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Platone e la dottrina delle idee

Appunti di storia della filosofia antica su Platone e la dottrina delle idee basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Liboni dell’università degli Studi di Ferrara - Unife, facoltà di lettere e filosofia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia della filosofia antica docente Prof. G. Liboni

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Percorso a livello per arrivare al mondo intelligibile a quello sensibile:

contemplazione d'idea dell'amore ( senza filtri senza ragionamento, ma una contemplazione disinteressata

dell'amore in se )

amore per la conoscenza, idee, amore intellettuale (portato a dare sfogo al suo desiderio di immortalità attraverso le

idee, pensieri)

amore fisico (contemplazione bellezza del modo sensibile e si realizza con l'unione con la persona amata, e in questo

livello si concretizza nell'immortalità del genere umano, con la generazione di un altro corpo, tramandando se stesso

attraverso la specie)

Psicologia (ramo filosofia che studia l'anima) platonica:

al dualismo gnoseologico e dualismo ontologico corrisponde dualismo antropologico (parte della filosofia che si

occupa dell'uomo), P. fa riferimento alla natura duplice dell'uomo: anima, è un principio divino immortale, eterna,

incorruttibile ed ha una sostanza autonoma e ben distinta da quella del corpo; corpo, principio di natura materiale,

corruttibile, mortale e rappresenta un carcere,una tomba per l'anima. Analogia tra corpo e carcere trova un'analogia

anche nella lingua greca (corpo = soma ; carcere = sema).

Definizione anima per P. : evoluzione rispetto alla posizione socratica (definizione dell'anima negativa, ciò che l'anima

non è, ma indicato che l'anima è diversa dal corpo)

l'anima acquisisce la sostanza.

S. non sapeva che tipo di destino la attendesse dopo la morte. Invece per P. l'anima ha l'immortalità (importante per

fondare una morale condivisa, e superare il relativismo),se immortale, allora c'è un destino oltre la morte, quindi se in

vita l'anima ha fatto azioni buone allora viene ricompensata se malvagie viene punita. L'esistenza di una possibilità di

immortalità dell'anima spinge le persone a comportarsi nel modo giusto. P. dichiara l'immortalità dell'anima e fornisce

argomentazioni a supporto di questa sua tesi.

concezione del corpo per P. : evoluzione rispetto alla posizione socratica ( per Socrate il corpo è ciò che deve all'anima

la sua stessa vita, corpo come ricettacolo dell'anima, acquisisce vita solo grazie all'anima, corpo come contenitore

dell'anima)

corpo come tomba o carcere dell'anima, quindi luogo di espiazione dell'anima. Luogo nel quale l'anima subisce una

punizione. Corpo non ha vita propria, perché è l'anima che da vita al corpo.

P. esorta alla purificazione dell'anima. l'uomo si allontana il più possibile dal corpo,non lo cura ma cura solo l'anima.

S. esortava la cura dell'anima e cura di se.

Grazie all'incontro con i Pitagorici, P. arriva ad elaborare queste teoria sull'anima, psiche, intelletto con un taglio molto

religioso. Questa illuminazione gli arriva dalla tradizione Orfica

digressione tradizione orfica : nell'antichità vi erano numerosi culti e religioni le quali potevano dare delle spiegazioni

su domande esistenziali e quali solo garantire la buona riuscita di azioni.

Il culto degli Dei dell'olimpo, gli Dei sono potenze che gli umani devono ossequiare con preghiere, sacrifici con

l'obbiettivo di proteggere le comunità e garantire la buona riuscita di atti quotidiani. Ma questo culto non forniva tutte

le risposte che l'uomo voleva, ad esempio il destino dell'anima, perché era finalizzata a garantire la buona sorte delle

comunità. Le religioni che ,invece, davano spiegazioni all'individuo erano le religioni misteriche ( mistero = tacere, non

parlare) , forme di religiosità nelle quali potevano entrare solo che si sottoponeva a delle lunghe iniziazioni, l'uomo era

gradualmente introdotto a delle verità che in un qualche modo rispondevano alle domande esistenziali (destino

anima). Gli adepti erano obbligati al silenzio. Un esempio di questo tipo di religione è l'orfismo che faceva capo a

