Presupposti teorici
Quando non usiamo più la comunicazione per comunicare ma per comunicare sulla comunicazione
gli schemi concettuali che adopriamo non fanno parte della comunicazione ma vertono su di essa.
Definiamo quindi metacomunicazione la comunicazione sulla comunicazione.
Per Watzlawick, lo studio del comportamento umano deve spostarsi dall’analisi deduttiva della
mente all’esame delle manifestazioni osservabili nelle relazioni, basate sulla comunicazione. La
pragmatica della comunicazione, pertanto, studia gli effetti della comunicazione sul comportamento
dei parlanti.
Mentre la tradizione psicoanalitica freudiana era una teoria dei processi intrapsichici, che ha quindi
trascurato l’interdipendenza tra individuo e il suo ambiente, dal secondo dopoguerra il centro della
pragmatica diventa lo scambio di informazione, e non di energia.
Una volta messa l’informazione al centro dell’attenzione, entra in gioco il concetto di feedback,
ovvero di retroazione (una parte dei dati in uscita da un sistema aperto rientrano nel sistema sotto
sull’uscita dallo stess)
forma di informazioni che si è visto essere positiva (cambiamento) o negativa
(omeostasi). I sistemi interpersonali possono essere considerati circuiti di retroazione, poiché il
comportamento di ogni persona influenza ed è parimenti influenzato dal comportamento di ogni
altra persona.
Scatola nera : considerare la mente alla stregua di una scatola nera poiché non può essere esplorata.
Si può interpretare il comportamento umano solo studiando i suoi effetti pragmatici (comunicaz)
senza azzardare alcuna ipotesi intrapsichica
Consapevolezza e non consapevolezza : non importa sapere se il comportamento di un emittente è
messaggio. L’intenzionalità è
intenzionale o meno, e quindi se egli è consapevole di aver emesso un
indifferente poiché sarà il ricevente a decidere come interpretare il messaggio. Se viene dato un
calcio a un sasso ci interroghiamo sulla catena comunicativa che inizia dal calcio per andare a
concludersi al sasso. Se invece il calcio è diretto a un'altra persona ha su di essa degli effetti
comportamentali che la pragmatica studia. Non si esaurisce con il calcio ma considera anche gli
effetti comportamentali ossia la reazione dell’altro al calcio. Quindi se a qualcuno vien pestato il
piede per lui è molto importante sapere se il comportamento dell’altro è stato intenzionale o
volontario . Ma l’opinione che si fa in proposito si basa necessariamente sulla sua valutazione dei
motivi dell’altro e quindi su un’ipotesi di ciò che passa dentro la testa dell’altro ipotesi che si
dimostra essere una nozione oggettivamente indecidibile e che quindi esula dai fini che si prefigge
lo studio della comunicazione umana. dall’esperienza passata, le
Presente e passato : sebbene il comportamento sia in parte determinato
l’interazione nel qui ed
cause o motivazioni del passato sono inattendibili, e bisogna analizzare ora.
Successivamente rivalutato aspetto storico.
Causa ed effetto : è essenziale analizzare gli effetti, piuttosto che le cause di un comportamento. È
cruciale capire a quale scopo viene adottato un comportamento, più che chiedersi il perché
Circolarità del processo di comunicazione : il concetto di causalità che coinvolge i comunicanti è
di retroazione non esiste né un principio né una fine.
circolare, poiché in sistemi con circuiti
Relatività delle condizioni di normalità e anormalità: se un comportamento si può studiare solo
nel contesto in cui si attua, le nozioni di normalità e anormalità diventano relative. Pertanto, la
condizione del paziente non è statica, ma varia al variare della sua situazione interpersonale
Ridondanza: Come ricorrenza in un sistema, come ripetizione non casuale da cui
l’osservatore/terapeuta può giungere a conclusioni. In una famiglia è possibile notare che quando
parla il padre, il figlio interviene per toglierli la parola come se non volesse farlo parlare.
