Presentazione del resoconto sulle istituzioni per l'infanzia
Presentazione è il resoconto scritto da due psicanaliste francesi, Geneviève Appell e Myriam David, che nel 1971 hanno trascorso due settimane presso l'istituto per l'infanzia da zero a tre anni di Budapest, comunemente noto come Lóczy, che è il nome della via dove esso si trova. Fu fondato nel 1947 e diretto inizialmente dalla pediatra Emmi Pikler (Vienna 1902 - Budapest 1984). I principi e i metodi proposti dalla Pikler hanno suscitato grande interesse sia per la loro particolarità che per i risultati ottenuti.
Lo scopo di questo libro è quello di descrivere come funziona Lóczy e quali sono i principi che vengono applicati, con il desiderio di contribuire a migliorare le condizioni di vita dei bambini senza famiglia o comunque lontani da essa, che vivono in collettività. Riflettere su come favorire il benessere di questi bambini è fondamentale, tenuto conto che spesso essi soffrono di gravi carenze affettive.
Teorie sulla costruzione della personalità del bambino
Esistono diverse teorie relativamente ai fattori essenziali per la costruzione della personalità del bambino. Tra esse ricordiamo:
- La teoria basata sulle osservazioni di Spitz, di Bowlby e alcuni teorici dello sviluppo psicoanalitico del bambino, che afferma il ruolo primario ed insostituibile della madre naturale, con la conseguenza che occorre fare di tutto perché ella resti vicina al suo bambino;
- Altri autori sostengono invece che l'angoscia del bambino per la separazione dalla madre è stata sopravvalutata e ritengono che essa sia superabile se l'assistenza offerta è di buona qualità.
Rispetto alle situazioni in cui è impossibile mantenere la vicinanza madre-figlio, si riscontrano ulteriori differenze di pensiero:
- Alcuni sostengono che sia necessario offrire al bambino un sostituto della madre in un contesto familiare. L'accento è posto sulla relazione.
- Altri sostengono che sia invece una comunità ben organizzata a garantire le migliori condizioni per lo sviluppo del bambino. Si attribuisce allora maggiore importanza al tipo di ambiente e di cure prestate.
La scelta di Emmi Pikler
La dottoressa Pikler ha fatto una scelta molto chiara, così sintetizzabile: se un bambino non può essere allevato dalla propria madre, diventa impossibile riprodurre la relazione che avrebbe potuto instaurarsi tra di loro. All'interno della collettività è però possibile permettere al bambino di vivere un'esperienza di natura completamente diversa, ma comunque in grado di favorire il suo pieno sviluppo.
Presentazione di Lóczy
I bambini
All'epoca in cui si compie la visita di M. David e G. Appell, cioè nel giugno 1971, a Lóczy sono ospitati 51 bambini di età compresa tra i pochi mesi e i 3-4 anni. I loro genitori non possono curarsi direttamente di loro o perché sono morti, o perché sono ammalati o perché vivono situazioni di difficoltà (alcolismo, famiglie disunite, ragazze-madri).
Nella maggior parte dei casi i bambini giungono a Lóczy appena nati e trascorrono mediamente dall'uno ai due anni nell'istituto. Escono quando la loro famiglia è in grado di riprenderli o quando possono essere adottati. Qualora nessuna di queste circostanze si verifichi, i bambini vengono trasferiti in un nuovo istituto adatto per bambini dai 3 ai 6 anni.
Ciò che colpisce immediatamente il visitatore di Lóczy è l'aspetto fiorente dei bambini che sono sorridenti e vivaci. La loro dipendenza dagli adulti è limitata. I gruppi sono tranquilli e i conflitti tra i bambini sono rari. Solo eccezionalmente succede che qualche bambino richieda una particolare attenzione: gli operatori riconoscono questi soggetti come portatori di un problema particolare da affrontare subito.
Gli adulti
A Lóczy nel giugno 1971 lavoravano circa 60 persone:
- 23 educatrici: donne giovani (età media 20 anni) quasi tutte in possesso di un diploma di scuola secondaria. Alcune provengono da una formazione presso altri istituti per l'infanzia, altre non possiedono alcuna formazione specifica e fanno pratica sul campo. Esse si occupano direttamente dei bambini appartenenti ai diversi gruppi.
- 4 - 6 balie: donne giovani, spesso ragazze-madri, che vivono a Lóczy e allattano oltre al proprio figlio anche 3 o 4 neonati dell'istituto. Non sono dipendenti dell'istituto, ma ricevono un compenso per il latte che offrono.
