NB.: Esame scritto basato su 16 domande e ciascuna domanda vale due punti, non toglie punti alle risposte sbagliate. Le domande sono a risposta multipla,
alcune sono vero o falso, alcune sono brevi domande aperte, si deve rispondere andando direttamente al punto, ci sono poi domande grafiche, in cui bisogna
illustrare che cosa succede se… rappresentando sul grafico la risposta. L’aspetto logico è fondamentale, il ragionamento sulle cose studiate. Ricevimento
mercoledì dopo le 11, piano 3 stanza 48.
POLITICA ECONOMICA
La politica economica di che si occupa? Bisogna fare la distinzione tra politica
economica ed economia politica. La politica economica si occupa di quali interventi
possiamo perseguire per raggiungere dei determinati obiettivi. Si distingue in
approccio positivo e normativo. L’approccio positivo descrive ciò che è, mentre quello
normativo come dovrebbe essere. Noi descriveremo ciò che è, cercando di carpirne
alcuni elementi fondamentali. La politica economica si occupa dell’approccio
normativo con lo scopo di, utilizzando i modelli dell’economia politica, decidere come
intervenire. Siamo nell’ottica di chi deve prevedere gli effetti di una politica rispetto a
quelli di un’altra.
Per fare questi interventi è necessario stabilire un obiettivo, che normalmente è
funzione di benessere sociale
stabilito attraverso la costruzione di una , che è
l’obiettivo del policy maker, di chi ci governa. Per costruire questa funzione è
necessario sapere quali sono le preferenze sociali dei cittadini. Le preferenze sociali
sono le preferenze della società, che si esprimono con il voto, ma non su tutto noi
votiamo. Serve un meccanismo per rivelare le preferenze sociali partendo dalle
preferenze individuali. Il problema è nell’aggregazione, e generalizzazione. Anche
nell’individuazione delle preferenze si distingue l’approccio positivo che cerca di
descrivere quali sono, quello normativo quali dovrebbero essere. Questa distinzione
introduce un divario tra ciò che viene scelto e quello che sarebbe giusto scegliere.
La politica economica si occupa tra l’altro di stabilire un criterio di scelta sociale. Per
ordinamenti sociali
fare questo è necessario costruire degli , attraverso una
graduatoria fra le possibilità. Nella realtà spesso non c’è la possibilità di un first best, e
si cerca quindi di trovare un’alternativa di compromesso, il migliore raggiungibile.
Per costruire un ordinamento sociale possiamo seguire un criterio simile a quello
dell’ordinamento individuali. Come consumatori realizziamo delle graduatorie tra le
cose che preferiamo. Si parla di teoria delle preferenze rivelate. Attraverso i
comportamenti vengono rivelate le preferenze individuali. Quando si passa a costruire
ordinamento diretto
le preferenze sociali si può seguire un , che ordina le preferenze
secondo un criterio preciso, e cambia solo il criterio (questo è il più facile ma è anche
pericoloso perché demanda la scelta a chi governa di stabilire il criterio da utilizzare, il
policy maker può decidere in maniera arbitraria indipendentemente dalle preferenze
l’ordinamento indiretto
individuali); c’è poi che aggrega le preferenze individuali,
per cui bisogna trovare il modo di aggregare per pervenire ad un indicatore che possa
indirizzare nella stabilizzazione della graduatoria.
L’individualismo etico dice che l’individuo è il miglior giudice di sé stesso, e quello che
non è rilevante per l’individuo non è rilevante per il politico. L’aggregazione è però
difficile (segue comunque il fondamento dell’utilitarismo), perché le preferenze sono
poco semplici, sono diversissime e mutevoli, l’aggregazione nella quantità e nel tempo
è complicata. Due critiche possono sottostare all’ordinamento sociale indiretto: è sì
giusto rifarsi alle preferenze degli individui, tuttavia esse stesse sono manipolabili. Ci
sono preferenze endogene poiché il policy maker le può influenzare con mezzi di
comunicazione ecc. la seconda critica è che l’ordinamento in base alle preferenze
degli individui è limitante poiché gli individui non si occupano di tutte le questioni che
alla collettività stanno al cuore.
Si pongono dei problemi di misurazione, di confrontabilità e di aggregazione. Il primo
problema è come misuro le preferenze degli individui? In base alla loro soddisfazione,
1
ma come si misura la soddisfazione? In base all’utilità che gli individui ricevono dal
consumo dei beni.
