasing.

La proprietà del bene rimane al locatore. Vi è un forte contenuto di manutenzione e servizio che

l'azienda produttrice concede al locatario. 51

- Finanziario->usata dagli intermediari finanziario. È una modalità alternativa di acquisire un bene

rispetto a un normale contratto di prestito. Qualifica questo contratto l’assenza di tutti quei profili che

fanno parte dell'assistenza e dei servizi aggiuntivi.

Cose in comune->possibilità di riscattare il bene.

Un'impresa incarica una società produttiva di costruire un bene, che verrà acquistato dalla società di

leasing che lo concederà in locazione all’utilizzatore. In questo caso la società di leasing è un intermediario

finanziario.

Questa società non ha l’interesse di avere in ritorno il bene->il riscatto avrà un prezzo così basso che il

locatario è incentivato a riscattarlo. Negli anni 80 il legislatore ha visto bene questo –> una motivazione di

carattere fiscale ha fatto sì che si sviluppassero queste società. Nel 1993-> con l'entrata in vigore del TUB

le banche possono fare questo tipo di “acquisto”; in questo momento gli intermediari creditizi hanno iniziato

a perdere posizione perché la banca offriva prezzi migliori.

Oggi l’attore principale delle società di leasing è la banca. Non è la banca che si occupa del leasing, è una

società all'interno del gruppo bancario (viene acquistata dalla banca, la società, viene finanziata dalla

banca). Ciò ha eliminato le società di leasing, queste ultime sono controllate dalle banche.

La banca dopo il 1993 poteva comprare una società di leasing. La società di leasing proporrà i suoi

strumenti attraverso gli sportelli della banca, i contratti sono stipulati dalla società di leasing, non falsa

banca, avviene grazie alla rete bancaria.

Ci saranno molte società all'interno della banca, ognuna delle quali propone vari servizi. Tutte queste

società più la banca compongono il gruppo bancario.

Alcuni contratti come il credito al consumo o leasing no vedono come controparte contrattuale società

controllate dalla banca stessa. Queste società offrono un servizio di leasing finanziario, non operativo

Una banca può creare al proprio interno un IMEL.

Una società di leasing ha un margine dovuto agli interessi (non alle commissioni), sui canoni ci sarà una

componente “interessi” che si suddivide in due ->interessi attivi che guadagna e interessi passivi che deve

alla banca.

2)Società di factoring-> origine simile a quella delle società di leasing. Nascono negli anni 80 proponendo

uno strumento che le banche non potevano offrire perché vincolate da una normativa stringente (fino al 93).

Il contratto di factoring riguarda l'acquisizione, da parte delle società di factoring, in via continuativa di

crediti.

Caratteristica base di questo contratto -> la società anticipa il valore del credito che è stato ceduto da

un'impresa (gli anticipa una percentuale, con uno sconto). Per esempio credito di 100, applico uno sconto

di 2, i 98 sono il valore del credito. L'impresa ha bisogno di liquidità.

Cosa qualifica il servizio di factoring-> (rispetto alla banca, anch'essa presta soldi). Acquisisce crediti in via

continuativa, vi è l’assenza del segreto bancario. Vi è la possibilità di fornire informazioni in più che le

banche non possono offrire (informazioni su possibili clienti, solvibilità del cliente, aggiungono un servizio di

contabilizzazione). È un servizio più ampio e completo del servizio di anticipazione bancario.

Fino ai 93 si è avuto lo sviluppo di società di factoring indipendenti. Da quel momento le banche hanno

potuto offrire servizi di factoring (succede come nel leasing).

Il mercato del factoring vede come principali attori le società di factoring, le banche potevano acquistare e

società dopo il 93

3) Società di credito al consumo-> ora si chiamano società di credito ai consumatori. Il credito al

consumo sarebbe una contraddizione interna, sì da credito all'investimento, non al consumo. Si fanno una

serie di prestiti a persone fisiche Per scopi estranei a necessità di tipo professionale. Distinzione tra prestito

personale e prestito finalizzato 52

Prestito personale ->Prestito di medio termine che non ha uno specifico obiettivo di utilizzo a livello

contrattuale.

L’attività di società di credito a consumo consiste nella concessione di prestiti esclusivamente alle famiglie

con la forma tecnica del credito personale (senza vincoli di destinazione delle risorse anticipate) o di credito

finalizzato ( relativo all’acquisto di particolari beni o servizi).

Prestito finalizzato-> voglio comprare un auto e non ho abbastanza soldi ->prestito non viene erogato

direttamente a noi, ma alla concessionaria.

Sono nate anche loro negli anni 80. Dopo il 93-> con la possibilità da parte delle banche di concedere

credito al consumo, ma la scelta delle banche è stata quella di acquistare una società di credito al

consumo.

Sono rimaste un buon numero di società indipendenti. Molte persone avevano la necessità di tenere

prestiti, ma erano debitori di non Buona solvibilità (non puntuali nei pagamenti, sono escluse dal credito al

consumo da parte della rete bancaria), vanno dalla società indipendente.

4)Confidi -> consorzio di garanzia fidi. Nascono per iniziativa di associazioni di categoria (tipo artigiani

della provincia di Alessandria). Nascono come consorzi o cooperative nei quali i soci creano questa società

che aveva lo scopo di rilasciare garanzie al sistema bancario. Quando un'impresa chiedeva in prestito, se

coinvolgeva anche il consorzio di garanzia era più facile ottenete un prestito. Confidi aggiungeva la propria

garanzia, se l'impresa era insolvibile, un 40/50% del prestito veniva rimborsato dal confidi (che percepisce

una commissione da parte dell'impresa che richiede il prestito), così la banca rischiando di meno era

incentivata a prestare denaro.

I Confidi sono soggetti a natura cooperativa o consortile che rilasciano garanzie collettive a fronte di

finanziamenti erogati a favore delle imprese socie o consorziate.

Il confidi aiuta molto la concessione di credito soprattutto alle imprese piccole/medie. Nasce come

iniziativa delle imprese del settore. Una banca quando presta del denaro c'è il problema dell’asimmetria

informativa. In questo caso il confidi ha delle informazioni sulle singole imprese, quindi se la banca vedeva

la sua garanzia era più incentivata a prestare denaro.

In caso di non solvibilità, la garanzia può essere:

- Personale (fideiussione) concessa dai confidi, recuperavano poi il denaro tra di loro

- Reali->ad esempio titoli che confidi metteva a disposizione nel caso di insolvenza.

Margine->percepisce delle commissioni, non interessi (per esempio 1% del prestito, non ha collegamento

diretto col debito). Alcuni confidi hanno incrementato la loro dimensioni, andando a costituirsi come società

per azioni. È possibile divenire una banca di garanzia (la normativa lo rende possibile).

5)Cassa depositi e prestiti-> concede finanziamenti agli enti pubblici. Utilizza un Circuito postale-

>raccoglie denaro che utilizza per il finanziamento agli enti pubblici. È un intermediario finanziario che

utilizza un circuito esterno.

La CDP oltre a gestire risorse per conto dello Stato e di altri Enti della Pubblica Amministrazione, concede

finanziamenti e svolge attività di assistenza finanziaria nei confronta degli Enti Pubblici, rappresentando

l’intermediario del circuito indiretto “pubblico” il cui modello di economicità è caratterizzato dal

perseguimento del margine di interesse.

6) Società veicolo per la cartolarizzazione -> tradizione del termine “securitisation”, si può anche tradurre

come titolarizzazione. Security significa titolo (anche). Operazione con la quale si trasforma qualcosa che

non è titolo (è uno strumento finanziario comunque) in titolo.

Esempio di operazione finanziaria non caratterizzata da titolo-> un prestito. 53

Le SPV consentono la conclusione delle operazioni di cartolarizzazione poiché si rendono cessionarie

(attraverso l’acquisto) di crediti o di altre attività finanziarie, emettendo titoli con specifiche caratteristiche

tecniche.

Immaginiamo che una banca abbia concesso prestiti in cambio di un mutuo che ha erogato. Ha dovuto

raccogliere denaro in depositi (se no non potrebbe prestare denaro).

BANCA

mutui depositi

1° fase->Creo una società veicolo definita “special purpose vehicle “, un veicolo giuridico che ha uno scopo

ben definito. La banca eroga un prestito ponte a questa società.

SPV (special purpose vehicle-> società della banca)

100 PN

100-> flusso ponte (a breve termine)-> viene utilizzato per comprare i mutui.

2° fase->Con quei 100€ il vehicle compra i mutui dalla banca. La banca si è liberata dei mutui per avere un

cambio della liquidità.

SPV

100 (mutui) PN

100-> prestito ponte (bridge).

3° fase -> il vehicle ha mutui per 100, emette dei titoli che andranno nel passivo che vende a dei

sottoscrittori (esterni) e incassa 100€.

SPV

100 (mutui) PN

Incasso 100 prestito ponte 100

Titoli 100

4°fase-> va ad eliminare il prestito ponte (bridge).

SPV

100 (mutui) PN

Titoli 100 54

Tutto nasce perché la banca vuole togliersi dei mutui (scelti per essere un portafoglio diversificato). Questi

mutui sono tecniche rischiose-> se costituisco un portafoglio diversificato non è molto rischioso.

I titoli vengono comprati dagli investitori.

Logica cartolarizzazione ->la banca che prima aveva mutui, ora è caratterizzata da liquidità, con questa

liquidità può erogare altri prestiti.

Il mutuo continuerà ad essere gestito dalla banca (il debitore ha rapporti con la banca), che girerà tutto alla

società veicolo. Per il veicolo i titoli rappresentano un debito, questo debito verrà rimborsato con gli incassi

che riceve dai mutui. Quando il debitore originale paga le rate, la società veicolo può rimborsare il debiti.

Il problema è legato alla qualità dei mutui. I primi mutui ceduti erano in qualità discreta ,quindi qualcuno non

sarà stato in grado di rimborsare il debito. Le prime operazioni sono andate bene e quindi facevano prestiti

a nuovi soggetti ->la massa di debitori di buona qualità diminuisce e rimangono solo quelli di cattiva qualità.

Prime -> clienti che hanno Buona attività creditizia

Subprime ->clientela sotto la qualità, non tutti sono buoni debitori

Le banche hanno cominciato a ripetere l’operazione con operatori subprime.

Se si hanno molti clienti subprime le società di veicolo non riusciranno più a rimborsare i titoli (venduti a

vari clienti).

Capitalizzazione cube-> capitalizzazione al cubo-> nascono 2 nuove categorie di società di veicoli (si

accaparrano come mutuo i loro titoli).

In generale in una cartolarizzazione di primo livello, su 100 mutui ce ne saranno almeno 10 che non

rimborsato. I titoli saranno diversi: 10 di questi saranno insolventi, altri 10 ad alto rischio, 20 a rischio

debole e 60 sicuri. I titoli sono distinti in termini di priorità di rimborso: il primo guadagno va a rimborsare i

60 (rating AAA), il secondo ai 20 (rating A), il terzo ai primi 10 (rating B), nel caso in cui mi rimborsassero

anche gli ultimi 10 allora la società di veicolo può rimborsare anche gli ultimi 10 (rating D). Di solito gli ultimi

titoli la banca non riesce a venderli, rimangono in suo possesso.

Le banche statunitensi hanno iniziato a caricarsi di titoli di questa natura. Nelle cartolarizzazioni vengono

emessi titoli ma con rimborso diverso.

Le poche operazioni di questo tipo fatte in Italia non sono state disastrose come quelle statunitensi.

