CHEMIOTERAPIA Prof. Bedini
La chemioterapia è la branca della farmacologia che studia farmaci ad azione il più
mirata e selettiva possibile nei confronti di “patogeni invasori” (agenti eziologici
Chemioterapia
infestanti e che quindi invadono) → esistono quindi una
antimicrobica Chemioterapia
(batteri, miceti, protozoi, elminti e virus) e una
antitumorale (le neoplasie non sono di origine microbica ma la patologia è data da
cellule che proliferano in modo incontrastato ed invadono l’organismo ospite e cioè
l’uomo). ANTIBIOTICO antimicrobico di origine naturale
=
CHEMIOTERAPICO antimicrobico di origine sintetica
=
Soprattutto inizialmente farmaci attivi contro alcune infezioni microbiche hanno
dimostrato anche una certa attività antitumorale e viceversa, perché magari colpivano
cellule che fossero in grado di proliferare e replicare in maniera incontrollata ed
invadere un organismo ospite.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stimato che, nel 2004, su 59 milioni
di morti nel mondo 11 milioni sono state causate dalle cinque maggiori malattie
infettive e 7,4 milioni da 4-5 neoplasie maligne. Quindi il trattamento di queste
patologie è di una notevole rilevanza clinica e quindi ci sono diverse classi di farmaci a
disposizione con profili di efficacia buona, ma migliorabile oppure con profili di
efficacia scarsa ed elevata tossicità. Per questa è importante una continua attività di
ricerca per arrivare a terapia sempre più efficaci e sicure.
Ci sono anche strategie non direttamente farmacologiche per combattere patogeni
infettivi e tumori → interventi di sanità pubblica, vaccinazioni (vaiolo), riduzione
screening
carcinogeni ambientali, modificazione stili di vita, precoce (mammografia,
test citologico di Papanicolau, colonscopia).
La terapia farmacologica resta lo strumento principale per combattere patologie
infettive e tumori → sviluppo di resistenza ed importanza della ricerca; importanza
della prescrizione appropriate.
Meccanismi di tossicità selettiva
La tossicità selettiva è lo scopo principale della chemioterapia antimicrobica e
antitumorale è colpire selettivamente funzioni (effettori, proteine, vie metaboliche)
cruciali per la sopravvivenza e la replicazione di patogeni o cellule tumorali, a
concentrazioni tali da non alterare quelli dell’ospite = possibilità di un farmaco di
1
colpire una funzione che è propria del patogeno, essenziale per il patogeno, ma non
così essenziale per l’ospite, in modo da colpire il patogeno e risparmiare l’ospite.
Le differenze tra i bersagli farmacologici di ospite e patogeno possono andare da
intere proteine a singoli amminoacidi.
Questo si differenzia in relazione a tipologie diverse di bersaglio:
UNICO
: via metabolica, effettore, struttura che è presente solo nel patogeno
(non nell’ospite). Un esempio classico è la parete batterica che presenta una
struttura di peptidoglicano. Colpiranno molto bene il patogeno e non colpiranno
l’ospite. Questo bersaglio ci dà il profilo di sicurezza e selettività migliore.
SELETTIVO : enzima, effettore, via
metabolica, struttura che è presente sia nel
patogeno che nell’ospite, ma in isoforme
sufficientemente diverse da essere
distinguibili dai farmaci (es: RNApolimerasi
nelle isoforme del patogeno). Meno sicuri.
COMUNE : colpiscono una funzione che è la
stessa nel patogeno e nell’ospite, per cui le
cellule dell’ospite sono colpite al pari di quelle
del patogeno. La differenza è che queste
funzioni sono più importanti per il patogeno
che per l’ospite (es: cellule tumorali).
PROFILO DI SICUREZZA: unico > selettivo > comune
INDICE TERAPEUTICO: dose tossica/dose terapeutica
Da qui si riscontra l’importanza di conoscere sempre meglio la biologia di patogeni e
cellule tumorali.
BIOLOGIA della CELLULA BATTERICA e FARMACI ANTIBATTERICI
I batteri sono cellule procarioti e presentano spesso bersagli unici di intervento
farmacologico, ovvero strutture presenti unicamente nei batteri e non nelle cellule
dell’ospite, così da permettere un intervento più efficace e più sicuro.
