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Riassunto esame Pedagogia dell'infanzia, prof. Infantino, libro consigliato Una relazione educativa insolita, David, Appell Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Pedagogia dell'infanzia della facoltà di Scienze della formazione, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Una relazione educativa insolita di David e Appell. Tra gli argomenti trattati vi sono i seguenti: cosa è Loczy? A quale bambini si rivolge?; favorire nel bambino la presa di coscienza di se stesso e del mondo che... Vedi di più

Esame di Pedagogia dell'infanzia docente Prof. A. Infantino

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Cosa è Loczy? A quale bambini si rivolge?

Loczy (prende il nome dalla via in cui è situato) è l’Istituto nazionale di Metodologia delle Case di

Budapest diretto dalla dottoressa Emmi Pickler. E’ un brefotrofio cioè un istituto per bambini da 0-3

anni che hanno attraversato o che attraversano situazioni di grande sofferenza in particolare, sono

bambini i cui genitori non possono prendersi cura di loro perché morti/malati o a causa di alcune

difficoltà (alcolismo,famiglie disiunite,ragazze madri,ecc…); una piccola parte è stata abbandonata

(nel 1971 ce ne sono 51)

Nella maggior parte dei casi questi bambini arrivano appena nati e lasciano l’istituto nel momento

in cui possono rientrare in famiglia o quando possono essere adottati. Pochi di lavoro rimangono

fino ai 3 anni o più, se accade vanno a vivere in un istituto per l’infanzia dai 3 ai 6 anni. Quindi, la

maggior parte dei bambini presenti a Loczy restano lì dall’uno ai due anni.

Entrando nell’istituto ciò che colpisce di questi bambini è l’aspetto florido, sorridente, abbronzato e

vivace, il fatto che svolgono le loro attività, sono poco dipendenti dagli adulti e tranquilli.

Quali sono gli adulti che lavorano a Loczy?

A Loczy lavorano circa 60 persone: alcuni svolgono un’attività puramente scientifica indipendente

dai bambini, altri svolgono un’attività a stretto contatto con i piccoli ed infine altri ancora una via di

mezzo.

In particolare, ci sono:

- 23 educatrici => sono ragazze o giovani donne (min. 18 max 30, soprattutto 20) che si

occupano direttamente dei bambini in ogni gruppo. Hanno una qualifica, un’ origine ed una

formazione molto diverse tra loro.

- 4/6 balie => sono giovani donne, molte ragazze madri che allattano oltre al loro figlio anche

altri 3-4 neonati presenti a Loczy, non sono educatrici e non sono stipendiate. Ricevono

però una somma per il loro latte ed un sussidio per casalinghe.

- 4 aiuto-educatrici => aiutano le educatrici nelle questioni materiali ma non hanno un

contatto diretto coi bambini, sono giovani ragazze che stanno finendo gli studi e che magari

svolgono tirocinio.

- Due infermiere => ragazze che prima lavoravano come educatrici, sorvegliano lo stato

fisico dei bambini e le diete e decidono con le educatrici quando i bambini devono uscire e

come vestirli. Applicano le cure mediche e curano soprattutto le “piccole bue” (grande

contatto col piccolo).

- Una maestra d’asilo => si occupa dei bambini a piccoli gruppi, per incontri brevi, a partire

dai 15-16 mesi.

- Sei psicologi => svolgono un lavoro scientifico, di formazione del personale,

accompagnano i bambini nelle passeggiate o hanno funzione di consulente pedagogico =

aiuta l’educatrice a comprendere e conoscere i bambini che accompagna durante le

passeggiate inoltre fa anche un lavoro di ricerca redigendo le sintesi mensili con

l’educatrice.

- Cinque medici => contatto diretto coi bambini e genitori, lavoro scientifico e formazione.

- Altre 24 persone => una bibliotecaria e altre persone che prendono parte al lavoro

scientifico e formazione. Alcune poi sono addette all’amministrazione, alla segreteria, alla

cucina, alla pulizia della casa, al guardaroba, alla manutenzione,ecc… Ci sono 3 uomini: un

autista, un giardiniere ed un uomo di fatica.

Quali sono i principi guida alla base di Loczy?

A Loczy tutto è basato su 4 principi guida, se uno viene trascurato tutto l’equilibrio si rompe.

1) Valore dell’attività autonoma => a Loczy vengono quindi favorite le attività spontanee,

l’intera vita dei bambini è organizzata in modo che, pur proteggendoli dai pericoli, abbiano

libertà di movimento in qualsiasi situazione si trovino. Gli adulti quindi non intervengono

direttamente per non minare questa libertà; per non rendere il bambino passivo e

dipendente l’adulto non interferisce con stimoli, insegnamenti od aiuti.

