Principi generali di anatomia
Definizione di anatomia umana
Anatomia è un termine che dal greco "anatomeci" (anatomè) indica una dissezione, un separare tagliando, per andare a studiare le forme e la struttura del corpo umano. Anatomia umana normale vuol dire la forma e la struttura dei diversi organi in età adulta e in condizioni di salute (condizioni normali, cioè quando gli organi sono sani, non sono andati incontro a patologie). Se immaginiamo la forma e la struttura del corpo umano, ad esempio di un neonato o di un bambino, oppure di un soggetto che abbia un’età, ad esempio, superiore agli 80 anni, subisce una serie di modificazioni importanti rispetto a quello che è l’assetto normale del giovane adulto sano.
Anatomia patologica
Esiste un’anatomia patologica che studia quelle modificazioni, a volte anche molto importanti al punto da portare alla morte il soggetto, che si hanno a carico dei diversi organi, rispetto a quelle che sono le condizioni normali.
Organizzazione del corpo umano
Prevede una progressiva complessità strutturale, nell’ambito della struttura, a partire dalle cellule, quando queste poi si organizzano nell’ambito dei diversi tessuti e quando poi questi tessuti costituiti da cellule, si organizzano poi a costituire i diversi organi nell’ambito dei diversi sistemi.
- Cellule (unità costitutive della sostanza vivente)
- Tessuti (insieme di cellule)
- Organi (si formano dall’aggregazione dei tessuti)
- Apparati/Sistemi
Struttura degli organi
Classificazione degli organi da un punto di vista anatomico, istologico, strutturale ed ultrastrutturale. Si dividono in:
Organi cavi
- Cuore, stomaco, tutti gli organi del canale alimentare, i bronchi, le arterie, le vene, la trachea, l’esofago, la laringe, l’uretere, la vescica, l’utero;
Da un punto di vista istologico, si presentano come organi provvisti di:
- Un lume, cioè di una parte vuota centrale, per esempio nel caso del cuore, le cavità cardiache sono riempite di sangue, nello stomaco invece ci sono momenti in cui risulta essere ripieno del bolo alimentare; nei cadaveri il lume è vuoto, mentre negli esseri viventi è occupato da materiale;
- Una parete, che è costituita da una sovrapposizione di strati/tonache, in numero di 3 – 4;
Organi parenchimatosi
- Fegato, reni, polmoni, pancreas, sono organi pieni, presentano:
- Una capsula esterna di tessuto connettivo;
- Un parenchima, struttura interna in cui le cellule si possono organizzare in modo diverso, in cordoni, in nidi, lamine, glomeruli, in modo tale da far sì che l’organo sia compatto e rivestito da una capsula.
Suddivisione del corpo umano
Si distinguono:
Porzione assile
In senso cranio-caudale, vuol dire dall’alto verso il basso, è formata da:
- La testa, che prevede una sub-classificazione nel cranio e nella faccia;
- La regione del tronco, che prevede diverse porzioni: collo, torace, addome, la regione inferiore che prende il nome di pelvi e una regione non visibile (in posizione eretta – attenti anatomico) che prende il nome di perineo (regione del bacino), regione più declive del bacino, che può essere visualizzata nella posizione ginecologica o operatoria, il paziente deve essere disteso, deve avere le gambe flesse sulle cosce, le cosce flesse sul bacino e tutto in allontanamento rispetto al piano sagittale mediano; la regione perineale è del tutto inferiore del tronco, rispetto al collo che è la regione più craniale, seguita dal torace, addome, pelvi, perineo;
Porzione appendicolare
In senso prossimo – superiormente, distale – inferiormente, è formata dai due arti, se considerati omo-lateralmente, gli arti sono 4, 2 superiori e 2 inferiori:
- Superiore, arto suddivisibile in regioni spalla, braccio - che si estende dalla spalla fino all’articolazione del gomito, avambraccio - si estende dall’articolazione del gomito all’articolazione del polso - radio carpica, la mano;
- Inferiore, suddiviso in porzioni la regione dell’anca – è quella più vicina alla regione della pelvi, coscia – si estende tra l’anca e l’articolazione del ginocchio, inferiormente all’articolazione del ginocchio c’è la gamba – fino all’articolazione della caviglia, il piede;
Terminologia anatomica
(È riferito all’attenti anatomico) Prevede:
- Termini di posizione, individuano la posizione e i rapporti di una qualsiasi parte del corpo umano, sono più statici;
- Termini di movimento, individuano il tipo di spostamento e la direzione nella quale lo spostamento si è svolto o parti del corpo umano si portano.