Gli antibatterici attualmente disponibili colpiscono: sintesi della parete cellulare;
trascrizione e traduzione; replicazione e riparo del DNA.
batteriostatico
Gli antibatterici possono avere effetto (= arresta la crescita e la
proliferazione dei batteri, poi il sistema immunitario dell’ospite interviene
all’eliminazione. Es: inibitori sintesi proteica ad eccezione degli aminoglicosidi) o
battericida (= determina direttamente la morte del batterio. Es: penicilline e
cefalosporine). La differenza è importante a seconda del paziente, un paziente con
sistema immunitario compromesso non è in grado di intervenire dopo
somministrazione di un farmaco con effetto batteriostatico.
2
L’effetto clinico dei farmaci batteriostatici richiede che il sistema immunitario
dell’ospite sia competente.
Effetto batteriostatico o battericida sono importanti nel caso di terapia combinata:
l’associazione di un batteriostatico con un battericida può avere effetti di
antagonismo (es. tetraciclina + penicillina) perché i farmaci battericidi per esplicare
la propria azione di uccisione dei batteri funzionano quanto più i batteri sono in fase di
proliferazione attiva, cosa che non si verifica in presenza di batteriostatici.
Se si associano insieme due o più battericidi (es. penicillina + amminoglicoside) o due
additivo
o più batteriostatici (es. inibitori DHFR + sulfonamidi) si ha un effetto se non
sinergico di questa associazione.
Siti d’azione dei farmaci antibatterici
Sintesi del peptidoglicano
Trascrizione e traduzione
Inibizione/alterazione di sintesi ed integrità del DNA
APPROCCIO FARMACOLOGICO alla TERAPIA ANTIBATTERICA
Trattamento antibiotico deve essere il più efficace possibile → importante la scelta
della «molecola giusta» abbinata al corretto impiego.
Scegliere non l’antibiotico più potente ma quello più adatto → in grado di raggiungere
in modo ottimale sede di infezione a concentrazioni idonee.
Nella scelta del farmaco è importante anche la localizzazione dell’infezione → colpire i
microorganismi nella sede dove questi si sviluppano → importante la conoscenza di
proprietà fisico-chimiche, farmacodinamiche e farmacocinetiche degli antibatterici.
3
Nei grafici sono rappresentati intervalli di dosaggio in ore e concentrazione
dell’antibiotico a seguito della somministrazione.
Bisogna considerare se l’attività battericida è:
Tempo-dipendente = se il farmaco non permane per un tempo sufficiente nel
sito di infezione il farmaco non sarà efficace. Ad esempio per i farmaci che
devono essere assunti per 6-7 giorni (antibiotico = bisogna rispettare le
tempistiche anche se si notano effetti prima del termine).
Concentrazione-dipendente = il dosaggio sarà intervallato per garantire elevate
concentrazioni di farmaco al bersaglio, senza la necessità di un tempo
prolungato. RESISTENZA ai FARMACI ANTIMICROBICI
Lo sviluppo di resistenza è il principale problema della terapia antimicrobica → la
resistenza ai farmaci attualmente a disposizione sta emergendo rapidamente, il tasso
di introduzione di nuovi farmaci è lento.
La resistenza rende i farmaci meno attivi o non attivi del tutto, è un problema poiché si
rischia di non poter curare patologie che fino a prima erano curabili. La resistenza
compare più rapidamente dello sviluppo di un nuovo farmaco (può richiedere fino a
10-15 anni).
Patologie in passato curabili (gonorrea, febbre tifoide) stanno diventando difficili da
trattare, vecchi patogeni killer (tubercolosi, malaria) stanno diventando sempre più
resistenti.
Multi-Drug Resistance (MDR) (99% dei casi di gonorrea in Cina, 60% delle infezioni
nosocomiali che si contraggono in ospedale da Gram+ negli USA, 5% dei casi di
tubercolosi nel mondo, con picchi del 15-25% in alcune regioni dell’Asia) = resistenza
a molti farmaci.
Le cellule dei microorganismi patogeni tendono naturalmente ad evolvere in risposta a
pressione selettiva → lo sviluppo di resistenza ai farmaci antimicrobici diventa alla fine
una conseguenza inevitabile della terapia farmacologica di tali patogeni.
Che cos’è l’antibiotico-resistenza? La capacità di un batterio di non risentire
dell’azione di un antibiotico che, in condizioni normali e allo stesso dosaggio, era stato
efficace contro di esso. La resistenza agli antibiotici, o antibiotico-resistenza, è un
fenomeno attraverso il quale un batterio risulta essere resistente a uno o più farmaci
antimicrobici.
