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Capitolo 1 – origini del pensiero filosofico

Il mondo moderno è fatto coincidere con il 1942 perché improvvisamente illimitato. Secondo la prospettiva sociologica, coincide invece con la prima rivoluzione industriale (economica-tecnologica) e rivoluzione francese (politica-istituzionale). La spinta per lo studio della società è data dalla percezione del mutamento (si studia quando non si può dar per scontato) unita alla scienza come insieme di strategie conoscitive in cui è presente un’osservazione metodica e procedimenti logico-razionali per scoprire regolarità universali circa i fenomeni studiati.

Precedentemente il sapere "vero" era assoluto ed eterno, posseduto solo da Dio, perciò poteva essere indagato con la religione o al massimo la filosofia, non era incluso il metodo osservativo però, che è invece alla base del pensiero sociologico.

La rivoluzione industriale

La rivoluzione industriale si presenta con una tendenza alla meccanizzazione delle attività produttive (in verità questa era una tendenza partita già dal ‘500). Inghilterra->Europa->Mondo. Abitua l’uomo all’idea che il mondo di domani sarà di norma diverso da oggi.

La rivoluzione francese

La rivoluzione francese è il momento culminante di un insieme di processi che conducono alla delegittimazione del potere feudale e a un nuovo potere fondato sul consenso della società civile a leggi razionalmente stabilite e governanti liberamente eletti. Alle sue spalle c’è la pressione di una nuova classe, quella formata da banchieri, commercianti. Anche questa rivoluzione porta al mutamento come concezione normale se le leggi non sono più stabilite in osservanza quanto sopra. Le leggi, in quanto stabilite dall’uomo, sono mutabili.

Il ruolo dell'illuminismo

Sul piano propriamente culturale: l’illuminismo ha un ruolo fondamentale. Critica l’ordine feudale nel nome della ragione. Nulla è legittimo se non motivato razionalmente. Trasferisce la scienza a oggetti sociali→società come natura dotata di leggi proprie che può conoscere e trasformare secondo ragione.

Ci sono molti dubbi su chi è stato il primo sociologo (Vico, Rousseau..). Forse Montesquieu con Lettere persiane (soggetto non può più dare per scontata la propria realtà) e Lo spirito delle leggi (discorso comparativo sulle leggi in diverse società. Relazioni ordinamenti legali con clima, costumi, storia). C’è in lui dell’osservazione, non un’affermazione circa come dovrebbe essere.

L’empirismo inglese volge lo sguardo a questioni umane con sguardo antimetafisico. Metodo: osservazione. È più scettico dell’illuminismo, ma esprime la stessa critica ai dogmi. (es. Smith)

Capitolo 2 – sociologia e positivismo

Prima metà ‘800→mutamenti dovuti a industrializzazione quali nuovi luoghi di lavoro (fabbriche) e nuovi strumenti produttivi (macchine), nuovi soggetti sociali (proprietari e lavoratori), nuovi materiali (es. ferro), nuove fonti di energia (es. carbone per trasporto ferroviario) e nuovi mezzi di comunicazione (telegrafo). Politicamente vi è la massima espansione economica quindi nuove forme di conflitti sociali. Guerre interne ma non esterne (ma contenimento spazi ridotti a colonie). La cultura è dominata dal positivismo (erede acritico dell’illuminismo).

Auguste Comte

Auguste Comte (1798-1857). Utilizza per la prima volta il termine sociologia. Inizia la sua carriera intellettuale come segretario di Henri de Saint-Simon (passa dall’illuminismo al positivismo ma con corrente utopica che sfocerà nel socialismo. Immagina il futuro canale di Suez – ingegnere –, costruito poi dai suoi allievi. Ha un programma sociale per un nuovo cristianesimo e società, il cui governo viene attribuito ai tecnici. Infatti, il cuore dello stato non sono le alte caste ma i produttori di vario genere.) Comte pensa che bisogna riconoscere un’epoca, non dargli una forma. Influenzerà Durkheim. La conoscenza umana si sviluppa in tre stadi: teologico (magie-religione), metafisico (speculazione filosofica) e positivo (fatti). La successione degli stadi avviene per legge naturale. A suo parere la sociologia deve essere una fisica sociale, quindi modellata sui tratti delle scienze naturali. La statistica sociale è fondamentale. Tendenza tecnocratica, come lo spirito stesso dell’epoca. L’ultimo stadio del suo pensiero la religione non è più vista come uno stadio primitivo ma come elemento fondamentale dell’interazione sociale.

