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POLITICHE PER LA SALUTE GLOBALE – Missoni

Salute globale: parliamo della salute a livello globale che riguarda il mondo.

Tre elementi: globalizzazione; la salute e lo sviluppo.

Tutte le politiche per la salute globale si sono inserite nelle politiche di sviluppo.

Globalizzazione: è intesa come la crescente integrazione e interconnessione tra le

società umane oltre i confini geografici e politici.

Relazioni transnazionale: realtà di Stati diversi, processi relazioni e attori

transnazionali, superano il confine di stato nazione, e quando assumono la dimensione

multi continentale parliamo di relazioni globali, toccano tutte le parti del globo.

Evidentemente non si tratta di un fenomeno nuovo ma è nuova l’aumento della

velocità, del volume e dell’estensione geografica delle interazioni e dei flussi

transfrontalieri.

Elemento comune alla globalizzazione: interconnessione. Richiedono politiche che

superino la dimensione nazionale per affrontare in contemporanea determinati temi,

per esempio il cambiamento climatico. È una situazione che non si può affrontare da

solo, sono problemi che riguardano il globo intero; anche il tema delle migrazioni.

Salute globale ci interessa la relazione tra la salute e il processo di globalizzazione.

Quali politiche possono essere utili a controllare questi fenomeni che legano la

globalizzazione alla salute: prima analizziamo l’impatto sul sistema ambientale,

culturale, economico ambientale e poi vediamo le conseguenze sulla salute. Valutiamo

chi è in gioco per cercare di dare risposte per la salute globale.

=> Noi assistiamo ad un’accelerazione del processo di globalizzazione.

Quali sono i fattori trainanti di questa accelerazione? Il progresso tecnologico e le

nuove forma di comunicazione, indicate come i principali vettori della globalizzazione.

Alcuni autori dividono tre dimensioni della globalizzazione:

1. Spaziale: si riferisce al modo in cui le persone interagiscono nello spazio fisico e

territoriale. Mezzi di comunicazione sempre più potenti hanno modificato il

nostro modo di incontrarci e di stabilire relazioni, hanno permesso la creazione

di comunità virtuali e reti sociali indipendentemente dalla localizzazione dei

singoli componenti. La globalizzazione risulta come l’abbattimento dei confini

geografici e dei confini dell’agire umano nelle diverse dimensioni -> le malattie

si spostano con le persone, le pulci stanziali (malaria zanzara nofele, in Italia

venne radicata negli anni 60, malaria da aeroporto), con le zanzare perché

salgono sull’aereo -> malattie che vanno grazie ai vettori di malattia in un altro

paese; commercio illecito di sostanze al di fuori del controllo dello Stato; mezzi

informatici permettono di mettersi in contatto con nuove informazioni =

immediato passaggio di informazioni relativo alla salute esempio è la

telemedicina; cambiamento climatico e dell’ecosistema (qualità dell’aria che ha

impatti sulle malattie respiratorie e non solo); disastri ambientali la qualità della

vita delle persone si modificano; il fatto che le imprese possono decidere

autonomamente dove fare la loro fabbrica, superano i controlli statali, portano

dei lavori usuranti o cicli produttivi pericolosi altrove, dove ci sono stati più

deboli dove sono presenti minori controlli. Si tratta di soggetti privati e ibridi che

agiscono a livello transnazionale e assumono un ruolo crescente anche

nell’influenzare le politiche e i processi decisionali.

Questi attori transnazionali hanno caratteristiche comuni: le loro logiche e

strategie vanno al di là degli interessi dei singoli paesi o regioni nelle quali

operano, superando il principio territoriale degli Stati nazionali; hanno sedi e

operano contemporaneamente in più Paesi e agiscono spesso in settori

delimitati.