Orfeo, personaggio leggendario che fu un cantore che grazie alla sua abilità nell'uso della lira riusciva ad incantare

esseri animati e inanimati, e gli dei. Orfeo era colui che avrebbe rivelato all'umanità delle verità in forma misterica. La

concezione orfica del mondo c'era il mito di Dioniso (Dioniso figlio di Zeus, fu sbranato dai titani,ma rimase il suo

cuore che finì nelle mani di suo padre. Questo pezzo fu il punto di partenza per il nuovo Dioniso. Ma Zeus incollerito

per il gesto dei titani, decide di incenerirli, la vendetta di Zeus ebbe delle conseguenze, dalle ceneri dei titani nacquero

gli uomini. Ma tra i resti dei titani vi erano anche quelli di Dioniso, e qui nacquero i due componenti degli uomini : il

corpo creato, sorto dalle ceneri dei titani e l'anima nata dai resti di Dioniso).

L'anima è un vero e proprio demone incastrato nel corpo. Gli orfici furono i primi a formulare la dottrina della

metempsicosi (passaggio delle anime), l'anima è incastrata nel corpo per una colpa dell'anima stessa e per espiare

questa colpa deve cercare di purificarsi. Fino al momento che l'anima non riesce ad espiare questa colpa è destinata a

trasmigrare in altri corpi, che possono essere sia umani che animali. Per finire questa trasmigrazione deve attuare la

purificazione, per gli orfici questa espiazione consiste nell'iniziazione alla religione misterica degli orfici. a seguito di

questo percorso di iniziazione l'anima è in grado di liberarsi dai vincoli del corpo e può migrare nella sua patria celeste.

Anche i pitagorici si basano sulla concezione orfica dell'anima, ma il percorso di purificazione consiste nella

conoscenza, sforzandosi di conoscere il modo, di diventare sapiente, l'anima può purificarsi e liberarsi del corpo.

Questa concezione della purificazione la ha anche Platone.

secondo P. è solo attraverso la conoscenza che l'anima può purificarsi e liberarsi da questo ciclo di reincarnazioni, il

compito in vita è quello di limitare il più possibile l'influenza del corpo sull'anima, e di seguire la conoscenza perché

solo in questo modo può isolarsi dal corpo. Ma questo percorso non sempre è possibile, solo dopo la morte del corpo

l'anima vive. La filosofia è ciò che ci salva, ci può liberare. Il percorso verso la conoscenza comporta dolore, sacrificio

(come mito della caverna).

Come può l'anima intraprendere un percorso conoscitivo?

per rispondere bisogna sapere qual è la natura dell'anima ( riflessioni in 3 dialoghi, Fedone, Repubblica, Fedro). Da

risposte diverse sulla natura dell'anima : nel Fedone ha una natura semplice, si contrappone con il corpo, invece, in

Repubblica e nel Fedro troviamo una concezione dell'anima come sostanza composita, anima tripartita, composta da

3 parti fondamentali. Fedone

P. cerca di chiarire quale sia il destino dell'anima dopo la morte, riflettendo sulla natura della morte stessa.

Definizione morte : separazione dell'anima dal corpo. Il corpo trascina l'anima lontana dalla ricerca della verità, quindi

l'autentico filosofo è colui che trascura queste pulsioni per liberare l'anima. P. dichiara che il corpo è male, perché con

le sue continue necessità, trascina l'anima verso preoccupazioni che non hanno nulla a che vedere con la verità. La

verità si rivela all'anima nel puro ragionamento, l'anima può accedere alla verità quanto più si mantiene pura,

mantenendosi lontana dal corpo e dai sensi. La filosofia, che insegna a cercare la verità con l'anima ed ad allontanarsi

dal corpo, è un allenamento che rappresenta la purificazione. Per il P. la morte è liberazione perché il corpo si distacca

definitivamente dall'anima.

l'immortalità dell'anima: i discepoli di Socrate espongono il timore che tutto il discorso sul dualismo antropologico

non sia vero, perché temono che l'anima come un soffio vitale svanisca, cosi P. deve dimostrare l'immortalità

dell'anima.

questa dimostrazione si svolge in 2 fasi :

dimostrazione esistenza dell'anima prima della vita

argomento dei contrari: secondo la teoria della metempsicosi, le anime dei morti si reincarnano in altri corpi. Si tratta

allora di dimostrare se davvero gli inferi sono popolati di anime in attesa di reincarnarsi e in che modo dalla morte

nasce la vita.