Alexis de Tocqueville

Alexis de Tocqueville (1805-1859). Scrittore e uomo politico, non si è mai definito un sociologo. Non era positivista ma difficile da classificare. Interessato alle novità portate dalla democrazia (processo storico ineluttabile che tende all’eguaglianza delle opportunità). Gli individui moderni appaiono sempre più liberi di forgiare la propria sorte all’interno di leggi egualitarie. Per lui gli Usa rispecchiano al meglio il concetto, ma vi equivale un declino del concetto di onore. Mediocrità unita a un eccessivo individualismo. Subordinazione delle minoranze al volere della maggioranza che è però manipolabile.

Herbert Spencer

Herbert Spencer (1820-1903). Colui che più ha contribuito della diffusione in pubblico del termine sociologia. Il suo apparato concettuale è evoluzionista (inizia elaborazione delle sue idee ancora prima di Darwin). Evoluzione e progresso come sinonimi. Riguardo al liberalismo economico ha un credo individualista della sopravvivenza del più adatto. Effettua una differenziazione interna della società: militare se c’è un ordine coercitivo e industriale se c’è libera scelta da parte degli individui. Non effettua ricerche in prima persona, rielabora solo i dati.

L’800 vede uno sviluppo della statistica per esigenze amministrative degli stati nazionali (prima militari e fiscali. Successivamente anche statistica morale es. criminalità, istruzione, salute, abitazione o povertà). Statistica come strumento di conoscenza delle reali condizioni della nazione.

Capitolo 3 – Karl Marx

Karl Marx (1818-1883). Studia filosofia, diventa giornalista. Dopo moti rivoluzionari del 1848 vive a Londra con la moglie e i figli in estrema miseria, sostenuto da Engels. In questi anni lavora alle sue opere più impegnative. Costretto alla fame per le sue attività politiche e intellettuali. Il capitale, Manifesto del Partito Comunista (con Engels, 1848). Influenza di Hegel. Necessità di un’unità di ricerca per verità scientifica unita all’azione per la trasformazione del mondo. Non si sarebbe tuttavia mai definito un sociologo. Principale oggetto di riflessione è il movimento generale della civiltà sorta dalla rivoluzione industriale, cuore dell’analisi la critica dell’economia politica.

La dialettica (vedi Hegel) come movimento del pensiero/realtà attraverso negazione di una precedente affermazione per condurre a una sintesi (=superamento di entrambi). Superamento in tedesco: conservare, far scomparire e portare a livello superiore. La società capitalistica dispiegandosi produce contraddizioni, quindi si innalza a un livello superiore che conserva i presupposti (sviluppi) ma li fa scomparire sintetizzandoli in una nuova formazione. Perciò comunismo è il superamento del capitalismo.

Alienazione come aspetto dell’oggettivazione quando gli uomini esercitano un’attività pratica, producono oggetti che si fanno altro dal soggetto che li produce. Quindi oggetto è la negazione del soggetto e vi è un superamento dell’autocoscienza con riconoscimento dell’oggetto come proprio provocandone una riappropriazione. Il lavoro è alienato se c’è sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Quando il soggetto che produce non ha il possesso del frutto del proprio lavoro. Il prodotto e il controllo non sono suoi. L’azione pratica (rivoluzione) comporterebbe una riappropriazione.

Materialismo storico (ko dogmi): modo di pensare che parte dall’analisi delle condizioni materiali degli uomini così come storicamente determinate. La divisione del lavoro è sempre stata ineguale.

Struttura della società: modi di suddivisione della proprietà e del lavoro congiunti alle tecniche di produzione. È sovrastruttura tutto il resto (istituzioni giuridiche, rappresentazioni religiose, morale, filosofia) che non ha una storia propria ma dipende dalla struttura corrispondente. Quindi, la produzione delle idee è intrecciata con l’attività materiale.