Attività di intermediazione mobiliare

Vi sono diversi ambiti:

1)Assunzione di partecipazioni: acquisisce titoli azionari con l’obiettivo di assumere un ruolo nel governo di

un impresa partecipata, investire nel capitale di rischio delle imprese, obiettivo a medio termine perché si

assume una partecipazione nell’ottica di andarla a rivendere con l’obiettivo di avere un a plusvalenza,

quest’attività dà luogo ad un margine di plusvalenza, il margine verrà ottenuto alla dismissione della

partecipazione. Può essere svolta in varie fasi del ciclo d’impresa: se è svolta in una fase iniziale viene

definita venture capital, e nella fase successiva di maturità viene definita private equity. L’acquisizione di

un capitale d’impresa è stato un fenomeno che ha caratterizzato il sistema bancario nei primi anni del 900

dando vita a forte partecipazioni tra banche e imprese e viceversa, può rappresentare rialzi ma anche

cadute, negli anni 20 e 30 nella fase successiva è stata caratterizzata da una separazione netta tra banche

e imprese, le banche non potevano avere partecipazioni nelle imprese e le imprese non potevano avere

partecipazioni nelle banche, se l’impresa concentra prestiti nella banca, se l’impresa cade, la banca di

conseguenza cade. Le banche potevano erogare prestito ma non potevano mettere partecipazioni.

C’erano poi intermediari che erano specializzati nelle assunzioni di partecipazioni delle imprese. 55

Gli intermediari di partecipazione svolgono istituzionalmente un’attività d’investimento nel capitale di rischio

delle imprese

2)Servizi di investimento: definiti da un apposito decreto legislativo 58 del 1998, definito TUF(testo unico

della finanza) o (testo unico delle disposizioni in tema dell’intermediazione finanziaria)è corpo normativo

unitario che disciplina aspetti dell’intermediazione mobiliare. I servizi di investimento vengono tipicamente

svolti dalle imprese di investimento, in Italia le SIM (società di Intermediazione Mobiliare), ossia imprese

autorizzate per conto proprio e per conto di terzi i servizi di investimento e i servizi accessori.

Varie tipologie:

1) la trasmissione di ordini: le persone fisiche e giuridiche non possono accedere ai vari mercati

direttamente, la trasmissione di ordini avviene per il tramite di un intermediario che svolge un servizio di

trasmissione di ordini.

2 )consulenza a imprese e persone fisiche :consulenza nella scelta dei titoli.

3 )negoziazione per conto di terzi: si autorizza l’intermediario a vendere e acquistare i titoli con un più

ampio grado di delega.

4 )negoziazione in conto proprio: può vendere e acquistare titoli ottenendone un guadagno

5 )sottoscrizione di titoli : momento di emissione dei titoli. Otterrà un margine che deriva dalle plusvalenze

connesse al possesso del titolo.

Chi è autorizzato a fare questi servizi?

- Banche

- Società di intermediazione mobiliare o sim: società a doc autorizzata a svolgere quest’attività la

normativa comunitaria le chiama imprese di investimento.

3)La gestione del risparmio (asset management):

gestione individuale: carico del patrimonio di un singolo e decide come investirlo, operazioni sul singolo

patrimonio.

gestione collettiva: aggregazione di molteplici patrimoni.

società di gestione del risparmio: sono autorizzate a svolgere entrambe le gestioni, le banche possono solo

svolgere quella individuale.

Le SGR : possono promuovere la costituzione dei OICR (veicoli con i quali si realizza la gestione collettiva

del risparmio). Le SGR (società di gestione del Risparmio) svolgono professionalmente attività di asset

management, ossia gestione del risparmio per conto terzi su base individuale e su base collettiva.

OICR-> la gestione collettiva del risparmio avviene attraverso gli OICR (organismi Investimento Collettivo

del Risparmio) che assumono la veste giuridica del fondo comune di investimento (a sua volta distinto in

aperto e chiuso) e SICAV (Società di Investimento a Capitale Variabile), particolari tipologie di società per

azioni il cui oggetto esclusivo è l’investimento collettivo del patrimonio raccolto presso il pubblico mediante

emissione di proprie azioni e che, pertanto, non gestiscono un patrimonio distinto da quello proprio. Della

categoria degli investitori istituzionali fanno parte i fondi comuni di investimento aperti e chiusi, le SICAV, i

fondi immobiliari, i fondi pensione e le compagnie di assicurazione per il ramo vita.

Caratteristiche OICR:

fondi comuni di investimento: è organizzato e costituito da una SGR che decide di fare questo fondo

comune e raccoglie risparmi e investimento di persone che vogliono sottoscrivere questo fondi, SGR che

gestisce ogni OICR decide come investire e gestire questi fondi comuni di investimento, ogni fondo ha una

politica diversa (titoli di stato imprese statunitense, aziende energetiche, aziende bancarie). Vi è

separazione patrimonio SGR e fondo comune.

Fondo aperto: è possibile investire e disinvestire senza limitazioni temporali, possiamo comprare quote

fondo comune o farcele rimborsare. 56

Fondo chiuso: ha una durata predefinita (8-10 anni) capotale raccolto al momento della costituzione e

rimborsato solo al momento della liquidazione del fondo.

Come uscire dall’investimento? Possiamo venderla ad un altro soggetto.

Perché conferire capitale in un OICR? Conferisce una delega importante alla SGR, è possibile entrare con

investimenti molto piccoli, questo consente a chi ha modesti capitali diversificare la gestione di portafoglio.

La gestione delle SGR ha dei costi che vengono ripartiti su una massa diversificativa: se abbiamo

patrimonio importante possiamo sostenere il costo delega gestionale attraverso la gestione individuale, se

la somma è piccola è meglio rivolgersi ad una gestione collettiva.

Altro vantaggio: liquidità

SICAV: società investimento a capitale variabile, poco diffuse in Italia.

- Società di gestione dei mercati regolamentari: mercati si formano per iniziativa di società private

che sono autorizzate a svolgere quest’attività, questa autorizzazione prevede autorizzazione da

parte della CONSOB e che prevede un regolamento che disciplina modalità di scambio,

ammissione agli scambi, obblighi operatori, tipologie contratti, quali soggetti possono accedere,

modalità formazione prezzi ecc..

Attività può essere svolta solo da una società a doc, in Italia è la borsa italiana.

Società di gestione accentrata: servizi che sono di supporto ai mercati, si occupano di gestire in modo

accentrato l’emissione di operazioni di liquidazione di vendita in titoli e operazioni di compensazione

creditorie e debitori. Negli anni 80 molti depositavano titoli presso una banca la quale li depositava presso

la monte titoli ( deposito titoli maggior parte degli investitori), i titoli erano fisicamente presenti in questa

società di gestione accentrata. Divennero poi col tempo titoli dematerializzati.

INTERMEDIAZIONE ATTIVITA’ ASSICURATIVA

L’impresa di assicurazioni gestisce i rischi puri: eventi il cui verificarsi determina solo effetti negativi per

persone o imprese. Decreto legislativo 209 del 2005 viene definito codice delle assicurazioni private, è

finalizzato a regolamentare l’attività assicurativa che ha carattere d’impresa e l’esercizio è riservato alle

imprese di assicurazione. Ha una riserva di legge.

Questi rischi, la cui manifestazione comporta solo effetti negativi per l’assicurato; se gestiti con riferimento

a una collettivà omogenea di situazioni/soggetti, possono essere previsti e coperti attraverso l’applicazione

di un premio minore della somma assicurata. La determinazione dei premi avviene in via anticipata su basi

probabilistico - attuariali (ipotesi statistiche) e finanziarie, con la conseguenza che viene a meno la

concomitanza temporale tra la prestazione e la controprestazione. Se, a livello di singolo, esiste incertezza

nella manifestazione futura dei flussi in uscita, così non è a livello aggregato del portafoglio della

compagnia di assicurazione che, per la legge dei grandi numeri, può agire in regime di relativa certezza.

L’attività delle imprese di assicurazione consiste nel ripartire il costo prodotto da un evento negativo tra tutti

gli individui esposti allo stesso rischio sulla base della frequenza attesa di accadimento dell’evento

negativo.

I principali rami di attività di un intermediario assicurativo sono: il ramo danni, nel quale i rischi riguardano

beni (rischi incendio, furto, ecc..), soggetti (rischio di infortunio), patrimonio (responsabilità civile); il ramo

vita, nel quale i rischi riguardano la vita umana ( rischio di morte).

Il margine assicurativo è composto da un lato dal saldo tecnico (premi al netto) distinto per ramo danni e

vita, dall’altro dal saldo della gestione finanziaria (tale rilievo ha un rilievo fondamentale poiché l’inversione

del ciclo finanziario tipico della compagnia determina la formazione di ingenti risorse che vengono investite

secondo le logiche tipiche di un investitore istituzionale). 57

Agli intermediari assicurativi possono essere affiancati (anche se non assimilati) i fondi di pensione, che

svolgono un’attività finalizzata alla gestione del rischio di copertura previdenziale.

Qual è il principio alla base attività assicurativa? Ci sono eventi che con riferimento al singolo hanno

elevata aleatorietà in termini sia di momento sia di onere, aggregando caratteristiche di rischi simili, si può

prevederli sulla base di distribuzioni con base a doc, l’intermediario può aggregare una somma che

ovviamente è inferiore all’eventuale somma che dev’essere pagata in caso di evento.

Aggregazione dei rischi e premio determina un cambiamento dei rischi, perché per i singoli rimane rischio

puro, ma se imprese diventa rischio speculativo, perché se le cose andranno bene per la compagnia

assicurativa dovrà subire minori esborsi, se andranno male maggiori esborsi .

Le compagnie assicurative possono collocare prodotti assicurativi con diverse modalità:

- Agenti assicurativi che operano per una o più compagnie collocando prodotti assicurativi.

- Accordi di distribuzione prodotti attraverso rete bancarie.

- Vendere in modo diretto ,evitando il ricorso agli agenti o alle banche, il vantaggio è che non si

sostiene il costo dell’agente o della banca.

La determinazione del premio assicurativo si basa su due ipotesi:

- Ipotesi assicurativa o statistica probabilistica che fa riferimento a come si distribuiscono elementi

dannosi

- Ipotesi finanziaria: sottoscrivete il 31 marzo una polizza che ha la durata di un anno , il nostro

evento dannoso può avvenire in qualunque momento, ma il premio noi lo paghiamo il 31 marzo,

prima paghiamo e poi durante l’anno potrà accadere l’evento, la polizza riguarda se l’evento

accadrà e c’è un ipotesi che dice che avverrà dopo la sottoscrizione della polizza, le imprese

raccolgono fino da subito il denaro e dopo andranno a pagare i sinistri. Applicazione sconto al

momento di effettiva manifestazione dell’evento sinistro.

L’attività assicurativa si distingue in 2 rami:

- Ramo danni: riguardano i beni, patrimonio, responsabilità civile e venti legati alla vita delle persone

come le malattie e gli infortuni

- Ramo vita: morte sopravvivenza e mancanza di reddito per invecchiamento

Che margine hanno le imprese assicurative? Legati alle due ipotesi assicurativa e finanziaria:

- Margine saldo tecnico: premi incassati - i sinistri - le spese operative

- Margine saldo della gestione finanziaria: le somme vengono riscosse in anticipo ed esiste una

disponibilità di potere acquisto presso le imprese assicurative, che vengono poi investite

determinando il saldo della gestione finanziaria.

ATTIVITA’ PREVIDENZIALE

Fondi pensione: sono un modo di gestire in modo collettivo il risparmio, l’obiettivo è quello di garantire ai

pensionati prossimi una remunerazione integrativa rispetto alla sola pensione pubblica, col passaggio dal

modello contributivo a quello retributivo cambia il tasso di remunerazione.

