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Modernità, scienza e pedagogia tra Otto e Novecento

Modernità

Modernità: caduta della cultura romantica-spiritualistica, convinzione della superiorità della civiltà industriale, fiducia nel progresso, visione laica dell’esistenza e valore della razionalità scientifico-empirista (applicazione alle scienze umane del metodo razionale tipico delle scienze naturali, ossia il metodo sperimentale).

Trasformazioni sociali

Trasformazioni sociali: maggiori risorse di prima necessità, nuove scoperte della medicina che permettono la sconfitta di malattie, il prolungamento della vita e la diminuzione della mortalità infantile. Elementi che sembrano garantire l'assenza di problemi per il futuro e permettono un sentimento di ottimismo.

Si assiste alla nascita della società borghese: nuovi valori sociali (prestigio personale, visione laica dell'esistenza, senso di affermazione personale, dinamismo negli affari, etica individualistica).

Educazione

L’uomo è concepito come risulta dall’analisi biologica e sociale per cui il processo educativo è un’applicazione razionale delle leggi biologiche, psicologiche e sociologiche, senza lasciar spazio al “dover essere” (norma etica enunciata in relazione ad una rappresentazione aprioristica dell’uomo). L’educazione si presenta come un fatto naturale che non può sfuggire al flusso evolutivo dei fatti naturali.

Autori fondamentali

  • Darwin: l’uomo è prodotto delle forze naturali che agiscono in modo unitario in un divenire in cui l’uomo è solo un elemento.
  • Spencer: estende l’impostazione evolutiva a tutti gli aspetti della vita (biologico, psicologico, sociale, politico); l’educazione è un processo che agisce pianificando le tappe con cui assicurare all’uomo una vita completa. Anch’essa è risultato dell’evoluzione (non può essere valida in ogni tempo e situazione).
  • Durkheim: analisi dei modi di agire e pensare collettivi e rapporti con il funzionamento delle istituzioni + applica le leggi dell’evoluzione all’analisi sociale. L’educazione è un fatto sociale in quanto varia a seconda delle condizioni storiche e classi sociali e sta alla base di quell’insieme di norme, sentimenti, modelli di comportamento condivisi in una determinata epoca. Vi è un’assoluta dipendenza del sistema formativo dalla struttura sociale (educazione = socializzazione metodica della nuova generazione).

Concetto di essere umano

  • Essere individuale: tutti gli stati mentali che riguardano solo noi stessi e nostra vita personale.
  • Sistema di idee, sentimenti, abitudini che esprimono i diversi gruppi di cui facciamo parte (credenze morali, tradizione, opinioni collettive) insieme costituiscono l’essere sociale: la sua costruzione è scopo dell’educazione.

Importanza della scuola

Ha un ruolo strategico nella creazione della società borghese; è espressione dei bisogni sociali e della morale collettiva e luogo privilegiato per la formazione dell’individuo. Funzioni principali:

  • Integrazione: assicura l’integrazione delle giovani generazioni nella struttura sociale attraverso i suoi programmi, disciplina e immagini sociali.
  • Riproduzione: riproduce il sistema di idee esterno.
  • Lo stato: supremo regolatore della disciplina nazionale e interprete dei conflitti e tensioni sociali. Il suo compito è promuovere i principi fondamentali della società liberale: rispetto della ragione, scienza e idee e sentimenti nazionali per garantire l’ordine nella società moderna caratterizzata da differenziazione, divisione e specializzazione.

Scuola nella società borghese

È un efficace strumento per trasmettere e consolidare i nuovi valori della modernità. I cambiamenti produttivi e industriali richiedono una preparazione elementare alla maggioranza della popolazione. Inizia a diffondersi una politica interventistica dello stato che giungerà a fine '800 al principio dell’obbligo scolastico. Si verifica una generalizzazione della scuola elementare e un incremento della scolarità secondaria e universitaria.

Le cause sono da rintracciare nello sviluppo industriale, l’estensione dei mercati, la maggiore diffusione della cultura scritta, l’accresciuto peso politico della borghesia che sottolinea valori come l’intraprendenza e la capacità di costruirsi un nuovo futuro.

Pedagogia e psicologia sperimentale

In Germania: nasce il laboratorio di psicologia sperimentale di Lipsia diretto da Wundt. Creazione della psicologia scientifica, dimostrazione del funzionamento di diversi aspetti della psiche umana. Wundt si occupa soprattutto di processi mentali per scoprire le leggi che regolano il loro svolgimento.

Influenze su pedagogia: Herbart tenta di creare una scienza dell’educazione basata su un metodo verificabile. Deve essere basata su due saperi: la psicologia che esplicita i processi di conoscenza, apprendimento e comportamento + l’etica che chiarisce la natura e giustifica le condotte umane (ancora legame con filosofia).