L’utilità U è una funzione del consumo, e f indica l’associazione dell’utilità al
consumo.
Ci sono due scuole di pensiero:
ordinalista
nell’accezione (nella visione di Pareto) l’utilità è un concetto ordinale e
non si può misurare la distanza da un’utilità all’altra, per cui è possibile
determinare la preferenza in graduatoria senza associare dei valori.
cardinalista
L’accezione (von Neumann e Morgester con approccio matematico)
invece prevede l’associazione di numeri veri a propri alle preferenze, per cui so
cosa preferisco e in quale misura la preferisco.
Anche le utilità possono essere comparate? Secondo gli ordinalista no, secondo i
cardinalisti sì. Infine, chi adotta l’approccio ordinalista adotta il criterio paretiano come
regola di aggregazione, mentre i cardinalisti adottano la somma delle utilità individuali
(criterio alla base dell’utilitarismo).
Se si indica con W il welfare, essa può essere definita con la sommatoria dell’utilità
dell’individuo da 1 a n. Una equazione così espressa prevede un approccio cardinalista
poiché alle variabili si assoceranno dei numeri in modo da scegliere il welfare più alto
possibile.
C’è poi l’approccio procedurale basato sulla teoria delle votazioni.
IL CRITERIO PARETIANO
Wilfredo Pareto era un economista italiano passato alla storia per il suo concetto di
efficienza. Si descrive come in una situazione in cui non è possibile aumentare l’utilità
di un individuo senza ridurre l’utilità di un altro individuo.
L’OTTIMO PARETIANO DEL CONSUMATORE
Dal punto di vista grafico si rappresenta come in figura.
Consideriamo una collettività di due individui le cui
utilità sono misurate nei due assi cartesiani. Si ha una
frontiera di efficienza in una curva decrescente data
dalla somma delle situazioni Pareto efficienti. Questa è
una situazione ottimale perché la frontiera è il massimo
raggiungibile. In questo ottimo paretiano possiamo
definire gli ottimi di consumo, di produzione, e di
ottimo del consumatore saggio
economia nel suo complesso. Abbiamo un quando il
marginale di sostituzione SMS fra due beni è uguale per tutti gli individui.
SMS1=SMS2. SMS è il tasso al quale l’individuo sostituisce un bene ad un altro, in
modo da avere sempre lo stesso livello di utilità.
Si ottiene in un grafico cartesiano di due beni A e B
una curva di indifferenza, che rappresenta le diverse
scelte tra panieri di uguale utilità.
Edgeworth creò
una scatola in cui si ha un sistema di assi cartesiani
per un individuo e rovesciato un sistema di assi
cartesiani per un individuo 2, nei quali si misurano
le utilità per 1 e 2 nel consumo di a e b. si
2
rappresentano le curve di indifferenza che se aumentano le risorse a disposizione
saranno più alte verso destra. Tracciando anche le curve di indifferenza per l’individuo
2 e prendendo un punto di incontro con una curva di indifferenza 1 troviamo nel punto
di tangenza tra le due curve un ottimo paretiano di consumo. I punti Pareto efficienti
sono un’infinità tra le tangenze tra le curve di indifferenza A e B. Abbiamo l’efficienza
paretiana quando tutti gli individui hanno lo stesso saggio marginale di sostituzione.
L’OTTIMO PARETIANO DEL PRODUTTORE
Il secondo punto era l’efficienza della produzione. Anche in questo caso il criterio è
analogo: il SMST (tecnica) tra due beni sia lo stesso per ogni output. Per ogni output
bisogna avere lo stesso saggio marginale di sostituzione tecnica, ovvero lo stesso
tasso di sostituzione tra input.
In un grafico che rappresenta lavoro e capitale
abbiamo una curva di isoquanto lungo la quale la
quantità prodotta non varia, in quanto lungo la
curva il lavoro viene sostituito dal capitale e così
via. La pendenza della curva di isoquanto indica il
SMST che è diverso per ogni punto sulla curva, in
quanto esistono infinite tangenti all’isoquanto. La
condizione di efficienza si raggiunge quando il
SMST è uguale a tutte le imprese, quindi la
combinazione di lavoro e capitale è uguale.