Gli attuali pensionati: pensione di tipo retributivo, importo commisurato agli ultimi redditi ottenuti ,il tasso di

sostituzione medio era intorno al 90/91 % ,sistema non sostenibile perché scollegato dai contributi

effettivamente ottenuti,distorsione che verrà eliminata.

Provvedimento riforma dini -> 31/12/1995-> chi aveva superato l’orizzonte di metà percorso lavorativo

continuativo avrebbe ottenuto una pensione retributiva. Chi non aveva ancora iniziato a lavorare avrebbe

ottenuto una pensione contributiva. Chi invece aveva già iniziato a lavorare ma non ha superato l’orizzonte

di metà percorso segue un percorso misto: per gli anni che aveva lavoravo prendeva una pensione

retributiva, mentre per gli anni mancanti avrebbe preso una pensione contributiva. 58

Si ipotizza che il tasso di sostituzione viaggi tra il 50/60% , su uno stipendio di 2000€ la pensione percepita

sarebbe 1000€, su 1800€ pensione di 900€. Per sopperire questa cosa si sono costituiti i fondi

pensionistici. Alla fine del periodo lavorativo si avrà una erogazione del capitale ottenuto sulla base di

ipotesi di mortalità o vitalità. Il fondo pensione di determina durante l’attività lavorativa.

I fondi di questa pensione vengono alimentati dal TFR.

Il fondo può essere:

- aperto -> nascono per iniziativa singoli intermediari finanziari, sono destianti principalmente ai

lavoratori autonomi su base individuale o collettiva e vengono alimentati dai contributi dei singoli

lavoratori.

- Chiuso->o negoziali-> gestito da un SGR, nascono da accordi tra le parti sociali, sono destinati

principalmente ai lavoratori dipendenti su base collettiva e vengono alimentati da contributi di

lavoratori e datori di lavoro e dal TFR.

Fondo previdenziale:

- Pensione pubblica

- Conferimento TFR

- Contributi volontari

MOLTIPLICATORE DELLA BASE MONETARIA E LA CREAZIONE DI MONETA BANCARIA (cap.8)

Natura monetaria dei depositi bancari

Potenziale creazione di quantità infinite di moneta. Effetti distorsivi per l’economia reale di una

scarsa/eccessiva quantità di moneta :

• Deflazione

• Inflazione.

Con gli accordi di Maastricht la politica monetaria viene gestita dalla Banca Centrale Europea e dal

Sistema Europeo delle Banche Centrali. Le Banche Centrali nazionali svolgono compiti di natura operativa

in termini di politica monetaria, agiscono su quanto definito dalla BCE.

Meccanismo di creazione di moneta BCE presta alle banche 100 (le banche hanno un

debito oppure vendono titoli alla BCE in cambio di

moneta.

Banche concedono prestiti alle imprese per 100.

Le imprese o pagano salari o comprano merci (per

esempio pagano 100 di stipendi).

Le famiglie depositano sui conti correnti.

Alle banche arriva 100, quindi le prestano ad altre

imprese che pagano stipendi a famiglie che

depositeranno in banca e coì via, il giro è infinito e porterebbe alla creazione di depositi infiniti.

La creazione di moneta: il bilancio delle banche il primo SP è complessivo del sistema bancario.

Si legge il meccanismo di creazione di moneta, i

depositi giungono a 300 grazie alla base monetaria.

La creazione di moneta è legata al fatto che le banche

depositino e prestino denaro. È necessario rallentare e

governare il meccanismo. 59

A fronte del totale dei depositi non c’è corrispondente BM, a fronte di 300 in depositi ci sono banconote solo

per 100.

Il meccanismo di creazione di moneta

E’ implicito nel business delle banche ed è legato all’attività di raccolta di denaro e di prestito alle imprese.

Le imprese riceventi un prestito useranno il denaro per pagare fornitori di merci (a propria volta imprese) e

di lavoro (persone fisiche). Il denaro ricevuto da questi soggetti viene versato sui conti delle banche che a

questo punto possono usare il denaro ottenuto per fare nuovi prestiti alle imprese. Il meccanismo di

raccolta e prestito è potenzialmente infinito e può portare alla creazione di quantità eccessive di moneta. La

presenza di riserve obbligatorie e libere e la detenzione di moneta legale da parte del pubblico limita il

meccanismo di creazione di nuova moneta (depositi).

Metodo che prevede di far versare una parte dei depositi verso la banca contrale (di una percentuale dei

depositi)-> RISERVA OBBLIGATORIA.

Le banche, ad esempio, mantengono l’1% di denaro contante presso le sedi (per far fronte alle richieste di

denaro depositato prima dalle famiglie).

Il controllo dell’offerta di moneta attraverso la riserva obbligatoria

Per limitare il meccanismo di creazione di moneta, la

Banca Centrale obbliga le banche a depositare presso i

suoi conti una percentuale dei depositi (nell’esempio

pari al 10%). Ciò limita la creazione di nuova moneta

bancaria. Inoltre, anche le famiglie detengono una certa

percentuale di contante per effettuare i propri acquisti.

Questo limita il meccanismo di moltiplicazione.

Scattando il vincolo di riserva obbligatoria del 10%

(verso BC), rimangono 90 che vanno a fare lo stesso percorso e torneranno poi al sistema bancario, il 10%

di 90 vanno in riserva obbligatoria e quindi 81 finiranno a fare lo stesso percorso.

Effetto della riserva obbligatoria sui bilanci delle banche

La riserva obbligatoria rappresenta un credito che le

banche hanno nei confronti della BC. Sono diverse dalle

riserve (poste dal PN).

Il moltiplicatore della base monetaria

Offerta di moneta (OM): base monetaria (moneta legale) (BM) e depositi bancari (D).

BMp = moneta detenuta dai privati 60

RB = moneta detenuta dalle banche in riserva (obbligatoria e libera).

la quantità complessiva di moneta generata a causa

di questo meccanismo non è infinita.

Base Mp è la percentuale di contante che ognuno di

noi tiene nel portafoglio.

Attraverso i depositi si possono fare pagamenti.

BM-> somma del portafoglio + RB (obbligatorie o

libere quello che la banca trattiene nelle sedi, viene

deciso dalla banca l’importo).

BM/D =p

RB/D=r

p-> percentuale dei contanti rispetto ai depositi. Per esempio una persona ha 10000€ in banca, se tiene

100€ nel portafoglio-> p=1% (0.01). p deve essere stimato (è una percentuale tendenzialmente piccola, è

una percentuale media).

Offerta complessiva di moneta

Se la base monetaria complessiva è pari a 100, le riserve detenute dalle banche (libere e obbligatorie)

sono pari al 3% dei depositi e le riserve detenute dai privati sono pari al 2% dei depositi, l’offerta

complessiva di moneta è pari a 2.040.

Il totale dei mezzi di pagamento (che è nella totale offerta di moneta) sono una parte rappresentati da

moneta legale e dall’altra di depositi.

L’offerta complessiva di moneta

E’ inoltre possibile calcolare la quantità complessiva di depositi, di base monetaria detenuta dal pubblico e

di riserve bancarie.

Nell’esempio proposto è possibile calcolare:

100:

- 60 presso il sistema bancario

- 40-> sotto forma di banconote detenute dal privato

Depositi complessivi-> 2000 con 100banconote in circolazione.

Sulla base di questa relazione BC governa la quantità complessiva di moneta in circolazione.

Le riserve libere e obbligatorie

Se la base monetaria complessiva è pari a 100, le riserve detenute dalle banche (libere e obbligatorie)

sono pari al 3% dei depositi e le riserve detenute dai privati sono pari al 2% dei depositi, l’offerta

complessiva di moneta è pari a 2.040. 61

BMp = 40 D = 2.000 BMb = 60

La percentuale di riserva obbligatoria è definita dalla Banca Centrale. Il conto sul quale è depositata la

riserva obbligatoria funge da supporto per il sistema dei pagamenti (sistema Target, Bi-Rel, Bi-Comp). Le

banche, in relazione alle esigenze di prelevamento da parte dei depositanti devono mantenere una certa

quantità di moneta legale.

Obbligo della percentuale del 2%-> giacenza media mensile (non è un vincolo puntuale giornaliero), non

c’è un vero e proprio versamento di denaro, il vincolo viene assolto attraverso la manutenzione del 2%..

tutto quello che eccede la percentuale del 2% affluirà alle banche per fare investimenti nel mercato

monetario o affluirà sull’Euribor.

Politica monetaria: variabili e obiettivi

Variabili strumentali:

• Tassi ufficiali (rifinanziamento bancario)

• Riserve obbligatorie

• Operazioni di mercato aperto

Obiettivi operativi: obiettivi facilmente raggiungibili, dipendono più strettamente dalle variabili (sopra).

• Tassi a breve -> definizione tassi ufficiali, tassi Euribor (overnight..) vanno a definire l’andamento dei

tassi a breve. Sono obiettivi tecnici che la BC riesce a definire manovrando questi elementi

(variabili).

• Riserve bancarie

Obiettivi intermedi: sono più lontani agli strumenti che la BC ha a disposizione. BC influenza la quantità di

moneta (bisogna mantenere % di detenzione dei privati).

• Tassi a lungo termine ->sono parzialmente influenzabili (andamento divergente da quello desiderato

dalla BCE)

• Quantità di moneta

• Prezzo delle attività finanziarie

Obiettivi finali: sono obiettivi ancora più lontani. Per raggiungerli bisogno tener conto di altri comportamenti

e interazioni con altri soggetti.

• Stabilità dei prezzi

• Tasso di sviluppo dell’economia

Questo è un riepilogo della logica degli strumenti e obiettivi della politica monetaria.

REGOLAMENTAZIONE NEL SISTEMA FINANZIARIO: POLITICHE DI CONTROLLO E AUTORITA’

(cap.10 libro)

Le ragioni fondamentali del controllo pubblico

La regolamentazione del sistema finanziario può essere collocata nel più ampio quadro dell’intervento

pubblico finalizzato ad assicurare stabilità ed equità nella distribuzione delle risorse ed efficienza

nell’impiego delle stesse. Tale intervento si giustifica con la necessità di correggere gli effetti dei fattori di

imperfezione e incompletezza del mercato (market failures).

Sostenitori del free banking -> mercato capace ad auto regolarsi. Negano l’opportunità della regolazione e

ritengono che la “mano invisibile” del mercato,nel lungo periodo, sia sempre capace di realizzare condizioni

ottime di equilibrio, senza incorrere in sistemi di controllo. 62

La storia limita questa visone: le deviazioni da questo equilibrio possano avere conseguenza fortemente

destabilizzanti, con gravi ricadute sull’economia reale (come per esempio la Grande Depressione negli anni

30 e la crisi finanziaria globale nata nel mercato dei mutui subprime). Anche i Paesi di tradizione più

liberista hanno da tempo disciplinato lo svolgimento delle attività finanziarie.

I contratti finanziari sono caratterizzati da un forte grado di aleatorietà, in quanto prevedono un

trasferimento di ricchezza immediato a fronte di una prestazione futura incerta. Ne deriva una situazione di

strutturale asimmetria informativa a danno del datore di risorse, spesso aggravata dalla sua incapacità di

utilizzare al meglio le informazioni in suo possesso. La regolamentazione può intervenire per aumentare

l’informazione disponibile e disciplinare il comportamento non solo dei debitori ma anche degli intermediari

che intervengono negli scambi finanziari per facilitare l’incontro tra datori e prenditori di risorse. Vi è

l’esigenza, inoltre, di assicurare particolari tutele ai piccoli investitori, riconosciuti come contraenti deboli,

per proteggere il loro risparmio ed evitare che un crollo di fiducia possa compromettere il corretto

funzionamento del sistema finanziario e la realizzazione del trasferimento di risorse da soggetti in surplus a

soggetti in deficit, fondamentale per il finanziamento degli investimenti e la crescita economica.