- 4 aiuto-educatrici: si tratta spesso di ragazze che stanno terminando gli studi. Aiutano le educatrici nei lavori materiali, ma non hanno un contatto diretto con i bambini.
- 2 infermiere: sorvegliano e offrono cure infermieristiche ai bambini.
- 1 maestra d'asilo: si occupa dei bambini a partire dai 15 mesi, con i quali ha incontri brevi.
- 6 psicologi: lavorano a tempo pieno presso l'istituto. Svolgono un lavoro scientifico e si occupano della formazione del personale delle case per l'infanzia di tutto il paese.
- 5 medici: lavorano a Lóczy a tempo pieno e si occupano sia del contatto diretto con i bambini e con i genitori, sia della parte scientifica.
- 24 persone addette a servizi vari, tra cui l'amministrazione, la cucina, le pulizie, ecc.
Principi guida
I principi-guida che regolano tutti gli aspetti della vita a Lóczy sono quattro. Essi hanno uguale importanza e il mancato rispetto anche di uno solo di tali principi comprometterebbe l'equilibrio dell'intera esperienza offerta ai bambini.
1° principio-guida: Sviluppare il gusto per l'attività autonoma
Il valore dell'attività autonoma permette al bambino di fare esperienze che favoriscono uno sviluppo motorio armonioso e un buono sviluppo intellettuale. Scoprire fin dai primi mesi di vita la soddisfazione che deriva dall'attività svolta autonomamente è fondamentale per qualunque bambino, ma soprattutto lo è per quelli allevati in istituto che corrono il rischio di cadere in uno stato di apatia e disinteresse.
Per favorire questo tipo di attività occorre che al bambino venga garantita ampia libertà di movimento. L'adulto non deve interferire né con stimoli, né con insegnamenti, né con aiuti diretti, ma può stimolare indirettamente questo tipo di attività:
- Mettendo a disposizione del bambino il materiale adatto, tenuto conto dei suoi gusti e delle sue possibilità;
- Rispettando il ritmo delle acquisizioni motorie del bambino: ciò che è fondamentale è che ogni acquisizione successiva si fondi sulla solidità dell'acquisizione precedente, così che il bambino possa procedere in tranquillità e senza paura (ad esempio, il bambino non deve essere messo in posizione seduta finché non è in grado di raggiungere tale posizione da solo);
- Commentando verbalmente il successo del bambino e aiutandolo così a prendere coscienza dei suoi progressi.
È importante osservare che si tratta di atteggiamenti che difficilmente gli adulti assumono spontaneamente nei confronti dei bambini.
2° principio-guida: Valore di una relazione privilegiata e importanza della forma particolare in una situazione istituzionale
In assenza della madre naturale è fondamentale offrire al bambino la possibilità di instaurare una relazione privilegiata e continua con lo stesso adulto. A Lóczy è costante lo sforzo per limitare il numero di persone che si prendono cura dello stesso bambino. Il personale è invitato a offrire a ogni bambino un'attenzione individualizzata per tutta la giornata. Tale attenzione è diretta mentre lo si accudisce e indiretta nel periodo che intercorre tra una cura e l'altra.
L'obiettivo è quello di garantire le condizioni che consentono, quando sarà il momento, al bambino di sviluppare una relazione positiva con i genitori naturali o adottivi. Lo scopo finale è quello dello sviluppo dell'autonomia, quindi occorre prestare molta attenzione affinché tra adulto e bambino non si crei una dipendenza maggiore di quella strettamente necessaria al suo sviluppo, tenuto conto dell'età.
La risposta dell'adulto non deve superare la domanda del bambino, anzi è meglio lasciare tale domanda parzialmente insoddisfatta, affinché egli sia stimolato ad agire per recuperare il pieno controllo della situazione. Le attività ludiche servono al bambino per compensare almeno parzialmente le proprie esigenze di contatto. Dall'altro lato, l'attenzione che gli si offre durante le cure garantisce un livello di scambio adeguato per non farlo cadere nella disaffettività o nella sindrome da insoddisfazione affettiva.
3° principio-guida: Necessità di favorire nel bambino la presa di coscienza di se stesso e del proprio ambiente
Soprattutto nel momento in cui ci si prende cura direttamente del bambino si deve fare di tutto per aiutarlo a capire cosa gli succede, cosa gli si fa e cosa egli fa, chi si sta occupando di lui, quale è la sua situazione presente e, per quanto riguarda i bambini più grandi, quale si prevede possa essere il suo futuro immediato. Il bambino così viene sempre trattato come soggetto, come parte attiva di qualsiasi rapporto si abbia con lui.
