Estratto del documento

BATTAGLIE

- Montaperti (1260) vincono i ghibellini guidati da Farinata degli

Uberti, nel 1266 (battaglia di Benevento) vinsero invece i guelfi, e

i ghibellini non poterono più rientrare in città fino al

- Campaldino (1289) in cui si scontrarono i ghibellini di Arezzo,

sostenuti da tutti i ghibellini fiorentini cacciati, e i fiorentini guelfi, i

guelfi vinsero e da quel momento a Firenze non ci furono più

ghibellini. I guelfi si divisero in guelfi bianchi e guelfi neri e i neri,

appoggiati da papa Bonifacio VIII,(1301) grazie all’aiuto di Carlo

di Valois, fecero un colpo di stato e rovesciarono il potere, che in

quel momento era in mano dei bianchi.

- Battaglia della Meloria (1284): i pisani vengono pesantemente

sconfitti dai genovesi, e affido il controllo della città al conte

Ugolino della Gherardesca.

- Nel 1301 Carlo di Valois, chiamato dal papa in veste di pacere,

appoggiò i neri e li portò al colpo di stato.

- Battaglia della lastra: i guelfi bianchi fuoriusciti, che avevano

creato una grande alleanza militare in cui era presente anche

Pisa, vengono sconfitti in una battaglia svolta in centro a Firenze.

- Lambertazzi-Geremei: Dante va a Bologna forse per la cultura e

perchè qui era presente un governo a lui non ostile, in quanto al

potere c’erano i Lambertazzi che erano guelfi alleati con i bianchi

fuoriusciti; nel 1306 una sollevazione popolare caccia i

Lambertazzi e fa salire al potere i Geremei, che erano guelfi neri.

Dante fu quindi costretto ad andarsene.

PERSONAGGI IMPORTANTI

- Enrico VII: nel 1308 Alberto I d’Asburgo viene assassinato e sale

al potere Enrico VII che era appoggiato dal papa in quanto era

contrastato dal re di Francia che voleva far eleggere Carlo di

Valois. Ciò che fece notizia non fu l’elezione di Enrico in se, ma il

fatto che il re di Francia non fosse riuscito a far eleggere il suo

candidato. Inizialmente Enrico non desta preoccupazioni né

interesse, si occupa solo della Germania fino ad accumulare un

po' di potere. Visto che il papa acconsente a farlo diventare

imperatore con la confirmatio, inizia una propaganda in italia

mostrandosi come un imperatore al di sopra delle parti che

voleva risolvere i conflitti tra guelfi e ghibellini. Gli erano però

contro i comuni italiani che ormai erano autonomi, il re di Francia

che non voleva un nuovo imperatore che avrebbe minato il suo

potere, e Firenze che non credeva che era al di sopra delle parti

politiche.nel 1310 Enrico arriva a Torino ma non con un grande

esercito, e si dirige a Milano per farsi incoronare re d’italia con la

corona ferrea (falso). Nelle città che tocca elimina le magistrature

e le legislazioni precedenti, ci mette a capo un suo uomo e

impone una forte tassazione. Visto che il papa era impegnato in

Provenza disse che non poteva incoronarlo prima del 1312,

quindi Enrico ottiene una delega per farsi incoronare da dei

cardinali; sfortunatamente non riuscì ad arrivare a Roma perché

si mise contro delle città guelfe come Cremona e Brescia che gli

ostacolarono il passaggio, e quindi si fermò a Genova.

Successivamente si diresse a Pisa e qui stabilì la sua corte

imperiale, nella quale si trasferì anche Dante, nel 1312. Dopo

aver acquistato un po' di forze decise di dirigersi a roma per farsi

incoronare dal papa Clemente V, che però aveva cambiato idea

spinto direttamente dal re di Francia, e gli si alzò contro a seguito

proprio della Francia e del regno di Napoli. L’incoronazione però

avvenne lo stesso per mano di alcuni cardinali in San Giovanni in

Laterano. Diventato finalmente imperatore decise di dirigersi a

Firenze per assediarla, ma non aveva abbastanza potere e

quindi tornò a Pisa. Sembrava sconfitto ma si mosse d’arguzia

per cambiare la situazione; si alleò con il re di Sicilia Federico

d’Aragona e fece guerra a Napoli; inizialmente vinse anche, ma

poi improvvisamente morì, avvelenato da delle cure con

l’arsenico. Dante non parla mai di Enrico perchè dopo la sua

morte, l’obbiettivo di una vita cadde nel vuoto. Enrico sarà

nominato solo nel XXX canto del paradiso

- Ciacco (VI inferno): il canto VI rappresenta la prima volta che

affronta le questioni politiche, e che parla di Firenze e delle sue

lotte intestine; per fare ciò non prende un politico cittadino di

spicco, qualcuno con una certa autorevolezza, ma sceglie, per

parlare della guerra civile, un personaggio che resta anonimo, di

cui non ci dice niente, come se non volesse esporsi. Fa una

profezia sulla cacciata dei bianchi e la guerra civile.