L’OTTIMO PARETIANO GENERALE
L’efficienza generale si ottiene quando l’SMS dei consumatori e l’SMST dei produttori
sono uguali tra di loro.
Quando tutto il sistema economico è in un ottimo
paretiano abbiamo un grafico di lavoro e capitale
sugli assi, e rappresentando la frontiera della
produzione, prendiamo un punto, con le cui
proiezioni sugli assi disegnerà una scatola di
Edgeworth, all’interno della quale avremo le curve di
indifferenza tra due individui e la rispettiva tangente
SMS, quando questa tangente è parallela alla
tangente del punto considerato sulla frontiera di
produzione saremo in una condizione di ottimo
paretiano generale.
La condizione di efficienza ha fortemente influenzato il pensiero economico nella
ricerca di un equilibrio economico generale che si basa sui concetti di efficienza
derivati dal criterio di Pareto.
Tuttavia, questa dottrina pur essendo stato a lungo il filone conduttore principale
mostra qualche limite: presuppone delle scelte ottimali da parte degli individui che
richiedono un grado di razionalità estremamente elevato; per effettuare scelte
ottimali dobbiamo massimizzare il migliore paniere di consumo per massimizzare il
profitto dobbiamo trovare la loro combinazione tale da rendere massimo il profitto.
Nella realtà gli individui non sono così razionali ma sono guidati da scelte inconsce,
e la descrizione dell’agente economico rappresentativo che viene fuori da queste
teorie sovrastima la razionalità degli individui.
Un altro problema di questa teoria è che descrive una situazione di ottimo ferma
nel tempo, una rappresentazione statica del sistema economico. 3
Infine, un altro limite è che si basa su preferenze date, esogene rispetto al sistema
dei consumatori. Non si parla dei diritti né della distribuzione.
Il criterio paretiano non è in grado di ordinare in maniera concreta tutti i possibili
stati che il policy maker si trova davanti, delle situazioni alternative, questo emerge
ad esempio guardando alla frontiera dell’utilità in un grafico che confronta due
utilità: il criterio paretiano è in grado confrontare solo situazioni che hanno
determinate caratteristiche, in particolare solo se una situazione sta a nord est
dell’altra.
Si tentò quindi di trovare il modo di comparare
stati che non sono a nord est tra di loro. Da qui
principio di indennizzo
nasce il di Kaldor
(1939), dice che ogni cambiamento che porta un
aumento del reddito della collettività, aumenta il
benessere collettivo poiché è sempre possibile
che chi benefica dell’aumento compensi chi è
danneggiato. L’aumento di utilità deve essere
uguale o maggiore alla perdita di utilità dell’altro.
Nelle situazioni concrete le situazioni alle quali si
può applicare il criterio paretiano sono
praticamente inesistenti, poiché la quasi totalità delle policy comporta un gruppo che
viene favorito e un gruppo che viene danneggiato.
Spesso gli effetti delle politiche economiche sono imprevedibili poiché ad una policy si
ha una reazione del sistema economico, per questo è importante il principio di
indennizzo di Kaldor, che permette di prendere delle decisioni di policy per cui alla fine
dei conti l’individuo che ci guadagna compensa nel sistema la perdita dell’altro fino a
quando si ritorna a una situazione in cui l’altro non sta più peggio di prima, smette
quindi di perderci, mentre l’individuo che ci guadagna ci ha comunque guadagnato
tantissimo.
LA TEORIA DELLE VOTAZIONI logico procedurale
Descrive un approccio diverso, di tipo , rispetto all’aggregazione
delle preferenze degli individui. La teoria delle votazioni definisce chi vota, come si
vota e come vengono contati i voti.
Bisogna definire chi vota e quanti voti ha a disposizione ciascun votante, ci sono poi
diversi modi di votare (es. metodo binario o multiplo) a seconda della tipologia di voto
i risultati saranno diversi, anche l’ordine di voto cambia, e infine, bisogna definire
come vengono valutati i risultati, ovvero all’unanimità o a maggioranza. Nel primo
caso tutti i votanti devono fare la stessa scelta, avere le stesse preferenze. In termini
politici questo comporta una paralisi delle scelte, poiché è difficile ottenere la
convergenza delle opinioni tra chi vota, inoltre aiuta a mantenere lo status quo. Aiuta
anche una scelta strategica, per cui il singolo votante è consapevole del peso del
proprio voto e lo può usare per ottenere dei favori in cambio. L’ordine del voto può
cambiare il risultato, soprattutto se si vede uno che vota contro, fatto che rende
superfluo il suo voto, porterà il votante a modificare la sua scelta di voto. Il criterio
della maggioranza permette scelte più celeri, ma anch’esso porta a dei risultati
insoddisfacenti.
