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ARGOMENTO:

LE UNIONI BULLONATE

ARGOMENTO:

LE UNIONI BULLONATE

PREMESSA:

Abbiamo esaminato tutti gli elementi del capannone.

Ebbene, questi si realizza «accoppiando» (unendo) tra loro elementi prefabbricati.

Questi punti di unione sono delicati.

Un buon progetto si vede dunque dall’esame delle zone di collegamento.

COLLEGAMENTI:

Un buon collegamento deve:

  • Garantire il buon funzionamento della struttura
  • Garantire aderenza a schema statico.

Per ottenere questi due requisiti occorre privileg la semplicità. Infatti un’unione semplice:

  1. È facile da capire e valutare
  2. È facile da realizzare (dunque, anche in cantiere, sarà eseguita proprio come l’abbiamo progettata)
  3. È rapida da eseguire ed economica

Oggi, le connessioni sono di 2 tipi:

  • Bullonate
  • Saldati

Prima, c’erano anche unioni chiodate e incollaggi.

Unioni Bullonate

PRO: sono meno critiche, cioè è più facile che vengano eseguite bene

CONTRO: posso creare "indebolim per foratura"

Unioni Saldate

PRO: non "indeboliscono"

CONTRO: sono più critiche, perché, se non è eseguita correttam, l’unione può funzionare davvero male. Dunque queste unioni sono eseguite solo da esperti saldatori

  • Conseguenza: Le unioni saldate sono quelle eseguite in officina, quelle bullonate in cantiere

Criterio di Scelta

UNIONI BULLONATE

Es

IL BULLONE E' FATTO COSI':

LA PARTE TERMINALE HA LA FILETTATURA.ESSA RIDUCE LA SEZIONE.

DUNQUE:

  • SEZIONE NOMINALE: AB
  • SEZIONE RIDOTTA: AB RID

OCCORRE CHE LA PARTE FILETTATA CADA OLTRE GLI ELEMENTI DA GIUNTARE:

O, SE CI ENTRA, LA NORMATIVA CI DICE CHE QUESTO NON PUO' AVVENIRE «OLTRE UN CERTO LIVELLO».

L'unione è fatta così:

  1. Vite con testa esagonale
  2. C gambo in parte filettato
  3. Foro > Vite (leggermente)
  4. Dado

Foro - Vite: tolleranza

Da essa dipendono i "giochi" della vite.

La norma del 2008 dice:

  • Toll < 1 mm se D vite ≤ 20 mm
  • Toll < 1.5 mm se D vite > 20 mm

Funzionamento:

Quest'elemento è il tavolo e tiene fermo il bullone.

Gli si applica una coppia torcente Mz.

↑ Mz → ↑ Tens normale a cui è soggetto il gambo, e si può rompere.

Per questo la normativa ci dice quanto dev'essere la coppia di serraggio per:

  1. Creare un'unione salda
  2. Non creare eccessivo sforzo normale, ma mantenerlo entro un certo valore

Dunque: Cs → Ns → σns (Tens di traz nel gambo della vite)

ns è un valore altissimo! σns ≈ 0.80 fyk)

Il serraggio pone in trazione la vite.Gli elementi, invece, sono compressi:

Se Fa è troppo grande, posso rompere la vite.Noi non misuriamo Fa, ma la coppia di serraggio Cs.

Supponiamo che le pareti non aderiscano al gambo e si applichi una forza F

Vediamo ℓ(F)

L'andamento possibile è questo:

Fin qui si comporta come un pezzo unico

Ff

Da qui in poi l'unione scorre

La lungh del tratto dipende dal gioco d'accoppiam vite-foro

ΔL/L

Se le aste sono doppie:

Ora vediamo come si comporta l'unione.

Via via che F cresce (per F > Ff), il gambo viene impegnato a taglio e questo produce deforma…

Impegno a taglio in campo elastico della vite

Impegno a taglio in campo plastico della vite.

In B si aggiunge lo snervam.

Poi la vite si rompe.

