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Riassunto esame Pedagogia generale, prof. Formenti, libro consigliato La conoscenza ecologica Attualità di Gregory Bateson, Manghi

Riassunto per l'esame di Pedagogia generale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente "La conoscenza ecologica: Attualità di Gregory Bateson", Sergio Manghi - Raffaello Cortina Editore - 2004
Si parte dalla critica alle premesse del pensiero occidentale, viene sinteticamente illustrata la teoria dell'apprendimento proposta da Bateson,viene proposta... Vedi di più

Esame di Pedagogia generale docente Prof. L. Formenti

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Possiamo inoltre osservare che:

1) l’impressione di “copia fedele” è ingannevole, eppure è immediata e porta a scartare le altre infinite

possibilità di “leggere” la situazione rappresentata nel quadro senza che nemmeno ci si accorga di ciò;

2) per Magritte la condizione umana comporta necessariamente l’impossibilità di fare esperienza del

mondo direttamente, senza filtri. Essa è basata sulle immagini del mondo che noi stessi,

attraverso la nostra creatività (simile a quella del pittore di fronte alla finestra o a quella di coloro

che guardano il dipinto) ci costruiamo.

Le immagini del mondo non sono date nella realtà oggettiva e neppure sono presenti dentro i nostri

sistemi di pensiero, ma scaturiscono dal processo conoscitivo che, a sua volta, è frutto di interazioni

dinamiche, di accoppiamenti tra filtri creativi e vincoli esterni. Questi processi generano qualcosa di

nuovo che sono appunto le nostre immagini del mondo.

Bateson afferma lo stesso concetto: non è possibile liberare il nostro sguardo dai filtri creativi,

rappresentati dai contesti comunicativi, sociali e culturali.

Per Bateson (come per Magritte) la credenza oggettivista (che egli definisce “superstizione” = dal

latino, “stare al di sopra”) ci pone di fatto fuori dalla condizione umana, perché solo nell’ipotetica

posizione di Dio è possibile osservare la realtà per quella che è, senza alcun filtro.

La conoscenza è per Bateson un atto creativo, una dinamica ininterrotta creatore/creatura che riguarda

tutti gli esseri viventi (quindi anche agli esseri viventi non umani).

Ciascun organismo è coinvolto nel processo di composizione e ricomposizione creative che, attraverso

la combinazione di informazioni genetiche ed ambientali, porti ad un quadro accettabile di

sé­nel­contesto.

Bateson afferma che la conoscenza è un processo intrinsecamente interattivo, comunicativo e

sociale, quindi inserito nell’ambiente (conoscenza ecologica).

Capitolo 2 ­ LA DANZA DELLE RELAZIONI. CONOSCERE E’ ESSERE PARTE DI

CONTESTI INTERATTIVI

Che cos’è la mente per Bateson?

In analogia con gli ecosistemi, la mente per Bateson è un insieme interconnesso, evolutivo e

autocorrettivo di parti interagenti. 5

Bateson considera l’esempio di un individuo che sta abbattendo un albero con un’ascia: ogni colpo

viene modificato e corretto in base all’intaccatura lasciata sul tronco dal colpo precedente.

La mente non è qualcosa di racchiuso dentro i confini dell’individuo, ma un processo policentrico in cui i

diversi centri sono in relazione reciproca.

Siamo soliti pensare “io taglio l’albero”, come se esistesse un io delimitato che compie un’azione

finalistica e ben delimitata su un oggetto anche esso delimitato.

Si tratta di quella che Bateson definisce superstizione soggettivistica che, al pari della superstizione

oggettivista, deve essere superata.

Ogni pensiero, senza smettere di essere mio, scaturisce dal mio essere parte di un processo

mentale più ampio.

Come dice Girard, ogni azione umana rappresenta il segmento di un processo di mutuo

rispecchiamento, di incessante imitazione reciproca (mimesi o desiderio mimetico).

Girard e il principio mimetico

Girard interpreta le relazioni umane come relazioni di reciproca e incessante imitazione: ciascuno

assume l’altro, anche a livello inconscio, come modello a cui tendere.

L’imitazione a cui si riferisce Girard non deve negativamente essere contrapposta all’originalità e

all’autenticità di ciascuno, ma deve essere intesa in senso più ampio, come categoria che ci aiuta a dare

un senso all’avventura umana.

