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LUISO VOLUME IV

Distinzione tra rito sommario e a cognizione piena. Art 409 processo del lavoro a cognizione piena

ed esauriente. Rito delle locazioni è il processo a cognizione piena ed esauriente per controversie

art 447bis. Rapporti tra rito ordinario e speciale sono di esclusione. Esistono processi speciali che

si caratterizzano per la cognizione sommariaalternatii al rito a cognizione piena. Prima le

controversie di lavoro potevano essere collettive o individuali. Quelle collettive potevano essere

economiche o normative. Caduta del sistema corporativofine delle controversie economiche.

Art 409 parla di controversie individuali di lavoro. Speciale procedimento per l’organizzazione

sindacale.-->fase sommaria che termina con un decreto contro il quale si può proporre

opposizione. Il rito del lavoro si applica anche alle controversie di lavoro non individuali. Art 409

prevede l’applicazione del rito del lavoro alle controversie relative a 5 categorie di rapporti:

- Rapporti di lavoro subordinato

- Rapporti agrari associativisezione specializzata agraria. Controversie agrarie

comprendono sia l’affitto a coltivatore diretto che quello a coltivatore non diretto. Quando

un’altra norma richiama il 409 si intende solo per il coltivatore diretto, altrimenti

l’interpretazione è estensiva. Le competenze di controversia delle sezioni agrarie si

svolgono con il rito del lavoro artt 413ss se rientrano nel 409, rito del lavoro artt 413

depurato dalle norme previste all’art 2 dlgs 150/2011 se non rientrano direttamente nell’art

409.

- Rapporti di parasubordinazione: lavoro autonomo. Devono essere continuativi (prestazione

stabile), coordinati (sulla base delle direttive del preponente ma non c’è un potere

gerarchico) e la prestazione deve essere prevalentemente personale (il risultato non deve

essere conseguito con la prevalente opera altrui). La parasubordinazione è un modo

alternativo di organizzazione aziendale.

- Rapporti di lavoro subordianto con enti pubblici economici.

- Rapporti di lavoro subordinati con enti pubblici non economici. Pubblico impiego per lungo

tempo affidato solo alla giurisdizione del giudice amministrativo. Giudice ordinario non

incontra limiti nelle controversie di pubblico impiego a lui affidate.

Una controversia è relativa a un determinato rapporto quando:

- Ha ad oggetto immediato il rapporto

- Ha ad oggetto un effetto che scaturisce dal rapporto di lavoro.

Appartengono al rito del lavoro anche le controversie quandi i diritti sono stati oggetto di

accertamento convenzionale o arbitrale o sono attualmente titolari soggetti diversi dalle parti del

rapporto di lavoro. Si applicano i criteri ordinari della giurisdizione del gudice italiano. 413 consente

di individuare l’ufficio competente. Tre criteri di competenza territoriale:

- Luogo dove si è perfezionato il contatto di lavoro

- Luogo dove si trova l’azienda

- Luogo dove si trova una dipendenza dell’azienda alla quale è addetto il lavoratore

Foro della dipendenza è applicabile solo al lavoro dipendente. Il foro della dipendenza o

dell’azienda gode di una prorogatio di 6 mesi. Competenza resta anche dopo ilt rasferimento

dell’azienda. L 128/1992 regola per rapporti di parasubordinazione. Non si applica il foro della

dipendenza perché il lavoratore è autonomo. Legge ha introdotto come criterio il domicilio del

lavoratore parasubordinato. È competente il giudice nella cui cirscoscrizione ha sede l’ufificio al

quale il diendente è addetto. Se non si applicano i fori indicati si applicano artt 18 e 19. Ultimo

comma prevede la nullità delle clausole derogative della competenza. Legislatore avrebbe voluto

impedire stipulazione clausole di deroga alla competenza per territorio che siano vessatorie. Ratio

è fatta propria dal legislatore comunitario che prevede la validità degli accordi di deroga stipulati

dopo il sorgere della controversia. Rilevazione: art 38 e art 428. Pe rla rilevazione il convenuto ha

la memoria art 416 e il giudice la prima udienza di trattazione. Tecnica delle sommarie

informazioni.