Perché le banche non devono fallire->innanzitutto tra i principali creditori di una anca vi sono i suoi stessi

clienti/depositanti, mentre nelle imprese il capitali di debito è detenuto da investitori professionali. Si

potrebbe allora obiettare che tutte le società organizzate secondo il modello delle public company sono

principalmente finanziate da piccoli risparmiatori: la differenza fondamentale è che i titolari azionari od

obbligazionari emessi dalle società non finanziarie non sono comunemente accettati come mezzo di

pagamento. Così il loro stato di insolvenza non rischia di compromettere il buon funzionamento dell’intero

sistema dei pagamenti, al contrario di quello che avviene con la moneta bancaria, la cui circolazione si

basa su un meccanismo fiduciario, cioè sulla convinzione che le banche siano sempre in grado di onorare

le proprie obbligazioni. La crisi di una banca genera problemi ben al di là della tutela del singolo investitore:

non solo lo stato di insolvenza può danneggiare le controparti dei rapporti interbancari, ma il crollo di fiducia

che ne deriva può coinvolgere tutto il sistema finanziario, provocando veri e propri fenomeni di panico e di

corsa agli sportelli (bank runs) che, ritenuti da tempo altamente improbabili

Alternarsi di fasi di liberalizzazione, dove ci saranno fallimenti del mercato e ci sarà poi una fase di forte

regolarizzazione.

Gli obiettivi della regolamentazione e delle vigilanza

L’impianto dei controlli pubblici sul sistema finanziario può essere idealmente suddiviso nella gestione della

politica monetaria e nell’esercizio dei poteri di regolamentazione e vigilanza. La politica monetaria si esplica

nel controllo della quantità di moneta e del livello dei tassi di interesse per raggiungere obiettivi di politica

economica, in particolare per assicurare la stabilità dei prezzi. La regolamentazione e a vigilanza, invece,

riguardano la fissazione di regole e controlli che governano il funzionamento dell’industria dei servizi

finanziari.

Concetto di regolamentazione e vigilanza. Sono strettamente collegati.

Si identifica come regolamentazione il sistema di norme che vanno a disciplinare il sistema finanziario

(leggi dello stato, direttive dell'unione europea). Si intende l’insieme di norme che disciplinano l’attività degli

intermediari finanziari e il funzionamento dei mercati.

Vigilanza invece fa riferimento all'attività di controllo del sistema finanziario. Specifiche Autorità controllano

il rispetto delle norme.

Obiettivi della vigilanza-> ha 3 obiettivi principali:

1)Stabilità->degli attori del sistema finanziario.

Dal punto di vista microeconomico si cerca di garantire il raggiungimento dell’equilibrio di gestione da parte

dei singoli operatori del settore, con particolare attenzione al mantenimento di condizioni di liquidità e 63

solvibilità, nonché al rispetto di precisi limiti all’assunzione di rischi; dal punto di vista macroeconomico si

predispongono meccanismi di prevenzione delle situazioni patologiche. Assenza di situazioni patologiche

da parte di un singolo intermediario, sia del sistema in generale. Operare in modo sano senza creare

problemi ad altri operatori e a se stessi. La stabilità la decliniamo a livello Micro (stabilità del singolo) e

macro (stabilità del sistema). La prima condizione è che tutti i singoli soggetti siano stabili. Concetto di

stabilità->un intermediario bancario deve mantenere due condizioni:

a) Solvibilità-> banca solvibile dove il PN è maggiore di 0 ed adeguato al totale delle operazioni che la

banca fa. SP

Prestiti 100 PN 10 (patrimonio dei soci)

Depositi 90 (raccolto sotto forma di depositi)

Se 8 di questi prestiti non verranno rimborsati ->

SP

Prestiti 92 PN 2

Depositi 90

Il PN non è adeguato.

Le perdite che si sono manifestate sugli impieghi vengono affrontate da parte dei soci, andando a ridurre la

loro partecipazione (quotazione), vengono scaricate sul patrimonio. Giunta a questo punto la banca è

ancora solvibile, ma per poco. Se il prossimo anno ci fosse ancora qualche soggetto che non riesce a

rimborsare il PN diventerebbe negativo e quindi diventa, la banca, insolvibile.

SP

prestiti 87 PN -3

depositi 90

Il valore dell’attivo è inferiore al passivo, anche se i prestiti rimanenti venissero rimborsati non ci sarebbe il

denaro necessario per rimborsare i depositi.

Per essere solvibile-> PN>0 e PN adeguato per affrontare i rischi.

I governi, in questo caso, vanno a far rifluire un capitale di 10 a PN, ricapitalizzano la banca. Si sono fatti

carico delle perdite affinché le perdite non andassero a colpire i depositi.

Direttiva BRRD che ha cambiato l’approccio al salvataggio alle crisi delle banche (nell’Unione europea).

Per molte banche che hanno concesso prestiti a medio lungo termine, è difficile calcolare se verrà

rimborsato il prestito (ed è ancora più difficile verificare i valori), se adottiamo un approccio restrittivo molte

imprese saranno insolvibili.

b) Liquidità-> fa riferimento alla capacità di un intermediario di adempiere in modo continuativo alle proprie

obbligazioni. È normale che ci siano alcune banche destinatarie di molti incassi ed altre che subiscono

uscite. Se su una banca non c’è timore di insolvenza, come può avere liquidità? Chiede denaro ad altre

banche. Trova altri soggetti che prestano denaro (non è illiquida). È illiquida quando la banca non trova

nessuno che gli prestano denaro (nessuno presta sul mercato interbancario) perché è poco solvibile. Come

ultima spiaggia può chiedere denaro alla banca centrale. Per non generare un effetto generico, la banca

centrale concede dei prestiti. Ogni intermediario è per definizione liquido. Questa posizione di potenziale

liquidità è dettata dalla banca, in quanto non verranno tutti i clienti a richiedere denaro nello stesso giorno.

2) Efficienza -> fa riferimento a 2 possibili accezioni: 64

Efficienza allocativa ->da parte del sistema finanziario di destinare i capitali raccolti agli impieghi più

efficienti, profittevoli e meritevoli. La capacità di raggiungere l'efficienza informativa->destinare il capitale

agli impieghi gestendo il” rischio -rendimento” (più si avrà rendimento, più si rischia). Efficienza

tecnico/operativa ->raggiungimento di un obiettivo riducendo al massimo il sacrificio di tempo e denaro,

riducendo al massimo le risorse e il tempo; abilità gestionale nel combinare i fattori produttivi per

minimizzare il costo dell’output prodotto.

Come perseguire l'efficienza->da tutti e due i punti viene perseguita con la concorrenza. La concorrenza

stimola l'efficienza. Ci sarà una concorrenza tra gli intermediari per scegliere i migliori impieghi e agli

intermediari peggiori.

Stabilità e efficienza non sono congiuntamente massimizzabili.

Un sistema che privilegia la concorrenza avrà attori meno efficienti e si entrerà in crisi, si avrà l’instabilità di

alcuni attori.

Se si privilegia la stabilità ci saranno operatori inefficienti.

I due obiettivi di stabilità ed efficienza possono essere considerati incompatibili almeno nel breve periodo.

L’assenza di libera concorrenza può contribuire a rendere il settore stabile, ma con ricadute fortemente

negative sull’efficienza degli operatori e sulla corretta destinazione delle risorse finanziarie e sull’onerosità

dei servizi offerti alla clientela. In un’ottica di lungo periodo, il trade-off tra stabilità ed efficienza appare

meno netto, tanto che i due obiettivi possono essere considerati persino complementari.

Un ambiente molto competitivo è destabilizzante per molti attori. Questa è una differenza dal sistema

finanziario rispetto agli altri sistema; cioè si deve fronteggiare la problematica della sfiducia.

È compito delle autorità della vigilanza e autorità che deve trovare il trade off (accordo) per perseguire

entrambi i profili.

3)Trasparenza e correttezza

Mantenimento di situazione di generale trasparenza e correttezza da parte degli intermediari -> si lega

sempre alla fiducia del sostenga finanziario e al tema dell'asimmetria informativa. Quest'ultima va a colpire

l'unità in surplus-> è necessaria una massa di informazioni per fare operazioni appropriate. Questa ha

ricadute sia sull’intermediario con i propri clienti e più in generale sulla formazione dei prezzi. I prezzi so

formano in modo corretto quando vi sono molte informazioni a disposizione degli attori del mercato. La

disponibilità di informazioni consente agli operatori di proporre degli strumenti finanziari cercando di

incorporare tutte le informazioni nei prezzi.

Un’economista aveva individuato 3 livelli progressivi differenti con cui i prezzi tengono conto delle

informazioni disponibili->efficienza informativa.

1° livello-> forte-> condizione non raggiunta all'epoca. Significa incorporare nei prezzi informazioni che

hanno gli insider cioè soggetti che sono in possesso di posizioni privilegiate. Queste informazioni non sono

incorporate nei prezzi; quindi gli insider potrebbero avere dei surplus (è illegale, se lo avessero potrebbero

venire denunciati). Insider trading è reato.

2°semiforte ->i prezzi incorporano non solo informazioni di tipo storico ma anche di tipo prospettico e in

generale di pubblico dominio. Tutti gli attori del mercato hanno accesso a queste informazioni, non è

possibile ottenere un surplus aggiungendo queste informazioni.

3°->debole-> significa che i prezzi incorporano tutte le informazioni di tipo storico->tutto quanto è già

accaduto nel passato (anche le analisi statistiche e le relative informazioni) è già stato incorporato nei

prezzi. Non si può speculare, cioè avere un surplus, utilizzando informazioni di tipo storico.

Relazione tra cliente e intermediario->premia i possibili conflitti di interesse. Regolamentazione e volta a

definire regole di condotta per proteggere il cliente. Esso è destinatario di una politica che porta ad evitare

65

comportamenti scorretti da parte degli intermediari. L'obiettivo è di far mantenere fiducia nel sistema

finanziario. Tutto il sistema di regolamentazione si basa su questi 3 obbiettivi (quelli descritti sopra).

La trasparenza, intesa come completezza dell’informativa fornita a tutti gli investitori, può essere

considerata a livello macroeconomico e micro. Nel primo caso si parla di efficienza informativa, cioè alla

capacità dei prezzi degli strumenti finanziari di riflettere tutte le informazioni disponibili. Dal punto di vista

microeconomico si fa riferimento alla relazione cliente-intermediario: si pensi alla chiarezza delle clausole

negoziali in un contratto di conto corrente o per la prestazione di un servizio di investimento.

Evoluzione dei principi di vigilanza nel nostro ordinamento

LEGGE BANCARIA DEL 1936 (cap 9)

Iniziale assenza di una regolamentazione specifica per le banche

Dopo l’unità d’Italia le banche (salvo alcuni ambiti specifici di attività) non erano destinatarie di una

regolamentazione ad hoc; erano disciplinate, come le altre imprese, dal Codice del Commercio del 1882. Il

sistema bancario italiano vedeva come principali attori le banche miste (Credito Italiano, Banca

Commerciale, Banca di Roma, Banca Italiana di Sconto), affiancate da altre tipologie di banche:

• Casse Rurali (con impostazione rurale), Casse di Risparmio, Monti di credito

• Istituti di Emissione (Banco di Sicilia, Banco di Napoli, Banca Romana, Banca nazionale del Regno,

Banca Toscana di credito, successivamente confluiti nella Banca d’Italia) autorizzati all’emissione

dei biglietti di banca (banconote).