Girard afferma che non ci sarebbe l’uomo, né trasmissione culturale senza mimesi.

Nella storia dell’uomo, l’imitazione è stata spesso connotata negativamente, perché si è posto l’accento

sul contemporaneo timore e desiderio di perdersi nell’abbraccio con ciò che ci assomiglia, di dissolversi

nell’altro che ci sta di fronte e che si avverte simile a noi.

Per lungo tempo, una serie di tabù, miti e riti ci hanno protetto da questa vertigine.

La tragedia greca e soprattutto il cristianesimo hanno prodotto un profondo cambiamento

antropologico, grazie al quale si è svelato il lato meraviglioso della possibilità di riconoscersi gli uni gli

altri, orizzontalmente, nella nostra comune umanità.

Il riconoscimento di questo tratto della condizione umana non comporta la negazione di ogni “originalità”

individuale, ma piuttosto implica la possibilità di metterla in gioco in stretta connessione con quella altrui.

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Girard individua due diversi stili mimetici:

1) quello di coloro che riconoscono il loro mimetismo e lo rispettano, individuandone pregi e difetti;

2) quello di coloro che rinnegano il mimetismo e privilegiano un’immagine dell’altro come

ostacolo alla propria originalità. L’altro viene trattato come rivale e si finisce per temere l’essere

secondo l’altro.

Rendere visibili le relazioni

Nell’opera di Bateson è riscontrabile il tentativo di ricercare e sperimentare un linguaggio in

grado di rendere visibili le relazioni.

Bateson distingue due forme di discorso ricorrenti:

a. dall’interno dell’io all’interfaccia io­altro ­ Bateson individua alcune parole (ad esempio,

orgoglio, istinto, aggressività, carattere, ecc.) che normalmente intendiamo indicative di caratteristiche

interne all’individuo e che vengono usate in modo non appropriato per spiegare le relazioni tra creature.

Ad esempio, per Bateson non è corretto spiegare il comportamento aggressivo rimandando ad una

generica aggressività istintiva che ciascuno si ritrova di dentro.

Spiegare l’aggressione come effetto della causa “aggressività” o il comportamento orgoglioso come

effetto della causa “orgoglio” è una tautologia che non spiega nulla.

Bateson parla in proposito di credenza dormitiva, riferendosi ad un episodio del “Malato immaginario”

di Molière: uno studente di medicina alla domanda circa le cause per cui l’oppio induce il sonno,

risponde: “Perché contiene un principio soporifero”, non spiegando di fatto nulla!

b. dare un nome alle relazioni ­ Per Bateson non ha senso parlare genericamente di “orgoglio”,

“aggressività”, ecc. perché tutte queste parole assumono significato solo alla luce di ciò che accade tra

una persona e un’altra.

Tutte le parole che pronunciamo e le azioni che compiamo assumono significato solo se inserite in

cornici relazionali più grandi (contesti).

Ad esempio, soltanto definendo il contesto in cui l’azione avviene, uno schiaffo può risultare scherzoso o

offensivo.

Per Bateson si possono riconoscere due tipologie­base delle relazioni:

1. simmetria = forma di relazione basata su aspettative reciproche di uguaglianza;

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2. complementarietà = forma di relazione basata su aspettative reciproche di differenza.

Queste due forme di relazione si riferiscono ai tratti della coreografia che i “danzatori” della relazione

definiscono anche attraverso linguaggi non verbali (gesti, posture, toni di voce, ecc).

Nella relazione simmetrica i “danzatori” si comunicano reciprocamente il messaggio “io sono

uguale a te”, cioè si comunicano il riconoscimento reciproco, anche al di là del contenuto del

messaggio stesso.

E’ anche possibile che il messaggio sia di rivalità ostile, allora il significato è “io non sono da meno

di”. Se in una relazione simmetrica tra A e B, una parte accentua o indebolisce il messaggio di

uguaglianza, anche l’altra è indotta a fare altrettanto.

Nella relazione complementare i “danzatori” si rimandano reciprocamente il messaggio “io sono

diverso da te” (ciò avviene, ad esempio, nelle relazioni di autorità­obbedienza, dipendenza­assistenza,

orgoglio­umiltà, ecc.). Anche in questo caso, se una parte della relazione accentua o indebolisce il

messaggio di differenza, anche l’altra parte è indotta a fare altrettanto.