Possiamo valutarne la resistenza con questi due valori:

L'unione ad attrito è di qualità superiore perchè è più rigida.

Diagramma carico-scorrimento di una unione bullonata

Nel diagramma è facile riconoscere quattro rami, corrispondenti ad altrettanti diversi comportamenti dell’unione:

  1. questo ramo è praticamente verticale perché lo scorrimento è quasi nullo al crescere del carico: la forza Si viene interamente trasmessa per attrito fra i piatti collegati;
  2. nel punto A ha inizio il superamento della resistenza d’attrito: i pezzi collegati, subiscono uno brusco scorrimento, fino a quando il gambo del bullone non entra a contatto con l’anima del foro (punto B).N.B. tra il gambo e il bullone c’è una differenza fissata dalla normativa: i fori in cui si inseriscono i bulloni devono avere un diametro d pari a
  3. (d + 1,0 mm) per d ≤ 20 mm
  4. (d + 1,5 mm) per d > 20 mm

questi valori sono più piccoli se non è consentito un assestamento dell’unione sotto carico;

  1. lo scorrimento è praticamente proporzionale: si annota, il bullone si deforma elasticamente;
  2. in C termina la fase elastica e inizia una fase plastica con grandi scorrimenti per piccoli incrementi di carico, fino ad arrivare alla rottura dell’unione;

Il grafico si può interrompere anche prima, se il profilato si rompe prima della vite.

Rifollamento:

Può succedere che, applicando una forza F, si rompa,

no gli elementi da unire prima del bullone!

Ma può anche rompersi la piastra di collegamento:

Se l'elemento è robusto,

va in crisi con il gambo del bullone!

Ovvero,

il foro si «ovalizza», o, come si suol dire, si ovalizza, o si rifolla.

VERIFICHE DA ESEGUIRE

Nell'unione bullonata vanno verificati 3 elementi:

  1. Vite: Attrito, Taglio
  2. Elem uniti: Profilati indeboliti, Piastra
  3. Rifollamento

Verifica di rifollam:

Verifichiamo i singoli elementi:

N°1

N°3

Ebbene σAIF(ollamento) = Fi/Dti

Es Caso 1: F1 = F/2 ⇒ σAIF = F1/Dt1

Deve risultare:

σAIF = Fi/Dti < σAIF limite = α γ

Dove α è un coeff > 1

Il suo valore è: α = aD

α < 2.5

Dev' essere: a > 2D

Ps E γ? γ = 1.5 per T.A.

Nuova normativa Ntc 2008:

  1. Azione resistente:

    Rb,RD = KαcftkDt / γM2 (Lo vedremo dopo)

    • ftk (piastra o profil)
    • D (diam vite)
    • t (spessore. piastra o profil)
    • K e αc dipendono dalla geom. dell’unione

    αc = f(dist bullone-bordo)

    ↑ dist ↑ αc ma αc ≤ 1

    K = f(distanza bulloni tra loro ortog forza)

    K ≤ 2.5

  2. Azione sollecitante

    Fb,ED = F⊘F / 2

  3. Rb,RD ≥ Fa,ED

2) Verifica elementi indeboliti e piastra

Dunque: ≤

Es 1

Es 2

Es 3 Talvolta, per evitare indebolim, i fori sono sfalsati.

Arid = A - max

Ovvero: max

Nella piastra, invece:

Inizio azione

Fine: Lo sforzo è passato

Tutto quanto alla piastra: dopo, l’azione si diffonde

Allo stesso modo sulla piastra

L’azione si diffonde così:

Op: F

b

Se la piastra finisce

prima

Questa zona è quindi irrilevante

ai fini della trasmissione!

Ps I coni di diffusione possono spesso sovrapporsi, ma la norma prescrive di non tenerne conto.

Es

3D Resistenza Bullone

  • Dalla bullonatura, determino l'azione sul singolo bullone
  • Verifica sul bullone Sol < Resist

Primo passo: Usiano criteri elastici Trascur gli effetti della toller elem o: rigidi nel piano di giunzione

La forza e' nel baricentro! o meglio: passante per G, nel suo piano

Per ipotesi, ci sono moti rigidi della stessa quantità.