Ideologia come descrizione della realtà che però occulta le condizioni reali scambiando le condizioni sociali dell’oggi come condizioni eterne e con ciò giustificandole. Tipicamente è la forma di pensiero delle classi dominanti. Falsa coscienza è perciò quando le classi dominate adottano la stessa ideologia (perché non hanno compreso i propri interessi o per paura).

Capitalista è tale se all’inizio tot denaro (D) che investe acquistando merci (M) cioè materie prime –lavoro accumulato– e forza lavoro –lavoro vivo–. Così nascono nuove merci che si tramutano in D maggiorato=D’=profitto. Quindi D-M-D’ e profitto D’-D. Ma l’operaio produce di più di ciò che il capitalista paga lui e materia, produce quindi un plusvalore cioè profitto che è perciò sinonimo di sfruttamento.

Classe: insieme di individui che si trovano nella stessa posizione all’interno dei rapporti di produzione tipici di un modo di produzione dato. In base alla loro posizione sviluppano interessi e quindi conflitti per la definizione del potere all’interno della società. Borghesia e proletariato, tutte le altre classi spinte verso una o l’altra. Quando c’è un passaggio da classe in sé a classe per sé il soggetto collettivo diventa capace di intraprendere azioni congruenti ai propri interessi. Il capitalismo stesso è il più potente generatore di mutamenti (ricerca nuovi mercati per più profitto o allungare la giornata lavorativa o ancora l’introduzione delle macchine nella sfera produttiva –che a lungo termine richiedono per la manutenzione più denaro che la paga dell’operaio ma nel breve tempo agli occhi dei capitalisti risulta migliore per la concorrenza e la redditività–). Crescendo la classe operaia, trovandosi in ambiente circoscritto, impoverita, consapevole della sua forza e del proprio ruolo nella produzione, deciderà di organizzarsi per una società senza classi e proprietà privata (comunismo: uguaglianza e giustizia), così i lavoratori si riapproprieranno del proprio lavoro.

Individuo e società. L’individuo isolato è impensabile per Marx sin dagli albori della storia. Modifica il mondo circostante producendo ciò che è necessario. La sua stessa coscienza è prodotta dall’interazione sociale, infatti alla base di questa c’è il linguaggio. Entrambi sorgono dalla necessità di rapporti con gli altri. L’individuo è come un elemento a sé dalla società in epoca moderna, con i rapporti impersonali del mercato e la diversificazione, unita alla divisione del lavoro. I rapporti sono astratti, di fronte al mercato ciascuno è effettivamente isolato. Con la divisione dei ruoli l’uomo è confinato nel proprio, senza possibilità di estrinsecare pienamente le proprie risorse. Oltremodo la fine della vita diviene estraneo (must: produrre). Il controllo della natura è assiduo, ma non c’è un godimento dei rapporti con la stessa o con gli uomini. Società potente vs individuo impotente. Quando non ci saranno più, almeno in parte, necessità, ci sarà la libertà e inizierà la storia (ora preistoria).

Alla fine dell’800 è una delle teorie sociali principali. Poi in Germania diviene una teoria scientifica dell’evoluzione sociale. In Russia verrà trasformato da Lenin in una dottrina volontaristica (Partito Bolscevico). Numerose revisioni e riformulazioni.

Capitolo 4 – Émile Durkheim

Émile Durkheim (1858-1917). Ha in programma esplicitamente il fondare la sociologia. La divisione del lavoro sociale, il suicidio, le forme elementari della vita religiosa. Che cosa tiene insieme la società? La morale dalla quale deriva la solidarietà. La società non deriva da un contatto tra uomini separati ma è ciò che lo precede e lo rende possibile. Il comportamento umano è comprensibile solo se inserito nel contesto sociale.

Morale: insieme di norme (infrazione→sanzione) dall’interno e dall’esterno. In origine si imponeva con le credenze religiose. Le norme sono fatti sociali (es. linguaggio) che si impongono ai singoli come qualcosa che viene dal di fuori e contemporaneamente li attraversano nei modi di sentire e agire. Un’esistenza autonoma che sovrasta la volontà individuale. Spunto funzionalista, la società è vista come un organismo con vari organi che cooperano, ognuno con la sua funzione (religione, economia, diritto..).

