A. Descrivete le caratteristiche del testo (50 parole per ogni parte
della risposta) facendo riferimento ai seguenti concetti con esempi
tratti dai due testi dati:
1. TESTO
2. COESIONE
3. COERENZA
4. LESSICO
5. ACQUISIZIONE
6. APPRENDIMENTO
7. INTERLINGUA
8. LINGUA STRANIERA
9. LINGUA SECONDA
10. FORME DEVIANTI
11. MORFOSINTASSI
12. LINGUAMADRE
1. Va descritto il testo in modo da chiarire la funzione dello stesso, il
significato e la strutturazione. Il testo è un atto linguistico realizzato
in forma orale o scritta. Esso dev’essere dotato di senso, collocato
all’interno di opportune coordinate testuali e deve svolgere una
funzione comunicativa. La comprensione del testo consente al
lettore di attribuire alle singole parole un senso univoco.
2. (p.71) Bisogna indicare se il testo è ordinato nella collocazione
delle parole, se la frase rispetta gli accordi morfosintattici (c’è
accordanza nella frase), sono stati usati sostituenti lessicali (per non
ripetere lo stesso termine si usano sinonimi, iperonimi, perifrasi,
ellissi, anafore (pronomi, aggettivi)) e se i connettivi (la
punteggiatura) sono stati usati in maniera corretta. Se rispetta tutte
queste condizioni il testo può essere definito “coeso”.
3. Bisogna indicare se il testo non si allontana dal tema di fondo,
non si contraddice, è ordinato (organizzato in senso logico e
cronologico), è connesso (non contiene salti di contenuto tra le
informazioni), non è dispersivo (non contiene informazioni
superflue) ed è uniforme nello stile e nel registro linguistico. Se
rispetta tutte queste condizioni il testo può essere definito
“coerente”.
4. Va indicato se il registro linguistico è adatto al tema trattato nel
testo: registro elevato (si usa a livello formale soprattutto nelle
comunicazioni scritte in cui non c’è confidenza con il lettore) e il
registro familiare (si usa a livello informale in particolare nella
comunicazione quotidiana di argomento semplice, con interlocutori
con i quali si è in rapporti confidenziali, spesso ricorrendo al dialetto
e al gergo).
5. (p.315) L’acquisizione è il processo che l’infante segue per
diventare competente nella lingua madre. Un esempio è quello dei
genitori che parlano due lingue differenti, per cui il neonato sarà
facilitato nell’apprensione di entrambe le lingue, a differenza
dell’apprendimento che viene effettuato in età adulta.
6. L’apprendimento è un processo che l’adulto segue per
diventare competente in una seconda lingua. L’apprendimento
viene definito spontaneo quando l’apprendente non è influenzato
dalla sistematizzazione operata dal docente che solitamente spiega
esplicitamente le regole grammaticali. Viceversa, l’apprendimento
guidato è quello svolto nelle aule scolastiche con l’aiuto del docente
che ordina l’input e facilita lo sviluppo della grammatica della L2.
Entrambi i processi sono volti a costituire una grammatica mentale
nell’apprendente della L2. L’apprendimento spontaneo è molto più
spesso soggetto alla fossilizzazione, ovvero quelle circostanze che
determinano l’arresto del processo di apprendimento. La
fossilizzazione impedisce di raggiungere le competenze necessarie
per il corretto uso della lingua L2; le cause sono da attribuirsi
prevalentemente alle scarse occasioni d’uso della lingua che si
apprende.
7. L'interlingua è il frutto di un processo di elaborazione autonoma
dell’input e porta l’apprendente a elaborare ipotesi sul suo
funzionamento. Tale termine può essere definito in senso sincronico
per indicare il sistema posseduto in un determinato momento,
oppure in senso diacronico per indicare il sistema nel suo divenire.
Attraverso gli errori si può determinare ciò che l’apprendente è in
grado di fare in quel momento rivelandone il grado di sviluppo della
sua interlingua.
8. Per lingua straniera s’intende una lingua diversa dalla lingua
materna studiata senza spostarsi dal proprio paese; è il caso, per
esempio, delle lingue straniere insegnate in Italia nella scuola
pubblica o nei corsi di lingua.
9. Per lingua seconda s'intende una qualsiasi lingua appresa dopo
la lingua madre L1. L'aggettivo seconda si riferisce alla seconda
data temporale ma anche nel grado di competenza
dell’apprendente. Per esempio, l’inglese appreso in occasione di un
soggiorno di studio in Inghilterra o in un altro paese anglofono.
Spesso lo studio di una lingua in un paese in cui tale viene definita
“lingua madre” porta al bilinguismo sottrattivo, infatti l’apprendente
si concentra sullo studio della L2 e si interrompe il processo di
sviluppo delle capacità linguistiche complesse nella L1.
10. Elemento importante è l’analisi degli errori (forme devianti)
che permette di capire lo stato attuale di competenza di un
apprendente. Le forme devianti sono quegli errori che violano la
grammatica di una lingua. Proprio sugli errori degli apprendenti si
basano gli studi e le conseguenti applicazioni didattiche, infatti
attraverso l'analisi degli errori si possono anche formulare ipotesi
sullo sviluppo della futura competenza di particolari gruppi di
apprendenti. L'analisi degli errori assume quindi un valore
diagnostico e prognostico. Gli errori più frequenti possono essere
ricondotti ad alcune categorie: sovraestensione dei paradigmi
(es. aprito “aperto”, una piccola problema, ho andato), evitamento
di elementi difficili (anno passato faccio lavoro “ho lavorato in un
ristorante”), elaborazione di forme assenti dall’input
(prendero, sono andatiamo).
11. La morfosintassi è lo studio delle componenti morfologiche
che concorrono alla formulazione della frase. Per svolgere l’analisi
linguistica bisogna tener conto di cinque tipi di competenza
linguistica: testo e lessico (sono l’elemento d’informatività e sono
definite conoscenze extralinguistiche), sintassi, morfologia e
fonologia (sono le competenze che studiano la prospettiva
testuale). L’analisi del testo indaga il modo
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Linguistica applicata - preparazione completa all'esame
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Comunicazione Interculturale - preparazione completa all'esame
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Preparazione membrane
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Biologia animale - preparazione esame