4° principio-guida: Importanza di un buono stato di salute
A Lóczy si presta grande attenzione alla salute fisica del bambino garantendo ad ognuno un regime individualizzato per quanto riguarda l'alimentazione e lo svolgimento della giornata, dando particolare importanza alla vita all'aria aperta. Lo sviluppo globale del bambino viene controllato attraverso osservazioni dettagliate e regolari esami medici.
Nonostante ciò, a Lóczy l'orientamento non è per nulla di tipo ospedaliero e l'organizzazione è di tipo familiare. Quando il bambino si ammala viene curato facendolo restare all'interno del proprio gruppo e dalle proprie educatrici e si decide di fargli lasciare il gruppo solo se il suo stato di salute davvero lo richiede. Anche in questo caso le educatrici lo accompagnano e lo vanno a trovare regolarmente.
Il rispetto dei quattro principi-guida ha due conseguenze:
- L'elaborazione di modi di fare originali che, a loro volta, diventano principi educativi;
- L'esclusione di decisioni frettolose che modifichino la vita dei bambini. Ogni cambiamento, naturalmente inevitabile, viene accuratamente studiato e preparato prima della sua introduzione.
L'organizzazione dei gruppi e le unità di vita
Nel giugno 1971, i 51 bambini residenti a Lóczy erano suddivisi in 6 gruppi (gruppi A, B, C, D, E e F) a seconda dell'età. Ogni gruppo è generalmente composto da 9 bambini (il gruppo A che comprende i bambini più piccoli - dalla nascita fino a 4 mesi - è organizzato in modo diverso dagli altri), anche se i responsabili hanno riflettuto sull'opportunità di abbassare il numero portandolo a 8.
A ciascun gruppo sono assegnate tre educatrici che se ne occupano a turno. L'educatrice delle tre che ha maggiore esperienza è posta a capo dell'équipe. Ciascuna educatrice si prende cura dell'intero gruppo, ma segue principalmente tre bambini. Si cerca di fare tutto il possibile per garantire che le educatrici seguano lo stesso gruppo di bambini per tutta la durata della loro permanenza in istituto.
Ciascun turno ha durata di 7 ore, durante le quali l'educatrice interagisce da sola con tutti i bambini del gruppo. Il principio che si vuole salvaguardare è che ciascun bambino sappia chiaramente, in ogni momento della giornata, chi è l'adulto che si occupa di lui. Durante il proprio turno, spetta all'educatrice risolvere i problemi che eventualmente si presentano e l'aiuto-educatrice l'affianca solo per fornirle un aiuto materiale (riordino dei vestiti e dei giochi, cambio della biancheria, ecc.).
Il luogo di vita
A ciascun gruppo di bambini viene assegnato un proprio ambito, sia all'interno che all'aperto, che definisce il luogo di vita del gruppo. Ogni "unità di vita" comprende i letti (due letti per ciascun bambino: uno all'interno e uno all'esterno), l'area dei giochi, dei cambi, del bagno e dei pasti. Gli spazi sono organizzati in modo che l'educatrice possa avere sotto controllo, in ogni momento, l'intero gruppo.
Gli spazi all'interno sono arredati semplicemente. Gli spazi esterni sono differenziati: per i gruppi dei bambini più piccoli (gruppi A, B e C, da 0 a 14 mesi) che abitano il primo piano, lo spazio esterno è la terrazza, nella quale ci sono dei box. Questi box hanno dimensioni via via crescenti all'aumentare dell'età del bambino, le sbarre lo proteggono dai pericoli e gli consentono di aggrapparsi per alzarsi in piedi.
Per i bambini più grandi che abitano il pianterreno, lo spazio esterno è il giardino. In giardino l'attrezzatura cambia a seconda delle diverse fasce d'età. Ad esempio, per i bambini dei gruppi E e F (23 - 42 mesi) c'è un grande terreno con dei pendii, angoli nascosti e boschetti. Gli spazi esterni sono molto utilizzati e da aprile fino a ottobre i bambini passano tutte le giornate all'aperto.