Le attività vengono stimolate in modo indiretto , in 3 modi:

- Mettendo il bambino in una progressione di situazioni e mettendo a sua disposizione il

materiale

- Rispettando le acquisizioni motorie del bambino,non è importante l’ordine in cui avvengono

ma il fatto che la successiva derivi dalla precedente non prima che questa sia stata

acquisita pienamente. Per questo motivo il bambino non viene mai messo in una situazione

che non controlla autonomamente.

- Con un commento verbale che riconosca il successo del bambino per fargli prendere

coscienza dei suoi progressi.

2) Valore di una relazione affettiva privilegiata => in assenza della madre, a Loczy si cerca di

dare al bambino una continuità cioè la possibilità di una relazione privilegiata con lo stesso

adulto. Per questo motivo si cerca di ridurre il numero di persone che lavorano con i

bambini e che si prendono cura di loro e di evitare cambiamenti improvvisi.

Si cerca quindi di creare un rapporto reale (soprattutto durante le cure momento

individuale) col bambino ma sempre controllato per non far pesare sul piccolo troppa

affettività ed aspettative che minerebbero la sua personalità e la sua futura relazione coi

nuovi genitori.

Durante l’inter-soin (periodo che intercorre tra una cura e l’altra) si lascia il bambino a se

stesso per favorire la sua attività spontanea tuttavia, il bimbo non è mai solo: l’ educatrice è

sempre vicina a lui in modo che il piccolo la percepisca e che lei possa vedere i suoi

movimenti (lasciare il bambino alle sue occupazioni senza intervenire direttamente è gia di

per sé un rapporto).

Il personale quindi da un’attenzione molto individualizzata al bambino per tutta la giornata,

in modo diretto ed immediate mentre lo accudiscono in modo indiretto ed a distanza

durante l’inter-soin.

L’attenzione prestata al bambino è valutata e controllata in quanto il fine ultimo è

l’autonomia e non si vuole creare una grande dipendenza tra il bimbo e l’adulto . La

risposta dell’adulto non deve ne superare la richiesta del bambino ne lasciarlo

insoddisfatto.

3) Favorire nel bambino la presa di coscienza di se stesso e del mondo che lo circonda =>

Nel momento in cui ci si prende cura del bambino è molto importante spiegargli ciò che si

sta facendo, chi è lui, chi è chi si prende cura di lui, com’è l’ambiente,ecc… stimolando la

sua partecipazione, il bambino prende coscienza di sé, si conosce, si esprime, si afferma

come persona. Quindi, fin da subito, il bambino va sempre trattato come soggetto attivo e

non come oggetto passivo.

4) Importanza di un buono stato di salute => c’è una grande attenzione alla salute fisica del

bambino attraverso osservazioni quotidiane sulla sua alimentazione, sul suo stile di vita e

sullo svolgimento della sua giornata. Lo sviluppo globale del bambino è registrato

attraverso esami medici regolari ed osservazioni dettagliate. Infine, viene molto stimolata

l’attività all’aria aperta.

Tuttavia, l’orientamento del sistema non è ospedaliero infatti il bambino ammalato è curato

all’interno del proprio gruppo dalle proprie educatrici e l’ospedalizzazione avviene

raramente solo in casi particolari e comunque le visite delle educatrici sono molto frequenti.

Questi 4 principi hanno due conseguenze importanti:

- L’elaborazione di una serie di modi di fare originali che diventano a loro volta principi

educativi (si notano nella divisione in gruppi, nelle cure, nei giochi liberi e nelle relazioni

sociali)

- L’esclusione di decisioni frettolose, di modifiche sul campo

Come sono organizzati i gruppi dei bambini a Loczy?

I bambini sono raggruppati in gruppi di 8 massimo 9 bambini; per ogni gruppo ci sono 3 educatrici

che se ne occupano a turno dalle 6 alle 13 e dalle 13 alle 20 oltre la sorveglianza notturna ogni

8/10 giorni.

Oltre a prendersi cura di tutti e 9 i bambini ogni educatrice si occupa principalmente di 3 di loro;

l’educatrice più anziana inoltre ha responsabilità pedagogiche verso le altre due.

Si cerca di fare in modo che le 3 educatrici seguano lo stesso gruppo per tutta la durata del loro

percorso a Loczy (si evitano cambiamenti bruschi) e che quindi siano vicine a quei bambini per

tutto il loro soggiorno in modo da sentirsi responsabili del loro sviluppo e di poterli veder crescere.

