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Platone la dottrina delle idee Nozioni chiave

In questo appunto delineo in modo semplice e facilmente fruibile i concetti principali o nozioni chiave della teoria delle idee o forme in Platone.

Indice: 1 – Definizione di idea; 2 – Relazione tra idee e cose: le metafore di «partecipazione», «imitazione», «comunanza»; 3 – Sede e conoscenza delle idee; 4 – L'idea del Bene; 5 –... Vedi di più

Esame di Storia della filosofia antica docente Prof. P. Scienze Storiche

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“similitudine”, ecc. Platone sembra richiamare con sfumature semantiche differenti la prima

relazione. «Comunanza» comunque non è “condivisione” e se è vero che le cose “hanno

qualcosa” delle idee, è falso il contrario.

Le tre nozioni sono state presentate in maniera semplice evitando volutamente di richiamare varie

difficoltà interpretative, oggetto di studio specialistico.

3 – Sede e conoscenza delle idee

La sede delle idee è secondo Platone l'iperuranio che indica il «luogo sopra il cielo». Le idee o

forme in quanto nature intellegibili e metafisiche non possono però che avere collocazione

extrasensibile; il «luogo» deve essere inteso ancora una volta metaforicamente.

E nel caso dell'iperuranio si tratta quindi di una realtà metafisica visibile solo dall'intelletto e che

non può possedere in alcun modo caratteri empirici come la spazialità o temporalità.

Riguardo alla conoscenza delle idee, secondo Platone la parte razionale dell'anima è in un contatto

originario con le forme, conosciute quando questa era separata dal corpo. Il processo di

apprendimento più che basato sull'afflusso di informazioni esterne che producono conoscenza,

assomiglia più ad un ricordo di conoscenze passate, acquisite in una vita extracorporea

(reincarnazione o metempsicosi). Le conoscenze matematiche o le verità filosofiche sono innate,

cioè possediamo da sempre le forme che possono essere richiamate alla mente principalmente in

due modi.

Reminiscenza o anamnesi: non essendo presenti in natura esempi dell'”identico”o del

• “triangolo rettangolo”, attraverso esperienze percettive l'uomo richiama conoscenze risalenti

ad una vita precedente, quando l'anima era divisa dal corpo. Questo tipo di conoscenza su

base esperienziale è esposta nel Fedone.

Maieutica o “arte della levatrice”: nel Menone il processo conoscitivo è avviato

• dall'interrogazione di Socrate attraverso il “dialogo” che vede una partecipazione attiva sia

del discepolo che del maestro; questo è in grado di recuperare da se stesso conoscenze (ad

esempio, il teorema di Pitagora) che non ha mai appreso in vita e che quindi risalgono al

contatto extracorporeo tra la sua anima e le idee.

4 – L'idea del Bene

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L'idea del bene richiede una trattazione specifica poiché assume un ruolo particolare nell'impianto

teorico del filosofo greco. Se in molti dialoghi questa idea è trattata non diversamente dalle altre,

nella Repubblica Platone le assegna caratteri e funzioni eccezionali; utilizza infatti un'analogia

emblematica per spiegare il rapporto tra l'idea del bene e le altre idee: come il sole, attraverso la

luce, ci rende visibile gli oggetti così il bene rende visibile, ovvero intellegibili, le idee.

Il bene, infatti, svolge una funzione epistemica particolare: genera o produce nell'anima la

possibilità di conoscenza, rende possibile la conoscibilità stessa delle altre forme.

Inoltre, il bene ha una funzione ontologica, ossia fornisce alle altre idee la sostanzialità o

essenzialità, ciò che rende tali le idee: eternità, assolutezza, auto-identità, immutabilità, ecc. Platone

afferma a tal proposito che il bene è «al di là dell'essenza».

Questo specifico ruolo e proprietà causali fondamentali fanno pensare ad una certa superiorità del

bene sulle altre idee; ed anche in questo punto della teoria platonica si sfiora l'aporia, nel dover

spiegare questa eccezionalità e la normale collocazione del bene tra le altre forme.

5 – Conclusione: ontologia, gnoseologia, etica

La dottrina delle forme, nelle sue ambiguità solo accennate, esprime il tentativo estremo di sistema

del filosofo greco; Platone cerca, infatti, di fissare intorno al concetto di idea tutti i piani della

realtà: ontologico: duplice funzione causale espressa dal ruolo produttivo del mondo sensibile da

• parte delle strutture eidetiche (demiurgo) e dalla specifica idea del bene nel fornire l'essenza

alle altre idee;

gnoseologico: le idee come oggetti e origine della conoscenza, ad esempio del concetto di

• “identico” o di “triangolo rettangolo” non esperibili nella realtà mondana;

etico: le idee costituiscono modelli e norme assolute di comportamento (idea del bene, bello,

• giusto, ecc.)

Nel suo nucleo principale, il dualismo idee-cose accompagnerà lo sviluppo di dicotomie di notevole

impatto sulla storia del pensiero filosofico e non solo: mondo extrasensibile-sensibile, realtà-

apparenza, verità-opinione, sapere scientifico-sapere non scientifico, ecc.

Questa elaborazione originaria riceverà svariate interpretazioni per giungere, con notevoli

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peppeL

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5 mesi fa


DESCRIZIONE APPUNTO

In questo appunto delineo in modo semplice e facilmente fruibile i concetti principali o nozioni chiave della teoria delle idee o forme in Platone.

Indice: 1 – Definizione di idea; 2 – Relazione tra idee e cose: le metafore di «partecipazione», «imitazione», «comunanza»; 3 – Sede e conoscenza delle idee; 4 – L'idea del Bene; 5 – Conclusione: ontologia, gnoseologia, etica; 6 – Sitografia minima: pensiero di Platone, teoria delle idee.


tags: platone, storia della filosofia, forma, idea, conoscenza, verità, idealismo, demiurgo, iperuranio, reminiscenza, maieutica, reincarnazione, bene.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher peppeL di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Scienze Storiche Prof.

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