Pedagogia Sperimentale
23-02-22 con recupero lezione del 21-02-22
-libi di riferimento integrati con gli appunti:
1) Progettare la ricerca empirica in educazione c. Coggi 2005.
2)La ricerca sul campo dell’educazione: i metodi qualitativi, Bruno Mondadori 1998/2006.
–Materiale del corso (lezioni, slide, altro materiale su moodle).
Esame: media tre esercitazioni+ media lavori del laboratorio + questionario finale di 11 domande.
“E’ ricerca ogni azione che raccogliere dati per conoscere e descrivere un dato fenomeno”
Ricerca: parlo di ricerca quando: individuo un fenomeno, lo esploro, trovo un problema. Inizio a
definire la domanda, formulo delle ipotesi in base alle informazioni, costruisco un piano di ricerca
adeguato al caso, raccolgo ed analizzo i dati. A questo punto posso trasmettere i risultati della
ricerca effettuata. La ricerca è composta da: un oggetto di ricerca, deve essere individuabile, le
domande che utilizzo mi orientano la ricerca (cosa voglio sapere di questo problema?).
Domanda= cuore della ricerca. Gli obiettivi di ricerca, ovvero la finalità della ricerca, circoscrivono il
campo. L’obiettivo e l’oggetto di ricerca compongono il piano di ricerca, la progettazione della mia
ricerca, l’individuazione del problema, la formulazione della giusta domanda e la definizione degli
obiettivi che si vogliono raggiungere. Un tipo di ricerca è quella scientifica: caratterizzata da:
1) trasparenza delle procedure 2) possibilità di controllo 3) risituati validi 4) processi replicabili.
Come può essere la ricerca: 1) Empirica (si compone di ricerche qualitative e quantitative /ricerche
osservative e con intervento/ricerche educative) 2)teoretico-argomentativa 3)Storica.
Competenze di ricerca: la ricerca serve per migliorare i metodi di insegnamento, è definita
trasformativa: in continuo aggiornamento ed adattamento per mettere in pratica i metodi più adatti.
Mi avvalgo della ricerca e devo essere in grado di fare ricerca evidenze.
Capacità di intervento nella ricerca: come azioni: analisi (raccolgo dati su soggetti in cui intervengo)
monitoraggio (osservo, controllo in corso d’opera) valutazione.
Capacità intervento nella ricerca: come oggetto: individuo il contesto (soggetto/soggetti)
organizzazione delle procedure (forme organizzative differenti per varie situazioni).
L’educatore è un professionista, ha le competenze per intervenire e progettare azioni funzionali alle
situazioni, costruire/sviluppare le proprie conoscenze e capacità per avere una formazione continua.
Le competenze di ricerca dell’educatore: capacità di analisi ed interpretazione di un fenomeno per
la realizzazione dell’azione educativa. Un educatore deve saper individuare la -centralità dei
problemi (focus) deve avere capacità -trasformative dei metodi, -collaborazione con colleghi/equipe,
saper affrontare i problemi nei loro contesti specifici e capacità -valutativa, seguendo l’andamento
degli interventi-> metodi multi e mixed.
1)Ricerca empirica: basata sul metodo empirico: come lavoro sulla realtà, partendo
dall’osservazione dei fenomeni. Nella ricerca empirica troviamo:
1) la ricerca osservativa: studia il fenomeno senza influirne l’andamento naturale. Vengono presi in
esame fenomeni impossibili da riprodurre (impossibile o immorale). Possono riguardare gruppi più o
meno ampi, con differenti strumenti e livelli.
Le forme della ricerca osservativa: -Osservazione sistematica -Studio di caso -Inchiesta (con analisi
dell’intervista) -Ricerca valutativa -Ricerca etnografica: osservazione partecipante (antropologia)
osservazioni a lunga durata, con complessa elaborazione dei dati.
2)La ricerca con intervento: a differenza della ricerca osservativa, in questo tipo di ricerca si
analizzano i fenomeni per intervenire. Composta da: –esperimenti, -semi-esperimenti, -casi singoli e
–ricerca azione. Dall’altra parte nella ricerca empirica troviamo: 3)ricerca qualitativa/ quantitativa.
L’osservazione sistematica:
- seve per raccogliere più elementi possibili di quel dato fenomeno.
Tutti i dati vengono rielaborati in una rete di senso. guardare con intensione e concertazione critica.
Quindi l’osservazione è già in sé ricerca di qualcosa, quando si fa osservazione si segue un
procedimento selettivo sulla base di un’ipotesi. Osservare è anche sapersi auto-osservare.
Tutte le ricerche hanno come primo passaggio la ricerca osservativa; quindi, è un metodo singolo ma
anche un metodo preliminare ad altri.