Questioni di rito? Il rito del lavoro è o meno un presupposto processuale? Nel nostro sistema la

correttezza del rito non è un presupposto processuale. Il modo di essere della sitazione

sostanziale dedotta in giudizio per il rito rileva solamente per quanto contenuto nella domanda. La

questione processuale quindi si determina dalla domanda. Le pronunce di muramento di rito si

hanno solo quando l’attore ha affermato un modo di essere della situazione diverso da quello che

la legge preede per l’applicaizone del rito scelto. Le uniche controversie che fanno eccezione solo

le controversie agrarie. La competenza e il rito devono ritenersi sussistenti non solo quando l’attoe

afferma l’esistenza ma anche quando questa sia affermata dal convenuto. Se l’attore ha scelto il

rito corretto il processo prosegue nel merito. Se non è così il giudice rigetta nel merito. Mutamento

di rito artt 426 e 427

- Problema solo di rito

- Problema di rito che determina un mutamento di competenza.

Diverse combinazioni:

- Causa al tribunale con rito ordinario. Giudice ritiene che sia di lavoro, presidente tribunale

rimette a giudice lavoro. Vinee fissato un termine per l’integrazione degli atti per le diverse

preclusioni che ci sono nei due riti. Il mutamento di rito è disposto con ordinanza

modificabile e revocabile anche d’ufficio.

- Tribunale competente territorialmente per il rito ordinario non lo è per quello del lavoro. Art

38incompetenza per materia, valore e terrirotio inderogabile è rilevabile nella comparsa di

risposta dal convenuto e dal giudice alla prima udienza. Il problema si pobe solamente se

la questione di competenza non è chiusa. Se il giudice è terr incompetente rimette la causa

a quello competente

- Passaggio dal rito speciale a quello ordinario se il tribunale è ugualmente competente

anche con il rito ordinario. Passaggio della causa alla sezione ordinaria tramite il

presidente. Il gudice del lavoro può assumere d’ufficio tutti i mezzi di prova a differenza del

giudice ordinario. Nel rito del lavoro non valgono limiti di ammissibilità delle prove.

Mutamento di rito da speciale a ordinario, la prova non è utilizzabile. Prova restautilizzabile

anche nel rito ordinario perché: non si possono utilizzare le prove ammesse in deroga al

rito ordinario ma si possono utilizzare quelle assunte in deroga al rito ordinario. Prova

assunta d’ufficio non è invalida.

- Incompetenza terriroriale dovuta al mutamento di rito da speciale a ordinario. La questione

di competenza non deve essere precluda. Comptenza deogabile solo dal convenuto nella

comprsa di costituzione. Se si tratta di competenza territoriale inderogabile, l’incompetenza

è rilevabile d’ufficio dal giudice.

- Modificazione di rito da speciale a ordinrio e viceversa può comportare incompetenza

verticale

- Passaggio dal rito ordinario a quello speciale. importante rilevare che la competenza e il

rito si determinano sulla domanda dell’attore. Giudice che capisce di essere incompetente

deve dichiararlo con ordinanza. Se questa non viene appellata e la causa viene riassunta

davanti al giudice giudto, il rito non viene mutato. La decisione definitiva sulla competenza

blocca anche la questione di rito. Se si pone anche problema di incompetenza territoriale, il

giudice decide anche di quella.

- Ipotesi costituita dal passaggio dal rito del lavoro a quello ordinario qundo è competente il

giudice di pace art 427. Se il tribunale ritiene che la causa non faccia parte di quelle dell’art

409 rimette la causa al giudice di pace. Ordinanza comporta assorbimento della questione

di rito e competenza. Art 427 afferma che la rimessione avviene con ordinanza.

Provvedimenti che decisono della sola competenza hanno la forma dell’ordinanza.

Ordinanza ha regime e effetti di un ord sulla competenza. L’

Errore di rito non determina di per sé la nullità degli atti a meno che non abbia inciso sulla

competenza, sulle prove o sui poteri delle parti. Principio della ultrattività del rito. Ogni parte è

obbligata a seguire il rito scelto dall’attore con l’atto introduttivo fino al provvedimento del

giudice.