2. Temporale: la riduzione dei tempi, le cose si accelerano -> fenomeni nella salute

che modificano i tempi, scoperta in campo di ricerca medica è immediata la

pubblicazione, l’informazione viaggia velocemente e vi è la condivisione di

informazioni; epidemie interconnessione tra villaggio e città, l’epidemia supera

la frontiera geografica ma avviene anche in tempi veloci, diffusione rapida della

malattia; consumiamo più veloce, viviamo un’accelerazione dei consumi,

velocità con cui si rinnovano le tecnologie; aumentata la velocità con cui i

microorganismi diventano insensibili agli antibiotici, quindi i batteri si sono

adattati, siccome produciamo grandi antibiotici la popolazione è esposta a

nuove molecole, favoriamo la resistenza del batterio; allevamenti

l’accelerazione dei consumi esige che noi mangiamo molto pollo, più di quello

che ne abbiamo bisogno, per fare questo abbiamo bisogno di elementi

concentrati -> la velocità riguarda anche i microorganismi

3. Cognitiva o culturale: dove il modo di percepire, di descrivere le situazioni, i

comportamenti vengono modificati come conseguenza di questa

globalizzazione -> siccome viaggiano le informazioni noi mangiamo tutti uguale,

con l’occidentalizzazione del sistema alimentare abbiamo visto crescere le

malattie legate al cibo: obesità, nel mondo ci sono più obesi che malnutriti. Con

l’obesità vengono malattie come diabete, malattie cardiovascolari, cancro.

Salute: lo stato completo di benessere fisico, mentale e sociale non mera essenza di

,

malattia.

L’obiettivo dell’organizzazione è il raggiungimento più alto possibile della salute, per

questo motivo viene ancora criticato. Se l’obiettivo è la salute per tutti in quanto

diritto umano fondamentale e poi viene definita in quel modo è molto difficile =

raggiungimento del più ultimo standard possibile di salute.

Definizione di salute -> formula l’essenza delle politiche per la salute globale.

Senso utopico: ma qual è il senso dell’utopia? Tendere al meglio, noi abbiamo bisogno

di standard di riferimento, anche quando facciamo i LEA in fin dei conti è quello che

puntiamo garantire a tutti, che dovremmo ma poi sappiamo che alcune regioni

nemmeno riescono a garantire i LEA.

Quando tutti avranno realizzato quello bisognerà aggiungerne altri. (Eduardo Galeano,

L’utopia è come l’orizzonte, serve per andare

le vene aperte dell’America latina)

avanti una definizione utopica di salute dà la direzione.

La cosa interessante a questo punto la definizione è quella della OMS che troviamo nel

documento scritto nel 1946 ma sancito ed entra in vigore nel 1948 e lo troviamo nella

Costituzione dell’OMS. Noi, in Italia, affermiamo che la salute è un diritto

La Repubblica tutela la salute come

fondamentale, art 32 della nostra Costituzione:

fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure

gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento

sanitario se non per disposizione di legge -> concetto espresso e ampliato nel SSN

883/78, dove si afferma diritto in termine di assistenza, salute come assistenza, non

come completo stato di benessere a cui devono concorrere diverse politiche.

Dichiarazione di Alma Ata

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani non c’è il diritto alla salute, c’è un articolo in

cui tutti i cittadini hanno diritto a alimentazione, educazioni. Non viene espresso il

diritto alla salute in maniera generica ma si esaminano tutti i diritti che compongono il

diritto alla salute.

Sviluppo: che cos’è? Cambia molto l’ottica in cui vediamo questo termine.

Nelle scienze sociali ed economiche “sviluppo” è un concetto controverso e non ne

esiste una definizione univoca.

Sviluppo economico: identifica degli indicatori e dice che se l’economia cresce, si

misura la crescita di questo indicatore allora si sta determinando lo sviluppo. Per la

sociologa invece lo sviluppo aumenta le sue capacità di rispondere ai suoi bisogni in

maniera autonoma.

Se noi prendiamo l’economista aumento del PIL, aumenta il PIL quindi aumenta la

produzione e i consumi e quindi l’economia cresce e quindi come conseguenza c’è lo

sviluppo, sono la conseguenza della crescita economica -> lungo dibattito. Che cosa

misura il PIL? Prodotto: quello che il paese produce; Interno: domestico, che avviene

nello Stato Nazione diverso dal Reddito Nazionale Lordo; nazionale include le rimesse

degli emigrati perché sono parte della Nazione, tutti quelli che appartengono a quella

nazione in materia primaria, se lavori all’estero e rimandi indietro delle rimesse è

nazionale ma non interno; qualsiasi dei due la crescita economica utilizza questi due

indicatori. Quando si misura? Nel momento in cui c’è una transazione economica –> ci

sta uno scambio di denaro su un prodotto e la somma di questi dà il prodotto

nazionale. Es per produrre le patate devo comprare del materiale, quelle transazioni

vengono misurate e quando le vendo viene misurata l’altra transazione.