Assiomi della comunicazione
Primo assioma
Non si può non comunicare
La comunicazione è un comportamento, il comportamento non ha un suo opposto, non esiste un
“non-comportamento”. Anche l’inattività, il silenzio, il ritirarsi, l’immobilità, hanno valore di
messaggio: influenzano l’altro e l’altro a sua volta non può non rispondere a queste comunicazioni
- Accettazione della comunicazione: implica la rassegnazione di una delle due parti a comunicare
brusco rifiuto dell’intenzione comunicativa di una delle parti
- Rifiuto della comunicazione:
- Sintomo come comunicazione: una delle parti ricorre ad una sua spiegazione circa la propria
impossibilità di comunicare (far finta di avere sonno, di essere sordo, di non conoscere la lingua).
È un messaggio non verbale che comunica all’altro che la propria disponibilità a comunicare è
compromessa da un qualcosa che è impossibile da controllare
- Squalificare la comunicazione: una delle parti può comunicare in modo da invalidare le proprie
comunicazioni o quelle dell’altro (contraddirsi, cambiare argomento, male interpretare)
Sembra che lo schizofrenico cerchi di non comunicare. Ma poiché anche le assurdità, il silenzio, il
ritirarsi, l’immobilità e ogni altra forma di diniego sono essi stessi comunicazione, lo schizofrenico
si trova di fronte al compito impossibile di negare che egli sta comunicando e al tempo stesso di
negare che il suo diniego è comunicazione.
Secondo assioma
Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione, di modo che il secondo
classifica il primo ed è dunque “metacomunicazione”.
Detto in modo sintetico: Una comunicazione non solo trasmette informazione, ma impone un
comportamento.
Nella Comunicazione Umana possono quindi essere distinti due livelli (Baetson):
trasmette un’informazione
- Di contenuto: un’ informazione in base alla relazione
- Di relazione: comunica come deve essere ricevuta
esistente tra gli interlocutori (metacomunicazione)
Il primo trasmette i dati della comunicazione, il secondo come essi devono essere assunti.
‘Questo è un ordine’, ‘Sto solo scherzando’, sono esempi verbali di comunicazione sulla
comunicazione. Si può anche esprimere la relazione in modo non verbale (sorridendo, gridando).
Stessa comunicazione ha significato diverso a seconda della relazione con l’interlocutore (capo o
amico) e il luogo della comunicazione (ufficio o bar).
Quanto più la relazione tra i comunicanti è problematica, tanto più il livello di relazione prevale
rispetto a quello di contenuto per l’esistenza di una continua lotta per definire la natura del
rapporto.Spesso il motivo scatenante di una discussione è un disaccordo a livello di relazione
(metacomunicazione), mentre la discussione è incentrata sul contenuto. Il disaccordo a livello di
metacomunicazione è più importante di quello a livello di contenuto, poiché è a livello della
relazione che i parlanti definiscono la relazione stessa e, di conseguenza, se stessi. In una relazione
sana e spontanea, l’aspetto relazionale della comunicazione tende a recedere sullo sfondo.
il rispondente conferma all’emittente
- Conferma: la versione che questo ha dato di Sé
il rispondente rifiuta l’immagine proposta dall’emittente tuttavia questo rifiuto
- Rifiuto: dell’emittente
presuppone il riconoscimento sebbene sia in disaccordo con lui
dell’esistenza stessa dell’emittente da parte
- Disconferma: negazione del ricevente. La
ovvero l’alienazione: non ci si preoccupa più della verità o
Disconferma produce la perdita del sè
della falsità del contenuto che l’emittente ha dato di sé ma si nega la sua esistenza come emittente.
Si è molto più tolleranti nei confronti di affermazioni che non condividiamo quando sono
pronunciate da persone di cui abbiamo una profonda stima.
Terzo assioma
La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i
partecipanti.
Attaverso la puntaggiatura la comunicazione viene scomposta analiticamente in modo che si possa
identificare chi parla e chi ascolta. In caso di discrepanza di punteggiatura: dubbio su cosa sia da
considerare la causa e cosa sia l’effetto. Circoli viziosi che non si possono infrangere finchè i
comunicanti non sono in grado di metacomunicare. La confusione nella punteggiatura delle
sequenze di eventi origina le profezie che si autodeterminano: un soggetto interpreta
“cause” del proprio comportamento, mentre questi
(immotivatamente) i comportamenti altrui come
sono in realtà reazioni al comportamento del soggetto. Questo circolo vizioso può seguitare
all’infinito, poiché ogni parlante accusa l’altro di essere la causa del proprio comportamento, senza
che questo ha un effetto complementare sull’altro parlante.
rendersi conto
Quarto assioma
Gli esseri umani comunicano con due moduli: numerico e analogico
Nella comunicazione umana si hanno due modi di far riferimento agli oggetti: quello analogico,
un’immagine, e quello numerico l’assegnazione simbolica
tramite la rappresentazione di attraverso
di un nome.
