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Impatto dei costi del dissesto sul valore dell'impresa e sulla struttura finanziaria ottimale

La possibilità di fallimento ha un effetto negativo sul valore dell'impresa. Tuttavia, la riduzione del valore non è determinata dal rischio del fallimento in sé, bensì dai costi associati al fallimento. Questi costi controbilanciano i vantaggi fiscali del debito e possono essere diretti e indiretti.

Costi diretti e indiretti

I costi diretti includono:

  • Costi legali
  • Spese amministrative
  • Liquidazione
  • Riorganizzazione

I costi indiretti comprendono:

  • Compromissione della capacità di svolgere l'attività di impresa
  • Costi di agenzia (incentivo ad assumere rischi elevati, incentivo a sotto investire, milking the property)

Questi costi del dissesto finanziario possono ridurre il valore dell'impresa e possono essere conseguenza di un debito troppo elevato e non sostenibile.

Teoria del trade-off

Secondo la teoria del trade-off, esiste un ammontare ottimale di debito ove l'equilibrio tra vantaggio fiscale e costi del dissesto è perfetto, massimizzando così il valore dell'impresa. Superata questa soglia, i costi del dissesto aumentano più velocemente dei benefici fiscali, causando una riduzione del valore.

Prendendo in considerazione il costo medio del capitale, si può affermare che sarà minimizzato nel punto di equilibrio tra vantaggio fiscale del debito e costi del dissesto, ovvero nel livello di debito ottimale.

Ne discende che una decisione inerente alla struttura finanziaria di un'impresa determina un trade-off fra benefici fiscali del debito e i costi del dissesto. Ciò porta ad affermare che esiste un ammontare ottimale di debito.

Condizioni per l'irrilevanza della politica dei dividendi

Le condizioni che rendono irrilevante la politica dei dividendi sono:

  • Mercato efficiente
  • Nessun costo di transazione ed emissione (mercato dei capitali perfetto)
  • Nessuna imposta
  • Imprese e investitori possono indebitarsi allo stesso tasso
  • Non esiste avversione al rischio

Se si volesse incrementare i dividendi, a parità di investimenti e debiti, il denaro addizionale non può che provenire dagli azionisti, sotto forma di nuove azioni da emettere, che verranno acquistate da nuovi azionisti.

I vecchi azionisti che vedranno un aumento iniziale dei dividendi da una parte, dall'altra subiranno una perdita in conto capitale per l'emissione di nuove azioni. Un incremento dei dividendi al tempo 0 porta necessariamente alla loro riduzione al tempo 1, cosicché per i vecchi azionisti la ricchezza rimane invariata.

Sempre in questo contesto, gli investitori possono attuare una costruzione in proprio dei dividendi qualora l'esigenza si presentasse.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pietro Paolo Piccoli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politiche finanziarie aziendali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Cavezzali Elisa.
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