Qualità latte
Qualità
Qualità merceologica
- Genuinità (presenza o meno di materie prime ed ingredienti non dichiarati in etichetta o non consentiti)
- Tipicità o standard definiti
- Classi merceologiche, tecnologiche
- Parametri di processo idonei e non consentiti
- Qualità igienica (sicurezza d'uso)
- Qualità nutrizionale
- Qualità funzionale
- Tecnologica
- Bioattività
- Markers molecolari
Di prodotto
- Di processo
- Neoformazione: derivanti da reazioni indotte dal processo applicato
- Modificazione di nativi
Principali problematiche analitiche
- Utilizzo di materie prime diverse dal latte liquido
- Origine (per legge EU determinata dallo step qualificante del prodotto)
- Mancata rispondenza all'eventuale denominazione di origine
Latte alimentare
Normativa
- Definizione di latte crudo (853/2004)
- Non riscaldato a più di 40 gradi o trattamento avente effetto equivalente
- Definizione dei trattamenti termici nel regolamento 853/2004
- Ricorda f0 value (connessione tempo e temperatura)
Obbiettivi ed effetti dei trattamenti termici del latte
- Termizzazione (60°C x 15s)
- O: ridurre la carica microbica (psicrotrofi soprattutto)
- E: nessun cambiamento irreversibile
- Pastorizzazione (72°C x 15 s)
- O: distruggere i patogeni e ridurre la carica microbica
- E: minime alterazioni e proprietà batteriostatiche inalterate
- Pastorizzazione a temperatura elevata (85°C x 15s // 120°C x 1-2s)
- O: distruggere le forme vegetative, in certi trattamenti anche parte delle spore
- E: minimi cambiamenti irreversibili ma comunque in grado di favorire lo sviluppo del gusto di cotto. Inattiva le proprietà batteriostatiche naturali.
- Sterilizzazione UHT (135-150°C per qualche secondo)
- O: distruggere tutti i microrganismi e le spore
- E: evidenti cambiamenti irreversibili e sviluppo del gusto di cotto. Inattivati gli enzimi nativi ma non tutte le lipasi e proteasi batteriche
- Sterilizzazione in bottiglia (110-130°C per 30 minuti)
- O: uguale UHT
- E: forti cambiamenti irreversibili. Inattivati tutti gli enzimi
Significato dei binomi tempo-temperatura
- Temperature alte per tempi brevi: complicazione tecnologica giustificata per distruggere le forme microbiche e danneggiare minimamente il latte
Studi di cinetica
- Ea: energia minima per innescare una certa reazione
- q10: incremento di velocità che quella reazione ha per un aumento di 10 gradi
- Questi due parametri sono diversi per ogni reazione
- La distruzione batterica ha un q10 molto elevato rispetto alle reazioni chimiche
Marker molecolari danno termico
- Molecole termolabili naturalmente presenti nel latte (enzimi, proteine, nucleotidi)
- Molecole di neo-formazione derivanti dal trattamento termico applicato (furosina, lisinoalanina, lattulosio)
Inattivazione enzimi endogeni del latte
- Fosfatasi alcalina
- Lattoperossidasi
Molecole termolabili presenti naturalmente nel latte: sieroproteine
- Interazioni con caseine: coating delle micelle dopo denaturazione
- Denaturazione termica delle sieroproteine
- Sieroproteine solubili (L 169/89) % proteine totali
- Crudo 18%
- Pastorizzato alta qualità 15.5%
- Fresco pastorizzato 14%
- Pastorizzazione a elevata temperatura 11-14%
- b-LG solubile
- Crudo 3000-3300
- Past alta qualità 3000-3200
- Fresco pastorizzato >3000
- Alta temperatura >2300
Molecole di neoformazione derivanti dal trattamento termico applicato
- Furosina: indice della reazione di Maillard
- Ea molto bassa
- Tra uno zucchero riducente e gruppo amminico libero di un AA (glicazione). Lisina + lattosio
- Si generano composti di Amadori fino ad arrivare agli AGE's in fase avanzata
Metodo determinazione furosina
- Aliquota di campione idrolizzata a 110 gradi con HCl
- Si formano 3 composti in quantità stechiometriche precise tra cui furosina
- Dosaggio furosina semplice
Livelli FUR
- Latte alimentare: 8,6 mg/100g proteine
Lattulosio (galattosio + fruttosio)
- Epimerizzazione del lattosio (facilitata dall'alcalinità)
- Rapporto lattulosio-furosina nel latte sterilizzato: significato analitico
- Relazione lineare normalmente
- Shift verso destra (asse y lattulosio - asse x furosina) aggiunta latte in polvere
- Shift verso l'alto per aggiustamento pH di latte acidificato
Durabilità - shelf life
- Tecnologie per aumentare la durabilità del latte (volte a ridurre la carica microbica)
- Pastorizzazione a temperatura elevata (fino a 8 riduzioni decimali di batteri)
- Bactofugazione (1-2 riduzioni decimali soprattutto spore)
- Processo fisico di separazione dei microrganismi, delle cellule somatiche e di parte delle spore sulla base della loro densità, realizzato tramite centrifugazione (10.000 g) del latte.