Le banche miste riflettono le impostazioni delle banche tedesche. Le altre banche invece seguono una

logica/operatività locale.

Monti di credito-> basavano la logica gestionale su raccolta di risparmio e investimenti a titoli pubblici.

Vi erano quindi molteplici attori.

Ascesa delle banche miste

Le banche miste nascono spesso su iniziativa di capitali stranieri seguendo il modello tedesco. Le banche

miste favoriscono l’industrializzazione italiana alla fine dell’800 e hanno rapporti molto stringenti con le

grandi aziende, accentuati durante la prima guerra mondiale. Hanno un’operatività internazionale (specie

nel Medioriente). Le grandi imprese sono spesso i maggiori azionisti delle banche e, al contempo, sono i

maggiori debitori delle banche (senza rispettare l’equilibrio e la diversificazione del portafoglio creditizio).

Spesso le banche sono, a propria volta, i maggiori azionisti delle imprese. Risultato: la banca risulta

totalmente dipendente dalle performance e dalla volontà delle imprese (vi era un connubio stretto, come le

imprese nel sistema tedesco e giapponese). Questo modello determina una forte crescita tra aziende e

banche.

Le banche investono nelle imprese che li finanziano-> non hanno un portafoglio diversificato.

Crisi delle banche miste

Agli inizi degli anni ’20 il sistema bancario italiano si trova ad affrontare un periodo di grave instabilità

(falliscono due grandi banche miste, il Banco di Roma e la Banca Italiana di Sconto, e le altre banche miste

si trovano in grandi difficoltà). L’insolvenza delle banche miste è determinata dai legami con il sistema

produttivo in crisi post-bellica. Lo Stato interviene a salvare le imprese e le banche in crisi,

nazionalizzandole (salvando sia le imprese, sia le banche). Segue un processo di riforma del sistema

finanziario che si pone come principale obiettivo la stabilità delle banche Nel 1926 viene introdotta la

disciplina dell’autorizzazione all’attività bancaria e altri provvedimenti sono volti a tutelare i depositanti.

Lo Stato ricapitalizza le banche in perdita (PN<0) diventando il principale azionista delle banche miste. Le

banche miste sono così i maggiori azionisti delle imprese-> schema di salvataggio.

Tra stabilità ed efficienza lo Stato fascista persegue la stabilità. Non vuole più affrontare crisi bancarie.

IRI e Legge Bancaria del 1936 66

Lo Stato interviene per salvare le imprese e le banche in crisi, attraverso la creazione dell’IRI (Istituto per la

Ricostruzione Industriale) e dell’IMI (Istituto Mobiliare Italiano) nel 1933. Le banche vengono ricapitalizzate

dallo Stato. Il portafoglio delle banche viene svuotato dalle partecipazioni nelle imprese e dal credito loro

erogato (soprattutto quello a medio lungo-termine) ceduti all’IRI e all’IMI. Parte dei crediti verso le imprese

viene trasformata in partecipazioni (detenute dall’IRI). Lo Stato in questo modo si trova a essere il maggior

azionista sia delle ex-banche miste più importanti (Banca Commerciale Italiana, Credito Italiano, Banco di

Roma), sia di molte grandi imprese. Nel 1936 entra in vigore la Legge bancaria (R.D.L. 375/1936) che, con

diverse modifiche, rimarrà operativa fino al 31/12/1993.

La legge bancaria del 1936-> specializzazione dell’attività bancaria

L’ATTIVITA’ BANCARIA VIENE FORTEMENTE REGOLAMENTATA. Si usciva dal sistema di banche miste,

ne segue un principio di specializzazione. In particolare, vengono introdotti i seguenti limiti di

specializzazione:

• SPECIALIZZAZIONE TEMPORALE : limita la possibilità per le banche di fare raccolta e impieghi su

tutte le scadenze. Viene posto il limite di specializzazione di 18 mesi che porta le banche a doversi

specializzare in BANCHE DI CREDITO ORDINARIO o in ISTITUTI DI CREDITO SPECIALE. Si

viene in questo modo a creare un circuito di doppia intermediazione bancaria. Gli istituti di credito

speciale prestano e raccolgono solo a medio lungo termine, non possono farlo a breve termine (che

invece faranno quelli a credito ordinario). C’erano molte banche a credito ordinario. Gli istituti a

credito speciale operavano a livello centralizzato.

• SPECIALIZZAZIONE OPERATIVA: riguarda gli istituti di credito speciale che dovevano

specializzarsi nel finanziamento di uno specifico comparto dell’economia (agrario, fondiario,

industriale).

• SPECIALIZZAZIONE ISTITUZIONALE : attiene al controllo delle banche italiane (governante) e al

loro ambito di influenza a livello territoriale:

- Istituti di diritto pubblico: BNL, Sanpaolo, MPS, Banco di Napoli, Banco di Sicilia)

- Banche di interesse nazionale (le ex banche miste): COMIT, CREDIT, Banco di Roma;

- Casse di risparmio, Banche popolari, Casse rurali e artigiane

Vi è il divieto di partecipazioni reciproche tra banche e imprese (principio di separazione tra banca e

impresa) per evitare i disastri causati dalle banche miste. Questo divieto è netto per le banche ordinarie

(ordine assoluto), per quelle speciali, alle volte e con condizioni prestabilite, lo si può leggermente

tralasciare.

Conseguenze della legge bancaria 1936

NON AVVENGONO GRAVI CRISI MA SI VERIFICA UN CRESCENTE DETERIORAMENTO FUNZIONALE

DEL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Il sistema bancario italiano esce progressivamente dalla logica di

mercato perdendo competitività (“foresta pietrificata”). Si sviluppa un grave ritardo dei circuiti diretti (mercati

mobiliari). Il modello di intermediazione finanziaria italiano che si è affermato è di tipo “bancocentrico”. Si

perdono o non si riescono a sviluppare professionalità di alto livello connesse ad alcuni ambiti

dell’intermediazione mobiliare. Il cambiamento dell’approccio di controllo trova compimento con il

recepimento delle direttive comunitarie in materia di intermediazione bancaria 1977/80/CEE e

1989/646/CEE (recepite con il TUB - Dlgs. 385/93 – «Testo Unico delle leggi in materia bancaria e

creditizia»).

Il Banco Ambrosiano verrà salvato grazie all’intervento di 2 banche e diventa il nuovo banco ambrosiano

(che diverrà poi Intesa San Paolo).

Vi è un periodo di sostanziale stabilità che però minimizza l’efficienza. 67

Il modello della foresta pietrificata portava a focalizzazione su credito a breve termine, circuiti indiretti

(sistema banco centrico), scarso sviluppo degli intermediari mobiliari, limita lo sviluppo dei mercati e della

mentalità di vedere l’attività finanziaria come rischiosa.

Questo modello verrà spazzato via da direttive comunitarie che delineavano un quadro di progressiva

definizione del ruolo privatistico e orientato al profitto dell’attività bancaria.

Effetti della progressiva privatizzazione delle banche:

- Le ex banche miste (che prima erano S.P.A.) vendono sul mercato le partecipazioni dello Stato

- Le istituzioni di diritto pubblico e le altre tipologie di banche arrivano ad una separazione netta tra

S.P.A. (attività bancaria) e governante (che è stata incardinata in fondazioni). La fondazione

controlla le banche con partecipazioni (inizialmente erano del 100% poi è andato diminuendo).

Le direttive comunitarie fanno cambiare approccio a tutti gli altri Paesi, la spinta per la privatizzazione

deriva dal Nord Europa. Questo approccio riflette il cambiamento che si ha anche in USA e Inghilterra. In

USA l’attività bancaria era molto vincolata, poi è andata per la liberalizzazione (dopo la grande crisi del 30).

Su questo approccio si sono mossi tutti, o quasi, gli Stati.

Regole per aprire una banca-> per poter iniziare ad operare, una banca, deve richiedere un’autorizzazione.

Questa autorizzazione è legata al rispetto di parametri e dotazioni di capitale (requisiti oggettivi, sempre più

restrittivi). Il capitale disponibile deve essere di una determinata somma (che va a PN). PN-> argine che

protegge i depositanti sulle possibili perdite sugli investimenti. Principio di centralità del capitale (PN) a

tutela dei depositanti.

Quadro generale:

- Attività bancaria a carattere d’impresa (concorrenza)

- La concorrenza crea destabilizzazione-> per tutelare i depositanti le perdite vanno ad attaccare il

PN -> mantenimento della stabilità.

Ci sono circa 400 banche in Italia, prima erano 1000-> le altre 600 (meno efficienti) sono state acquisite da

altre banche (o da gruppi bancari) più importanti.

Altro principio sul quale si è spostata la definizione delle regole:

- Requisiti di onorabilità e professionalità-> se un manager manca di tali requisiti deve concedere il

proprio portafoglio e lasciare l’attività.

- Introduzione del modello di banca universale (non più specializzata)

- Principio di mutuo riconoscimento e home country control. L’attività bancaria viene autorizzata sulla

base del rispetto dei criteri oggettivi. Quando è stato autorizzata in virtù del mutuo riconoscimento

potrà operare in qualsiasi Stato. Il principio home country control fa riferimento a che deve vigilare

sul corretto comportamento dell’intermediario; il rispetto delle norme avviene grazie alla vigilanza

del Paese in cui è nata la banca.

1933-> le banche italiane erano super inefficienti-> si aveva il terrore che le banche efficienti estere

venissero in Italia e facessero concorrenza alle nostre banche che partivano già in svantaggio. Reazione

del sistema finanziario italiano->saturazione completa degli spazi per evitare che altre banche venissero in

Italia. Dopo 20 anni l’attuale tendenza è quella di chiudere sportelli che si rivelano inefficienti (e costosi).

Principio di separazione tra banca ed impresa-> si ha una attenuazione. Le partecipazioni delle banche

nelle imprese sono soggette a un regime di tipo autorizzativo (è la vigilanza a decidere sull’autorizzazione).

Cambia l’approccio della vigilanza-> da strutturale a prudenziale.

Le principali fonti normative

L’intervento del Legislatore comunitario-> Nel settore bancario, la prima e seconda direttiva (1977/80 e

1989/646) hanno posto in rilievo il carattere imprenditoriale dell’attività bancaria e subordinata 68

l’autorizzazione al suo esercizio al rispetto di condizioni di natura oggettiva, quali la dotazione minima di

capitale iniziale (spiegazione sopra).

L’intervento del Legislatore nazionale->nonostante il progressivo attenuarsi dei confini tra i diversi comparti

dell’intermediazione finanziaria (banca, mobiliare e assicurativa) i principali interventi legislativi riflettono

ancora una logica settoriale:

1. TUB-> detta la disciplina dell’attività di intermediazione creditizia svolta dalle banche e dagli

intermediari creditizi non bancari

2. TUF-> contiene le disciplina dell’attività di intermediazione mobiliare, per quanto riguarda la

prestazione di servizi di investimento, la gestione collettiva del risparmio e il funzionamento dei

mercati mobiliari.

3. CAP-> racchiude le disposizioni in materia di assicurazioni ramo vita e ramo danni

4. D.lgs. 252/2005 di disciplina delle forme di previdenza complementare sistematizza le previsioni in

materia di fondi pensione.

Legge del 1936 e il progressivo mutare d’approccio.