Domanda, allegazioni e eventuali richieste istruttorie nell’atto introduttivo. La struttura del

processo del lavoro è caratterizzata da preclusioni alle domande, allegazioni e irchieste

istruttorie. Nella fase iniziale è concentrata tutta l’attività. Il contraddittorio tra le parti e i rilievi

del giudice consentono di integrare atti introduttivi con elementi necessari. Prima diversità:

- Nel proc del lavoro allegazioni e richieste istruttorie devono essere compiute

congiuntamente

- Presenza dello ius poenitendi c’è nell’ordinario ma non nel lavoro.

Artt 414 e 415 atti introduttivi. La domanda ha la forma del ricorso, atto prima depositato nella

cancelleria e poi portato a conoscenza della controparte. Nell’atto si distinguono editio actionis e

vocatio in ius. La prima non differisce dalla citazione del rito ordinario. Differenza riguarda la

necessit che siano inserite nel ricorso le richieste istruttorie sui fatti allegati. Ricorso viene

depositaato nella cancelleria del giudice che fissa l’udienza di discussione. Non più di 60 g tra

ricorso e udienza. Ricorso deve essere notificato alconvenuto entro 10 g dalla data della pronuncia

del decreto. Unico termine è quello tra la data di notifica e l’udienza di discussionealmeno 30

giorni.

Art 417 consente la difesa personale delle parti se la causa è inferiore a 129 euro. La litispendenza

si determina dalla notificazione della itazione o dal deposito del ricorso. Nullità del ricorso. Serve a

individuare offetto del processo, allegare datti cost e attività istruttoria. Deve essere garantita la

parità delle armi tra atore e convenuto. Art 164 prevede un meccanismo differenziato di sanatoria

per i vizi dell’editio actionissolo con ulteriore attività integrativa dell’attore. Effetti sostanziali e proc

della domanda si producono dalla sanatoria in poi. Vizoi della vocatio in ius sanabile con la

rinnovazione o con la costituzione del convenuto e gli effetti si producono ex tunc.

Allegazioni possono essere funzionali all’individuazione del diritto oppure no. La nullità del ricorso

c’è solo se le lacune inciono sulla individuazione del diritto. Vizi della vocatio in ius riuardano:

mancata identificazione giudice e parti, omessa indicazione udienza, termine inferiore a quello

legale per la difesa. Convenuto, memoria difensiva è un atto che attiene alla trattazione con cui si

allegano richieste istruttorie e allegazioni. Se non propone domande nuove, il convenuto può

proporre eccesioni o semplici difese. Le ultime sono contestazione della domanda del’attore in

fatto in diritto per evitare che i fatti diventino pacifici. Tutte le allegazioni dei fatti e le richieste

istruttorie devono essere fatte negli atti introduttivi.

Eccezioni non rilevabili d’ufficio devono essere proposte a pena di decadenza nella prima memoria

difensiva. Nella memoria difensiva il convenuto deve indicare specificaamente i mezzi di prova.

Proposizione delle istanze è prevista a pena di decadenza per il convenuto ma non per l’attore.

Mezzi di prova si possono chiedere anche successivamente se non si è avuta la possibilità di

chiederli prima. Differenza tra rito del lavoro e ordinario è che nell’ordinario la fase delle allegaizoni

precede quella delle richieste istruttorie mentre nel lavoro sono insieme. Memoria difensiva 10

giorni prima dlel’udienza fisata dal giudice e il deposito equivale alla costituzione del convenuto. Il

legislatore ha previsto la costituzione del convenuto prima dell’udienza.tempo necessario per le

repliche alla memoria del convenuto. Convenuto può proporre nuove domande con le connessioni

degli art 31 ss. Art 40 quando non tutte le cause connesse appartengono al rito del lavoro. Per la

domanda riconvenzionale disciplina specifica artt 416 e 418.

Convenuto deve proporre domanda riconvenzionale con memoria tempestivamente depositata e

chiedere al giudice nuova udienza. Se pi soggetti sono parti necessarie e uno non è stato

chiamato il giudice ordina l’integrazione del contraddittorio. Art 33 per litis facoltativo. Possibilità di

deroga alla competenza territoriale. I presupposti dell’intervento volontario sono gli stessi del rito

ordinario ma art 419 distingue tra intervento del litisconsorte necessario pretermesso e quello

volontario dell’art 105. Il primo senza limiti di tempo, l’altro non oltre il termine per la costituzione

del convenuto. Intervento ha il contenuto della memoria difensiva quando è in via adesiva. Art 419

incostituzionale nella parte in cui non prevede un meccanismo simile alla domanda

riconvenzionale. Necessario chiedere spostamento udienza ecc che però sono inutili nel caso di

intervento adesivo. Quindi il terzo non può intervenire oltre il decimo giorno prima dell’udienza.