Qualche anno fa l’OCSE, che unisce tutti i paesi dell’economia di mercato, che nasce

per la promozione dell’economia di mercato e per contrastare l’emergere del

comunismo e non è appartenente alle Nazioni Unite, a proposito del PIL dice: che

dovrebbero includere tutto il sommerso, ad esempio la prostituzione muove il mercato,

c’è una vendita di mercato. Il PIL misura transazioni economiche.

Per gli economisti quello che non si misura non esiste -> manca qualcosa in

quell’indice.

Noi vogliamo misurare lo sviluppo come maggiori probabilità della possibilità:

indicatori di sviluppo umano, che hanno aggiunto la scolarità la speranza di vita,

elementi che combinati in un indicatore danno maggiori informazioni, considerando

sempre il reddito.

Esempio in Butan esiste l’indice della felicità, non c’è l’elemento economico, c’è per

esempio il tempo dedicato alla meditazione, ad una crescita spirituale.

Elemento della crescita è un mantra della proposta politica, mantra su cui misuriamo

tutte le politiche, crescere non include tutto quello che è buono (per esempio

volontariato) quel crescere è insufficiente e non del tutto rilevante per ognuno di noi.

Non stiamo misurando quello che vorremmo misurare: discorso di Bob Cannedy

discorso sulla crescita “il PIL misura tutto meno quello che ci interessa misurare, meno

quello che è importante per la cittadinanza: servizi sanitari che funzionano, famiglie

solide => quando parliamo di sviluppo dobbiamo trovare altre misure, non quelle

economiche.

I paesi più ricchi hanno un certo parallelismo con migliori condizioni di salute, è vero

fino ad un certo punto. La crescita economica e la quantità generale di ricchezza ha un

parallelismo delle condizioni generiche, parallelismo che si ferma ad un certo punto.

Dopo un limite se tu sei più ricco non è che sei più sano, si appiattisce la curva, c’è un

parallelismo tra il miglioramento delle condizioni di vita e la crescita economica, ma ad

un certo punto la curva si appiattisce, anche se sei ricco non aumentano più le

condizioni di vita, i bisogni essenziali sono stati raggiunti. La salute sarebbe di per se

un ottimo indicatore di sviluppo. La crescita economica non ci dà tutte le informazioni

necessarie per valutare il miglioramento della vita, sono altre condizioni che

condizionano il miglioramento della vita.

Nel 1987 il rapporto Brundtland introdusse il concetto di sviluppo sostenibile definito

come uno sviluppo che risponde ai bisogni delle generazioni presenti senza

compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i loro.

Nel 1990 l’UNDP introdusse il concetto di sviluppo umani che metteva in discussione la

crescita economica e il PIL come indicatori principali del progresso di un paese.

Definiva lo sviluppo umano come processo di allargamento delle scelte che si offrono

alle persone e ridimensionava l’importanza della crescita economica. Con la stessa

finalità l’UNDP propose l’adozione di un nuovo indicato: l’indice di sviluppo umano

determinato attraverso una formula che metteva in rapporto alcuni fattori legati alle

condizioni di vita della popolazione con indicatori economici il più possibile

contestualizzati nella realtà allo studio.

La Dichiarazione del Millennio sottoscritta nel 2000 aveva tentato di riaffermare un

approccio allo sviluppo basato sui diritti umani, indicando tra i suoi obiettivi

l’affermazione del diritto allo sviluppo come una realtà per tutti e la liberazione

dell’intera razza umana dal bisogno. La dichiarazione proclamava come valori

fondamentali: l’uguaglianza, la libertà, la solidarietà, la tolleranza, il rispetto della

natura e la responsabilità condivisa; riconosceva l’ineguale distribuzione dei benefici e

dei costi della globalizzazione. Gli obiettivi di Sviluppo del Millennio OSM per

consentire di verificare l’avanzamento dell’agenda di sviluppo avrebbero dovuto

spostare l’attenzione dalla povertà di reddito, alla caratteristica multidimensionale

della povertà umana. Nelle discussioni l’attenzione si focalizzò sulla definizione di un

numero limitato di traguardi e indicatori relativamente circoscritti, piuttosto che sulla

verifica di più profonde trasformazioni sociali. Trascurando temi delle diseguaglianze e

discriminazioni. Gli OSM e i relativi traguardi per il 2015 mancarono dunque di una

visione di sistema, non presero in considerazione i determinanti sociali, economici e

ambientali delle condizioni di vita e di lavoro delle popolazioni, né temi quali l’equità

nella distribuzione e l’accesso alle risorse. Gli OSM interpretarono lo sviluppo come un

tema di esclusiva rilevanza per paesi più poveri per altro scarsamente coinvolti nella

loro formulazione.

