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Sviluppo cognitivo di Jean Piaget

Epistemologia genetica

La comprensione del mondo, secondo Piaget, cambia nelle varie fasi dello sviluppo. Egli è il teorico dell'epistemologia genetica, una branca della filosofia che studia la conoscenza e i suoi cambiamenti evolutivi. Affronta le principali categorie del pensiero infantile: tempo, spazio, quantità e causalità. Egli è un epistemologo sperimentale che mise in pratica le ipotesi formulate.

La conoscenza non è uno stato, ma un processo, un cambiamento continuo attraverso cui il bambino arricchisce il proprio intelletto. È formata da tante parti che coincidono per formare un tutto. La conoscenza è attiva; il bambino non assorbe passivamente il mondo, ma interpreta attivamente i dati dell'ambiente in base al proprio livello di sviluppo. Cambiando, infatti, il conoscente, cambia il conosciuto. Per questo la conoscenza è soggettiva e mai definitiva. Inoltre, respinge l'ipotesi delle idee innate perché il bambino è un attivo costruttore delle proprie conoscenze e le strutture cognitive si costruiscono grazie all'attività dell'individuo.

Strutturalismo

Tale approccio definisce l'organizzazione delle parti della conoscenza e la loro relazione con il tutto. Le strutture mentali cambiano con lo sviluppo; inizialmente parliamo di schemi (assimilabili a una foto), abbiamo poi i pattern (lo schema si lega a determinate situazioni, si contestualizza, diventa più mobile), e infine abbiamo le rappresentazioni (dove ci si costruisce una rappresentazione mentale di un concetto).

Approccio biologico

Piaget si ispira alla biologia per spiegare il funzionamento dell'intelligenza, analogo a concetti biologici. Prende come punto di riferimento i molluschi: il loro adattarsi all'ambiente (caratteristica anche degli esseri umani) e la loro assimilazione dipendente dalla loro struttura biologica rappresentano quella che è l'intelligenza. Intelligenza = forma più alta di adattamento. Nell'intelligenza l'assimilazione e l'accomodamento raggiungono l'equilibrio migliore. Gli esseri umani si adattano all'ambiente, e il pensiero si adatta al piano psicologico.

Le strutture interne si modificano, quindi, ogni qualvolta l'individuo deve adattarsi all'ambiente. Tale modificazione è il risultato di due processi: assimilazione e accomodamento. Sono processi complementari.

  • Assimilazione: incorpora e conserva nei propri schemi i dati dell'esperienza; si adegua alla realtà in base all'organizzazione cognitiva che si ha a disposizione (la visione di un bambino di 1 anno è diversa da quella di un bambino di 3 anni), detto in altre parole vediamo le cose come siamo.
  • Accomodamento: tende alla novità, causata dalla pressione dell'ambiente, facendo sì che gli schemi già presenti si adattino ai nuovi dati. Consiste nel modificare una conoscenza già stabilita in seguito a un disequilibrio, creando così un nuovo equilibrio. Si ha, quindi, una riorganizzazione del pensiero per poter riassimilare l'esperienza in un modo diverso e più adeguato.

Assimilazione e accomodamento, come già detto, sono complementari e interconnessi; assimilare la realtà comporta inevitabilmente piccoli cambiamenti nelle strutture cognitive che si adeguano ai nuovi elementi da assimilare, poiché tali elementi sono estranei agli schemi che già si posseggono. Grazie quindi ai fallimenti nel comprendere un oggetto si attuano piccoli aggiustamenti, accomodamenti.

Le caratteristiche da assimilare possono essere relazionate con esperienze precedenti o del tutto nuove e sorprendenti (ma la realtà non deve essere troppo diversa dal presente livello cognitivo). L'accomodamento (e lo sviluppo, quindi) procede a piccoli passi e sulla base del livello di comprensione del bambino. (es. un bambino di 3 anni, vedendo una calamita, non potrà accomodarsi a caratteristiche come la proprietà magnetica).

Equilibrazione cognitiva

Un concetto importante della teoria di Piaget è quello dell'equilibrazione cognitiva; ogni organismo vuole raggiungere un equilibrio con l'ambiente e cognitivo. L'equilibrio si ha quando l'assimilazione e l'accomodamento si bilanciano e l'uno non prevale sull'altro. L'equilibrio deriva da uno stato di disequilibrio, che è fondamentale per attuare l'accomodamento. In ogni circostanza si osserva uno stato di equilibrio seguito da disequilibrio e poi da una nuova equilibrazione (come accomodamento).

L'equilibrazione si ha anche nel passaggio tra uno stadio e un altro; nell'entrare in un nuovo stadio c'è disequilibrio perché la nuova organizzazione cognitiva è instabile e in via di formazione. L'equilibrio di ciascun periodo è di tipo diverso (a partire dall'equilibrio con l'ambiente nel periodo sensomotorio che raggiunge via via un livello più astratto). Anche l'intero corso dello sviluppo è un processo di equilibrazione, ossia la propensione verso forme sempre più elevate di equilibrio. I primi stati di equilibrio (i primi periodi) sono destinati ad autodistruggersi proprio perché incompleti.

Organizzazione cognitiva

Tendenza del pensiero a strutturarsi in parti integrate che formano un tutto; parallelismo con corpo umano: così come un sistema (es. sistema digestivo) influenza il funzionamento di altri sistemi, così i cambiamenti della struttura del pensiero (attraverso gli stadi) vanno di pari passo con l'organizzazione cognitiva (risultato degli schemi, delle operazioni ecc.).

Dall'organizzazione cognitiva deriva l'adattamento cognitivo.

Adattamento cognitivo

Intelligenza: adattarsi all'ambiente. L'organizzazione è inseparabile dall'adattamento; soltanto adattandosi alle cose il pensiero organizza se stesso, e soltanto organizzandosi struttura le cose.

Approccio stadiale

Lo sviluppo cognitivo avviene attraverso stadi. Stadio (periodo) = totalità strutturata in stato di equilibrio; le operazioni di ciascuno stadio sono interconn...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vappignani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli" o del prof Poderico Carla.
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