Argomentazione : Ogni cosa si genera dal suo contrario, allo stesso modo, ogni processo generativo ha un suo

processo contrario. Al vivere è contrario il morire, dunque questi due stati si generano l'uno dall'altro : da ciò che è

morto si genera ciò che è vivo, allo stesso modo, al processo generativo del morire corrisponde quello del vivere.

dunque i vivi non possono che generarsi dai morti e viceversa. Se cosi non fosse il divenire stesso si arresterebbe e

tutto finirebbe nella morte.

argomento della reminiscenza: la tesi che ogni nostra conoscenza è reminiscenze, implica la tesi che l'anima abbia

acquisito tale conoscenza prima di incarnarsi, e che dunque l'anima esista prima della reincarnazione. Si tratta allora di

dimostrare la reminiscenza.

Argomentazione:

prima : gli uomini quando sono interrogati in modo opportuno, sono in grado di pervenire autonomamente alla verità

(esempio tratto dal Menone, esempio dello schiavo). Ciò prova che le loro conoscenze provengono da una vita

passata. (Per S/P questa argomentazione non è sufficiente per dimostrare la reminiscenza)

seconda: Osservando due cose uguali fra loro riesco ad esprimere un giudizio di uguaglianza, se riesco ad esprimere i

giudizi di uguaglianza allora conosco l'idea di uguale.

In generale, se nella ricerca della verità faccio riferimento alle idee, significa che prima della mia nascita ho conosciuto

le idee. Di conseguenza, bisogna ammettere che l'anima esiste precedentemente alla nascita, prima di avere la forma

umana. LA REMINISCENZA PRESUPPONE LA DOTTRINA DELLE IDEE

Dimostrazione sopravvivenza dell'anima dopo la morte

argomento della somiglianza: Il punto di partenza è il timore che l'anima si disperda dopo la morte, ma ciò che si

disperde ha natura composta perché è probabile che venga scomposta nello stesso modo in cui è stata scomposta,

invece, ciò che non si disperde ha natura semplice, unitaria (stabile e costante).

Ciò che è in se, le idee, permane invariabilmente costante, sono invisibili, possono essere conosciuti solo con il

pensiero, invece, gli enti sensibili non sono costanti e possono essere conosciuti solo con i sensi. Distinguiamo la

natura umana in 2 dimensioni distinte: il corpo, più simile a ciò che è visibile e variabile, l'anima più simile a ciò che è

invisibile e invariabile (infatti può conoscere ciò che è invariabile, costante : le idee). L'anima, quindi per sua natura, è

simile al divino,quindi immortale. Il corpo invece ,per sua natura è più simile al mortale

l'anima è invariabile, invisibile, costante, di natura semplice,ha una predisposizione al comandare, immortale. invece,

il corpo è variabile, visibile, scostante,di natura composta, mortale.

argomento della vitalità: l'anima è ciò che da vita al corpo e dunque partecipa all'idea di vita, quindi non può

partecipare all'idea di morte, quindi l'anima è immortale, non può contemplare al suo interno l'idea di morte perché

non ve ne partecipa, non ne fa marte, non imita.

L'anima è un fondamentale principio di mediazione, mette in contatto il mondo sensibile e quello intelligibile.

E' responsabilità dell'uomo purificarla per isolarsi il più possibile dalla corruttibilità del corpo.

Fedro

P affronta il discorso sull'anima attraverso un più ampio discorso sull'amore: forma di delirio, esaltazione, mania.

Si discute se questa forma di invasamento sia positiva o meno. S. dichiara al suo interlocutore, che l'amore è la più

grande fortuna concessa dagli dei. La tesi di Socrate nel Fedro annuncia che l'innamoramento, mediante la

contemplazione della bellezza terrena, si ricorda della bellezza perfetta ed in sé, che ha contemplato nel mondo

celeste ed aspira a riconquistarla.

Amore nel dialogo diventa uno strumento che consente all'anima di svincolarsi dalle angustie del mondo terreno e

che consente, di rivolgersi alla realtà perfetta che un tempo era contemplata nella sfera celeste.