I nuovi obiettivi erano globali, Obiettivi di Sviluppo sostenibile, 17 obiettivi indivisibili

per porre fine entro il 2030 alla povertà una volta per tutte, per tutti per combattere le

diseguaglianze e per assicurare una protezione durevole del pianeta e delle sue

risorse.

Elemento della disuguaglianza: il PIL non ci dice nulla. Indice di Gini, ci dice quant’è la

differenza tra le percentuali di popolazioni più ricche e più povere.

Ci sta un interessante studio fatto da The Spirit Level” la misura dell’anima” -> fa uno

studio e arriva alle conclusioni che la disuguaglianza è legata alle condizioni di vita

delle popolazioni. Esamina una serie di fattori: tanto più è disuguale un paese tanto è

più alto il tasso di suicidi, tanto è più alta la disuguaglianza di un paese tanto è più alto

l’indice di obesità, tanto è più alta la disuguaglianza tanto è più alta la violenza = in

tutte le situazioni la disuguaglianza è un fattore che determina un peggioramento

della società.

Sono migliori gli indicatori di vita (educazione, salute) in un paese povero ma meno

disuguale, che quello di un paese ricco molto disuguale. => complesso misurare lo

sviluppo e l’ambizione di sviluppo.

Dove si situa la salute e cosa possiamo fare per fare in modo che nelle politiche di

salute si promuova lo sviluppo.

Evoluzione delle politiche di salute nelle politiche di sviluppo

Quando parliamo di sanità: azione delle organizzazioni che si preoccupano di offrire

dei servizi di prevenzioni, riabilitazioni e diagnosi che concorrono alla promozione della

salute o al recupero della salute eventualmente persa per cause diverse.

Un ministero della Salute, che in realtà si occupa solo della sanità, dovrebbe in realtà

interfacciarsi con politiche in altri settori affinché quei settori considerino la salute

come un obiettivo. In termini tecnici si parla dell’obiettivo delle politiche pubbliche

salutari: politiche pubbliche non del settore sanitario, che hanno un impatto sulla

salute. Quando misuriamo la salute in realtà stiamo misurando la speranza di vita sana

o in assenza di disabilità e la speranza di vita sono diversi, abbiamo indici di salute che

ci possono dire anche la qualità della vita. Si usa DALY che sta per DIsability aggiusted

life year: anni di vita corretti per la disabilità -> formula che da una speranza di vita

escludendo gli anni vissuti da disabile. Speranza di vita sana, ci dà un’idea più

intelligente di come arriviamo in vecchiaia. Un problema grande con la globalizzazione

dei consumi, imperante presenza di malattie croniche che oggi sono un’enorme sfida

per i sistemi sanitari che ci obbligano di misurare la speranza di vita con altre

correzioni.

Concetto evocativo: decolonizzazione dell’immaginario, idea di sviluppo che viene

associata concettualmente al concetto di crescita economica, lo sviluppo va

riconquistato per quello che è ci richiama all’aumento delle capacità, cosciente dei

bisogni dei cittadini, sa aumentare le risposte, come un bambino. Mantenere l’idea di

sviluppo e ragionarci sopra.

Se noi usiamo il paragone biologico funziona bene, embrione ancora non formato

come una società non organizzata, poi ogni organo ha una sua funzione, quindi ogni

istituzione ha una sua funzione, anche quando l’organismo è formato c’è un bambino

che continua a essere dipendente dai genitori, c’è un meccanismo della sostenibilità,

la natura si preoccupa anche che si possa riprodurre.

Come metafora della vita e dello sviluppo di organismi viventi, esso costituisce un

concetto evocativo che trasmette una visione positiva e buoni sentimenti => Evoca

dei sentimenti positivi, perché richiamandoci a quello del bambino viene visto come un

evento positivo e parlare di sviluppo evoca un immagine di crescita positiva.

Globalizzazione, parliamo di villaggio globale, di una comunit&agr

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Scienze politiche e sociali SPS/11 Sociologia dei fenomeni politici

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eblaeg di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politiche per la salute globale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Missoni Eduardo.
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