- Farinata degli Uberti (X inferno): era stato il capo riconosciuto dei

ghibellini di Firenze e nel 1260 (Montaperti). A seguito di quella

battaglia, Farinata era considerato il nemico principale dei

fiorentini che regolarmente procedevano a espropri, a conquiste,

e nel 1283 farinata, morto nel 1264, quasi 20 anni dopo, venne

condannato proprio dai fiorentini per eresia; vennero quindi

disseppellite le sue ossa e vennero bruciate. Fa una profezia

sull’esilio di Dante.

- Cavalcante Cavalcanti (X inferno): nello stesso canto di Farinata

era un guelfo, quindi di partito politico opposto, si domanda il

perchè suo figlio Guido Cavalcanti non stia insieme a Dante e

crede che fosse morto. Suo figlio Guido aveva sposato la figlia di

Farinata.

- Brunetto Latini (XV inferno) : intellettuale molto importante e

punto di riferimento per governo e cultura cittadina. È come se

Dante si professasse suo erede. Dante lo incontra tra i sodomiti

anche se non ci sono documenti ufficiali, se non una canzone in

cui Brunetto lamenta le sue pene d’amore per un uomo invece

che per una donna, che ne assicurano l’appartenenza sessuale.

- Venedico Caccianemico (XVIII inferno): Guelfo nero bolognese

alleato con i Geremei. Nel 1300 era ancora vivo perchè morì nel

1303

- Guido da Montefeltro (XXVII inferno): ghibellino, grande

comandante militare che però non viene riconosciuto da Dante,

va al potere a Pisa dopo il Conte Ugolino.Viene messo tra i

consiglieri fraudolenti per il consiglio dato a papa Bonifacio VIII,

che, in guerra contro i Colonna sia perchè questi pesavano che

avesse costretto papa Celestino V a dimettersi, sia perchè

rubarono il carico di un trasporto autorizzato proprio da papa,

doveva sconfiggere l’ultima roccaforte dei Colonna, ossia

Prenestina. Per ottenere dei benefici per sé e per la sua famiglia,

nel 1296 si ritira in convento e muore dopo 2 anni. Nel canto non

si sarebbe presentato se fosse stato sicuro che Dante non

sarebbe potuto ritornare sulla terra. Mentre nel convivio era

rappresentato positivamente, qui invece Dante lo infamia.

- Guidi da Romena (XXX inferno): attraverso il mastro Adamo

Dante nomina i Guidi di Romena come falsificatori di moneta, e

mette un fratello (Aghinolfo) nell’inferno anche se nella realtà era

ancora vivo, perché non pensava che l’avrebbe più rivisto, invece

lo ritrova con l’arrivo di Enrico VII. Erano i signori indiscussi della

Lunigiana e Dante era stato loro ospite dopo l’esilio.

- Il conte Ugolino della Gherardesca (XXXIII inferno): Guelfo, dopo

la battaglia della Meloria va al potere di una Pisa ghibellina che lo

mal sopporta; per cercare di restituire la pace alla città dona dei

castelli Pisani ai Lucchesi. I pisani non lo accettano, fanno una

sollevazione popolare e rinchiudono lui e la sua famiglia in una

torre, lasciandoli morire di fame. Nel canto mangia avidamente la

testa dell’arcivescovo Ruggeri che l’aveva rinchiuso nella torre.

Dopo di lui andò al

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
Personaggi, avvenimenti e profezie principali delle tre cantiche della divina commedia Pag. 1 Personaggi, avvenimenti e profezie principali delle tre cantiche della divina commedia Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Personaggi, avvenimenti e profezie principali delle tre cantiche della divina commedia Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Personaggi, avvenimenti e profezie principali delle tre cantiche della divina commedia Pag. 11
1 su 13
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martasantorelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Pacca Vinicio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community