La classificazione dell’osservazione: grado di partecipazione -documentaria (livello più basso di
partecipazione, molte info ottimizzando tempi e costi. Posso essere raccolti per mezzo di
video/audio, sono indirette), –indipendente (raccolgo dati senza interferire nella situazione),
–partecipante (partecipazione diretta dell’osservatore), -diretta: l’osservatore partecipa
attivamente, -indiretta: l’osservatore è presente ma non interviene (deve avvalersi di
empatica/distacco equilibrio). Ambiente –naturalistico (l’evento viene osservato senza alcun
intervento) –in condizioni controllate: l’osservatore può controllare delle variabili ma non la variabile
indipendente (quella che si ipotizza produca l’effetto osservato) –in ambiente artificiale (si crea un
setting strutturato. Grado di strutturazione: 1)sistematica e2)con descrizione narrativa.
Grado di strutturazione dell’osservazione:
1)Condurre un'osservazione sistematica con alto grado di strutturazione: rivolgere l’attenzione al
comportamento, registra le informazioni, opera in contemporanea con lo svolgimento dei fatti,
coglie le dinamiche all’interno del contesto considerato. Sistematica perché: ha più obiettivi precisi
definiti a priori, una definizione del campo di indagine (soggetti, ambiente, tempistiche), un sistema
preventivo pianificato di raccolta dati (strumenti), un sistema pianificato di classificazione delle
informazioni e l’analisi e l’interpretazione dei dati attraverso l’applicazione di tecniche statistiche o
di analisi del contenuto. Le tappe preliminari all’osservazione sono determinanti.
1)Pertinenza: dell’oggetto/fenomeno sotto osservazione rispetto all’obiettivo di ricerca.
2) validità: dei dati rappresentativi dell’oggetto/fenomeno in osservazione.
3) affidabilità: delle fonti utilizzate per la ricerca.
4) trasferibilità: dei risultati ottenuti a seguito di un’osservazione sistematica.
Sono raccolte di dati pre-stabiliti, prevedibili e generalizzabili in altri contesti (in grande scala) si
utilizza la tecnica della “taratura” ovvero si delinea in modo preciso il campo di studio.
Gli strumenti dell’osservazione strutturata sono: -videoregistrazioni, -strumenti strutturati:
Check-list/ griglie di controllo: liste promemoria, dove si elencano comportamenti per rilevare in
modo ordinato la presenza-assenza e frequenza (ad esempio da 1 a 10) di un determinato
comportamento in un intervallo di tempo stabilito (dai 15 minuti ad un max di 2 ore). La checklist
prevede momenti di osservazione, seguiti da registrazione e catalogazione dei dati raccolti. Questo
strumento è usato prevalentemente in setting naturali. Sono dette anche griglie di controllo perché
possono prevedere una lista di comportamenti che avverranno.
Sistemi di codifica: 1)Sistemi di segni= liste di comportamenti che possono verificarsi, usata nella
fase esplorativa dell’osservazione. Può essere necessario modificare la lista poiché sono sorti nuovi
comportamenti non previsti inizialmente. Consente di rilevare presenza, frequenza e durata di un
limitato numero di comportamenti. 2)Sistemi di categorie= comportamenti divisi in unità di analisi
(quello che delimito per studiarlo) per registrare presenza/assenza e frequenza, chiedendo sempre
una codifica, si differenziano dalle checklist poiché prevedono un successivo approfondimento delle
annotazioni prese al momento. Sono più numerose le categorie rispetto ai sistemi di segni. 3)Sistemi
di codifica integrativi= prevedono la rivelazione dell’interazione tra più persone attraverso la codifica
di comportamenti in unità di analisi a cui viene attribuito un codice. (Me lo creo in autonomia in
base a cosa ho bisogno). Possono essere precedute da un’osservazione a basso grado con checklist.
Griglia di osservazione: osservo un singolo nel contesto, prevede dei comportamenti bersaglio per
focalizzare l’osservazione prestabiliti. La dimensione delle categorie è variabile (analitica o globale) e
la scelta di delle categorie dipende dall’obiettivo dell’osservazione (solitamente usata la dimensione
analitica). Una griglia deve prevedere la codifica di tutte le dimensioni per poterle rilevare rispetto
ad un determinato fenomeno o situazione. Viene utilizzata sia per codificare materiale osservativo
registrato in precedenza sia per annotare comportamenti nel momento della loro messa in atto in
contemporanea. (Può essere a basso o alto grado di osservazione).
Scale di valutazione: rilevano la frequenza o l’intensità di un fenomeno, va oltre la presenza/assenza
(delle checklist) e comprendono il liv