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Appunti di Politica economica con particolare attenzione ai seguenti argomenti trattati: lo sviluppo economico, crescita dei Paesi in via di sviluppo, politiche economiche e crescita del Pil, crescita economica, sviluppo sostenibile, settore pubblico, famiglie, imprese.

Esame di Economia politica docente Prof. D. Porrini

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preoccupava, intendo quelle teorie che guardavano con preoccupazione alla crescita della

popolazione. C’era chi diceva che la popolazione cresceva troppo e che alla fine ci sarebbe

stato un esaurimento delle risorse, ma questo riguardava solo il fatto della scarsità delle

risorse. A questa idea adesso se ne è sostituita un’altra, fondamentale per le politiche

economiche, che è quella dello sviluppo sostenibile. Noi ci dobbiamo preoccupare che la

crescita che caratterizza i sistemi economici sia compatibile con la crescita che si potrà avere

nel futuro.

Il concetto di sviluppo sostenibile riguarda il fatto che dobbiamo garantire la crescita anche

alle generazioni future. Cioè la crescita di oggi non può non tener conto della possibilità di

lasciare alle generazioni future le stesse possibilità di crescita. In pratica questo è un

discorso di lungo periodo, quindi i governi possono occuparsi del breve periodo, della

crescita dei sistemi economici, ma nel lungo periodo occorre che questa crescita sia

possibile anche per le generazioni future. Quindi esiste un problema di sviluppo sostenibile,

sostenibilità, che non è legato alla nostra visione di breve periodo, ma ad una visione di

lungo periodo.

SVILUPPO SOSTENIBILE: queste due parole, sviluppo sta ad indicare che comunque

obiettivo delle politiche economiche rimane la crescita, crescita del pil, mentre la

sostenibilità riguarda il fatto che la crescita sia compatibile con la crescita delle generazioni

future.

Questo non è un discorso solo di tipo ecologico, ma è un discorso economico. Perché la

scelta della politica economica non può prescindere dal concetto dello sviluppo sostenibile.

Questo concetto nasce alla fine degli anni 80, è stato espresso in moltissime conferenze

internazionali, alle quali ha aderito l’Italia, ha aderito l’Europa, la famosa conferenza di Rio

per esempio è volta a definire cosa si intende per sviluppo sostenibile e a cercare di

misurare attraverso degli indicatori di sostenibilità quali siano le ipotesi di crescita

sostenibile. Si tratta di variabili economiche, variabili misurabili. Non è più un qualcosa che

riguarda le conferenze internazionali ora, ma è un impegno per tutti i paesi.

Come influenza, lo sviluppo sostenibile, le scelte di politica economica e gli strumenti che

andremo ad utilizzare?

Allora un motivo molto importante è che la produzione debba avvenire rispettando

l’ambiente, rispettando quella che è la preservazione dell’ambiente, e in particolare il

risparmio energetico, il risparmio nell’uso delle risorse, che sappiamo saranno poi in via di

esaurimento. Ci sono degli obblighi ben precisi che riguardano le emissioni di sostanze

inquinanti, la produzione e il riciclaggio di rifiuti. Non sono quindi solo cose teoriche, ma

ben presto dovranno essere messe in pratica da tutti.

In pratica, quindi, abbiamo questo impegno attraverso il quale le imprese devono sfruttare il

meno possibile l’ambiente, cercare di risparmiare energia, cercare di costruire impianti in

modo tale che ci sia questo risparmio energetico, una riduzione dell’emissione delle

sostanze inquinanti, ma il cambiamento sarà anche nei mercati. Vedremo un paese che

utilizza sempre di più sostanze meno inquinanti negli imballaggi, un impegno di tutti i paesi

nel settore dei trasporti. Il settore dei trasporti sarà fortemente colpito da questa idea di

sviluppo sostenibile.

Cerchiamo di analizzare il problema anche dal punto di vista delle teorie economiche, in

particolare oggi vedremo un modello espresso da un premio nobel per l’economia, Kuznets,

la curva di Kuznets.

Questo economista si è posto il problema di mettere in relazione l’inquinamento con il

reddito, con il pil. Che relazione esisterebbe tra l’inquinamento e la produzione dei sistemi

economici.

Lui se ne è occupato negli anni 80, quando ancora questo problema non era così pressante

come adesso.

Stiamo parlando prima di tutto dell’ambiente e quindi dell’inquinamento inteso come

degrado ambientale. Da una parte c’è questa variabile che lui chiama degrado ambientale e

che si misura attraverso tutta una serie di variabili che riguardano le emissioni inquinanti,

che sono delle emissioni misurabili e quindi economiche. L’altra variabile che utilizza è

quella del reddito pro-capite. Reddito pro-capite è una misura molto utilizzata per capire

qual è il livello generale di benessere, intendendo sempre il pil come indicatore di benessere

e intendendo che questo è una media, indica cioè in media quanto gli abitanti dell’italia

guadagnano. Essendo una media, rimane una misura per così dire teorica, in quanto non

misura quanto effettivamente le persone guadagnano, ma è semplicemente la suddivisione

tra tutta la popolazione di quanto viene prodotto sotto forma di reddito.