- Rimosse le micelle caseiniche più grosse con conseguente riduzione del titolo proteico (0.1%), che fa un 3% di resa per un formaggio come il grana
- Microfiltrazione (2-4 riduzioni decimali)
- Effetto di esclusione (non passano batteri, grasso non totalmente e totalmente non passano le cellule somatiche)
- Microfiltrazione con trattamento termico differenziato della crema
- Microfiltrazione del latte senza trattamento termico della crema
Invecchiamento del latte fresco pastorizzato
- Fenomeno biochimico che dipende da:
- Qualità igienico-sanitaria del latte crudo ossia contaminazione batterica e carica leucocitaria
- Temperatura di raccolta e trasporto del latte crudo
- Tempo che intercorre tra mungitura e trattamento
- Asportazione fisica di batteri, spore e cellule somatiche
- Temperatura di conservazione del latte confezionato
- Pastorizzazione non è barriera termica per:
- Proteasi e lipasi di pseudomonas e leucociti
- Proteasi native e batteriche: proteolisi aspecifica su tutte le frazioni caseiniche
- Proteolisi specifica dell'enzima plasmina sulla β-caseina (attivatore del plasminogeno nei leucociti che va ad attivare la plasmina presente nel latte)
- Spore
Tecnologie di filtrazione
Sistemi operativi nel quale una o più pompe spingono il fluido da filtrare su particolari membrane, sfruttando il meccanismo di filtrazione tangenziale
Permeato: frazione di prodotto che attraversa la superficie della membrana
- Retentato: frazione residua concentrata costituita da molecole che non permeano la membrana in quanto di dimensioni superiori al diametro dei pori della membrana
Autonomia di lavoro più elevata della filtrazione convenzionale
- Prevenzione della polarizzazione della membrana (sporcamento progressivo)
- Possibilità di lavaggio CIP per ripristinare la capacità filtrante della membrana
Parametri fondamentali
- Caratteristiche della membrana in particolare cut-off (permeabilità)
- Pressione e temperatura di esercizio
- Velocità di flusso e viscosità del fluido da filtrare
Impiego nel settore lattiero-caseario
- RO: de-idratazione di latte, siero e permeato da UF
- NF: usata quando è necessaria una parziale de-mineralizzazione di siero, latte, retentato UF o permeato UF
- UF (10-2, 10-1 micrometri): concentrazione delle proteine nel latte
- Standardizzazione del contenuto proteico per formaggi, yogurt ecc.