Nell’arco delle 7 ore in cui l’educatrice è di turno si occupa da sola del suo gruppo di bambini (è lei

che deve risolvere problemi individuali e di gruppo) perché si pensa che così i bambini capiscano

meglio chi è l’adulto che si prenda cura di lui nel tal momento.

A causa della partenza di alcuni bambini o delle educatrici stesse, non sempre è possibile che un

gruppo rimanga completo ed affidato sempre alle 3 educatrici tuttavia in questi casi si fa il possibile

perché almeno 2 educatrici o una rimangono con i bambini quindi tutto è pianificato a lungo

termine.

Quindi, le partenze improvvise sono eccezionali, grazie alla convinzione diffusa che i bambini

devono essere circondati il più possibile da persone stabili e grazie alla forte responsabilità che le

educatrici sentono nei confronti dei bambini.

Quali sono i luoghi di vita dei bambini a Loczy?

Man mano che i bambini crescono, assieme alle loro educatrici, cambiano posto per godere di più

di luoghi spaziosi ed aperti all’esterno.

Per cercare di ridurre al minimo lo spaesamento dei bambini, il trasferimento viene pianificato per

tempo, vi partecipano tutte e 3 le educatrici, il luogo nuovo viene organizzato e lo spostamento si

verifica nell’orario più idoneo ai bambini (dopo il pasto o la toilette) uno alla volta insieme al suo

letto.

Ogni gruppo ha , sia all’interno che all’esterno, un proprio ambito cioè una propria “unità di vita” =

spazio proprio di un gruppo che contiene i letti, l’area giochi , il necessario per i cambi e per i pasti.

Questa organizzazione dello spazio è molto razionale perché in questo modo l’educatrice ha a

portata di mano tutto ciò di cui ha bisogno senza doversi spostare.

All’esterno lo spazio è più differenziato: dagli 0 ai 14 mesi i bambini abitano al primo piano ed il

loro spazio esterno è una terrazza direttamente comunicante con la loro stanza (x non trasportare i

bambini) dove ci sono dei box; ci sono anche delle sbarre per proteggere i bambini dai pericoli e

per aiutarli ad alzarsi in piedi ed un sistema di tende per proteggerli dal sole, dal vento, dal neve e

dalla pioggia.

I bambini più grandi abitano invece al piano terra e possono accedere da soli (nonostante la scala)

al loro spazio esterno che è il giardino;man mano che crescono ed imparano a camminare hanno

un angolo di giardino sempre più lontano (anche l’attrezzatura dei bambini cambia rispetto all’età).

Gli spazi esterni vengono usati al massimo dei bambini di tutte le età, che stanno fuori appena il

tempo lo permette infatti passano tutte le giornate all’aperto da aprile-maggio ad ottobre. A partire

dalle 4 settimane di vita quando il tempo è brutto e devono stare al chiuso per molto tempo fanno

comunque la sesta fuori anche a 10 ° sotto zero ed i più grandi passeggiano anche passando

almeno due ore all’aperto.

Per quanto riguarda i vestiti non c’è una divisa infatti sono vari ma hanno un elemento in comune

cioè devono lasciare la massima libertà di movimento (es: calzoncini larghi, sacco a pelo per

dormire , scarpe comode come pantofole di tela cucite a Loczy, salopette con la tasca che

contiene molti tesori,ecc…).

Inoltre, i più grandi hanno i propri vestiti personali che sanno riconoscere, e che sono diversi da

quelli di tutti i giorni, per le “occasioni speciali” e per le passeggiate. In generale comunque i

bambini indossano il minimo indispensabile ed in giardino i bimbi più grandi stanno spesso nudi.

EVOLUZIONE DEI GRUPPI (ETA) => MODIFICA DELL’AMBIENTE (AREE DI GIOCO,

MATERIALI, VESTITI) per favorire l’attività dei bambini e la loro autonomia.

Come avvengono le cure a Loczy?

Le cure propriamente dette a Loczy consistono in alimentazione, bagno, cambio, vestire/svestire

ed esami medici ed evolvono in base ai progressi dei bambini.