Per formulare le teorie economiche si osserva l’andamento delle variabili, Kuznets non ha

fatto altro che osservare l’andamento di queste variabili per un certo periodo di tempo, l’ha

osservato per alcuni Paesi, dopodiché si vede com’è l’andamento di queste variabili e poi si

interpreta qual è la relazione che esiste tra le variabili.

Quindi osservazione empirica delle variabili, si guarda l’andamento di queste variabili, si

guarda nel corso del tempo, si guarda l’andamento e si vede com’è negli anni, si cerca la

teoria economica. Quindi Kuznets non ha fatto altro che osservare le variabili relative a

questi dati per un certo periodo di tempo e per alcuni Paesi e ha visto che tra queste variabili

esiste una relazione che si può formalizzare su una curva che è di questo tipo: si pone

sull’asse orizzontale il reddito pro-capite e sull’asse verticale il degrado ambientale (la

misurazione che lui ha fatto con le emissioni inquinanti), abbiamo una curva di questo tipo a

U rovesciata, ad indicare che esisterebbe una relazione tra il reddito pro-capite e il degrado.

Il reddito pro-capite cresce e di pari passo cresce anche il degrado ambientale fino ad un

punto massimo, oltre il quale decresce il degrado. Secondo Kuznets nei sistemi economici

più ci spostiamo verso destra, cioè più abbiamo crescita economica, abbiamo quindi come

conseguenza un aumento del degrado ambientale e l’abbiamo per una fase molto lunga fino

ad punto massimo R di reddito pro-capite che corrisponde al massimo degrado ambientale.

Abbiamo che la parte che va da 0 a R rappresenta la parte di reddito pro-capite medio in una

fase crescente.

Per aumentare il reddito i sistemi economici producono di più e l’aumento della produzione

corrisponde ad un aumento delle emissioni inquinanti. Questo è quello che si osserva in

molti Paesi. Questo caratterizza anche le società moderne e le politiche economiche, noi

siamo di fronte al problema che la crescita comporta un aumento dell’inquinamento. Questo

succede non solo per le emissioni inquinanti, ma anche per altre misure dell’inquinamento

come l’aumento del traffico, l’aumento dell’utilizzo delle strade ecc..

Dopodiché si osserva questa decrescita. Che significato ha? tale decrescita si spiega dal

fatto che le società, che hanno un reddito pro-capite elevato, hanno la possibilità di investire

in tecnologie sempre più sofisticate da ridurre l’inquinamento. Questa decrescita indica la

possibilità per i sistemi economici ad elevato reddito pro-capite di occuparsi del problema

ambientale. Dal punto di vista della politica economica significa che a questo punto sono

efficaci politiche economiche di riduzione dell’inquinamento.

Quindi gli elementi chiave della curva di Kuznets sono:

La misura del degrado ambientale, adesso noi con il protocollo di Kyoto ci stiamo

impegnando molto dal punto di vista delle emissioni inquinanti, questa variabile quindi è

molto importante e non è l’unica. La curva di Kuznets è valida anche per il problema dei

rifiuti, anche per i rifiuti è valido questo andamento, infatti nei paesi dove abbiamo un

reddito pro-capite fino ad un certo livello i rifiuti crescono (cresce la produzione di rifiuti e

l’emissione di sostanze inquinanti), solo al raggiungimento di un reddito pro-capite elevato

si mettono in atto politiche economiche tali da consentire la decrescita come il riciclaggio e

lo smaltimento dei rifiuti in modo da non provocare danni all’ambiente.

La tecnologia è la seconda variabile chiave. Una volta che i paesi raggiungono un certo

benessere, una certa disponibilità di risorse possono investire nella ricerca e quindi trovare

delle tecnologie che permettano di ridurre l’inquinamento.

La domanda rappresenta un’altra variabile chiave, perché persone che hanno un reddito pro-

capite più elevato esprimono una domanda di beni che sono prodotti secondo il rispetto

dell’ambiente. Cioè la scelta dei consumatori è molto influenzata dal reddito pro-capite.

Quindi oltre un certo livello di reddito pro-capite la domanda dei prodotti si indirizza

verso prodotti, che hanno la caratteristica di prevedere una produzione con un

minore impatto ambientale (questa tendenza, oggi, riguarda persino i mercati

finanziari).

DEGRADO

EMBED MSGraph.Chart.8 \s R REDDITO PRO-CAPITE

R è il livello di reddito pro-capite che comporta il max degrado

ambientale

L’andamento della curva non dipende solo dalle scelte delle imprese, quindi, ma anche dalle

famiglie, cioè da tutti gli operatori economici.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e finanza
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Porrini Dario.

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