Essendo in campo elastico: Fbc = ηkeLa forza che il bullone esercità sulla piastra

KE = he : Area bulloni

La quantità che non ci interessa

Ris, FΦ = ∑η KE = N° bull x η x KE

Dunque: FΦ = Ris, FΦ

In questo caso, i bull sono ugualm sollec

Ris, FΦ agisce nel baric delle aree

P.s. e se la forza è generica? Ovvero, non passa per il baric delle aree.

F' = F + C

dove C = F ⋅ e

La coppia produce una rotaz attorno a GB.

GB è fermo.

Ce lo dice il teorema di Betti.

L₁₂ = L₂₁

F: ηGB₂ = C·φGB

Poiché φGB₁ = 0 ⇒ ηGB₂ = 0

Dunque:

ηB = ψ pi

Le forze sono orientate nel medesimo modo. Ma l'intensità è:

Crisi=1N Fbiρi = ∑i=1N keψρi² = keψ ∑i=1N ρi²

Fbj = Cris / ∑ρi² ρj

Concl: Le viti piu’ sollecitate sono le piu’ distanti

Fbi e Fbj si compongono vettorialm.

Es

F'

La più sollec è la 4.La meno è la 1.

Fase 2 Bullone con il max Fb.Una tabella raccoglie i vari γ

Ntc 2008:

  • Resist a taglio δM γM2 = 1.25
  • Resist ad attrito
    • S.L.U. γM3 = 1.25
    • S.L.E. γM3 = 1.10
  • Precarico Fp (sforzo serr) γM3 = 1.10

Resist a Taglio:

Fb = Fv,ed

Fv,ed = Fb / 2

Ebene, Fv,rd = Ente Resistente

  • Fv,rd
    • 0.6 ftb Ab / γM2 (Filettat Fuori Dall' Unione)
    • 0.5 ftb Arid / γM2
    • 0.6

Fv,ed < Fv,rd

Vecchia normativa:

Icb = Tu / Abi ≤ Icb lim

La vite è sottoposta anche a sforzo normale

(ob / oblim)2 + (cb / Icb lim)2 ≤ 1

Continuazione.....

Mancano ancora:

  1. Verifica a punzonamento.
  2. Verifica ad attrito.

1) Come disponiamo le viti? Ce lo dice la norma.

  • Se le viti sono troppo vicine (al foro o tra loro) ⟹ Indebolimento

Dunque:

L3

L7

L2

2 ꞏ ⟂ Forza L1, P1, L2, P2 min

⟂// Forza

  • E neanche troppo lontane:
    • Alcune zone sono "fuori pinza" e quindi ci può essere distacco e sollevamento della zona
    • E.g

L1, P1, L2, P2 MAX

Conclusione:

  • Minimi L1, L2 > 1.2 Do (Diam vite)
  • P1 > 2.2 Do
  • P2 > 2.4 Do
  • Massimi P1, P2 < min

200 mm4 t min elemgiuntati

L1, L2 hanno limitaz solo sel'unione è esposta a fenomenicorrosivi.In quel caso:L1, L2 < 40 mm + 4 t min

Se l'unione è compressa, c'è un ulteriore verifica, che permette di noneseguire una verifica specifica di instabilità:P ≤ 9 t min · e

*1

*2

*1 Nella vecchia normativa, invece:

P1 ≥ 3 DoP1 ≤ 15 tmin vite; Elem compressi -                   Elem tesi -

a1 ≥ 2 Do;a1 ≤ 6 tmin;        9 tmin;

a2 ≥ 1.5 Do;a2 ≤ 6 tmin; Bordo stand -        9 tmin; Bordo irigid.

DOVE

E = √235/σy

Ci sono poi altre unioni, in cui le forze non agisco-

no nel piano, ma

ortogon al piano d'unione.