Particolare forma di partecipazione al processo è prevista per le organizzazioni sindacai che

abbiano sottoscritto contratti o accordi collettivi in materia di pubblico impiego. Organizzazioni

possono impugnare le sentenze che decidono delle questioni relative a validità, efficacia o

interpretazione. Chiamata in causa uguale al rito ordinario. Obbligatoria la trattazione congiunta di

più cause connesse.

Art 420 unica udienza al termine della quale si dovrebbe avere la decisione della causa. Fae

preliminare in cui si mettono a punto le difese fegli atti introduttivi e si completa l’allegazione, poi

raccolta delle prove e infine decisione. Udienza improntata all’oralità e alla concentrazione.

Interrogatorio libero e tentativo di conciliazione sono fasi essenziali dlel’udienza. Scopo è quello di

evitare lo svolgimento di attiità giurisdizionale. L’ 183/2010 il giudice tenta la conciliazione e

formula una proposta transattiva. Il rifiuto è un comportamento valutabile ai fini del merito.

Diposizione insensata. Interrogatorio libero è superfluose eesiste un vizio che impedisce la

decisione nel merito. Omissione del’int libero è motivo di nullità secondo la dottrina ma non

secondo la giurisprudenza. Non ha funzione probabtoria ma realizza la dialettica processuale.

Però incide sull’istruzione probatoria. La parte può essere sostituita nell’interrogatorio da un

procuratore. Se la parte non si presenta e non si fa sostituire questo costituisce argomento di

prova. La mancata conoscenza dei fatti di causa è arg di prova. Art 420 deve esser intefrato.

- Novità di oggetto o fatti che provengono dall’attività della controparte. Attore può depositare

10 g prima della nuova udienza una memoria difensiva per le domande riconvenzionali del

convenuto. Possibile modificare domande allegazioni e conclusioni se si è giustificati dallo

sviluppo dialettico del processo.

- Se mancano i gravi motivi dell’art 420 e le pati propongono domande nuove tardivamente,

la giurisprudenza ritiene rilevabile d’ufficio la tardività e quindi irrilevante il consenso della

controparte al compimento tardito dell’attività. Giurisprudenza ritiene che le diposizioni che

impediscono alcuni tipi di attività siano poste nell’interesse pubblico.

I fatti che emergono dagli atti di causa sono utilizzabili anche se non allegati, vige il principio

dell’acquisizione che però non opera sui fatti cost che identificano una nuova ituazione sostanziale

e sulle eccezioni in senso stretto. Nel rito del lavoroo l’allegazione dl fatto deve essere

accompagnata dall’attività istruttoria relativa al fatto allegato. In prima udienza si possono chiedere

solo i mezzi di prova che le parti non hanno potuto proporre prima. rimessione in termini, se è

consentita una nuova allegazione è consenitto anche provare i fatti, meccanismo della controprova

.

Alcuni mezzi istruttori non sono soggetti a preclusioni: consulenza tecnica, richiesta di info alle

associazioni sindacali e giuramento decisorio. La tardività della richiesta istruttoria è rilevabile

d’ufficio. Art 421 poteri istruttori del giudice sono più ampi di quelli del giudice ordinario. No mezzi

atipici, solo su fatti alleati dalle parti e può venire a sapere dell’esistenza della fonte di proca solo

dagli atti legittimamente acquisiti. Limite: potere istruttorio del giudice non può rimediare

all’inattività e alle omissioni delle parti ma deve essere sussidiario all’arrività delle parti. Poteri

istruttori d’ufficio possono superare limiti del cc. Superamento limiti processuali dell’ammissione

della prova ma non di quelli sostanziali. Limiti alla prova testimoniale riguardano contratti,

remissione e pagamento del debito. Cade anche il limite dell’art 1417 per la prova della

simulazione. gli stessi limiti vengono meno per le presunzioni semplici. Non superabile il limite

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Scienze giuridiche IUS/15 Diritto processuale civile

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Aelica di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Procedura civile II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Silvestri Caterina.
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