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II lezione politica economica – Lo sviluppo economico

L'articolo consegnato parla della crescita dei Paesi in via di sviluppo. Visitare sito lavoce.info.

Introduzione al Pil e crescita economica

L'argomento di oggi è una continuazione della lezione di mercoledì, dove abbiamo parlato del PIL, e abbiamo visto che questa è la misura della crescita economica dei Paesi. Questa idea però è contestata e criticata; in particolare, esiste un filone di pensiero che sostiene che il PIL non sarebbe una rappresentazione del benessere del sistema economico. Anche se utilizzato da tutti i paesi come indicatore di crescita e quindi come indicatore di aumento del benessere, c'è chi dice che sarebbe necessario guardare ad altre variabili per capire se un sistema economico ha un certo livello di benessere.

Dicevamo che il PIL va osservato in un certo periodo di tempo. La crescita è un concetto che riguarda l'evoluzione del PIL. In particolare, noi dovremmo guardare almeno due periodi di riferimento (due anni o anche di più) per vedere se un paese sta crescendo e in quale misura. È quindi importante il confronto tra due diversi dati del PIL, almeno due anni. Tra un anno e l'altro si ha crescita se c'è stata un'evoluzione, un aumento del PIL.

Misurazione e confronto del Pil

Il PIL deve essere misurato, deflazionato (togliere l'effetto dell'inflazione) ed è importante che la misurazione avvenga secondo criteri standard, cioè che nei due anni sia stato utilizzato lo stesso metodo per calcolare il PIL (metodologia contabile). In Europa vi è una uniformità nella metodologia contabile per calcolare il PIL, che permette di confrontare i dati relativi a tutti i paesi.

È un indicatore il PIL, che può avere diverse specificità, esempio PIL di una regione, o del Sud, Centro o Nord Italia. Quando parliamo di crescita, parliamo in generale del PIL annuale, quindi del PIL nazionale. Noi con il PIL misuriamo la produzione all'interno di un paese. In pratica, misuriamo quelli che sono gli scambi che avvengono tra gli agenti economici. Stiamo misurando la produzione del paese, ma anche e soprattutto gli scambi che avvengono nel paese.

Metodi di calcolo del Pil

Ci sono diversi metodi per calcolare il PIL. Abbiamo parlato del metodo del valore aggiunto, come quel metodo che mette in evidenza il contributo dei singoli settori produttivi. Ma il PIL può essere visto anche dal punto di vista distributivo, come quella somma che viene poi distribuita agli agenti economici sotto forma di retribuzioni.

Agenti economici e contributo al Pil

Quindi noi stiamo parlando di tre agenti economici fondamentali: le imprese, le famiglie e il settore pubblico. Queste tre entità contribuiscono a formare il PIL, a generare il PIL come misura di crescita economica. Noi misuriamo attraverso il PIL gli scambi che avvengono tra questi settori, entità.

In particolare, dobbiamo dire che le imprese acquisiscono i fattori produttivi; esiste uno scambio tra le famiglie e le imprese che riguarda i fattori produttivi, e le imprese pagano i fattori produttivi attraverso le retribuzioni. Ciò significa che le famiglie danno alle imprese capitale e lavoro. Capitale attraverso i loro risparmi, ma anche lavoro, perché costituiscono quell'insieme di persone, lavoratori, che direttamente partecipano al processo produttivo e in cambio ricevono dalle imprese una retribuzione. Il PIL registra questo scambio che avviene tra famiglie e imprese. Quindi l'attività produttiva dell'impresa misurata dal PIL si basa sul contributo delle famiglie attraverso lo scambio di fattori produttivi.

Scambi economici e ruolo del settore pubblico

Le imprese producono dei beni che vengono venduti alle famiglie, un ulteriore scambio; le imprese forniscono beni e servizi alle famiglie, le quali pagano per ottenere questi beni e servizi. Lo stesso avviene per il settore pubblico, che contribuisce al sistema economico esattamente come le imprese. Esistono scambi tra imprese e settore pubblico, fattori produttivi contro retribuzione e beni contro prezzo. Il PIL registra tutti questi scambi. Quindi la P di PIL, Prodotto, rappresenta tutti questi scambi.

Obiettivo delle politiche economiche

Obiettivo delle politiche economiche è la crescita e far crescere il PIL. Se noi vogliamo che un sistema economico produca di più, che ci sia crescita economica, dobbiamo agire su una o più di queste variabili. Noi tratteremo degli strumenti di politica economica, ricordandoci che questi agiscono in questo quadro; si può agire sulle imprese o sulle famiglie, visione classica o keynesiana (vedi lezione 1).

Questo è molto importante per capire le politiche economiche che riguardano il mercato del lavoro o dei capitali. A questo schema, che è uno schema classico, si è aggiunta una variabile, quella dell'ambiente. Ambiente inteso come una variabile chiave nella crescita economica.

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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof Porrini Dario.
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