Il cambiamento di approccio si è manifestato anche con i soggetti che devono operare nel sistema

finanziario, perché si è avuto un progressivo cambiamento delle attività svolte dalle autorità di vigilanza.

Regolamentazione: insieme delle norme che regolano il sistema finanziario. Normativa primaria

Vigilanza: continuo sistema delle norme. Norme secondarie che vanno ad integrare aspetti tecnici non

definiti dalla normativa primaria.

Chi sono le autorità di vigilanza? Sono delle autorità indipendenti previste dalla legge i loro vertici sono

spesso nominati dallo stato, agiscono in piena autonomia rispetto al potere politico del governo.

I compiti sono definiti dalla normativa primaria, ma sono responsabili per la propria attività.

Modelli di vigilanza: diverse modalità con le quali può essere strutturato l’assetto delle autorità di vigilanza.

Ci sono quattro modelli:

- Vigilanza istituzionale : per soggetti, ci sono diverse autorità di vigilanza e vigilano sugli intermediari

che svolgono una tipica attività finanziaria, per ogni intermediario corrisponde un tipo di vigilanza.

Questo modello funziona quando un intermediario può svolgere solo quel tipo di attività. Quando un

intermediario può svolgere attività diverse dalle proprie tipiche, questo modello va in crisi, si

possono creare duplicazioni dei controlli fra le diverse autorità di vigilanza, il controllo può essere

diverso, o si sceglie regolamento di tipo arbitrale, o vincolo del regolatore. È un modello di vigilanza

che prevede una distinta Autorità per ciascuna categoria di intermediari finanziari (bancari, mobiliari

e assicurativi). Presenta il vantaggio di definire chiaramente la suddivisione dei compiti tra Autorità e

di facilitare l’esercizio dei controlli. Fino a quando i confini tra i 3 settori dell’intermediazione

finanziaria rimangono ben distinti. Il modello istituzionale consente di evitare duplicazioni nei

controlli e di ridurre i costi per la vigilanza. Il modello si rivela inadeguato di fronte alla tendenza

all’integrazione e alla diversificazione, comune a tutti i sistemi finanziari più evoluti. Una vigilanza di

tipo istituzionale può portare all’applicazione di norme poco uniformi con riferimento alla stessa

attività, solo perché svolta da soggetti diversi. Ciò potrebbe produrre distorsioni sulla concorrenza e

creare incentivi all’arbitraggio regolamentare (controlli meno stringenti). Cattura del regolatore-

>Autorità strettamente settoriali possano divenire organizzazioni di stampo corporativo o come il

diretto e continuo rapporto con soggetti vigilati possa degenerare in collusione.

- Vigilanza per attività : controllo delle attività indipendentemente dal soggetto che la svolge, lo stesso

intermediario può essere controllato da parte di diverse vigilanze. Distinta vigilanza per il tipo di

attività. Il rischio è che i controlli siano molto frammentati, e l’approccio è poco coordinato e rende

difficile l’identificazione di possibili situazioni di crisi. Modello di vigilanza che prevede una distinta 69

Autorità per ciascuna attività finanziaria, indipendentemente dalla natura che la svolge. L’esigenza

di garantire parità concorrenziale (level playing field) può suggerire di organizzare la vigilanza per

attività, affinché queste siano disciplinate in modo uniforme indipendentemente dalla natura del

soggetto che le esercita.

- Vigilanza per finalità: si riconduce ai 3 obiettivi che sono propri della regolamentazione ( stabilità

efficienza, trasparenza e correttezza), prevede che un’autorità verifichi il mantenimento del

perseguimento di una di queste, c’è un’autorità per ogni tipo di finalità, il vantaggio è che tutti gli

intermediari sono sottoposti allo stesso tipo di controllo. Una vigilanza improntata al modello della

stabilità , sarà orientata a vedere l’assenza di crisi, lo svantaggio è la possibile presenza di

sovrapposizioni di attività. Modello di vigilanza che prevede una distinta Autorità per il

perseguimento degli obiettivi di stabilità, efficienza, trasparenza e correttezza. Gli obiettivi vengono

presidiati in modo trasversale rispetto alla diverse categorie di intermediari, garantendo parità

concorrenziale anche in mercati caratterizzati dalla presenza di soggetti diversificati, senza

incorrere nel pericolo di un’eccessiva proliferazione degli organismo di controllo.

- Vigilanza accentrata

: un’unica autorità di vigilanza, che vigila sul perseguimento degli obiettivi,

intermediari, finalità e attività. Il vantaggio è che tutte quest’ultime sono monitorate, tutto viene

gestito in modo uniforme, il rischio è che è molto complessa da gestire. Consente economie di scala

e di scopo, permette unicità e visione globale degli intermediari. Tale autorità può essere diversa

dalla banca centrale che rimane competente per la politica monetaria.

- Vigilanza per funzioni -> fondato sulla convizione che le funzioni svolte dal sistema finnziario siano pi

stabili elle forme organizzative degli intermediari e bancari.

Modello Vantaggi Svantaggi

Vigilanza - Riduzione dei costi - Possibilità di arbitraggio

istituzionale regolamentare

- Economia di specializzazione - Fenomeni di cattura del

- Visione globale del soggetto vigilato regolatore

Vigilanza per attività - Assenza di possibilità di arbitraggio - Frammentazione dei controlli

regolamentare - Assenza di una visione

- Economie di specializzazione unitaria

Vigilanza per finalità - Assenza di possibilità di arbitraggio - Possibilità di sovrapposizione

regolamentare o lacune nella vigilanza meno

di un forte coordinamento tra

- Coerenza tra obiettivi e strumenti Autorità

Vigilanza - Riduzione dei costi - Fenomeni di cattura del

accentrata regolatore

- Forte responsabilizzazione di un

unico soggetto - Eccessiva complessità

organizzativa

- Economia di scala d scopo - Possibile conflitto interno tra

- Semplificazione finalità di vigilanza

- Visione globale del soggetto vigilato incompatibili. 70

In italia l’assetto è ibrido, risente della storia ma con qualche correzione. Il modello adottato in Italia non

può essere considerato un modello per finalità puro, ma una soluzione mista in cui sopravvivono elementi

di vigilanza istituzionale.

- CICR: Comitato inter-ministeriale per il credito e il risparmio, è un organo previsto all’interno del

governo, composto dal ministro dell’economia e dei ministri economici. I suoi compiti sono l’alta

vigilanza in materia di credito e tutela del risparmio, non ha una sua struttura e quindi svolge le sue

funzioni attraverso la banca d’Italia.

- BANCA D’ITALIA: costituita con la fusione di 4 istituti di emissione, nel 1926 diviene l’unico istituto

di emissioni, per effetto della legge bancaria aveva completa attribuzione di tutta la vigilanza d’Italia.

È un istituto di diritto pubblico ma la proprietà è delle banche. Ha avuto fino all’introduzione dell’euro

un duplice ruolo, era istituto di emissione ( controllo politica monetaria) e attribuzione autorità di

vigilanza. Con l’adozione dell’euro ha perso il controllo della politica monetaria, il ruolo di vigilanza è

solo stato ridisegnato. Hanno una vigilanza orientata alla stabilità. Con la banca d’Italia il controllo

della politica monetaria agisce per conto della BCE. Gestisce l’emissione di titoli pubblici per conto

dello stato. Con riferimento alla stabilità e al perseguimento di questa, essa verifica l’adeguatezza

patrimoniale (verificare la coerenza fra il PN e impieghi) dell’intermediario. Verifica complessiva del

rischio della banca. Per limitare il rischio: diversificazione.

Concorre alle decisioni di politica monetaria per l’area euro. Persegue la sana e prudente gestione

degli intermediari con attenzione alla stabilità. Contribuisce alla definizione e attuazione di interventi

sul mercato dei cambi, nonché alla gestione delle riserve ufficiali in valuta. Emette banconote in

euro curandone la circolazione e combattendo la contraffazione.

- CONSOB: Commissione nazionale per l’unità della borsa. La creazione di un organismo di controllo

sulla borsa caratterizza il sistema banco centrico. Essa nasce nel 1974 per vigilare sul mercato di

borsa. Progressivamente ha ampliato la propria attività, si occupa del rispetto delle condizioni di

trasparenza e correttezza. Regolamentare mercati.

Vigila sulle società di gestione dei mercati (conformità della normativa comunitaria). Vigila sulla

trasparenza e correttezza dei comportamenti degli intermediari nella prestazione di servizi di

investimento. Vigila sul rispetto degli obblighi informativi da parte dei soggetti che emettono

strumenti finanziari verso il pubblico. assicura l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e verifica

eventuali anomalie.

- AGCM: si occupa di tutti gli ambiti, dall’ambito finanziario, all’erogazione del gas ecc. vigila su abusi

di posizione dominante, possiede conoscenze in materia di pratiche commerciali, pubblicità

ingannevole e comparativa.

- ISVAP: ha sostituito l’ISVAP ( istituto di vigilanza sulle assicurazioni private 1982-2013) si occupa di

assicurazioni, con l’obiettivo di verificare la stabilità e l’adeguatezza patrimoniale. Autorizza le

imprese all’esercizio delle attività, effettu controlli sulla gestione tecnica, finanziaria e patrimoniale,

assicura la trasparenza nei rapporti tra imprese e assicurati, svolge analisi e ricerca di settore.

- COVIP: commissione di vigilanza sui fondi pensione. Particolare assetto a seconda degli ambiti:

1) intermediazione mobiliare: modello per finalità, la banca d’Italia si occupa della stabilità, la CONSOB si

occupa della trasparenza e correttezza, la AGCM si occupa del perseguimento dell’efficienza questo

avviene mantenendo adeguato grado di concorrenza.

2) intermediazione attività bancaria (attività creditizia): la banca d’Italia sono attribuiti i compiti di stabilità sia

quelli di trasparenza; la concorrenza è dell AGCM e persegue obiettivo dell’efficienza, le fusioni tra banche

che limitano la concorrenza, hanno impatti anche sulla stabilità complessiva. 71

3) intermediazione attività assicurativa: prevale vigilanza di tipo istituzionale. L’ISVAP controlla

perseguimento della stabilità e della trasparenza e la AGCM per l’efficienza.

4) intermediazione attività fondi pensione: COVIP trasparenza e stabilità, e AGCM si occupa dell’efficienza.

Modi per realizzare attività di vigilanza.

5) Intermediari mobiliari (SIM, SGR, OICR)-> banca d’Italia si occupa ella stabilità, CONSOB della

trasparenza e correttezza e l’AGCM si occupa di tutelare la concorrenza.

Nel sistema banco centrico gli strumenti erano strumenti di vigilanza strutturale.

Vigilanza strutturale: modo con cui vengono raggruppati gli strumenti che vanno ad incidere sulla struttura

del sistema finanziario; essa si basa sullo schema / paradigma della S-C-P (Struttura condotta

performance), gli strumenti di vigilanza vanno ad incidere sulla struttura, si va a governare quali sono gli

attori presenti nel sistema finanziario, nel definire la struttura posso orientarmi o verso una forte

concorrenza o verso una forte collusione. Se vado a limitare l’accesso al mercato a pochi soggetti stimolo

un comportamento di tipo collusivo o concorrenziale, negli anni 30 si è andati verso la collusione, la

concorrenza è destabilizzante. Condizionando la struttura del sistema vado a condizionare la condotta e le

performance.

Esisteva un documento PIANO SPORTELLI in cui la banca d’Italia verificava se vi era necessità di aprire

nuove filiali bancarie. Le banche non erano libere di aprire sportelli, erano tutte decisioni prese dalla banca

d’Italia.