I bambini di Lóczy non devono indossare alcuna divisa: i vestiti sono vari, ma in ogni caso si tratta di indumenti che lasciano al bambino la massima possibilità di movimento. I bambini più grandi hanno dei vestiti personali adatti per le diverse occasioni. All'aperto i bambini stanno nudi per la maggior parte del tempo. Col trascorrere del tempo si rendono necessari per i gruppi di bambini e per le loro educatrici dei "traslochi". Si tratta di momenti delicati che vengono preparati con scrupolosa cura per evitare che i bambini soffrano di spaesamento.
Le cure del corpo
Le cure riservate ai bambini comprendono l'alimentazione, il bagno, il cambio, vestirlo e svestirlo e gli esami medici. Il fine di tutte le cure è il benessere del bambino. Si cerca di suscitare nel bambino il piacere per quello che gli si fa e di stimolare la sua autonomia suscitando in lui il piacere di fare da solo e sentirsi grande. Le cure del corpo devono permettere al bambino di conoscere e distinguere i tre adulti che si occupano di lui e costruire con loro una significativa relazione affettiva.
I principi che vengono rispettati mentre si effettuano gli interventi di cura sono:
- Il bambino non deve essere mai considerato come un oggetto, ma come un soggetto che sente, osserva e comprende;
- Non bisogna mai procedere in fretta o creando confusione;
- Le cure corporee, una volta iniziate, non devono essere interrotte (salvo naturalmente casi eccezionali).
I principi 2) e 3) fanno sì che, nonostante il tempo effettivamente impiegato per ogni cura sia generalmente breve, si generi l'impressione di dedicare a ciascun bambino un tempo molto lungo. Relativamente al punto 1, il fatto che il bambino non venga mai trattato come un oggetto si deduce da:
- La dolcezza dei gesti che rappresenta il riconoscimento concreto della sensibilità del bambino. L'adulto non può manipolare il bambino a piacimento, quindi si evitano bruschi cambi di posizione, sfregamenti energici del corpo, trascinamenti, ecc.
- Costante appello alla partecipazione attiva del bambino alle cure a cui è sottoposto. Per stimolare la partecipazione vengono utilizzati tre sistemi:
- L'educatrice, mentre si prende cura del bambino, gli parla guardandolo. Gli racconta tutto ciò che fa e commenta le sue reazioni. A Lóczy tutti gli adulti parlano usando un tono uniforme, non alzano la voce e mantengono un ritmo abbastanza costante.
- Ogni oggetto usato nella cura viene mostrato al bambino, accompagnando la spiegazione verbale dell'uso che si intende fare. L'educatrice incoraggia il bambino a toccare l'oggetto e lo supporta nei suoi sforzi per imparare ad usarlo autonomamente.
- Ci si aspetta che il bambino cooperi attivamente alle azioni di cura. Fin da quando è neonato, l'educatrice sfrutta al massimo i suoi movimenti spontanei. Pian piano il bambino aumenta la consapevolezza di questa cooperazione, che a un certo punto diventa volontaria.
Il fatto che l'adulto attenda la cooperazione più o meno volontaria del bambino prima di agire, crea armonia dei movimenti dei due soggetti. La dolcezza dell'educatrice non aumenta la durata delle cure, perché elimina le perdite di tempo dovute alla resistenza del bambino nei confronti delle manipolazioni brusche.
L'ordine seguito per sottoporre i bambini alle cure è mantenuto il più possibile costante. Quando l'educatrice inizia ad occuparsi di un bambino, avvisa il bambino successivo che dopo toccherà a lui. L'ordine seguito è rigoroso: se ad esempio è venuto il turno di un bambino che sta dormendo, questi viene dolcemente svegliato (l'unica eccezione è la merenda: in questo caso infatti se il bambino dorme lo si lascia continuare), se un bambino piange perché vorrebbe non aspettare, si cerca di distrarlo e di calmarlo, ma non si anticipa la cura.
Attraverso questo sistema rigido dei turni per le cure, il bambino impara ad aspettare il proprio turno solo quando esso si avvicina già a partire dai 6 - 10 mesi. Si riesce a ottenere che i bambini continuino le loro attività intanto che l'educatrice si occupa, senza fretta, del bambino che sta seguendo. Al di fuori dei turni per le cure, ciascun bambino può scegliere liberamente quando dormire, seguendo il proprio ritmo.
I pasti
Le diete seguite a Lóczy sono individualizzate. Ogni mattina il pediatra legge il quaderno di ogni bambino dove sono annotate la dieta e le eventuali variazioni necessarie.
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