PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO
CAP 1 2
MISURAZIONE E CLASSIFICAZIONE DEI COSTI 3
CLASSIFICAZIONE DEI COSTI 5
CAP 2 8
CALCOLO DEL COSTO UNITARIO DI PRODOTTO 8
ORIENTAMENTO BASATO SUI CENTRI DI COSTO 10
CAP 3 14
ACTIVITY BASED COSTING 14
ACTIVITY BASED MANAGEMENT 18
CAP 5 18
SISTEMA DI MISURAZIONE DEI COSTI A VALORI PREVENTIVI 18
ANALISI DEGLI SCOSTAMENTI DEI COSTI 20
CAP 7 24
CONTO ECONOMICO A MARGINE DI CONTRIBUZIONE 24
ALGORITMI DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO 26
CAP 8 28
ANALISI DIFFERENZIALE 28
TIPOLOGIE DECISIONALI 29
ORDINE SPECIALE 29
ELIMINAZIONE O AGGIUNTA DI PRODOTTI E SERVIZI 29
MAKE OR BUY 29
USO OTTIMALE DI RISORSE SCARSE 30
CAP 10 31
BUDGET 31
CONFLITTI DI RUOLO TRA LE FINALITÀ DI BUDGETING 37
LIMITI DEL SISTEMA DI BUDGETING TRADIZIONALE 38
BEYOND E BETTER BUDGETING 40
CAP 12 42
IL SISTEMA DI REPORTING 42
IL CONTROLLO BUDGETARIO 44
LE MISURE DEL VALORE GENERATO 45
1
CAP 1
Attività di direzione (management): attività svolta dal manager che, dati dei vincoli e una certa
autonomia propria, si assicura di correlare efficienza (ottimizzare la proporzione di input e output)
e efficacia (garantire la soddisfazione del cliente, raggiungimento degli obiettivi) riguardo la
riallocazione delle risorse (che per natura sono scarse).
Un manager si differenzia dall’imprenditore non per le seguenti funzioni che svolge, ma
dall’utilizzo di strumenti formali, come ad esempio il piano strategico e il budget, dovuti alla
complessità della struttura d’azienda:
• Pianificazione e programmazione, definire a priori e stendere gli obiettivi, pianificando e
programmando la strategia da seguire.
• Organizzazione, decidere che tipo di struttura organizzativa costruire, e quali risorse rendere
disponibili.
• Guida, trovare il modo di gestire adeguatamente tutti i collaboratori al fine di raggiungere gli
scopi d’impresa prefissati nella fase di pianificazione.
• Controllo, verificare i risultati ottenuti e valutare la coerenza con gli obiettivi prefissati.
Per svolgere tutte le attività relative alla professione del manager, è necessario possedere
informazioni qualitative e quantitative da integrare all’intuito dell’individuo, che lo
contraddistinguono dall’imprenditore: si parla di sistema informativo amministrativo, che
produce informazioni economiche.
La natura delle informazioni deve essere legata all’adeguatezza dei processi di elaborazione dei
dati, all’attendibilità degli input, cioè dei dati elementari stessi, e alla significatività dell’output
rappresentato dalle informazioni economiche risultanti; il manager deve essere capace di capire la
modalità e la logica del calcolo dell’informazione, per poter scegliere la migliore delle opzioni.
sistema di controllo decisionale = segue un approccio situazionale, attraverso la teoria della
contingenza che considera l’attività manageriale ad hoc
Le finalità del sistema di controllo decisionale sono: supportare i management, orientare i
comportamenti degli operatori economici e favorire il conseguimento degli obiettivi secondo
efficienza ed efficacia.
Le informazioni che vengono prodotte devono soddisfare la conoscenza (valorizzare le rimanenze
finali e programmare l’impiego futuro delle risorse) e la responsabilizzazione (assegnare ai 2
soggetti responsabili specifici obiettivi economici da raggiungere e valutarne le prestazioni e
alimentare i sistemi incentivanti).
La complessità gestionale è legata alla complessità strategica (gruppo di decisioni finalizzate al
raggiungimento del vantaggio competitivo; caso in cui l’azienda ha offre tanti servizi e prodotto
con marchi differenti su mercati diversi) e organizzativa (gestione delle divere linee di prodotto
che un’azienda possiede).
