La produzione novellistica accompagna tutta la vita di Luigi Pirandello, dalla sua adolescenza fino
alla fine della sua vita, ed è più intensa nei primi quindici anni del Novecento. In particolar modo,
l’autore pubblica le sue novelle su svariate testate giornalistiche o riviste e le raccoglie in 13 libretti
fino al 1922; in quell’anno Pirandello decide di progettare un ciclo unico che raccoglie le novelle in
24 libri, di 15 novelle ciascuno, con l'editore fiorentino Bemporad disposto ad approvare un piano
editoriale per riorganizzare l'intero corpus della sua produzione novellistica. Con il titolo unificante
di Novelle per un anno, Pirandello ci propone una novella al giorno, “... per tutt'un anno, senza che
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dai giorni, dai mesi o dalle stagioni nessuna abbia tratto la sua qualità” , inserendosi nella
tradizione del Decameron e Le mille e una notte. Da quell'anno, il 1922, sino al 1937, l'anno
successivo alla sua morte, escono allora ben quindici volumi di novelle, subentrando anche la casa
editrice milanese Mondadori nella pubblicazione degli ultimi due libri, ma il ciclo rimane
comunque incompiuto per la morte dell'autore.
A prima lettura le “novelle per un anno”, possono apparire una raccolta di pagine sparse (anche se
cronologicamente lo sono) che raccontano, attraverso spezzoni narrativi (attraverso descrizioni
ampie, ripresa di parole, numerose ripetizioni/analessi, l’uso della doppia aggettivazione), scorci di
vite, luoghi, interiorità, analizzando, sia da un punto di vista fisico che psicologico, un teatro che ci
proietta, spegnendo le luci della realtà, in una serie di mondi altri, legati tra loro da un intreccio di
riflessioni, molte, connesse e sconnesse: tra pietà e ironia, tra inumanità e sofferenza, le novelle per
un anno sono un diario anche di quella terra, la Sicilia, avvolta da una atmosfera di immutabilità, di
popolarismo e di tradizione. Tutti i personaggi, appaiono ‘veri’ candidamente o crudamente: si
incontrano e si scontrano, e ciascuno, mentre sembra proporre la strada maestra, indica un tratto di
sentiero che si interseca con altri a formare una polifonia di voci che vanno a comporre il mondo
pirandelliano.
In questo breve saggio, ci si concentrerà maggiormente sulla tematica della fede, un’essenza
particolarmente mutevole che è presente in maniera ricalcata nell’autobiografia pirandelliana, ma
che è visibile, soprattutto nella sua produzione, sotto forma di un conflitto interiore che viene
sviluppandosi nelle vicende che vede protagonisti i vari personaggi delle opere dell’autore. In
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particolar modo, ci si concentrerà sui personaggi delle novelle la fede e la madonnina , due
novelle che rispecchiano in maniera esemplare lo stile e le tematiche tipiche di Pirandello.
La tematica della fede è un aspetto che è sempre stato presente nella vita di Luigi sin dalla sua
infanzia: il piccolo Luigi era un giovane brillante, molto devoto alla chiesa, grazie anche
1 Luigi Pirandello, “Avvertenza”, in “Scialle nero”, 1922 (Primo libro della raccolta), Firenze, Bemporad.
2 La fede. Luigi Pirandello, pubblicata nel 1922 su "Il mondo" e compresa nella raccolta "La mosca" del 1923, Firenze
Bemporad.
3 La Madonnina, L. Pirandello, pubblicata nel 1913 su "Il Corriere della sera" e nella raccolta "La mosca" del 1923
Pirandello e la sua vita segreta ad Agrigento: “Il ragazzo un po' tardo" che studiava l'umanità”
4 “ , articolo di Elio di
Bella, pubblicato su Balarm, 21/02/2021.
5 Umberto Colombo, Pirandello e la fede nelle «Novelle per un anno», 1925-1995.
all’influenza che ebbe su di lui, una domestica di famiglia, e fu proprio grazie all’azione di
quest’ultima che Pirandello fu indirizzato alle pratiche religiose. Questa azione interventista nella
vita del giovane, da parte della domestica, ebbe anche un effetto più dannoso su di lui, ovvero gli
inculcò credenze superstiziose fino a convincerlo della paurosa presenza degli spiriti. La chiesa e i
riti della confessione religiosa gli permettevano di accostarsi a un'esperienza di misticismo, che
cercherà di raggiungere in tutta la sua esistenza. Il suo sentimento religioso così forte e radicato
nella sua coscienza, andò presto in crisi producendo nel giovane Pirandello un conflitto interiore
assai complesso; si allontanò dalle pratiche religiose per un avvenimento apparentemente di poco
conto: un prete aveva truccato un'estrazione a sorte per far vincere un'immagine sacra al giovane
Luigi e questi rimase così deluso dal comportamento inaspettatamente scorretto del sacerdote che
non volle più avere a che fare con la Chiesa, praticando una religiosità del tutto diversa da quella
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tradizionale.
Ed è proprio nella novella “la madonnina” in cui troviamo le vicende più importanti che parlano
della fede nella sua infanzia, dove Pirandello si identifica con il personaggio di Guiduccio Greli.
Figlio di una f