L’approccio è cambiato dal TUB che invece definiva come attività d’impresa l’attività bancaria e finanziaria.

Un requisito per aprire un’attività bancaria, è quello di professionalità, e l’onorabilità.

I controlli di tale natura sono finalizzati a incidere direttamente sulla struttura del settore. I principali

strumenti classificabili come vigilanza strutturale sono:

- Le condizioni di entrata

- I vincoli all’operatività-> limiti posti al tipo e alla gamma di attività che ciascun intermediario può

svolgere.

- Il controllo sull’assetto proprietario e organizzativo degli intermediari attraverso l’autorizzazione o

meno a procedere a operazioni di fusione o acquisizione.

- Gli interventi amministrativi sulle quantità e sui prezzi-> interventi utilizzati soprattutto nelle prime

fasi di sviluppo dei sistemi finanziari.

Vigilanza regolamentare/ prudenziale: quello attuale. Si basa sul presupposto che gli intermediari, una

volta autorizzati ad operare, sono liberi di definire strategie, quali attività svolgere ecc, ma nel rispetto di

norme finalizzate a contenere il rischio. Questo schema è stato adottato perché c’è stata una spinta di

maggior libertà gestionale.

Strumenti : rappresentati dai :

- coefficienti di bilancio: le banche devono rispettare una serie di coefficienti, il più importante è il

rapporto fra Patrimonio di vigilanza e impieghi ponderati per il rischio ( diverse categorie di rischio,

più,’operazione è rischiosa, maggiore è il coefficiente di ponderazione). il parametro del patrimonio

di vigilanza è dell’8%, se si va sotto non si può svolgere attività bancaria.

Banca dei regolamenti internazionali: a sede a Basilea; lo schema di vigilanza è chiamato basilea 1

(1998) basilea 2 (2004) basilea 3 (2010). Può imporre il mantenimento dei parametri nelle banche di tutto il

mondo, ma per le banche operanti nell’unione europea si rispetta lo schema di vigilanza.

Uno schema analogo a questo viene chiamato SOLVENCY.

- Adeguatezza organizzativa : contabile, amministrativa,gestione del rischio , degli intermediari

finanziari. 72

- Limiti alla trasformazione delle scadenze: mantenimento di una certa adeguatezza tra la durata dei

prestiti e la durata della raccolta

- Limiti alle partecipazioni: divieto di partecipazioni tra banche ed impresa è stato cancellato, ora vi è

un regime autorizzativo, la banca d’Italia verifica che la partecipazione può essere sottoscritta o

meno.

- I controlli di tale natura sono rivolti a verificare il rispetto di corretti principi di gestione il cui obiettivo

è quello di limitare i rischi assunti dagli intermediari. Secondo questo approccio le Autorità di

vigilanza si limitino a stabilire delle regole del gioco oggettive.

Vigilanza informativa: risponde alla finalità di trasparenza e correttezza, l’obiettivo generale si lega alla

rimozione o riduzione delle asimmetrie informative.

Soggetti colpiti da questa vigilanza:

- Intermediari: essi devono produrre informazioni per le autorità di vigilanza, e sul loro andamento

economico, e sull’andamento della loro liquidità. Si vuole intercettare crisi degli intermediari.

- Intermediazione immobiliare: informazioni destinate al pubblico.

- Mercati regolamentati producono una serie di informazioni relative ai prezzi per aumentare

disponibilità di informazioni.

- Intermediazione bancaria: fornire alla clientela in modo chiaro, tutti gli elementi relativi alle

operazioni.

Per controllo informativo si intende l’attività conoscitiva posta in essere dalle Autorità di vigilanza nei

confronti dei soggetti sottoposti al loro controllo. In un’accezione più ampia la vigilanza informativa

comprende tutti gli strumenti volti a sanare la strutturale situazione di asimmetria informativa presente in

ogni scambio finanziario.

Vigilanza ispettiva: possibilità per le autorità di vigilanza, di fare ispezioni presso le sedi dell’intermediario,

per valutarne anche gli aspetti più soft w qualitativi, difficili da cogliere mediante una comunicazione di tipo

documentale.

Vigilanza protettiva->strumenti finalizzati a prevenire crisi e limitarne le conseguenze, w per tutelare il

risparmio consapevole.

SP

PN-> patrimonio di vigilanza-> strumenti non assimilabili a titoli obbligazionari-> hanno carattere

intermedio tra titolo obbligazionario e azionario.

Strumenti di vigilanza protettiva-> divisi in:

- Ex-ante ->hanno una finalità preventiva. Si suddividono in:

-early -warning ->sistemi per verificare in tempestività la presenza di stati di crisi e rendere passibili

interventi per non far degenerare la situazione. obiettivo è quello di cogliere tempestivamente eventuali

segnali di possibile crisi, dando un allarme preventivo che consenta di apportare interventi correttivi prima

che la situazione sia irrimediabilmente compromessa.

-Credito di ultima istanza->finanziamenti straordinari erogati dalle banche centrali. L’intervento deve essere

considerato possibile ma non certo ed automatico se no gli intermediari potrebbero seguire comportamenti

opportunisti. Per una banca grande, la banca centrale esegue finanziamenti, proprio per le dimensioni;

mentre per le banche piccole può anche darsi che non intervenga. è un finanziamento erogato dalla banca

centrale per impedire che la condizione di illiquidità di una banca si trasformi in insolvenza.

- -amministrazione straordinaria->procedura amministrativa per la gestione della crisi->rimozione

precedenti ordini amministrativi (c.d.a e amministratore) e sostituzione con un commissario

straordinario. Si verifica, la sostituzione, quando ci sono gravi violazioni delle norme e gravi perdite

73

patrimoniali. L’amministrazione straordinaria consiste nella rimozione degli organi decisionali ed

esecutivi dell’impresa in difficoltà e nella loro sostituzione con commissari straordinari.

- Interventi Ex-post ->

-Liquidazione coatta amministrativa->è una procedura concorsuale riservata a intermediari finanziari ed enti

pubblici. Non subiscono il fallimento ma una liquidazione coatta amministrazione. È una liquidazione dove

tutti i prestiti, in generale gli attivi, vengono venduti e si rimborsano i debiti. Prima della direttiva e in tutto il

periodo della crisi, in tutta Europa, si è sempre cercato di evitare questo tipo di operazione; viene utilizzata

solo per le banche di piccole dimensione. Anche una liquidazione avrebbe conseguenze come il blocco

dell'operatività delle altre banche che interagiscono con quella che dovrà liquidare il proprio attivo. Non

definiva un quadro preciso e vincolante dell'ordine dell'utilizzo degli strumenti con il quale gestire le crisi. Le

varie crisi che si sono succedute sono state gestite cercando di spingere le altre banche a ricapitalizzare la

banca in perdita (necessitava di ricostruire il PN, emetteva titoli sottoscritti ad altre banche). È finalizzata

alla dismissione degli attivi e al rimborso dei creditori.

-bad bank

-sistemi di garanzia dei depositi-> Da novembre, in realtà, la gestione delle crisi avviene seguendo uno

schema->la BRRD. La recente crisi ha portato in evidenza crisi di banche non piccole, quindi

necessitavano di interventi importanti, anche perché le altre banche non erano ricchissime. A livello

europeo c'è stato un forte intervento da parte degli stati, sempre con lo strumento di ricapitalizzazione.

Obbligazione subordinata->rimborsata quando vengono rimborsate le obbligazioni singole. Entro alcune

percentuali dettate dalla legge le obbligazioni subordinate fanno parte del patrimonio di vigilanza. Le

banche vengono coperte da azioni e da obbligazioni subordinate. In caso di insolvenza di un istituto

bancario, prevedono il rimborso dei cosiddetti risparmiatori inconsapevoli, cioè di coloro che non

dispongono di alcun mezzo per valutare il rischio effettivamente assunto dalle banche tramite l’investimento

delle proprie risorse.

Gli strumenti di vigilanza protettiva sono utilizzati per prevenire le situazioni di crisi degli intermediari

finanziari (ex-ante) e per limitare le conseguenze delle crisi una volta che queste si siano comunque

prodotte (ex-post).

Evoluzione degli strumenti di vigilanza-> lo sviluppo e l’internalizzazione dei mercati hanno prodotto un

incremento delle pressioni concorrenziali e un naturale spostamento degli obiettivi della vigilanza a favore

dell’efficienza. Nel tempo si è dunque passati dalla prevalenza dei controlli strutturali a tutela della stabilità

ala prevalenza dei controlli prudenziali e di fir play regulation al fine di assicurare la concorrenza,

l’efficienza e la trasparenza nel sistema.

Bank recovery and Resolution Directive (cap.10).

La recente crisi finanziaria ha determinato l’intervento di molti Stati Europei nel salvataggio delle banche.

Per evitare fenomeni di rischio sistemico e di contagio, molti Stati hanno provveduto alla ricapitalizzazione

delle banche.

E’ il “bail-out”: le perdite delle banche sono distribuite sulla collettività. Conseguenze:

- Comportamenti opportunistici da parte del management bancario (consapevoli di essere salvati

nonostante l’accumulo di perdite dovute agli eccessivi rischi assunti)

- Incremento del risk-appetite delle banche (desiderio di assumere rischio per ottenere maggiori

rendimenti) e dei finanziatori delle banche

- Oneri a carico dello stato per il salvataggio di banche, distribuiti sulla collettività, anche a carico di

chi aveva scelto banche più virtuose rinunciando a redditività.

La Banca d’Italia stima che alla fine del 2013 gli aiuti ai sistemi finanziari nazionali avevano accresciuto il

debito pubblico (avuto per effetto della ricapitalizzazione) di: 74

- Germania: quasi 250 miliardi di euro

- Spagna: quasi 60

- Irlanda, Paesi Bassi: circa 50

- Grecia: poco più di 40

- Belgio, Austria, Portogallo (tra i 18 e 19)

- Italia: 4 miliardi (tutti ormai restituiti) .

In molti paesi dell’UE gli strumenti di gestione delle crisi bancarie non erano adeguati, soprattutto per

intermediari con strutture organizzative complesse e una fitta rete di relazioni con altri operatori finanziari. È

stato molto difficile coordinare gli interventi delle singole autorità nazionali per gestire le difficoltà di

intermediari che operavano in più paesi.

Italia utilizza lo strumento che va a far parte del patrimonio di vigilanza->Tremonti e Monti-> titoli emessi

dalle banche e sottoscritti dallo Stato. È molto costoso, questo tipo di prestito, per le banche e quindi si ha

l’incentivo di restituire i soldi il prima possibile (non vengono sostenute le perdite delle banche). Questo

strumento aumenta il debito pubblico. L’Europa riconosce l’estrema eccezionalità della situazione e ha

emesso una direttiva (BRRD) per evitare che si ripeta tale situazione.

Questa difformità tra Italia e Germania si ha per effetto di diverse capienze dei bilanci e diverse normative

che consentivano ampia discrezionalità da parte di ogni singolo stato per le modalità di uso degli strumenti.

Si ha un altro elemento: strumenti non adeguati a tutti gli intermediari.

La BRRD

La BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive) (59/2014) introduce in tutti i paesi europei regole

armonizzate (elimino la discrezionalità e applico le regole a tutti gli stati membri dell’EU) per prevenire e

gestire le crisi delle banche e delle imprese di investimento. La BRRD è stata recepita in Italia coi d.lgs.

180 e 181 del 2015 (legge delega 114/2015) ed è in vigore dal 16/11/2015 (data di pubblicazione sulla

Gazzetta Ufficiale).