Connessione esplicita tra EROS E FILOSOFIA : l'innamorato e il filosofo vengono a coincidere: bramano entrambi di

riconquistare la vera essenza delle cose. Per questo motivo, entrambi possono essere presi per pazzi, altre vittime

della mania. S. svolge una digressione sull'anima per poter commentare i rapporti tra eros e filosofia, in questo modo,

offre elementi ulteriori che arricchiscono la psicologia platonica, ma non devono essere intesi come cambio di idea

espresso da Platone, ma come una prospettiva diversa : nel fedone (illustrare i rapporti che ci sono fra anima e corpo,

due enti contrapposti tra loro); nel Fedro,e nella repubblica (il problema è quello di illustrare quale sia la NATURA

dell'ANIMA e quale genere di attività svolga l'anima o subisca nel suo rapporto con il mondo). Questa digressione

dell'anima porta non solo una nuova argomentazione sulla dimostrazione dell'immortalità dell'anima ( basata sul

MOVIMENTO), ma si propone anche una descrizione del mondo celeste e del destino dell'anima.

Nuovo argomento a favore dell'immortalità dell'anima: è immortale ciò che si muove sempre ("l'anima è immortale;

perché ciò che sempre si muove è immortale"). Ciò che muove qualcos'altro ed è a sua volta mosso, smette di

muoversi una volta interrotta l'azione che l'ha fatta muoversi. Ciò che muove se stesso è principio di tutto ciò che è

mosso, Il principio è ingenerato, perché se fosse generato sarebbe qualcosa che è stato mosso da un altro principio.

quindi ciò che è ingenerato è eterno, l'anima quindi si definisce come "ciò che si muove da se", ciò che riceve

movimento dall'interno. Di conseguenza "l'anima è non generata e immortale"

Natura dell'anima:

Socrate confessa di non avere parole per spiegare la natura dell'anima, quindi usa le IMMAGINI.

P. rappresenta l'anima come un auriga al comando di un cocchio trascinato da due cavalli alati, i quali nelle anime

degli dei sono tutti buoni, invece in quella degli altri è sia buona che cattiva, questa è la concezione di anima tripartita

(auriga, cavallo bianco, cavallo nero) :

* Nella repubblica P. spiega cosa rappresentano le varie parti dell'anima: auriga = razionalità ; cavallo bianco = parte

irascibile ; cavallo nero = parte concupiscibile *

dentro all''anima vi sono anche pulsioni (parte concupiscibile, significa bramare, desiderare, desideri legati al corpo

alla materialità), l'anima comprende anche una parte nella quale trovano espressione i sentimenti ( parte irascibile) ,

la parte razionale fa di tutto per tenere soggiogate, controllate le due parti, per riuscire nel suo intento si allea con la

parte irascibile, che è più facile da domare. La regione umana, ha una funzione di guida , direttiva del corpo, con la

volontà, sentimenti e desideri.

Immortalità e mortalità dei viventi:

anima degli immortali , continuano a vivere nel mondo celeste. Invece quella dei mortali, precipita e perde le ali.

(questa concezione nel fedone è stata espressa con la metempsicosi).

Spiegazione del perché le ali si staccano dall'anima :

L'ala è elemento figurato con cui P. cerca di descrivere la facoltà dell'anima di sollevarla. P. usa un'immagine della

volta celesta popolata dai 11 dei( dovrebbero essere 11 ma Estia non viaggia per la volta perché è la dea del

focolare),per spiegare che, ogni dio ha una schiera di anime che lo seguono (perché ad ogni facoltà umana

corrisponde un nume tutelare, che si trascina con se tutte quelle anime che sono caratterizzate dall'attitudine

corrispondente al nume tutelare della divinità), ma P. dichiara che è facoltà delle anime seguire la loro divinità, tutto

dipende dalla volontà delle anime, non hanno nessun vincolo.

P. indica la responsabilità della virtù come soggettiva: da una lato salvaguardia la libertà umana (margine che la

protegge ); dall'altro lato però è un ammonimento per la necessità di prendersi la propria responsabilità nel processo

di virtù.

P. spiega che tutti gli dei e le loro schiere devono salire fino alla volta celeste, ma le bighe dei mortali fanno fatica a

raggiungere la volta perché il cavallo nero li porta verso la terra; la responsabilità,nell'addestrare la parte

concupiscibile della nostra anima, è della parte razionale, ragione. Questa capacità si sviluppa nella vita terrena, chi

non si è allenato ad utilizzare la ragione, una volta salito nella volta celeste in compagni delle divinità avrà seri

problemi.

Idea: incolore, informe, intangibile, contemplabile solo dall'intelletto, pilota dell'anima, quell'essenza che è

scaturigine della vera scienza.


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5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
Università: Ferrara - Unife
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher matilda.artioli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ferrara - Unife o del prof Liboni Gionata.

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