• Algoritmi decisionali di gestione operativa: sezione che serve, ad esempio, per decidere la convenienza
tra comprare o produrre un fattore produttivo.
• Contabilità analitica: fa parte di essa la contabilità dei costi. La contabilità analitica fa riferimento al
reddito dell’impresa (non solo il conto economico ma da dove il reddito operativo è generato,
attraverso l’analisi delle singole linee di prodotto).
• Responsibilitaly accounting: utilizzo delle informazioni (derivate dai sistemi di contabilità dei costi e
analitica) per responsabilizzare i manager nelle loro funzioni.
• Budget: in ottica di breve periodo (un anno), definisce le risorse necessarie e le responsabilizzazioni per
il raggiungimento degli obiettivi.
• Sistema di contabilità a valori standard: stabilire i costi obiettivo.
• Sistema di reporting: confronto di obiettivi e risultati effettivi, con rispettive analisi e valutazioni.
= ampliamento della strumentazione di base imposta dalle norme civilistiche al fine di supportare
il manager nelle decisioni prese ad hoc per le esigenze specifiche degli utilizzatori
MISURAZIONE E CLASSIFICAZIONE DEI COSTI
Perché si analizza il problema della misurazione dei costi e non dei ricavi?
1. I ricavi sono facilmente misurabili attraverso le fatture ecc… mentre i costi sono più complessi
da rilevare;
2. I ricavi non vengono influenzati dalle decisioni d’impresa (se sì, indirettamente) perciò non sono
controllabili, mentre riguardo ai costi l’impresa può intervenire in modo diretto e influenzarne la
quantità e qualità, sono influenzabili.
IL LIVELLO DEI COSTI VIENE DECISO DALLE IMPRESE, più o meno consapevolmente.
Costo di produzione = valore monetario delle risorse impiegate (utilizzate) per la realizzazione dei
processi di produzione economica messa in atto dall’impresa. 3
Processo di impiego costo
Costo di acquisto = spesa sostenuta per acquisire delle risorse a date condizioni di negoziazione.
Processo di acquisto spesa
Nella contabilità generale italiana, i costi sono rilevati per concetto di spesa e classificati per
natura, ma è necessario identificare i costi per oggetto (destinazione) attraverso la contabilità
analitica.
Per la contabilità analitica l’obiettivo è arrivare a definire il costo della singola unità produttiva
perché si tratta dell’oggetto più analitico possibile e da ciò nasce il ricavo.
Oggetto di costo (di produzione*) = qualunque cosa (prodotto, cliente, area geografica…) con
riferimento alla quale il manager richiede una misurazione di costo specifica
Quali risorse e quali attività considero per la composizione del singolo prodotto?
Dipende dallo scopo dell’informazione del costo (si tratta di una rimanenza, o di una valutazione di
proporzione ricavi/costi…).
La configurazione di costo* è definita sia dall’oggetto, sia dagli elementi di costo introdotti nel
calcolo.
• A costi completi: includono tutti i costi dei fattori produttivi utilizzati (full cost).
• A costi parziali: considerano solo i costi dei fattori produttivi inclusi nella produzione fino ad
un preciso momento.
Metodi per la misurazione dei costi*:
• Natura del costo
o Valori attuali
o Valori passati
o Valori futuri
• Metodo di valorizzazione
o Metodo diretto: è necessario individuare quali fattori produttivi sono stati utilizzati, e
definirne la quantità rientrata nella produzione della singola unità.
o Metodo indiretto: non è possibile riferire immediatamente la quantità delle risorse
utilizzate per la produzione, perciò viene utilizzato un coefficiente di imputazione che,
definita una base di ripartizione, riferisce alla singola unità produttiva la quantità di input
corrispondente.
Gli scopi della misurazione dei costi* sono:
Processi di misurazione economica, perché viene dato un valore alle rimanenze di magazzino
1. finali costi della fase di produzione (se semilavorato, solo parziali)
Supporto ai processi decisionali, poiché grazie alle informazioni di costo viene agevolato il
2. processo decisionale riguardo alla allocazione delle risorse d’impresa.