Il “bail-in” (articoli dal 48 al 59) è in vigore dal 1/1/2016 (art. 106). Tuttavia, la svalutazione e la conversione

delle azioni e degli altri strumenti di capitale (fra i quali le obbligazioni subordinate) è applicabile già dal

2015 (art. 27). Le nuove norme consentiranno di gestire le crisi in modo ordinato attraverso strumenti più

efficaci e l’utilizzo di risorse del settore privato, riducendo gli effetti negativi sul sistema economico ed

evitando che il costo dei salvataggi gravi sui contribuenti.

Tutti gli elementi del patrimonio di vigilanza potrebbero venire svalutati.

Risoluzione di una banca

E’ il processo di ristrutturazione gestito da autorità indipendenti (le autorità di risoluzione; in Italia è la

Banca d’Italia) che, attraverso l’utilizzo di tecniche e poteri offerti dalla BRRD, mira a:

- evitare interruzioni nella prestazione dei servizi essenziali offerti dalla banca (ad esempio, i depositi

e i servizi di pagamento)

- ripristinare condizioni di sostenibilità economica della parte sana della banca,

senza tormentare l’attività normale della banca (senza intermizioni di servizio).

L’alternativa alla risoluzione è la liquidazione coatta amministrativa disciplinata dal TUB, procedura speciale

per le banche e gli altri intermediari finanziari, sostitutiva del fallimento applicabile alle imprese di diritto

comune. Questa strada la si prende se la situazione è grave ma non irrecuperabile.

Quando può essere sottoposta a risoluzione una banca?

Se le autorità di risoluzione ritengono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

- la banca è in dissesto o a rischio di dissesto (ad esempio, se, a causa di perdite, si sia azzerato o

ridotto in modo significativo il capitale); 75

- si ritiene che misure alternative di natura privata (quali aumenti di capitale) o di vigilanza non

consentano di evitare in tempi ragionevoli il dissesto;

- sottoporre la banca alla liquidazione non permetterebbe di salvaguardare la stabilità sistemica, di

proteggere depositanti e clienti, di assicurare la continuità dei servizi finanziari essenziali (quindi la

risoluzione è necessaria nell’interesse pubblico).

Gli strumenti di risoluzione

Le autorità di risoluzione potranno:

- vendere una parte dell’attività a un acquirente privato;

- trasferire temporaneamente le attività e passività a un’entità (bridge bank od ente-ponte) costituita

e gestita dalle autorità per proseguire le funzioni più importanti, in vista di una successiva vendita

sul mercato;

- trasferire le attività deteriorate a un veicolo (bad bank) che ne gestisca la liquidazione in tempi

ragionevoli;

- applicare il bail-in, ossia svalutare azioni e crediti e convertirli in azioni per assorbire le perdite e

ricapitalizzare la banca in difficoltà o una nuova entità che ne continui le funzioni essenziali.

L’intervento pubblico (esempio: nazionalizzazione temporanea) è previsto soltanto in circostanze

straordinarie per evitare che la crisi di un intermediario abbia gravi ripercussioni sul funzionamento del

sistema finanziario. Presuppone comunque l’applicazione di un bail-in almeno pari all’8% del totale del

passivo.

Situazione iniziale-> SP

Risultano 60-> 100 PN 8

Depositati 92

Vende 100 a BAD BANK che carica nel proprio bilancio 60 come crediti e trasferisce 60 liquidi alla banca.

SP

60

Con il bail-in i soggetti finanziari assorbono pro-quota, parte delle perdite delle banche.

Situazione post SP

PN 10

Depositati 50->parte dei depositi viene convertita in azioni o subisce una svalutazione per dare

operatività alla banca.

Se sta per fallire una banca piccola si procede con la risoluzione. Se invece stesse per fallire una banca

grossa, si attiverà un meccanismo che porta alla ricapitalizzazione bail-in (del’8% per esempio).

Il bail-in (salvataggio interno)

Consente alle Autorità di Risoluzione di disporre la riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti o la

loro conversione in azioni per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in misura sufficiente a

ripristinare un’adeguata capitalizzazione e a mantenere la fiducia del mercato.

Consente alla banca di continuare a operare e a offrire i servizi finanziari ritenuti essenziali per la

collettività, senza costi per il complesso dei contribuenti, coinvolgendo solo i creditori della banca in

difficoltà. Col dissesto, a seguito di perdite, il valore delle attività si riduce e il capitale è azzerato (o assume

valore negativo). Col bail-in si ricostituisce il capitale attraverso la conversione di parte delle passività

ammissibili al bail-in in azioni.

Con il bail-in si carica il costo sui finanziatori della banca. In questo caso i finanziatori non sono stati attenti

a valutare la solvibilità della banca e vanno a subire la perdita. 76

Passività escluse dal bail-in

Non tutte le passività sono coinvolte, solo i creditori con passività ammissibili. Sono esclusi dall’ambito di

applicazione e non possono essere né svalutati né convertiti in capitale:

- i depositi protetti dal sistema di garanzia dei depositi, (importi fino a 100.000 euro): depositi sul

conto corrente, libretti di deposito, certificati di deposito, assegni circolari e bancari;

- le passività garantite (come i covered bonds);

- le passività derivanti dalla detenzione di beni della clientela o in virtù di una relazione fiduciaria

(contenuto delle cassette di sicurezza o i titoli detenuti in un conto apposito);

- le passività interbancarie con durata originaria inferiore a 7 giorni;

- le passività derivanti dalla partecipazione ai sistemi di pagamento con una durata residua inferiore

a 7 giorni;

- i debiti verso i dipendenti, i debiti commerciali e quelli fiscali purché privilegiati dalla normativa

fallimentare.

Tutte sono ammissibili tranne quelle escluse. Sono escluse perché derivano da aggiustamenti del sistema

di pagamenti per non ostruire i pagamenti su carta elettronica.

Passività ammissibili al bail-in

Tutte le passività non espressamente escluse possono essere sottoposte a bail-in. In circostanze

eccezionali (grave rischio per la stabilità finanziaria) le autorità possono discrezionalmente escludere

ulteriori passività; le perdite non assorbite dai creditori esclusi in via discrezionale possono essere trasferite

al fondo di risoluzione (intervento massimo del 5% del totale del passivo, con applicazione di un bail-in

minimo dell’8% delle passività totali).

Fondo interbancario-> costituito nel 1987-> era uno dei più generosi (100.000€). Come viene alimentato?

Dalle banche. Serve a coprire questi depositi fino a 100.000€. Chi alimenta il fondo interbancario di

garanzia? Le banche. Il fondo vedeva un impegno a versare da parte delle banche, progressivamente si

dota di fondi derivanti dalle banche ma che possiede nei suoi depositi.

Fondo di risoluzione unico-> alimentato dalle banche e serve per rendere possibili gli interventi di

risoluzione.

Gerarchia di applicazione del bail-in

Il bail-in è applicato progressivamente agli strumenti finanziari più rischiosi. Solo dopo aver esaurito tutte le

risorse della categoria più rischiosa si passa alla categoria successiva.

Ordine di priorità:

- azionisti;

- detentori di altri titoli di capitale;

- altri creditori subordinati;

- creditori chirografari (obbligazioni senior);

- persone fisiche e piccole e medie imprese titolari di depositi per l’importo eccedente i 100.000 euro;

- Fondo interbancario di garanzia dei depositi, che contribuisce al bail-in al posto dei depositanti

protetti.

Bail-in ed obbligazioni bancarie

Chi possiede un’obbligazione bancaria senior potrebbe veder convertito in azioni e/o ridotto (in tutto o in

parte) il proprio credito, solo se le risorse degli azionisti e dei titolari di debito subordinati (cioè più rischiosi)

si sono rivelate insufficienti a coprire le perdite e ricapitalizzare la banca. L’autorità di risoluzione potrebbe

decidere di escludere tali crediti in via discrezionale, al fine di evitare il rischio di contagio e di preservare la

77

stabilità finanziaria. Queste misure si applicano anche agli strumenti già emessi e già oggi in possesso

degli investitori.

Il fondo di risoluzione unico è stato creato a Novembre-> quest’ultimo ha incorporato le perdite non

assorbite dagli obbligazionisti senior.

Meccanismo Unico di Risoluzione

Il Meccanismo Unico di Risoluzione (Single Resolution Mechanism, SRM) è responsabile della gestione

accentrata delle crisi bancarie nell’area dell’euro e rappresenta una componente essenziale dell’Unione

Bancaria Europea. Rappresenta le modalità con le quali vengono gestite le crisi di banche (intermediari)

impostanti (e sistemiche) per l’area €. È un comunicato a livello € a decidere le modalità di intervento (la

decisione non è più a livello nazionale), la nazione dovrà solo attuare i programmi. L’SRM è pienamente

operativo dal 1/1/2016 ed è composto:

- delle autorità di risoluzione nazionali;

- da un’autorità accentrata, il Comitato Unico di Risoluzione (Single Resolution Board, SRB), cui

partecipano rappresentanti delle autorità di risoluzione nazionali e alcuni membri permanenti.

Per le banche maggiori dell’area dell’euro è il Comitato a individuare – ex ante, coi piani di risoluzione – le

modalità con cui la crisi può essere affrontata e a decidere, come gestirla in concreto adottando un

programma di risoluzione. Spetterà alle Autorità di Risoluzione nazionali dare attuazione al programma,

esercitando i poteri assegnati dalla normativa europea e dalle norme nazionali di recepimento.

Crisi di banche minori

La ripartizione di compiti tra Comitato e Autorità di Risoluzione Nazionali si applicherà anche alle banche

minori, se per la gestione della loro crisi sia necessario l’intervento del Fondo di Risoluzione Unico. Negli

altri casi, le Autorità di Risoluzione Nazionali conserveranno la responsabilità di pianificare e gestire le crisi

(pur seguendo le linee guida definite dal Comitato).

Fondo di Risoluzione Unico (Single Resolution Fund, SRF)

La Banca d’Italia ha costituito il SRF nel novembre 2015 col nome di “Fondo Nazionale di Risoluzione”. E’

progressivamente alimentato negli anni dai contributi versati dalle banche per raggiungere la dotazione

dell’1% dei depositi protetti (nel 2024). Funzione primaria del Fondo è di finanziare l’applicazione delle

misure di risoluzione (con la concessione di prestiti o il rilascio di garanzie). Può assorbire parte delle

perdite al posto dei creditori esclusi, riducendo l’ammontare del bail-in se risulterà necessario escludere

alcuni crediti per evitare il rischio di contagio. Resta da definire a livello europeo una rete di sicurezza che

possa integrare le disponibilità del Fondo per far fronte con tempestività alle crisi degli intermediari di

maggiore dimensione.

A livello europeo non è stata prevista una rete che possa consentire ai singoli fondi nazionali di trovare

fondi in tempi brevi.

Commercial banking: normale attività di raccolta di risparmio e concessione di credito da parte delle

banche. Credito ordinario. Fornire strumenti di pagamento alla persone e alle imprese.

Separato dal Investment Banking : investimento in titoli e supporto alle imprese.

Il diverso grado di regolamentazione metteva in evidenza questa separazione, la natura monetaria dei

depositi aveva indotto le autorità statunitensi, a regolamentare le attività svolte dalle banche commerciali.

L’investment banking non svolgendo attività di raccolta di risparmio, non erano meritevoli di

regolamentazione.

Conseguenza del glass steagall act: dover scegliere il proprio ambito, le banche che decidevano di divenire

banche commerciali, dovevano liquidare i loro investimenti in titoli. 78


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martina.gasdi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Programmazione e controllo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Falduto Leonardo.

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