Pirandello: vita
Nasce nel 1967 a Girgenti (Agrigento), sette anni dopo la costituzione del Regno d'Italia. La rivoluzione industriale non ha ancora raggiunto certe aree, dove la mentalità e i rapporti di potere rimangono ancora tradizionali: in Sicilia, si assiste ad una modernizzazione forzata, in conseguenza all'arretratezza economica e alla struttura sociale ancora semi feudale. In questo senso Pirandello è il “figlio del caos”: nasce a cavallo tra un mondo arcaico e quello moderno. Rimane un tema importante nelle sue opere: la scoperta esistenziale della relatività ha portato in letteratura, all'intangibilità dei temi del passato, ormai antiquati.
Genitori e formazione
Genitori: due diverse forti personalità. La madre Caterina, fa parte della borghesia intellettuale isolana, impegnata politicamente: i fratelli di lei si uniscono ai garibaldini, e proprio in seguito a ciò, fanno la conoscenza con Stefano Pirandello. Caterina e Stefano si sposano nel 1865. Con la madre, ha un rapporto morboso ma è in totale conflitto con la figura paterna dal forte carattere. Sentimento non isolato: vi è una perdita di continuità tra generazioni, i figli subiscono la virilità e la materialità dei padri e sono costretti quindi ad una sorte di castrazione simbolica (Kafka, Svevo).
Alterità che si manifesta con la scelta del percorso scolastico: in combutta con la madre, Pirandello frequenta non una scuola tecnica (desiderata dal padre) ma un liceo, e in seguito si laurea a Palermo in legge, in lettere a Roma e a Bonn con una tesi sul dialetto di Girgenti. Rimane a Roma e intraprende la carriera letteraria.
Vita privata e carriera
La necessità di indipendenza economica lo porta ad accettare il matrimonio combinato dal padre con Antonietta, figlia del socio in affari del padre. Vera ragazza siciliana, educata severamente, possiede un ingente dote ed è incline alla depressione. Vivono a Roma, dove Pirandello brancola nell'ambiente artistico. Non tornerà più in Sicilia, se non per occasioni di svago.
Oscilla tra passioni diverse: la poesia e il teatro. Se da una parte frequenta assiduamente i teatri, scrive copioni e progetti teatrali, grazie alla sua capacità di dare concretezza plastica alle creature dell'immaginazione, dall'altra si diletta a scrivere versi ispirandosi a Carducci, Foscolo, Leopardi, rifacendosi alla tradizione lirica italiana.
Il mal giocondo
Opera che apre la raccolta mette in evidenza il trauma originario della carriera pirandelliana: il cortocircuito tra tradizione e modernità. La poesia non può più manifestarsi come una volta, poiché i tempi ormai sono cambiati: l'innovazione toglie spazio alla poesia. Lo porta ad uno scoramento profondo e dichiara la sua resa.
Ha inoltre un atteggiamento contraddittorio: disprezza la gloria (che gli è negata, personificata dal suo alter ego negativo: D'Annunzio) ma la va ricercando (con auto-promozione). Si avvicina a Capuana, il quale lo spinge verso la composizione in prosa. Le sue opere sono caratterizzate da un dissimulato autobiografismo e storie d'amore che mancano di sentimento amoroso, dominate dall'onnipresenza del condizionamento economico. Centrale è il triangolo erotico e la destrutturazione delle regole e dei valori della società borghese.
L'esclusa
- Mancanze del sentimento amoroso da parte della protagonista Marta Ajala, che prova nei confronti del marito Rocco solo un affetto “quieto e modesto”.
- Esclusione sociale (basata su supposizioni), legata all'impossibilità di sfuggire alle apparenze e ai condizionamenti sociali: Marta non è niente al di fuori di essa (vedi quando si trasferisce a Palermo), e non può costruire altra identità se non quella già assegnatale.
- Scrittura impietosa e analitica: esiste uno “stile di parole e uno stile di cose”, e Pirandello si definisce uno scrittore “di cose”. Si contrappone così a D'Annunzio, assieme a Verga.
Le beffe della morte e della vita
Si rifà alla tradizione due-trecentesca (novella di beffa) a cui aggiunge una specificazione (della morte e della vita). La beffa quindi è la vita, un tragico scherzo senza senso, insieme di combinazioni casuali che danneggiano gli uomini. La beffa estrema è la morte, perché ingiustificabile e legittimata da nessun dio. Troviamo qui un riferimento a Schopenhauer, all'origine della koinè pessimistica diffusa tra 800/900.
Umorismo
La vita coniugale è scossa: crolla la miniera del padre provocando la psicosi latente di Antonietta e costringendo Pirandello a scrivere per far fronte ai problemi economici. Propone pezzi a giornali e riviste; tra queste troviamo Nuova Antologia, a cui propone nel 1904 Il fu Mattia Pascal.
- Si rifà alla narrativa umoristica inglese del '700.
- Il narratore è in prima persona.
- Premessa: possibilità di continuare a raccontare? Legato al relativismo: che importanza ha raccontare vicende che non hanno utilità per nessuno.
- Sperimentazione di nuovi modelli narrativi: la mancanza di identità del personaggio fa sì che il racconto sia in realtà un anti-romanzo.
- Elementi della narrativa Ottocentesca (gioca d'azzardo) e letteratura d'appendice (scambi identità, casi di morti apparente..).
Passa attraverso ambienti diversi con una precisa modalità narrativa e reti tematiche:
- Inizio: romance degli orfani, ridotti in miseria da amministratore senza scrupoli.
- Montecarlo: gioco d'azzardo.
- Roma: novel dei piccoli intrighi, in cui i personaggi rappresentano la marginalità.
- Fine: topos della biblioteca come luogo di conservazione del sapere e simbolo della condizione della letteratura nel mondo moderno: abbandonata e decadente.
Stile è umoristico:
- Compenetrazione tragico/comico.
- Battute taglienti.
- Rilievo dettagli e scomposizione ritratti.
- Importanza della dimensione riflessiva: Pascal da uomo fallimentare ha la possibilità di essere un altro, Adriano Meis. Ma è una possibilità fittizia: l'identità nasce dall'esperienza e dai ricordi, ma Meis non ne ha; inoltre presto ci si accorge che neanche Meis può vivere a di fuori della società.
Allo stesso tempo Pascal accumula esperienze come Meis e quindi...