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Pelitica: Quasi la totalità della roccia è composta dalla matrice

2. TIPOLOGIA DI MATRICE

Fango: Altro materiale terrigeno, non reagisce con l’HCL al 5%

Microcristalli di calcite: Se irrorati con HCL diluito al 5% la matrice reagisce

3. COLORE DEI SEDIMENTI

Nero: È contenuto un gran numero di materiale organico, la roccia si è formata in

ambiente riducente

Rossastro: I clasti si sono formati in ambiente ossidante, ossia probabilmente in un

ambiente molto umido

Verdastro: Anche in questo caso i sedimenti si sono formati in ambiente riducente ma

non vi è la presenza di materiale organico

4. GRANULOMETRIA

Dimensione dei clasti Sedimento sciolto Granulometria

< 0,0625 mm Fango Pelitica

0,0625 mm – 2 mm Sabbia Arenitica

> 2 mm Ghiaia Ruditica

I CLASSIFICAZIONE DELLA ROCCIA

- Granulometria ruditica → conglomerato

- Granulometria arenitica → arenaria

- Granulometria pelitica → pelite

5. COMPONENTI

Il quarzo è uno dei componenti più frequenti presenti all’interno della roccia, così come il vetro vulcanico non

lo è mai. I minerali maggiormente presenti sono quelli più stabili, in quanto non subiscono alterazione né di

tipo meccanico, né di tipo chimico. Il k-feldspato non è mai presente in quanto viene alterato nei minerali

delle argille, e quanto il k-feldspato è presente ciò implica che il campione è molto giovane e che potrebbe

essersi formato in situ.

6. FORMA DEI CLASTI

I clasti presentano tutti un asse lungo, un asse intermedio ed un asse corto.

Asse lungo = asse intermedio > asse corto Forma tabulare

Asse lungo = asse intermedio = asse corto Forma sferica *

Asse lungo > asse intermedio > asse corto Forma a lama **

Asse lungo > asse intermedio = asse corto Forma a bastone

*trasporto per rotolamento

**trasporto per trascinamento

7. ARROTONDAMENTO

Basso Spigoli vivi

Intermedio

Alto Superficie liscia

8. SORTING o SELEZIONE

Si ha un’ottima selezione se la classe granulometrica dei classi è più o meno la stessa, si ha una pessima

selezione se la classe granulometrica dei clasti è varia;

9. STRATIFICAZIONE (soprattutto sul terreno)

Una volta riconosciuti il tetto e il letto del sedimento, la stratificazione può essere:

Omogeneo Non si ha la presenza di strutture interne al sedimento

Laminato Presente una leggera stratificazione

Eterogeneo Non si ha la presenza di particolari strutture

Gradato Si ha una variazione omogenea e costante a mano a mano che si guarda dal

letto verso il tetto o viceversa.

NOTE: spesso sul campo si ha l’accompagnamento delle descrizioni delle strutture presenti sulla superficie

del tetto, come ad esempio le strutture definite bioturbazione, ossia le impronte lasciate dagli organismi

mentre camminavano sui sedimenti non ancora litificati.

Se la roccia non reagisce all’HCL, prima di essere definita come roccia terrigena, è importante sottolineare il

fatto che si possa trattare di altri tipi di rocce sedimentarie:

- Terrigena (se sono ben visibili o comunque visibili clasti)

- Silicea (se non posso vedere i clasti)

- Evaporitica (se non vedo nessun tipo di clasto all’interno)

CLASSIFICAZIONE DI UNA ROCCIA CARBONATICA

Per definizione le rocce carbonatiche sono costituite da almeno 50% di minerali carbonatici, la calcite,

l’aragonite e la dolomite.

La prima classificazione viene fatta dal punto di vista composizionale, suddividendole in:

- Calcari: se alla prova dell’HCL si ha una forte reazione di effervescenza, la roccia è composta da

calcite o da aragonite (un polimorfo della calcite)

- Dolomie: alla prova dell’HCL si ha un’effervescenza debole, solitamente non visibile ma che si può

sentire avvicinando l’orecchio al campione

- Marne: rocce composte per un 50% da componenti carbonatici e per un 50% da componenti

terrigeni. Sono riconoscibili in quanto rilasciano, dopo l’effervescenza, residui terrigeni sul campione

Se parliamo di calcari, essi vengono suddivisi in particellari (composte da particelle chiamate allochimici di

varia natura) e non particellari (si accrescono in situ e sono definiti calcari biocostruiti o ortochimici).

Calcari particellari:

a. Tessitura : fangosostenuta (riconoscere se si tratta di micrite o sparite) o granosostenuta;

b. Riconoscimento componenti allochimici : possono essere frammenti di organismi (bioclasti) o

organismi interi, e in questo caso vengono definiti biogeni; se parliamo di frammenti di sedimenti

carbonatici (micrite) che vengono erosi dallo stesso bacino di formazione del calcare allora parliamo

di intraclasti; se i componenti che vengono riconosciuti sono componenti che derivano da un bacino

differente rispetto a quello di formazione del calcare si parla di extraclasti; *

c. Natura degli allochimici

d. Classificazione granulometrica: viene definito lito/bio calcarenite se la granulometria delle particelle è

superiore ai 2 mm, se compresa tra i 2 mm e gli 0,0625 mm si parla di calcareniti mentre se la

granulometria è inferiore agli 0,0625 mm si parlerà di calcilutite;

* componenti allochimici nel dettaglio:

- Peloidi: piccoli granuli di forma sferica o ellittica costituite da carbonio microcristallino e sono di

origine fecale

- Ooidi: hanno forma sub sferica e sono costituiti da involucri concentrici e regolari di carbonato di

calcio; presentano struttura interna radiale o concentrica e dimensioni comprese tra i 100 e i 2000

micron. Si formano in condizioni di mare poco profondo e sono ottimi indicatori ambientali

- Pisoidi: sono componenti a volte di forma asimmetrica con involucri ravvicinati e nucleo composto da

frammenti litici o da altre pisoliti. Si formano durante le fasi di emersione in cavità carsiche e le loro

dimensioni sono inferiori ai 2mm

- Oncoidi: di forma circolare o ellittica con involucri non concentrici irregolari e di origine algale

(cianobatteri), le loro dimensioni raggiungono anche diversi centimetri

Calcari non particellari:

vengono suddivisi in:

- Biolititi: sedimenti accresciuti in situ attraverso diretta attività fisiologica di organismi che si

rinvengono nel sedimento ancora in posizione originaria di vita. La tessitura è data dall’impalcatura

più o meno rigida di scheletri organici con pori riempiti da clasti, micrite e cemento. Tra le biolititi

riconosciamo le stromatoliti che sono rocce che si formano per deposizione di alghe cianoficee.

- Carbonati di precipitazione chimica (orto chimici): si formano per precipitazione chimica diretta da

acque dolci fino ad ipersaline per evaporazione, aumento di temperatura, diminuzione di anidride

carbonica e attività di organismi. Un esempio è dato dal travertino, di origine laziale.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie geologiche
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gielle1404 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Principi di geologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Tunesi Annalisa.

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