Ora, nelle verifiche, si prescinde dallo sforzo norma-

le di serraggio.

Prima che si rompa la convess, le due piastre si

separano, e dunque è come se la vite si dimenti-

casse dello sforzo di serraggio.

Ft, ed = sforzo traz singola vite (solo)

Ft, ed ≤ Ft, rd

dove Ft, pd = 0.90 ⋅ Arid/

Questo se c'è solo trazione.

Se c'è anche taglio:

Fv, ed + Ft, ed < 1 /

Fv, Rd Ft, Rd 1.4

Stavolta, se c'è N, occorre eseguire la verifica "A punzonamento".

Dobbiamo verificare che la testa della vite o il dado non rompano i pezzi metallici.

Bp, Rd = 0.6 t Dm tp ftk /

γM2

Diam medio testa vite o dado

AS N > 0, la vite non lavora a compress.

"Unioni ad attrito"

Le Fb max si calcola allo stesso modo, ma la verifica è diversa.

Nascono delle azioni di attrito.

Se sono > Fext, l’unione è in esercizio. Fmax > μN; per sicurezza metto ⅞.

Anche qui:

  • 1 superf d’attrito
  • 2 superf d’attrito

In questo caso: FS,RD = ns · μ · Fpc / γM3

Dove Fpc = 0.70 fbd t Ares / γm7 (1.1 o 1.0 se il serr e' controll)

Se c’è anche Next > 0

FS,RD = nsμ (Fpc - 0.8 Ft,ed) / γM3

Ebbene FS,RD ≯ Fmax

*2 Nella vecchia normativa:

Vf = n · μ ÷ γf (NP)

L sforzo norm tra i piatti.

NP = Nserr - Next

se Next = Nserr non c'è più resistenza d'attrito!

Questo non avviene mai!

Da norma: Next ≤ 0.80 Ns

γf = 1.25

Ns - Next = sforzo netto;

(Se Next < 0 => non ne tengo conto)

μ = 0.30

0.45 PER SUPERF PARTICOLARMENT TRATTATE

"UNIONI FLANGIATE"

FLANGIA

"FLANGE"

SE C'È UNA COMPONENTE DI TAGLIO,

L'UNIONE SI COMPORTA COME VISTO

PRIMA.

ES

Il gambo della vite si inflette

La vite non è resistente a flessione.

Quindi, per salvaguardare la vite, occorre limitare l'inflessione della flangia.

La flangia dev'essere ∞ rigida ⇒ conservaz sezione piane.

Si può usare la teoria di Navier.

Dunque:

Se N/σ la sez. resist. sono solo i gambi delle viti.

Se N/σ è la sez. della flangia.

N/σ ⇒ op₁: ad ogni bullone va op₁.

op₁: N/σext; sulla flangia è ∅; nAres

Se N < 0 sulla flangia Next;

Nflangia

Sui bulloni N = 0;

Abbiamo solo traz o compr sono soltanto quando N passa per il baric dell'unione.

E se c'è un momento flettente:

Parte è tesa e parte è compresso

Occorre trovare N:

Le tensioni sono lineari:

I bulloni li mettiamo solo dove c'è trazione

Se c'è solo M → Asse neutro baricentrico

Dunque:

J = by2 / 2 + ∑(di-y)Abi ; ∑(di-y) Abi

Bulloni tesi

J = b l3 / 3 + ∑(di-y)2 A bi

Bulloni tesi

Dunque: Op = M/3Flangia

Opl = M/3 (Di - y) Bulloni

Fed = Ab

Se ci sono N ed M ⟹ L'asse neutro non è più baricentrico

Eσ

È comunque possib(ile) trovare l'asse(Noi non entriamo nel merito)

L'area resistente avrà: A

Op = N/A - M/A/3

Opl = N/A + M1/A (Di - y)/3

Esempio

N1

N2

N2 ≠ N1

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/09 Tecnica delle costruzioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ali Q di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica delle costruzioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Morano Salvatore Giacomo.
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