Autori

  • G. Stanley Hall: lancia in USA un nuovo movimento culturale (studio del bambino). Il suo progetto è di fondare una nuova pedagogia basata sulla conoscenza scientifica del bambino rispettosa delle leggi dello sviluppo. Si occupa soprattutto dei fenomeni fondamentali della natura umana come paura, collera, pietà, amore. Elabora la teoria della ricapitolazione: nel corso del suo sviluppo l’individuo ripete l’esperienza dell’evoluzione della specie umana.
  • Binet e Simon: nel 1905 presentano una scala metrica dell’intelligenza come strumento per attuare un’indagine sull’intelligenza di alunni di scuole elementari di Parigi e individuarne i ritardati. È costituito da un gran numero di prove rapide, precise e di difficoltà crescente da sperimentare su un gran numero di bambini di età diversa per individuare quali prove venissero superate in una determinata età per le quali i bambini di età inferiore erano incapaci di risolverle. I risultati permettono di stabilire se il soggetto è in ritardo, regolare o precoce rispetto alla sua età anagrafica.

Influenze mediche ed educazione

Queste idee sono il presupposto dell’interesse medico per le questioni educative; due interessi prevalenti: l’igiene e l’educazione fisica (corpo inteso come un bene in sé funzionale ad una società più sana, forte, produttiva) + l’educazione degli anormali (promuove l’interesse per la pedagogia speciale). In particolare Seguin che si occupa di approfondire fisiologicamente le caratteristiche delle differenti anomalie psichiche e di elaborare interventi terapeutici ed educativi, mentre prima si faceva la diagnosi del deficit senza curarsi di individuarne le cause o il trattamento terapeutico. Lo scopo dell’educazione per l’handicap non è diverso dai soggetti normodotati: deve interessarsi non solo alla dimensione sensoriale, ma anche intellettuale e morale (promozione del recupero dell’handicap).

Nuova concezione dell'infanzia

L’apporto di questi autori contribuisce a dare alla pedagogia una fisionomia più scientifica e sperimentale, attenta ai dati, ai fatti, all’osservazione dei fenomeni, alla creazione di ambienti e tecniche capaci di tradurre in eventi verificabili i processi educativi. Nasce così una nuova concezione dell’infanzia che si emancipa e riscatta da una condizione di emarginazione, sfruttamento e misconoscimento. Si diffonde una maggiore sensibilità nei confronti dell’infanzia che si traduce, a livello operativo, nella creazione di spazi, oggetti e iniziative a “misura di bambino” e nella denuncia dello sfruttamento e lavoro minorile.

Prima, l’infanzia era una fase di vita predeterminata dai costumi e dalle condizioni sociali dell’ambiente che si esprimeva in modo diverso a seconda della classe sociale (per esempio nella famiglia borghese caratterizzata dalla rigida divisione dei ruoli, l’educazione era finalizzata all’interiorizzazione del nucleo di valori e norme che il futuro adulto doveva possedere per diventare parte costruttiva del suo ceto sociale; nei ceti popolari si esprimeva con il lavoro precoce, malattie, cattiva alimentazione, alta mortalità e abbandono, adultizzazione). Ora si sviluppa un crescente interesse e iniziative per assicurare al fanciullo protezione, autonomia e libertà.

Il movimento per l'educazione nuova

All’inizio del '900 si diffonde il movimento per l’educazione nuova volto a tradurre sul piano dei comportamenti educativi la nuova visione dell’infanzia che si era sviluppata. In particolare la corrente dell’attivismo è considerata la rivoluzione copernicana della pedagogia; pedagogia tradizionale era incentrata sui programmi, metodi, disciplina e ruolo centrale del maestro. Il minore era concepito come semplice processo di riproduzione dei codici comportamentali, etici e sociali dell’ambiente di appartenenza e investimento produttivo. L’educazione perciò doveva accelerare il processo di entrata nell’età adulta.

La nuova pedagogia è tutta centrata sul soggetto in formazione: necessità di valorizzare l’infanzia e permettere al fanciullo di svilupparla con i suoi ritmi evolutivi, caratteristiche psicofisiche e interessi – bisogni specifici. L’educatore quindi non deve accelerare ma eliminare gli ostacoli al pieno esercizio dell’età infantile e promuovere esperienze che avrebbero reso il soggetto un vero fanciullo.

La nuova pedagogia

  • Rilevanza assegnata al soggetto in formazione.
  • Richiamo agli interessi-bisogni del soggetto per promuovere la crescita fisica, intellettiva, affettiva e sessuale senza rifarsi ad un concetto prestabilito di uomo, ma alle risorse, natura e ritmi di sviluppo del bambino, in riferimento agli studi di psicologia dell’età evolutiva.
  • Necessità di predisporre piani di lavoro e sviluppo personalizzati.
  • Rapporto più stretto scuola/vita: l’organizzazione interna scolastica deve ispirarsi alla vita sociale comunitaria.
  • Intelligenza intesa non solo come riflessione teorica (discipline umanistiche) ma operativo-pratica (cultura scientifica).