La comunicazione analogica include ogni comunicazione non verbale e, nella sua interpretazione,
nell’evoluzione dell’uomo.
è strettamente legata al contesto in cui si esplica. Ha radici più arcaiche
E’ basato su un’analogia tra ciò che vuole indicare e ciò che si usa per rappresentarlo, pertanto il
mittente comunica attraverso processi di imitazione del reale. È efficace a trasmettere il livello della
relazione, ma non ha una sintassi adeguata a descrivere con esattezza il contenuto del messaggio.
Il linguaggio numerico serve a scambiare informazione sugli oggetti e a trasmettere la conoscenza
a trasmettere l’aspetto di
nel tempo. Pertanto, la sua complessa sintassi logica è funzionale
contenuto, ma manca una semantica adeguata a trasmettere gli aspetti emotivi che connotano la
E’ basato su una convenzione, la condivisione di un codice o di una lingua, pertanto
relazione. dell’informazione comunicano attraverso processi di codifica e decodifica
mittente e destinatario
del messaggio secondo le regole del codice.
Nella comunicazione umana è difficile tradurre: non solo non si ha nessuna traduzione dal modulo
numerico a quello analogico senza una notevole perdita di informazioni ma anche il caso
contrario presenta enormi difficoltà. Nel linguaggio analogico mancano i termini che nel
linguaggio numerico corrispondono alla negazione e alla disgiunzione. Altri esempi di difficoltà di
traduzione possono essere le lacrime (gioia o dolore?) o il serrare i pugni (aggressività o
disprezzo?). In caso di incongruenza tra le due la comunicazione non verbale è la più affidabile.
Ogni volta che la relazione è l’oggetto centrale dell’interazione il linguaggio numerico è pressochè
privo di significato. Quando si corteggia, si reca soccorso, si combatte, si è con bambini piccoli.
I due moduli sono compresenti in ogni messaggio:
- Aspetto contenuto trasmesso con modulo numerico
- Aspetto di relazione trasmesso con modulo analogico
La compresenza di entrambe è una caratteristica essenzialmente umana
La prima conseguenza di un guasto nella comunicazione è la perdita parziale della capacità di
metacomunicare con un metodo numerico sulle circostanze particolari della relazione. In questo
senso, la scultura familiare è un metodo che usa il canale analogico della comunicazione e che
consente di raccogliere molte informazioni, altrimenti non esprimibili attraverso un canale verbale.
Scultura familiare
Famiglie che hanno difficoltà a esprimere emozioni. Famiglie psicosomatiche, disturbo alimentare
Si fa dopo un po’ di tempo (10 sedute) quando c’è conoscenza della famiglia.
La tecnica della scultura familiare ritrae la natura del sistema di relazioni della famiglia nello
spazio, tramite la disposizione fisica dei componenti della famiglia. È una rappresentazione
analogica, non verbale, che consente di raccogliere emozioni e percezioni dei pazienti che
attraverso i canali verbali sarebbe difficile esprimere. Un membro della famiglia scolpisce gli altri
usando la disposizione dei corpi nello spazio, le fisionomie, la postura del corpo, gli sguardi, la
vicinanza o la distanza. Solo dopo che è stata realizzata viene seguita dal commento dei vissuti dei
singoli membri della famiglia.
Organizzare una “scena familiare” assegnando ad ognuno vicinanze e distanze. È un metodo che
utilizza il canale analogico della comunicazione e consente di raccogliere molte informazioni non
il ruolo dello “scultore” che dovrà
esprimibili tramite il canale verbale. A turno, si individua
organizzare la scena, collocando gli altri familiari nello spazio e stabilendo le loro posizioni del
corpo, la postura, lo sguardo, le gestualità, la mimica, le distanze interpersonali che ritiene più
idonee per rappresentare le relazioni. Infine, lo scultore colloca se stesso nella scultura, scegliendo
come e dove si vede in relazione con gli altri. Una volta realizzata, la scena resta ferma qualche
secondo: ogni familiare ha modo così di “entrare” nel suo ruolo e di sperimentare le relative
sensazioni. Tali sensazioni saranno affrontate nella successiva fase di verbalizzazioni delle
emozioni, in cui si torna ad usare il livello numerico e dove ogni membro familiare descrive agli
altri come si è sentito nel ruolo attribuitogli dallo scultore.