- MF (10-1, 10 micrometri): riduzione carica batterica nel latte scremato, siero, saline
- Scrematura del siero per produzione WPC e frazionamento proteine
Materiali membrane
- Configurazione delle membrane
- Piane: impaccate come gli scambiatori a piastra
- Spirale: membrane alternate a spaziatori. Sistemi a stella per evitare l'uscita del permeato con l'effetto a cannocchiale
- Fibra cava: grandissime superfici in poco spazio
- Tubolari: MF
Formaggio
Indici di qualità per il latte da caseificare
- Chimici
- Elevato contenuto in caseina e grasso
- Più caseina ho più aumenta la resa, dopotutto la caseificazione è definibile come processo di concentrazione della caseina
- Assenza di antibiotici
- Attitudine alla coagulazione presamica
- Microbiologici
- Bassa contaminazione da microflora anticasearia
- Presenza di batteri lattici
- Bassa contaminazione da sporigeni (contaminazione fecale)
- Gonfiore precoce
- Coliformi
- Propionici
- Batteri lattici etero-fermentanti
- Gonfiore tardivo
- Clostridium
- Anaerobiosi
- Trigger
- Redox basso
- Igienici
- Bassa carica leucocitaria
- Genetici
- Attitudine favorevole di razza e individuo
- Varianti genetiche della k caseina
- Ka e kb. La kb ha maggiore resa
- La pressione selettiva sulla kb determina anche una selezione sulla beta caseina A1
Riconoscimento dell'utilizzo di latte di vacca nella produzione di formaggi da latte di specie minori
- Elettroforesi marker: alfaS caseina
- Limitazioni: non va bene per formaggi maturi, viene idrolizzata
- Isoelettrofocalizzazione
- Marker: y2 e y3 caseine (prodotti di idrolisi delle caseine)
- Limitazioni: nessuna
- HPLC
- Marker: sieroproteine
- Limitazioni: denaturazione termica
Formaggi freschi a pasta filata
- Peculiarità: il processo di fabbricazione permette di utilizzare materie prime come cagliate, latte in polvere e proteine del latte senza eccessivo scadimento delle proprietà funzionali del prodotto
- La legge 138/74 vieta l'utilizzo di latte in polvere al latte destinato alla trasformazione casearia
- Necessità di sviluppare un metodo analitico in grado di riconoscere l'utilizzo in questi formaggi di latte in polvere
- Limite furosina nella mozzarella
- 12 mg/100 g sostanza proteica
- STG: 10 mg/100 g sostanza proteica
- HPLC della furosina
Caseificazione a Grana Padano
- Processo
- Materie prime: latte crudo
- Decremazionazione per affioramento
- Miscelazione latte mattino con latte sera affiorato
- Latte in caldaia di rame
- Migliore conducibilità termica
- Delta T per minuto è ciò che influenza la crescita dei microrganismi.
- Coagulazione
- Cottura fino a 53°C, taglio
- Stasi sotto siero (sineresi della cagliata)
- Acidificazione in fascera (48h)
- Fascera di teflon 24 ore
- Fascera bombata microforata
- Salatura (25 giorni)
- Saline
- Gabbie
- Maturazione (>9 mesi)
- ALP (attività della fosfatasi alcalina) nel Grana Padano.
- Lavorazione in caldaia: taglio, cottura, sineresi della cagliata 1 ora a 55°C
- Messa in fascera: gradiente di progressiva inattivazione centripeta dell'ALP
- Nel cuore della forma 55°C per 5h: inattivazione fosfatasi alcalina
- Nell'immediato sottoscalzo residua ALP (raffreddamento molto più veloce)
- Delta ALP tra esterno e interno del formaggio diviene indice di qualità: discrimina l'utilizzo di latte crudo o meno.
- Valore minimo di ALP fissato da una circolare MiPAF nel primo sottoscalzo di 300k mU/kg
- Lisozima (E 1105)
- Enzima in grado di lisare la parete cellulare dei gram +
- Estratto dall'albume d'uovo
- Limitano (non la evitano) il gonfiore tardivo nei formaggi a pasta dura. La gestione precedente è quindi comunque importante
- Essendo estratto dall'uovo deve essere riportato in etichetta come allergene
- Alternativa sono i nitrati, vietati in Italia
AA liberi
- GP e PR sono caratterizzati durante il loro processo di maturazione da una proteolisi elevata e specifica come nessuno
- Proteolisi derivante da:
- Microorganismi del sieroinnesto, enzimi con un sistema di taglio specifico proprio. Sieroinnesto tipico e solo di quella zona: impronta digitale
- 20% azoto presente sono AA liberi
- 35g proteine: 7g AA liberi su 100g
- Modello chemiometrico di PR e GP: profilo quali-quantitativo degli AA liberi
- Il livello di alcuni AA nel GR e PR ha un preciso significato analitico
- Formaggio grattugiato: crosta non superiore al 18%.
- Crosta ha meno AA liberi (microrganismi non crescono per la scarsa quantità di acqua e maggiore presenza di sale)
- 15% AA liberi del formaggio
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Qualità e Funzionalità di Latte e Derivati
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Microbiologia, igiene e sicurezza latte e derivati