IL TEOREMA DELL’IMPOSSIBILITA’
teorema dell’impossibilità, “è impossibile costruire
Questo risultato si dimostra nel
un ordinamento sociale completo, quindi di benessere sociale, senza ricorrere a
confronti interpersonali di utilità” (Arrow, 1951). Se voglio costruire un ordinamento
sociale completo l’unico modo è far sì che le scelte di un individuo risultino decisive,
4
non posso farlo senza ricorrere a scelte dittatoriali. Per dimostrare questo vengono
stabiliti dei criteri che sono inoppugnabili, tutti sono d’accordo, sono quattro requisiti
minimi per la costruzione del benessere sociale: il criterio di Pareto, il dominio
universale, l’indipendenza tra alternative irrilevanti e la non-dittatorialità.
criterio di Pareto
Il indica che se tutti preferiscono x a y allora x è migliore di y.
dominio universale
Il , il dominio della funzione di scelta sociale deve essere
rappresentato dall’insieme di tutti i possibili ordinamenti individuali W=f(x). Nel
dominio ci sono tutte e situazioni possibili e tutti i modi in cui questi potrebbero
essere ordinati.
L’indipendenza tra le alternative irrilevanti , per cui la scelta tra x e y deve
essere indipendente dalle preferenze su situazioni diverse da x e y (es. la
collettività deve scegliere se costruire o meno una struttura, questa scelta non
deve essere influenzata dalla scelta della nazione se mandare o meno l’esercito in
guerra, che è appunto irrilevante rispetto alla costruzione della struttura)
non dittatorialità
La , per cui la scelta di un individuo non deve essere la scelta
sociale. non esiste un individuo i tale per cui se i preferisce x a y, x è preferito a y
in generale.
Arrow è riuscito a dimostrare che questi 4 requisiti non sono soddisfabili
l’unico modo di ottenere un ordinamento
contemporaneamente, questo significa che
sociale completo è dare ad uno il potere di decidere .
Unanimità
Es. : supponiamo di avere tre situazioni alternative (x, y, z) tra cui tre
individui (A, B, C) devono scegliere. Se x è preferita a y dall’individuo i e questo
vale per ogni individui i, allora x è socialmente preferito a y; se ciò non avviene, x è
indifferente a y. L’ordine di preferenze degli individui sono per A (x, y, z), per B (x,
z, y), C (z, x, y). Abbiamo che x e z sono indifferenti (xIz), z è indifferente a y (zIy)
per cui x è indifferente a y. Tuttavia, si vede che tutti preferiscono x a y; questo
dimostra che con l’unanimità non si è in grado di costruire una funzione di
preferenza sociale senza contraddirsi. Questo dimostra un limite in concreto del
criterio di unanimità ed è un’applicazione del criterio di Arrow: ho scelto un criterio
non dittatoriale, ho mostrato che dovrei avere irrilevanza nei confronti tra le
alternative e il risultato di x e y non dovrebbe dipendere dai confronti degli altri,
(non soddisfa il criterio del dominio universale
come invece è successo ).
Maggioranza
Es. : Il paradosso di Condorcet. Immaginiamo A (x, y, z), B (y, z, x), C
(z, x, y), che ordinano le loro preferenze e applichiamo il criterio di maggioranza
nelle votazioni. Se cominciamo il confronto prendendo coppie di alternative come x
e y vediamo che x P y da A e C, quindi per maggioranza abbiamo che x è
socialmente sicuramente preferita a y. Confrontando y e z abbiamo che y P z da A e
B, quindi y è socialmente preferita a z. Da ciò si trae che x è preferita a z. Tuttavia,
si cade in una contraddizione logica poiché andando a vedere z in realtà è preferita
viola il principio di transitività
a x, quindi si . Si dimostra ancora una volta che se
non ho scelte dittatoriali non si può ordinare in modo competo le alternative senza
violare le preferenze individuali. Rank Ordered Voting
Es. Criterio di votazione più raffinato come il , che si deve a
Borda. Invece di ordinarle e basta,
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.