Controllo dell’efficienza operativa, attraverso la responsabilizzazione, poiché si viene a
3. conoscenza di chi fa cosa e quanto vale.
1. Configurazione di costo pieno / parziale
2. Natura preventivo / consuntivo
3. Modalità di rivelazione diretto / indiretto
INDIVIDUAZIONE DELL’OGGETTO SELLEZIONE DEGLI INPUT PROCEDIMENTO DI CALCOLO SCOPO
Le differenze principali tra contabilità generale e contabilità direzionale sono: 4
TEMPESTIVITA’ =
ottenere informazione
quando se ne ha
bisogno di modo rapido
(CE mensile e SP
trimestrale); la
precisione acquista
importanza relativa.
CLASSIFICAZIONE DEI COSTI
1. COSTI DIRETTI E INDIRETTI Si parla di costi diretti e indiretti
solo in relazione alla unità
analitica di prodotto.
Problema: calcolo del costo
dell’utilizzo dei fattori produttivi
redistribuito sulla quantità di
output prodotta. 5
Attenzione! La quantità non è solo quella effettiva dell’output, si deve considerare anche lo scarto
relativo.
Costi indiretti comuni e congiunti: quelli comuni sono caratterizzati dalla discrezionalità
nell’utilizzo del fattore produttivo per la produzione alternata o contemporanea di più prodotti
(comunanza); quelli congiunti sono caratterizzati dalla non discrezionalità dell’utilizzo del fattore
produttivo, che in genere pone dei vincoli riguardo alla quantità e ai mix di output ottenibili
(congiunzione).
2. COSTI FISSI E VARIABILI variabile se varia al variare del
volume di output (ma non solo…);
attenzione: sono variabili a livello
complessivo, non a livello unitario
(costo variabile unitario è fisso).
fisso se non varia al variare del
volume di output.
Una delle variabili forti nella determinazione (non è
unica) dei costi è il volume dell’output produttivo:
(attenzione alle economie di esperienza che
rappresentano la realtà, implicando tutte le
problematiche che rendono la produttività non lineare)
I costi sono fissi solo nel breve periodo, quindi va
considerato un range di periodo oltre o prima del quale
non conviene produrre a quel costo. 6
Vedi il settore di ricerca e sviluppo a livello
aziendale che è costo fisso comune e il costo di
ammortamento macchinari a livello di linea di
prodotto che è costo fisso ma specifico (per
quel livello specifico).
3. COSTI DI PRODOTTO E DI PERIODO
La considerazione di costo considerata è quella “full cost”. Si tratta di una classificazione
utilizzata per la stesura, secondo
principio della competenza, del
bilancio finale (ricavi – costo del
venduto).
I costi di prodotto sono riferiti alle
rimanenze finali di magazzino (perciò
se ne ricava un valore patrimoniale),
mentre i costi di periodo sono spesati
a conto economico del periodo
(mese).
È necessario capire cosa devo
considerare risorsa utilizzata al % e
rimanenze finali.
Acquisti: costi di acquisto di materie prime Produzione: costi di produzione (consumo), che permettono di
ottenere tre tipi di output, semilavorati iniziati nel periodo precedente e finiti in quello attuale, prodotti
iniziati e finiti nel periodo attuale, e semilavorati iniziati ma non ancora terminati Commercializzazione:
costo del venduto.
Come si calcola il costo del venduto?
Vengono considerati i soli costi di produzione: 7
CAP 2
CALCOLO DEL COSTO UNITARIO DI PRODOTTO
Ogniqualvolta si desidera calcolare il costo unitario di un prodotto è necessario farlo fotografando nel
calcolo l’impiego delle risorse che sono state utilizzate per la sua realizzazione (principio causale).
Si parla così di costo per destinazione, e la destinazione è il prodotto realizzato:
COSTO PIENO INDUSTRIALE = COSTI DIRETTI + COSTI IMPUTATI
Costi diretti: DIRECT COST, configurazione di
costo per cui il costo di prodotto è
costituito da soli costi diretti (la cui
imputazione non necessita di
nessuna base imponibile).