Le cause:
Eccessivo impiego di antibiotici nell’assistenza sanitaria
Eccesso di prescrizione da parte dei medici e fenomeno del “left-over”
(rimanenza di un antibiotico utilizzato in passato per patologie che non sono di
origine batterica)
Impiego massiccio di antibiotici negli allevamenti di animali destinati
all’alimentazione umana
Utilizzo di concimi organici provenienti dai suddetti allevamenti
Acque reflue di aziende farmaceutiche e scarichi cittadini e ospedalieri
La resistenza si suddivide in:
INNATA: insensibilità costituzionale del batterio stesso nei confronti
dell'antibiotico 4
ACQUISITA: batterio diventa resistente in seguito all’acquisizione di
modificazioni genetiche
Oggi la resistenza agli antibiotici rappresenta una grande sfida globale per
la sanità pubblica
ESKAPE Enterococcus
Resistenza multifarmaco dei patogeni , acronimo che racchiude
spp., Staphylococcus aureus, Klebsiella pneumoniae, Acinetobacter baumanii,
Pseudomonas aeruginosa ed Enterobacteriaceae resistenti a cefalosporine, chinoloni e
carbapenemi. Klebsiella pneumoniae
- aumento delle percentuali di resistenza di ai
fluorochinoloni, alle cefalosporine di terza generazione e agli aminoglicosidi.
Escherichia coli
- resistenza di alle cefalosporine di terza generazione è
aumentata in modo significativo, dal 9,6 % al 12,0 %, tra il 2011 e il 2014.
Acinetobacter
- per specie sono state riportate percentuali >50 % di isolati con
resistenza combinata per fluorochinoloni, aminoglicosidi e carbapenemi =
quindi anche i farmaci più recenti
Staphylococcus aureus
- resistenza di alla meticillina (MRSA) è diminuita tra il
2011 e il 2014, ma questa diminuzione è meno pronunciata rispetto al
precedente periodo di 4 anni. Enterobacteriaceae
- aumento della prevalenza di resistenti ai carbapenemi
(CRE)
Qual è la differenza tra resistenza agli antibiotici e antimicrobici? La resistenza agli
antibiotici si riferisce specificamente alla resistenza agli antibiotici che si verifica nei
batteri comuni che causano infezioni. La resistenza agli antimicrobici è un termine più
ampio, che comprende la resistenza ai farmaci per il trattamento di infezioni causate
anche da altri microbi, come parassiti (ad esempio malaria), virus (ad esempio HIV) e
funghi (ad esempio Candida).
Perché la resistenza antimicrobica è una preoccupazione globale? Nuovi meccanismi di
resistenza emergono e si diffondono a livello globale minacciando la nostra capacità di
trattare malattie infettive comuni, con conseguente morte e disabilità di individui che
fino a poco tempo fa potevano continuare un normale corso della vita. Senza un
efficace trattamento anti-infettivo, molti trattamenti medici standard falliranno o si
trasformeranno in procedure a rischio molto elevato. Uccisioni di resistenza agli
antimicrobici Le infezioni causate da microrganismi resistenti spesso non rispondono al
trattamento standard, con conseguente malattia prolungata, maggiori spese sanitarie
e un maggiore rischio di morte. Ad esempio, si stima che le persone affettano da
MRSA (Staphylococcus aureus resistente alla meticillina, un'altra fonte comune di
infezioni gravi nella comunità e negli ospedali) abbiano il 64% di probabilità in più di
morire rispetto alle persone con una forma non resistente all'infezione. La resistenza
agli antimicrobici ostacola il controllo delle malattie infettive La resistenza agli
antimicrobici riduce l'efficacia del trattamento, così i pazienti rimangono infettivi per
un tempo più lungo, aumentando il rischio di diffusione di microrganismi resistenti ad
altri. La resistenza agli antimicrobici aumenta i costi dell'assistenza sanitaria Quando
le infezioni diventano resistenti ai farmaci di prima linea, devono essere utilizzate
terapie più costose. Una maggiore durata delle malattie e delle cure, spesso negli
ospedali, aumenta i costi sanitari e l'onere economico per le famiglie e le società.
Situazione attuale - Il rapporto dell'OMS del 2014 sulla sorveglianza globale della
resistenza antimicrobica ha rivelato che la resistenza agli antibiotici non è più una
previsione per il futuro; sta accadendo in questo momento, in tutto il mondo, e sta
mettendo a rischio la capacità di trattare infezioni comuni nella comunità e negli
5
ospedali. Senza un'azione urgente e coordinata, il mondo si sta dirigendo verso un'era
post-antibiotica, in cui infezioni comuni e lesioni minori, che sono state curabili per
decenni, possono ancora una volta uccidere.