Devianza: comportamento che discosta dalla norma. Rinsalda la coscienza collettiva (regole mai così chiare come quando si punisce chi non ci si conforma). Possibile attraverso la devianza sfociata in movimento sociale, stabilire nuove norme.

Tipi di società

  • Semplice (tribù-società primitive). Solidarietà meccanica poiché la coscienza collettiva ricopre quella individuale. Bassa divisione del lavoro.
  • Complessa (nazioni moderne). Solidarietà organica poiché c’è un’individualizzazione delle coscienze. Perciò la coesione è da mantenere attraverso dei meccanismi che vincolano ciascuno alla cooperazione. Articolata dimensione del lavoro. Istituzioni intermedie (famiglia, comunità, vicinato..) che mediano il singolo e la società. Vige il rischio di anomia (assenza di norme morali condivise). I conflitti sociali sono patologie che andranno curate con il corporativismo (associazioni professionali come mediatori) e soprattutto con il potenziamento dei processi educativi.

Ricerca sul suicidio

Ricerca sul suicidio del 1897. L’evidente libertà del singolo che sceglie di sottrarsi alla coesione sociale. Non viene preso in considerazione il suicidio del singolo ma il tasso di suicidi in data società (tendono a rimanere costanti nel tempo). Tendenza suicidogena connessa a fenomeni extrasoggettivi, cioè fatti sociali. È in relazione con il grado d’integrazione sociale che la società stessa consente. Confronta le tesi riguardo al clima, la pazzia, l’ereditarietà o gli alcolici (ko). Trova una maggiore presenza tra i protestanti, poiché l’individuo è lasciato solo davanti al testo sacro e la propria coscienza. Perciò ha la necessità di trovare in sé la forza di stabilire leggi per il proprio comportamento.

  • Suicidio egoistico: suicidio correlato all’influenza di condizioni religiose. Vi è uno sviluppo dell’ego, ad esempio il protestante come sopra.
  • Suicidio anomico: in relazione alla crisi economica (bruschi sbalzi in negativo ma anche in positivo) per la diffusa incertezza rispetto ai destini individuali, ai valori di riferimento, alle aspettative. (=anomia)
  • Suicidio altruistico: espressione di fortissima coesione sociale. Es. milite per la sua patria.

Critiche: fonte dei dati, residenza (i protestanti erano concentrati in città e i cattolici in campagna).

Religioni

Secolarizzazione (termine da lui usato) come processo di progressiva perdita di rilevanza delle istituzioni, delle pratiche e delle credenze nella modernità. La scienza è una delle cause, insieme all’autonomia politica dalla chiesa (laicità) che porta la religione ad essere un fatto privato.

  • Sacro e profano. Distinzione fondamentale ed elementare (lo si ritrova in ogni espressione di credenze religiose)
  • Credenze e miti. Modalità di espressione che offre una visione del mondo articolata e una ricreazione periodica dell’ordine nel quale si crede.
  • Riti e credenze. Per fondare e preservare gli ideali collettivi di una società.
  • Sacralizzazione dei fondamenti della morale. Adorazione nel culto della potenza trascendentale della stessa società. Attribuiti a una potenza estranea gli attributi propri della società, attraverso la religione viene adorata la forza della cooperazione.

Quindi la religione è un sistema solidale di credenze e riti relativi a cose sacre, che riunisce in un’unica comunità morale coloro che vi aderiscono. È un sistema di simboli mediante il quale la società prende consapevolezza di sé. Riconoscimento importanza della religione per il fondamento della morale ma sviluppo di una critica scientifica delle religioni.

Conoscenza, come Kant (dati sensoriali con apparato intellettuale innato e universale, dato a priori). I dati grezzi vengono coordinati entro un apparato di categorie (nozione di tempo, spazio, causa, numero, non-contraddizione..) le quali sono strumenti cognitivi che organizzano l’esperienza. Però non sono universali e naturali, bensì sociali. I modi in cui conosciamo il mondo ha origine sociale. Non è tanto nel produrre (Marx), ma nel dare insieme senso e ordine al mondo che si sviluppa il linguaggio e le forme di conoscenza.

Halbwachs effettua ricerche sulla memoria collettiva (elemento costitutivo dell’identità del gruppo, fratture o sua coesione). Il passato è reinterpretato in funzione di interessi e progetti.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

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