Anche la più elementare delle nostre azioni prende forma attraverso grovigli comunicativi in cui si

intrecciano simmetrie e complementarietà.

Non c’è due senza tre

In modo automatico, siamo portati a pensare alla relazione come a un legame tra due soggetti (legame

diadico).

Secondo Bateson, invece, fuori dalla cornice di tale legame ci sono numerosi altri soggetti,

simultaneamente co­presenti o anche solo ricordati, pensati o immaginati.

Per Bateson pensare è sempre interpensare, anche quando siamo soli, perchè il nostro linguaggio

interiore è costitutivamente un linguaggio sociale.

Ogni scambio comunicativo implica due piani relazionali distinti, ma legati tra loro:

1. il piano interattivo in senso stretto legato al rapporto faccia­a­faccia;

2. il piano simbolico che arriva a comprendere la vita intera delle persone coinvolte.

Grovigli tra litiganti

Manghi riporta lo stralcio di un’intervista a un medico il quale spiega che a volte si presentano dei

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pazienti che, ancora prima di dire che cosa hanno, chiedono al medico se si può fare una cosa o un’altra

perché hanno sentito dire che in un certo ospedale intervengono così.

Il medico afferma che gli verrebbe voglia di mandarli a quel paese, tuttavia cerca di agire per il loro

bene, anche se ciò comporta fatica psichica.

Considerando l’esempio citato possiamo individuare nel rapporto medico­paziente la seguente sequenza

interattiva:

­ A (paziente) si avvicina a B (medico) con aspettative complementari (io sono diverso da te: tu sei

medico e io il paziente);

­ il comportamento di A configura contemporaneamente una sfida simmetrica nei confronti di B (A si

comporta da medico, dicendo di saper cosa fare per curare il suo male);

­ B tenta con pazienza di riportare la relazione sul piano della complementarietà: cerca di spiegare la

situazione, come fa l’esperto col profano;

­ così facendo B risponde con una contromossa simmetrica alla sfida di A, cercando di fermare

l’invasione di campo.

Osserviamo che gli stessi comportamenti che ripristinano le condizioni di affidamento­accudimento

(complementarietà) accendono le motivazioni conflittuali di ordine simmetrico.

Nella precedente interpretazione, il conflitto tra A e B ha per oggetto la relazione che lega i due soggetti.

E’ possibile interpretare il conflitto ricorrendo a principi diversi. Ad esempio, se si desse

un’interpretazione basata sui diritti delle parti, si potrebbe affermare che A difende il proprio diritto a

manifestare le proprie opinioni, mentre B quello al riconoscimento della propria professionalità.

Gli strani algoritmi del cuore

Gli esseri umani non sono coscienti di esercitare sottili abilità comunicative e relazionali, anche perché le

esercitiamo in forme che il linguaggio autocosciente non potrebbe esprimere.

Questo è il frutto dalla nostra condizione di mammiferi affettivamente eccessivi e intensamente

comunicanti.

Esercitiamo quindi le nostre abilità relazionali attraverso linguaggi emozionati ed emozionanti, attraverso

un flusso di segnali e non­segnali reciproci, inaccessibili alla ragione della ragione, ma interpretabili

attraverso le ragioni del cuore. 9

Le ragioni del cuore (emozioni) sono regolate da registri comunicativi di ordine continuo, che

comportano un flusso incessante di segnali e controsegnali.

Le ragioni della ragione, invece, sono regolate da registri comunicativi di ordine discontinuo,

che tracciano continuamente differenze, contorni e discontinuità (sì­no, interno­esterno, causa­effetto,

emozione­coscienza).

Ogni tentativo di tradurre i segnali del primo tipo (quelli continui) in un registro del secondo tipo

(discontinuo) è destinato al fallimento.

Quando proviamo a raccontare un’emozione generiamo un messaggio che veicola qualcosa di

diverso dall’emozione originaria.

Le ragioni del cuore non possono essere dette, ma solo praticate.

L’emozione non è mai un evento che scaturisce dall’interno dell’organismo individuale, ma che

scaturisce dall’essere in relazione. E’ un evento interpersonale che accade sempre tra un soggetto e altri

soggetti nell’ambito di contesti sociali e culturali.

Per Bateson, la relazione precede, viene prima di ogni azione e ogni azione è contemporaneamente

relazione e viceversa.