Sia i termini di posizione che i termini di movimento sono riferiti all’attenti anatomico o posizione anatomica (stazione eretta): posizione eretta, con il viso rivolto anteriormente e anche le palme delle mani rivolte anteriormente, viso e palmi delle mani rivolte in avanti.
Termini di posizione
La posizione di qualsiasi parte del corpo umano può essere definita facendo riferimento a 3 piani tra loro perpendicolari, individuati da 3 “specchi” che immaginiamo vanno a tagliare il corpo umano in diversi punti:
- Piano sagittale;
- Piano frontale o coronale;
- Piano trasverso o trasversale;
Piano sagittale
Piano al quale si fa riferimento più frequentemente e nell’ambito del piano sagittale, il più frequente è il piano sagittale mediano o anche definito piano di simmetria.
- Questo piano è verticale;
- Diretto in senso antero-posteriore, si porta dall’avanti all’indietro, è come se andasse a suddividere il corpo umano passando per metà della fronte, metà della piramide nasale, metà del labbro superiore/inferiore, della mandibola, metà del collo, m. del torace, m. dell’addome, scendendo in basso e lasciando l’arto inferiore uno a dx e l’altro a sx;
- Divide il corpo umano in due metà, pari e simmetriche e si chiamano antimeri: antimero di dx e antimero di sx.
Rispetto al piano sagittale mediano, a partire da questo piano, possono essere definiti/individuati, infiniti piani ad esso paralleli, definiti piani paramediani, verso sx o verso dx. Per la presenza di questi infiniti piani paralleli al piano sagittale mediano, verso l’antimero di sx o verso l’antimero di dx, si possono definire due facce:
- Una faccia mediale (interna) volge verso il piano sagittale mediano o più vicina al piano sagittale mediano;
- Una faccia laterale (esterna) volge più lontano rispetto al piano sagittale mediano.
Piano frontale (coronale)
È un piano:
- Verticale;
- Parallelo alla fronte, sembra tagliare in due parti il corpo umano, li taglia in modo diverso, come se fosse parallelo alla fronte o parallelo al vertice della testa;
- È perpendicolare al piano sagittale mediano.
Individua due termini di posizione, due regioni:
- Una faccia che si trova anteriormente, ventrale, il ventre anteriore: quindi faccia ventrale o anteriore;
- Nel caso della mano, la faccia ventrale o anteriore, viene definita palmare o volare, per il piede si parla di regione plantare;
- Faccia dorsale – posteriore, nel caso della mano e del piede, questa faccia viene definita dorsale, in entrambi i segmenti scheletrici.
Il piano frontale suddivide il corpo umano in due porzioni, possono essere individuati infiniti piani che saranno in direzione anteriore o posteriore, o anteriori – ventrali o posteriori – dorsali, infiniti verso l’avanti o verso l’indietro e questo piano individua due facce.
Piano trasversale o trasverso
È un piano:
- Orizzontale;
- Parallelo al piano di appoggio, parallelo alla regione plantare, più o meno questo piano, passa inferiormente alla regione ombelicale, ma ne ha di infiniti paralleli ad esso, verso l’alto o verso il basso;
- È perpendicolare al piano sagittale e al piano frontale, va ad individuare due facce:
- Una faccia o regione superiore, craniale - cefalica – rostrale;
- Una faccia inferiore – caudale, o regione inferiore.