Quinto assioma
Ogni scambio comunicativo è simmetrico o complementare, a seconda che si basi sull’uguaglianza
o la differenza. riflettere il comportamento dell’altro,
Scambio comunicativo simmetrico: un parlante tende a
creando una interazione simmetrica, caratterizzata da uguaglianza e minimizzazione delle
differenze: di norma, gli interlocutori sono sullo stesso piano per potere, ruolo comunicativo,
autorità sociale, interessi. completa il comportamento dell’altro.
Scambio comunicativo complementare: un parlante In tal
caso, un partner definisce la relazione e assume una posizione superiore, primaria, one-up, mentre
l’altro si adatta a tale definizione, con una posizione inferiore, one-down. Persone che hanno una
relazione ma non sono sullo stesso piano per potere, ruolo comunicativo, autorità sociale, interessi
(medico-paziente, genitore-figlio, insegnante-allievo). Le due posizioni devono essere flessibili.
Può esistere un terzo tipo di relazione, detta “metacomplementare”, in cui A consente a B di
- assumere la direzione del proprio comportamento (o lo costringe a farlo).
Similmente, una relazione può definirsi “pseudosimmetrica” se A consente a B di adottare un
- comportamento simmetrico (o lo costringe).
E’ importante tenere conto che le caratteristiche di simmetria e complementarità non hanno
connotazioni particolari di per sé (buone/cattive) ma assolvono a determinate funzioni.
Sebbene in una relazione sana siano presenti sia situazioni simmetriche che complementari,
esistono varie derive patologiche:
Per quanto riguarda l’interazione simmetrica, v’è il rischio della competitività. Questo rischio porta
la relazione verso una “escalation all’interno della quale i comunicanti non arretrano
simmetrica”
all’altro, ma tentano di avere l’ultima parola Quando v’è una escalation
mai di fronte sul contenuto.
simmetrica, spesso si è di fronte a due partner che rifiutano reciprocamente le definizioni del Sé
dell’altro (runaway).
La complementarietà patologica viene detta rigida: entrambi i comunicanti rimangono nelle
posizioni one-up e one-down in modo statico, senza possibilità di alternarsi. In questo contesto, si
avrà il predominio assoluto di un componente della relazione sull’altro. Osserviamo disconferme
del Sé dell’altro: una negazione dell’altro come emittente.
si assiste quindi ad
Organizzazione dell’interazione
l’interazione
Watzlawick definisce come un sistema, cioè una serie di messaggi scambiati tra
persone. Interazioni continuative e ricorrenti. Interazione diversa da relazione.
“insieme
Un sistema è un di oggetti e di relazioni tra gli oggetti e i loro attributi”:
Oggetti : le parti del sistema (membri familiari)
Attributi : le proprietà degli oggetti (comportamenti comunicativi)
: che “tengono insieme” il sistema
Relazioni
Sono considerati sistemi interattivi quelli costituiti da due o più comunicanti impegnati nel
processo di definire la natura della loro relazione.
La definizione di un sistema implica anche la definizione del contesto, ovvero del suo ambiente,
tutti gli oggetti che possono modificare il sistema, e venire modificati dal sistema
che include tra sistema e ambiente. Quest’ultimo ha senso
stesso. Tuttavia, non si può delineare un confine netto con l’ambiente.
nei sistemi aperti: quei sistemi che scambiano materiali, energia e informazioni
non v’è scambio con l’esterno
Un sistema è chiuso quando e quindi nessun cambiamento.
Ogni sistema si può suddividere inoltre in vari sottosistemi: gli individui che comunicano possono
essere considerati nelle loro relazioni orizzontali (stessa generazione) e verticali (generaz diverse).
Proprietà di un sistema aperto
Totalità : implica che ogni parte del sistema sia in rapporto con il tutto. Una modifica del sistema
influisce sulla parte, così come una modifica della parte influisce sul tutto. Il sistema non è
scindibile: perciò, non può ess
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