Capitolo 3 ­ IL PANE, IL VINO E LA COSCIENZA ­ Patologie del conoscere

nell’”occidentale medio”

Marx in un passo del “Capitale” afferma che l’uomo, a differenza delle altre creature, interviene sugli

elementi naturali e materiali per realizzare uno scopo, a lui noto. E’ la figura dell’uomo Architetto.

La metafora dell’uomo Architetto è stata celebrata a cavallo tra Settecento e Ottocento dagli intellettuali

che annunciavano trionfanti la nascita di una società governata dalla razionalità degli scienziati e

finalmente libera dalle superstizioni religiose e mitologiche.

Bateson definisce fede nel “controllo unidirezionale”, la fede nell’uomo Architetto impegnato a

realizzare uno scopo che crede di conoscere pienamente (Bateson parla di “primato della finalità

cosciente”), senza rendersi conto dei disastri che in questo modo concorre a provocare. Esempi

paradigmatici sono il nazismo e i marxismi del Novecento.

L’”occidentale medio” ha piena fiducia nella possibilità di risolvere problemi piccoli e grandi attraverso

la tecnica, che rappresenta uno dei più potenti miti moderni.

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Si tratta di un mito di salvezza che consiste nel trasformare qualsiasi problema in una questione tecnica,

cioè in un problema di ricerca di mezzi adeguati per raggiungere un obiettivo.

L’uomo Architetto immagina che io e ambiente siano entità indipendenti e che l’io possa modificare

l’ambiente senza che ciò comporti alcuna conseguenza su di sé.

I Grandi Architetti si percepiscono in grado di progettare e realizzare un futuro interamente nuovo nel

quale il sacro è del tutto eliminato o, eventualmente, confinato in una sfera separata di esperienza.

Bateson ritiene invece fondamentale riconoscere che nel nostro agire quotidiano è sempre

all’opera “qualcosa di più grande” che non è accessibile alla coscienza e che riguarda il bello e

il sacro.

Bateson non critica la finalità cosciente in sé (anzi ad essa Bateson riconosce il merito di far risparmiare

all’uomo tempo ed energie per ealizzare i propri scopi), ma critica il primato della finalità cosciente.

Se si affievolisse la presunzione dell’Architetto di controllare unilateralmente l’ambiente per adattarlo

alle proprie esigenze (che egli presume di conoscere pienamente), allora l’uomo cambierebbe il proprio

abito mentale. Egli accetterebbe nuove pratiche capaci di esaltare i talenti inscritti nelle emozioni, nei

sogni, nel rilassamento della coscienza.

Si genererebbe così un nuovo contesto di significati che mette insieme l’Architetto e il Poeta.

I disastri provocati dal progresso tecnologico nelle relazioni interpersonali derivano per Bateson dalla

mortificazione delle modalità d’azione e comunicazione che si basano sulla fiducia

nell’inconsapevolezza. Si tratta di modalità comunque presenti, anche se non ce ne rendiamo conto, in

molte esperienze quotidiane come il gioco, l’umorismo, l’arte, l’amore e la religione.

Il processo di desacralizzazione o secolarizzazione

Sebbene gli esiti del processo di desacralizzazione siano particolarmente evidenti nella società moderna,

esso è iniziato soprattutto in seguito all’avvento di Cristo e all’annuncio evangelico.

Questo annuncio ha attribuito agli uomini la responsabilità di amarsi reciprocamente, ma anche quella di

odiarsi l’un l’altro, nonché la libertà di credere o no.

L’avvento di Cristo genera quindi una religione paradossale che conduce l’uomo a riconoscere nel

sacro sia la fonte della profonda coesione sociale sia quella della violenza reciproca.

La cultura occidentale è stata quella più direttamente influenzata dal cristianesimo e, non a caso, è anche

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Riassunto per l'esame di Pedagogia generale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente "La conoscenza ecologica: Attualità di Gregory Bateson", Sergio Manghi - Raffaello Cortina Editore - 2004
Si parte dalla critica alle premesse del pensiero occidentale, viene sinteticamente illustrata la teoria dell'apprendimento proposta da Bateson,viene proposta la riflessione di Bateson sul dipinto "La condizione umana" di René Magritte, viene proposta la distinzione fondamentale tra relazioni simmetriche e relazioni complementari, si illustrano i significati dei due esempi dell'alcolista e dell'anoressica, si considera il sacro in Bateson.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher assuntarappi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Formenti Laura.

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