Termini di movimento
Fanno riferimento ai 3 piani:
- In riferimento al piano sagittale mediano:
- Il tronco compie delle inclinazioni laterali – portandosi lateralmente si allontana dal piano sagittale mediano;
- Gli arti possono compiere dei movimenti di adduzione – avvicinamento dell’arto al piano sagittale mediano, si avvicina al p.s.m, o abduzione – allontanamento dell’arto al piano sagittale mediano, si allontana rispetto al p.s.m;
- In riferimento al piano frontale:
- Il tronco può compiere movimenti di torsione o rotazione, ruotando lateralmente è come se modificasse la sua posizione rispetto al piano frontale;
- Gli arti si hanno modificazioni della mano rispetto alla posizione pronata, sono movimenti di prono-supinazione, molto più consentiti, più mobile questo movimento per la mano che non per il piede in cui c’è una forte limitazione legata/dovuta ai legamenti dell’articolazione tibio-tarsica;
- In riferimento al piano trasversale, i movimenti consentiti sono per il tronco e per gli arti identici flessione ed estensione o iperestensione: la testa e il collo flettono in avanti o indietro, provvedono a modificarsi rispetto al piano trasversale e anche gli arti intervengono nella flesso-estensione, sia per l’arto superiore, sia per l’arto inferiore.
Sistema locomotore
È formato da strutture diverse, 3 porzioni:
- Segmenti scheletrici, cioè dalle ossa;
- Articolazioni;
- Muscoli;
I segmenti scheletrici:
- Intervengono nella statica corporea cioè garantiscono ad esempio che il soggetto possa stare in posizione eretta o che possa compiere dei movimenti armonici;
- Sono un deposito di sali minerali calcio, alcuni dei segmenti scheletrici, alcune ossa lunghe, anche ossa piatte come lo sterno, l’osso dell’anca, contengono al loro interno piccole quantità di midollo spinale, grazie al quale viene ad essere garantita l’emopoiesi – la differenziazione, la produzione degli elementi corpuscolati del sangue;
- Sono tenuti insieme dalle articolazioni ci sono dei dispositivi giunzionali: le articolazioni che garantiscono il movimento di determinate regioni corporee della spalla, del gomito, del polso, del ginocchio, dell’anca;
- Più segmenti scheletrici si mettono in giunzione tra di loro per costituire delle articolazioni che sono provviste di legamenti: in modo tale che queste due superfici articolari che vengono ad affrontarsi, sono tenute in sito, cioè non siano dislocate, lussate;
- A sovrastare/a ricoprire i segmenti scheletrici e le articolazioni, ci sono i diversi raggruppamenti muscolari i muscoli, che insieme alle articolazioni:
- Garantiscono il movimento;
- Ma intervengono anche nel garantire la protezione dei segmenti scheletrici sottostanti; traumi a livello di diverse regioni corporee possono comportare un danno al livello muscolare, ma non un danno al livello scheletrico, perché lo scheletro è protetto dai muscoli: masse carnose, che lo sovrastano, evitano (a meno che il trauma non sia molto importante – sennò c’è un danno oltre che del muscolo, anche dell’articolazione del segmento scheletrico), delle fratture o dei danneggiamenti dei legamenti delle articolazioni.
Classificazione delle ossa - segmenti scheletrici
Si distinguono sulla base della prevalenza di una dimensione o di due dimensioni: lunghezza, larghezza e spessore.
Ossa lunghe
- Femore, omero, radio, ulna, tibia, fibula;
- Ossa in cui c’è una prevalenza della lunghezza, rispetto alla larghezza e allo spessore.
Tutte le ossa lunghe sono caratterizzate da:
- Un corpo diafisi;
- Da 2 epifisi:
- Una prossimale - superiore, più vicina al piano sagittale mediano;
- Una distale – inferiore;
- Nelle ossa lunghe c’è un’altra porzione che si chiama metafisi, si trova al limite tra la porzione craniale della diafisi e l’epifisi prossimale, in fondo, nel punto di contatto – confine tra l’epifisi prossimale e la porzione craniale.
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