Il fallimento del trattamento al farmaco di ultima istanza per la gonorrea –
cefalosporine di terza generazione – è stato confermato in diversi paesi. Infezioni
gonococciche non trattabili si traducono in un aumento dei tassi di malattia e
complicazioni, come infertilità, esiti di gravidanza avversi e cecità neonatali, e ha il
potenziale per invertire i guadagni fatti nel controllo di questo trasmesso
sessualmente Infezione.
La resistenza a uno dei farmaci antibatterici più utilizzati per il trattamento orale delle
E. coli
infezioni delle vie urinarie causate da – fluoroquinolones – è molto diffusa.
Anche la resistenza ai farmaci di prima linea per il trattamento delle infezioni causate
Staphlylococcus aureus
dallo – una causa comune di infezioni gravi acquisite sia nelle
strutture sanitarie che nella comunità – è anch'esso diffusa.
La resistenza al trattamento di ultima istanza per le infezioni potenzialmente letali
causate da batteri intestinali comuni – antibiotici carbapenem – si è diffusa in tutte le
regioni del mondo. Gli strumenti chiave per affrontare la resistenza agli antibiotici –
come i sistemi di base per monitorare e monitorare il problema – rivelano notevoli
lacune. In molti paesi, non sembrano nemmeno esistere.
Le prospettive di impiego clinico si stanno muovendo per fronteggiare la resistenza.
Classificazione della combinazione sinergica di antibiotici:
CONGRUENTE: due farmaci diretti contro due bersagli
• essenziali
SINCRETICA: un farmaco diretto contro un bersaglio
• essenziale ed uno diretto contro un bersaglio non
essenziale o effettore di resistenza
COALIZZATA: due farmaci diretti entrambi contro due
• bersagli non essenziali, ma il cui blocco contemporaneo non è sopportabile dalla
cellula (letalità sintetica), dandoli da soli non determina nessun effetto
6
In Italia la sorveglianza viene effettuata dal sistema AR-ISS coordinato dall’ISS. Nel
nostro Paese il livello di antibiotico-resistenza per tutti i patogeni sotto sorveglianza si
mantiene al di sopra della media europea.
E. coli: il 66,5% degli isolati si è mostrato resistente ad AMPICILLINA (uno dei farmaci
più utilizzati).
K. pneumoniae: il 99,8% degli isolati è risultato resistente ad AMPICILLINA. Inoltre,
aumenta la resistenza verso i CARBAPENEMI (farmaci di più recente sviluppo).
Impatto sulla popolazione
I batteri antibiotico-resistenti hanno (ed in stime
future avranno) un impatto sulla popolazione pari
all’impatto sommato delle complicanze conseguenti
di influenza, HIV e tubercolosi.
Soprattutto la problematica dei batteri multi-
resistenti impatta come la somma di patologie di
una certa rilevanza clinica (e impatterà in futuro in questa misura, se non di più).
Conseguenze: 7
MECCANISMI GENETICI di RESISTENZA
I meccanismi genetici di resistenza ai farmaci antimicrobici derivano dall’acquisizione
di mutazioni cromosomiche o dallo scambio di materiale genetico.
Le mutazioni cromosomiche avvengono tipicamente a carico dei geni che codificano
per la proteina bersaglio del farmaco o per proteine coinvolte nel suo trasporto e/o
metabolismo.
Le mutazioni possono essere trasferite per:
trasmissione verticale: trasmette alle cellule figlie l’informazione genetica (di
padri in figli)
trasmissione orizzontale : i batteri possono trasmettersi informazioni
genetiche mediante: coniugazione, trasduzione (virus dei batteri infettando
diverse cellule batteriche trasducono il DNA da una cellula all’altra),
trasformazione.
La resistenza nei batteri si sviluppa in larga parte per via del trasferimento di plasmidi
da una cellula batterica ad un’altra => il trasferimento di DNA plasmidico avviene ad
un tasso elevato, sia intra- sia inter-specie batteriche e riguarda anche il trasferimento
della multi-resistenza. 8
Riduzione della concentrazione intracellulare di farmaco :
- Il batterio acquisisce l’espressione di enzimi che inattivano il farmaco (β-
lattamasi)
- Il farmaco non riesce a penetrare nel batterio perché magari sfrutta un
trasportatore che è mutato per certe caratteristiche (es: prevenzione
dell’ingresso degli amminoglicosidi) = rendono il batterio impermeabile
all’ingresso del farmaco
- Acquisisce l’espressione di pompe di efflusso che eliminano il farmaco dalla
cellula = il farmaco non è present
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.