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Famiglia & lavoro

Lavoro e famiglia come assi principali del mutamento

Nel corso degli ultimi decenni una serie di profonde trasformazioni di carattere socio-economico hanno modificato gli assetti di tutti i paesi occidentali. Queste trasformazioni presentano come tratto distintivo che le accomuna la velocità con cui si sono sviluppate. Il continente europeo ha sperimentato mutamenti politico-istituzionali che hanno ridisegnato più volte scenari, interagendo con le trasformazioni socio-economiche in atto.

Dalla fine della seconda guerra mondiale si sono realizzate delle trasformazioni che hanno modificato i confini geografici della società e soprattutto la loro struttura politica, economica e sociale. Queste trasformazioni si caratterizzano anche per la loro complessità e la loro multidimensionalità.

Nelle società occidentali il lavoro non è più la sola traduzione dell’opera manuale dell’uomo e sta subendo rilevanti cambiamenti nei caratteri di garanzia e protezione che lo hanno contraddistinto negli ultimi 50 anni. Anche la famiglia ha modificato il suo profilo tradizionale aprendosi a nuove forme di convivenza, superando la visione funzionalista che interpretava la rigida divisione dei ruoli come una risorsa e non come vincolo.

Lavoro e famiglie sono due degli assi principali attorno a cui si snodano le dinamiche relative alla strutturazione dei sistemi di welfare, la cui trasformazione rappresenta una delle determinanti della crisi di questi anni.

Nel corso degli ultimi anni le scienze sociali hanno prodotto svariate analisi cercando di spiegare i caratteri e le specificità delle trasformazioni in atto. Tra gli estremi che vedono da una parte studiosi che giudicano questi cambiamenti epocali e radicali e quelli che li giudicano come transitori, c’è chi fa una mediazione tra le due posizioni.

Il contesto dei cambiamenti

È da tenere conto anche il contesto in cui si sviluppano i cambiamenti che è connesso all’evoluzione dei sistemi di protezione e alla crisi del modello di produzione fordista. La perdita di sicurezza e di garanzie è coincisa con l’avvento della “società del rischio”, società in cui l’imprevedibilità e l’incertezza hanno il sopravvento.

Si parla infatti di vulnerabilità sociale, in cui il rischio può essere visto come carattere tipico della modernità o come qualcosa di assolutamente negativo e irrimediabile. Secondo alcuni studiosi tipico della società moderna è il cambiamento sostanziale nella natura dei pericoli e nella percezione umana di essi, più che nel loro annullamento. Infatti, il tema dell’incertezza non deve essere visto come un tema nuovo, ciò che cambia è il grado di fiducia che gli individui ripongono nelle istituzioni che hanno il compito di rispondere alle esigenze di sicurezza.

Disuguaglianza e vulnerabilità sociale

Il tema della protezione è uno dei concetti chiave delle nuove forme di disuguaglianza. Il modello salariale era strutturato in modo tale che si potesse sempre contare sulla protezione dei sistemi di sicurezza sociale. Il lavoratore era uno degli artefici della sua protezione e il suo lavoro, oltre che tutelarlo, gli permetteva la sopravvivenza. In questo sistema il lavoratore salariato, attraverso una forma di “socializzazione del salario” godeva di risorse aggiuntive e differite nel tempo per far fronte a rischi futuri.

La globalizzazione dei mercati ha modificato il rapporto tra economia reale ed economia finanziaria accelerando i flussi comunicativi, così la domanda di lavoro è cambiata molto più velocemente di quanto l’offerta sia stata in grado di adattarsi. Dal lavoro salariato si è passati a un universo di lavori che vedono diminuire garanzie e protezioni. Questo fenomeno ha toccato tutti i paesi europei mettendo in crisi il welfare, in particolare la disuguaglianza.

Questo tema nella società salariale coincide con la distribuzione dei proventi derivanti dalla crescita economica, con la fine di questo modello le forme di disuguaglianza si sono composte di elementi sociali ed economici differenti, non riguardano più solo la dimensione lavorativa, ma un insieme intrecciato di fattori difficilmente ordinabili e gerarchizzabili. La struttura delle disuguaglianze è influenzata dalle specificità della vita individuale e dell’intorno familiare nel quale si vive. (Sen parla di capabilities).

I concetti di disuguaglianza e di esclusione sociale sono centrali per la definizione della vulnerabilità sociale, che può essere definito come uno spazio sociale i cui confini sono delineati dalla disponibilità limitata di risorse di base, dalla scarsa integrazione nelle reti di integrazione sociale e dalle limitate capacità di fronteggiamento delle situazioni di difficoltà.

È un’area sociale dove differenti elementi sono variamente compresenti e combinati tra loro, in modo tale da formare equilibri e forme di compensazione diversificate per le quali l’esito non è scontato. Questa è inoltre un efficace strumento per la comprensione dei mutamenti sociali caratterizzati da condizioni di debolezza e instabilità tipici delle attuali trasformazioni.

Punti di rottura per la crisi e l’aumento della vulnerabilità sociale

  • Primo punto di rottura riguarda l’organizzazione del lavoro. La crisi della società salariale si definisce a partire dall’indebolimento del lavoro come meccanismo principale di integrazione sociale, mancanza di stabilità e garanzie.
  • Secondo punto fa riferimento alla dimensione familiare e alla perdita di densità delle reti familiari e di socialità primaria.
  • Ultimo punto riguarda il ruolo dello stato sociale. Il welfare è rimasto intrappolato all’interno di un modello che non si connette con il profilo dei rischi sociali dominante nella nostra società.

La perdita di riferimenti come la sicurezza del lavoro, la dissolubilità della famiglia e la conseguente perdita di autonomia produce una difficoltà nell’elaborare progetti e di conseguenza nella costruzione di percorsi individuali, definendo l’intorno del concetto di vulnerabilità sociale che può essere vista come una condizione di disagio che consiste nella difficoltà a determinarsi come autonomo individuo sociale.

Questa a differenza dello stato di povertà, chi si trova in situazione di vulnerabilità sociale non necessariamente sperimenta una completa destrutturazione della personalità e delle capacità di scelta, quanto un progressivo e spesso invisibile deterioramento dei propri principali functioning e delle relative capacità di scelta.

Italia e Spagna a confronto

  • Centralità culturale e politica della famiglia (famiglia forte mediterranea).
  • Similitudine dal punto di vista politico-istituzionale rispetto alla transizione democratica che i due paesi hanno vissuto nel corso del secolo scorso.
  • Similitudine economica, passaggio da modello agricolo a modello industriale e post-industriale.
  • Forte diversità territoriale interna dei due paesi (in Italia però c’è una divisione più analitica).

I paesi hanno vissuto processi molto simili con tempistiche differenti (Spagna 20 anni dopo) e appartengono allo stesso sistema di welfare, welfare mediterraneo al di fuori del modello continentale (dove sono state collocate prima degli anni '90).

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SaraSimba di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politiche sociali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Diamantini Davide.
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