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Politica estera

Appunti di diritto dell'Unione Europea del professor Converti. Il file contiene una lunga trattazione sulla politica estera, gli accordi intergovernativi per la sicurezza comune, la difesa dei valori comuni, l'integrità della territorialità, la sovranità e l'indipendenza.

Esame di Scienze della comunicazione docente Prof. F. Converti

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L’Unione europea si è dotata di due strutture dove si accentrano queste politiche: L’Europol e

l’Eurojust che ravvicinano le legislazioni penali.

Svolge un ruolo importate la Corte di Giustizia Europea (di tanto in tanto le istituzioni comunitarie

hanno un ruolo in questo pilastro).

La Corte di Giustizia nel terzo pilastro svolge un ruolo in quanto Tribunale internazionale (come se

fosse distaccato dall’impianto comunitario), cioè agisce come organo internazionale.

Nel terzo pilastro, il Tribunale internazionale non scatta di propria iniziativa, ma può essere attivato

SOLOdagli Stati.

Inoltre, la Corte di Giustizia nel terzo pilastro non è automaticamente competente nei confronti di

tutti gli Stati membri ma soltanto nei confronti di quelli Stati membri che ne abbiano accettato la

giurisdizione (con una dichiarazione espressa).

La cooperazione rafforzata: Avviene quando solo una parte degli Stati membri portano avanti un

obiettivo (l’euro).

Con Maastricht nel 1992 nasce l’Unione Economica Monetaria formata da 12 Stati. Si è reso

necessario per la realizzazione di determinati fini che alcuni Stati procedessero da soli ad una

cooperazione rafforzata.

Nel 1996, quando si sono rafforzati i trattati ad Amsterdam, è stato riferito nuovamente il principio

di cooperazione rafforzata.

Nell’89 il Regno Unito non volle partecipare alla politica sociale. Con la passerella comunitaria, dal

terzo pilastro sono passati al primo le competenze dei visti, l’immigrazione e l’asilo. Questo,

previsto nel quarto capitolo del Trattato di Roma, non si applica interamente al Regno Unito e ad

altri.

La cooperazione la applicano i paesi che ne aderiscono per completo.

Si occupano della cooperazione rafforzata gli articoli 11 e seguito del Trattato comunitario.

Per poter realizzare una cooperazione rafforzata ci vuole un numero congruo di Stati. Nella prassi

degli stati a 15, la cooperazione rafforzata era consentita al meno a 8.

Le regole che disciplinano la cooperazione rafforzata sono tre;

 Ci vuole un certo numero di Stato (non inferiore a otto).

 La cooperazione rafforzata non può essere richiesta in ogni caso, ma solo in ultima istanza

(solo se le istituzioni comunitarie non riescono a realizzare quell’obiettivo coinvolgendo

tutti gli stati membri).

Non può avvenire a casaccio; deve essere volta a realizzare uno degli obiettivi della

Comunità e dell’Unione 8ad eccezione delle materie di competenza esclusiva che sfuggono

agli Stati membri in quanto sono accentrate nelle mani della Comunità.

Negli anni 80 alcuni Stati europei avevano stipulato l’accordo di Shengen per abbattere tra di loro le

frontiere nazionali. Da Amsterdam in poi questo accordo è entrato a far parte del diritto

comunitario. Ma non tutti gli Stati vi aderirono subito (altro esempio di cooperazione rafforzata).

 Non deve recare danni al mercato interno (libera concorrenza, libertà di circolazione di

persone e capitali, finanziamenti europei). Gli otto Stati non possono decidere di stabilire

delle regole diverse nei propri confronti con rispetto agli altri Stati.

 Non deve essere una cooperazione chiusa ma aperta a tutti gli Stati membri.

La procedura: Sugello formale da parte dell’organo deliberativo. La cooperazione rafforzata si

colloca prevalentemente nel primo pilastro.

A decidere è il Consiglio dell’Unione che autorizza la cooperazione rafforzata. Ma è una decisione

sui generis, cioè si dirigono soltanto sugli Stati che partecipano alla cooperazione rafforzata.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecilialll di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienze della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Converti Fabio.

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