Tutte queste cure hanno principalmente tre diversi fini:

- Il benessere ed il confort dei bambini

- Conservare e suscitare il piacere del bambino per quello che gli si fa

- Stimolare qualsiasi forma autonomia

Le cure sono caratterizzate da tre aspetti notevoli:

- Non c’è fretta ne confusione cioè l’educatrice non è mai affannata e da al bambino tutto il

tempo necessario

- Non si interrompono mai le cure corporee cioè l’educatrice conclude sempre

- Non si tratta mai il bambino come un oggetto

Questo punto si deduce da diversi aspetti:

- La dolcezza dei gesti => l’educatrice riconosce la sensibilità del bambino quindi non lo

manipola a proprio piacimento. Non ci sono cambiamenti bruschi di posizione, non si

scuotono i letti, non si sfregano i corpi o le teste con troppa energia,ecc..

Un esempio è il modo in cui i bambini si sollevano e si riappoggiano: l’educatrice chiama il

bambino per nome, lo appoggia sul dorso cercando di attirare la sua attenzione, gli alza il

braccio per far si di potergli prendere la testa in modo da sostenerla e solo allora lo solleva;

per riappoggiarlo la dolcezza è la stessa perché prima di appoggiarlo l’educatrice lo guarda

e lo avvolge con una copertina.

- Si cerca di far partecipare il bambino => mentre si prende cura di lui l’educatrice parla al

bambino, commenta cio che sta facendo con un tono uniforme, un ritmo costante e con un

livello sonoro basso. Inoltre, l’educatrice deve sempre presentare l’oggetto che sta per

usare e far cooperare attivamente il bambino (es: incoraggia i suoi tentativi di toccarlo e di

manipolarlo,ecc..)

L’educatrice sfrutta i gesti spontanei del bambino fin da quando è neonato (es: gli infila la

camicia nel momento in cui alza il pugnetto), i bambini sono liberi di scegliere la posizione

che preferiscono infatti a Loczy costringere un bambino a cambiare posizione od ad

assumerne una contro la sua volontà è considerato sbagliato quindi l’adulto prima di agire

deve accertarsi della cooperazione del bambino (armonia tra i movimenti del bambino e

quelli dell’adulto)

Per aiutare i bambini a prendere coscienza di quello che accade attorno a loro, l’ordine in cui

vengono prelevati per le cure è stabilito a priori e mantenuto costante: quando l’educatrice prende

un bambino spiega a quello dopo che sarà il suo turno e quando riporta il bambino di cui si è

occupata lo avverte di nuovo. Anche se un bambino piange non lo si cambia prima del suo turno

però lo consola es: cambiandolo di posto in un box oppure gli da un nuovo gioco.

GUADAGNARSI LA COOPERAZIONE DEL BAMBINO NON PORTA VIA Più TEMPO CHE

OPPORVISI!!!

Come avvengono i pasti?

Le diete di ogni bambino sono controllate rigidamente, stabilite ogni giorno e modificate solo se è

necessario.

L’ora del pasto è fissa ed ogni bambino mangia quando è il suo turno, per i più piccoli sono

preparati e serviti individualmente mentre per i più grandi sono collettivi e vengono serviti dalla

propria educatrice o si servono da soli. Tutti i cibi sono tenuti a bagnomaria in modo che

l’educatrice non deve preoccuparsi di scaldarli. Nessuno viene obbligato a mangiare più di quanto

desideri, se si ha ancora fame ed il bambino è piccolo riceve solo un sacco di carote o frutta

altrimenti se è grande un altro cucchiaio di cibo.

Fino ai 2 mesi i neonati sono allattati al seno e solo parzialmente e verso i 5/6mesi sono svezzati

(il biberon si usa solo se il bimbo non può essere allattato al seno perchè è ritenuto inutile in

quanto si ritiene che il bambino, allattato al seno e libero di succhiare qualsiasi cosa durante

l’attività, abbia già soddisfatto il suo bisogno di suzione.

Si indicano e si nominano gli oggetti (es: bicchiere, cucchiaio) finchè il bimbo non ha imparato a

bere e mangiare da solo a questo punto si passa alla fase dei “due cucchiai” = l’educatrice ed il

bambino, entrambi con un cucchiaio, svolgono la stessa azione a turno.

I bambini si siedono a tavola in età diverse, nessuno vi è costretto fino a quando non lo fa

spontaneamente (15 mesi); all’inizio il bimbo è solo è con un compagno poi aumentano i

commensali ed i più grandi aiutano.


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Riassunto per l'esame di Pedagogia dell'infanzia della facoltà di Scienze della formazione, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Una relazione educativa insolita di David e Appell. Tra gli argomenti trattati vi sono i seguenti: cosa è Loczy? A quale bambini si rivolge?; favorire nel bambino la presa di coscienza di se stesso e del mondo che lo circonda.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher beatrice.cirla di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia dell'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Infantino Agnese.

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