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Capitolo 3 - Piano operativo

A questo punto, occorre abbandonare la dimensione strategica e capire come operativamente realizzare ciò che è stato deciso, ossia realizzare un piano operativo preciso e circostanziato. Vengono analizzati:

  • La localizzazione (commerciale e produttiva);
  • La produzione;
  • La logistica;
  • Il piano di marketing.

In particolare, in riferimento al piano di marketing vengono analizzate le decisioni di:

  • Marketing mix: ossia di prezzo, di prodotto, di promozione/pubblicità e infine di distribuzione (quali canali utilizzare per raggiungere il consumatore finale)
  • Piano delle vendite: ossia il piano commerciale dove vengono precisati i canali target e gli obiettivi di fatturato per i vari prodotti o servizi;
  • Il budget di marketing: ossia l’ammontare delle risorse da destinare ad attività promozionali e pubblicitarie.

Di tutti questi argomenti, il business plan ne riporta una sintesi.

3.1 Localizzazione

Si fa riferimento ai locali dove l’azienda commercializza o intenderà commercializzare i propri prodotti, e quelli dove invece avverrà la produzione. La localizzazione di un punto vendita o di un impianto dipende da numerosi fattori esterni, quali la disponibilità e il costo di licenze, la legislazione e la concorrenza.

3.1.1 Locali commerciali

In merito alla commercializzazione, se l’impresa opera nel mercato dei beni di consumo, la localizzazione è critica dal punto di vista della domanda; al contrario, se l’impresa si rivolge al mercato dei beni industriali, il fattore critico è la logistica della distribuzione.

Nel caso dei beni di consumo, è rilevante considerare l’accesso ai beni/servizi da parte dei consumatori: un locale di vendita verrà aperto nel luogo dove garantirà un forte afflusso di clientela. Ovviamente, verranno prese in considerazione altre valutazioni quali il costo dell’affitto o dell’acquisizione del locale: può essere conveniente per un’impresa, soprattutto se neo costituita, ripiegare su un locale più economico in una zona di minor valore purché sia comunque strategicamente valida. Tuttavia, occorre sempre valutare le caratteristiche dell’area in relazione alla natura del business. Un’area può essere estremamente importante per imprese dello stesso settore, ma non per l’azienda oggetto di analisi. Dipende infatti dalle aree strategiche di affari relative all’iniziativa, cioè dal tipo di mercato a cui l’impresa si rivolge con la sua offerta.

Nel caso dei beni industriali, non è critica la vicinanza al mercato della clientela, ma la necessità di infrastrutture che agevolino la distribuzione dei prodotti. In questo caso, i locali commerciali, qualora esistano, di un’impresa che indirizzi il proprio output ad altre imprese, devono essere situati in aree che minimizzano i costi distributivi. Spesso, è strategicamente rilevante un’intera area, e non necessariamente, come nei beni di consumo, l’esatta posizione dell’impresa commerciale.

3.1.2 Locali produttivi

I locali di produzione rispondono ad esigenze diverse. In genere, sia per aziende operanti nei beni di consumo che in quelli industriali, tali locali devono collocarsi in aree che rispettino i requisiti di un efficiente approvvigionamento e di accessibilità della manodopera adeguata al tipo di lavorazione effettuata. L’area di produzione deve infatti tener conto della vicinanza a fonti di materie prime o a infrastrutture efficienti, nel caso l’origine di determinate materie sia relativamente lontana. Inoltre, bisogna considerare anche la necessità di disporre di personale qualificato a costi sostenibili, soprattutto in settori di business molto specializzati. Infatti la scelta di un’area di produzione onerosa può essere compensata dalla presenza di personale a buon mercato (o viceversa). Infine, la localizzazione produttiva deve tener conto del contesto legislativo e socio-economico della regione o del Paese considerati.

3.2 Produzione

In questo paragrafo viene descritta l’attività produttiva, le sue caratteristiche e le varie fasi del processo. In particolare vengono analizzate le seguenti tematiche:

  • Macchinari;
  • Processi;
  • Capacità;
  • Magazzino;
  • Qualità;
  • Know-how tecnico.

1. Macchinari

Si fa riferimento all’inserimento di una nota in cui si evidenzi, per ogni singolo bene, lo stato fisico, il controvalore, il mezzo di pagamento, e infine il valore di realizzo in caso di liquidazione dell’investimento. Le informazioni sul piano di ammortamento vanno invece, inserite nella parte finale del business plan (sezione economica).

2. Processi

Tale indagine è volta a definire i processi di lavorazione, le tempistiche delle varie fasi e ad individuare la forza lavoro necessaria a coprire le esigenze di produzione previste. L’analisi dei processi è utile per arrivare a diverse informazioni quali il lay-out produttivo e la determinazione della forza lavoro. Il grafico lay-out produttivo rispecchia la professionalità dell’imprenditore, il quale mostra il grado di approfondimento del nuovo progetto prima della sua presentazione. Dal lay-out emerge anche lo studio del rapporto tra spazio produttivo e risorse umane: un equilibrio tra i due può comportare ripercussioni positive nella produttività ed efficienza delle risorse impiegate.

3. Capacità

Analizzare la capacità produttiva di un’impresa è fondamentale al fine di supportare il piano delle vendite previsto. Una sua corretta pianificazione, magari anche mediante l’utilizzo dello strumento sensivity analysis, consente di determinare la capacità ottimale nella fase di avvio e/o sviluppo dell’impresa. La forza lavoro (espressa in turni di lavorazione), le capacità tecniche (produttività), la resa di trasformazione (scarti), il bilanciamento tra le fasi di processo (flusso di lavoro), l’affidabilità delle fonti (input), sono altresì fattori determinanti la capacità di un’impresa.

4. Magazzino

Si fa riferimento alle giacenze di scorte, ossia alla pianificazione delle politiche di scorta, che possono essere per caratteristiche del business e per scelte manageriali orientate alla creazione di livelli più o meno alti nelle giacenze.

5. Qualità

In questa sezione si parla del controllo qualità. L’impresa deve prevedere un sistema efficace di controllo qualità che assicuri la conformità dell’output agli standard richiesti. Infatti, la questione risiede nel trade-off tra il beneficio percepito dal consumatore, legato a una migliore qualità dell’offerta, e le risorse impiegate in tale miglioramento qualitativo.

6. Know-how

Con il know-how facciamo riferimento a quelle competenze distintive di un’impresa che permettono di erogare prodotti o servizi migliori, in termini di qualità e di convenienza economica, ai propri clienti.

3.3 Logistica

L’imprenditore farà riferimento alla movimentazione in entrata e in uscita delle merci,

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher illy991 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Imprenditorialità e strategie di sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli" o del prof Dell'Anno Davide.
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