Costi indiretti: FULL COST, il costo di prodotto è
composto sia dai costi diretti che
dalle quote di costi indiretti
attribuiti utilizzando le basi di
ripartizione. 8
RICAVO UNITARIO
Materiali/Componenti COSTO
PRIMO COSTI DIRETTI COSTO PIENO
Mod DI PRODUZIONE
COSTI DIRETTI DI DI
Altri costi diretti di TRASFORMAZIONE PRODUZIONE
produzione COSTO
Costi indiretti di PIENO
produzione AZIENDALE
Costi indiretti
commerciali
Costi indiretti
amministrativi
Costi indiretti di
struttura MARGINE DI
VALORE MARGINE REDDITO
CONTRIBUZIONE
AGGIUNTO LORDO OPERATIVO
INDUSTRIALE
1 Configurazione di costo "full cost" RICAVO UNITARIO
Materiali/Componenti COSTI PRIMO COSTI DIRETTI DI
Mod COSTI DIRETTI DI PRODUZIONE
Altri costi diretti di COSTI DIRETTI
TRASFORMAZIONE
produzione AZIENDALI
Costi diretti
commerciali
Altri costi diretti MARGINE DI
VALORE MARGINE DI
CONTRIBUZIONE
AGGIUNTO CONTRIBUZIONE
INDUSTRIALE
2 Configurazione di costo "direct cost" 9
Orientamento dei costi indiretti:
• Ai fattori produttivi
• Funzionale
• Misurazione basata sui centri di costo
• Alle attività
ORIENTAMENTO BASATO SUI CENTRI DI COSTO
CENTRO DI COSTO = unità organizzativa caratterizzata da un certo ammontare di
risorse assegnate, una data tecnologia, un insieme
omogeneo di risultati.
Si distingue dal metodo orientato alle risorse per l’importanza che esso pone alla localizzazione
dei costi, prima ancora dell’imputazione degli stessi all’unità produttiva (si è più interessati a
capire quanti costi vengono assorbiti dai vari reparti invece di sapere quali costi indiretti vengono
assorbiti). 10
Duplice finalità conoscitiva:
I. Conoscere i costi assorbiti da ciascun centro di costo;
II. Conoscere i costi dei centri di costo assorbiti dall’unità di prodotto.
Le fasi che caratterizzano l’applicazione del metodo dei centri di costo sono:
1. LOCALIZZAZIONE
Consiste nell’individuazione dei centri di costo e nell’attribuzione dei costi agli stessi.
Individuazione : 11
Localizzazione/attribuzione dei costi :
sono attribuiti ai centri di costo tutti i costi che presentano le caratteristiche
riguardanti la gestione economica (non sono attribuiti ai centri di costo i costi
caratteristica connessi allo svolgimento di attività accessorie o
complementari, nonché i costi che non sono di
competenza dell’esercizio in analisi)
determinanti il risultato operativo
riferiti a fattori produttivi i cui processi (non considerano i costi di lavorazioni esterne
d’impiego risultano connessi a uno o più CdC direttamente imputati)
2. GERARCHIZZAZIONE
Serve ad identificare i centri di costo (che hanno un legame diretto con il prodotto, ma che non
coincidono necessariamente con le fasi di produzione) e il modo in cui quest’ultimi partecipano al
processo produttivo. 12
I costi intermedi di non produzione (servizio) vengono riallocati in tutti gli altri centri di costo
perché sono comuni a tutti: i centri di costo intermedi di produzione (ausiliari), i centri di costo
non di produzione (virtuali, costi di periodo) e di produzione (costo di prodotto).
1. Allocazione dei costi nei centri di costo intermedi non di produzione;
2. Dai centri di costo intermedi non di produzione i costi vengono riallocati su tutti gli altri centri;
3. I costi nei centri di costo intermedi di produzione finiscono nei centri di costo di produzione;
4. Tutto il resto finisce nei centri di costo di non produzione.
Tutto ciò che è finito nei centri di costo di produzione diventa poi costo del prodotto, mentre tutto
il resto viene spesato a conto economico e sono costi di periodo.
3. ALLOCAZIONE
Come vengono allocati i cos
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