Nascita delle scuole nuove

Le prime esperienze avvengono nell’educazione collegiale (i collegi svolgevano un ruolo fondamentale nella formazione giovanile), in particolare in Inghilterra in cui vi era stata una grande diffusione delle tesi di Spencer e attenzione ai processi di modernizzazione. Qui la tradizione scolastica era totalmente affidata all’iniziativa privata, per cui aperta alla sperimentazione educativa. Esempi:

  • Cecil Reddie: elabora un intreccio tra tradizione (non mette in discussione i principi fondamentali del sistema educativo collegiale come ordine e disciplina) + novità (applicazione delle regole dell’autogoverno democratico). La formazione del carattere è concepita come una forma di autoconvinzione e capacità di adeguarsi volontariamente alle regole sociali. Promuove tre principali attività a livello scolastico: introduzione dei lavori manuali come coltivazione, lavorazione legno; introduzione lingue straniere e cultura scientifica; pratica didattica antimnemonica perché l’insegnamento parte dalla partecipazione degli allievi e dalla capacità di discutere e ragionare.

Nella maggioranza dei casi l’educazione nuova non entra in conflitto con la società del tempo ed è volta al rinnovamento delle pratiche educative per migliorare così anche la società; in alcuni casi si producono ipotesi estreme e radicali in polemica con il conformismo delle istituzioni sociali. Spesso le scuole nuove rappresentano esperienze circoscritte ed elitarie, incapaci di imprimere subito un nuovo corso ai sistemi scolastici del tempo.

Il punto comune a tutte le esperienze di riforma dell’istruzione secondaria è la percezione della tradizione scolastica come incapace di tenere il passo con i cambiamenti e la necessità di una formazione più coerente con la modernità che desse maggiore spazio alla cultura scientifica, attività pratiche, sport, lingue moderne, ridimensionamento della cultura classica, contesto educativo aperto e familiare caratterizzato dalle regole di vita democratica tipiche della società liberale.

Le scuole nuove a livello elementare

Si diffonde un crescente interesse della società borghese per la scuola popolare. È impossibile ricondurre le diverse esperienze ad un unico e prevalente modello. Tutte le esperienze però si rifanno al principio dell’autoeducazione e del rispetto per lo sviluppo psicologico nella nuova concezione dell’infanzia.

L'esperienza di Dewey

"Scuola e società": la rivoluzione industriale ha modificato totalmente la situazione del soggetto rispetto alla società tradizionale in cui lo scambio tra ambiente sociale e processi educativi era un fatto naturale che si svolgeva in famiglia e nel proprio ambiente di appartenenza. Nella società moderna gli apprendimenti naturali che si assimilano dall’ambiente non sono più sufficienti a creare dei vincoli di solidarietà necessari per dare identità e coesione alla vita sociale. Lo scopo della scuola non è più la trasmissione di capacità formali, ma deve introdurre i soggetti alla vita sociale. Deve dare priorità alle attività pratiche e manuali con cui i soggetti possono entrare in relazione con l’ambiente e vivere esperienze comunitarie significative. La scuola è una grande famiglia che deve proseguire l’educazione iniziata in ambito domestico.

Scuola di Chicago: distribuzione degli allievi in piccoli gruppi con rapporto di collaborazione e cooperazione in cui si svolgono tre attività principali pratiche con la funzione di stimolare gli interessi, la curiosità e rispondere al bisogno di fare tipico dell’infanzia; conoscenza dell’ambiente sociale per padroneggiare il contesto in cui si vive; competenze di comunicazione simbolica solo dopo aver maturato le competenze pratiche e sociali.

Altro fenomeno sociale della fine dell'800: i movimenti giovanili

Le migliori condizioni di vita e il ritardato inserimento nel mondo produttivo favoriscono l’insorgenza di un nuovo gruppo con caratteristiche atipiche e legato ad una specifica età di vita. I primi movimenti giovanili sono in contrasto con le strutture e valori prevalenti (autorità paterna, disciplina scolastica e moralismo). Sono soprattutto giovani dell’alta-media borghesia riuniti in club o associazioni che rivendicano una vita diversa, una concezione non conformistica dei rapporti sociali, cultura, arte e rapporti sessuali. Dal punto di vista educativo propongono un ritorno alla natura, vita semplice, gioiosa e libera.

L’esempio più tipico: la libera comunità educativa creata da G. Wyneken in Germania le cui caratteristiche principali erano l’autonomia della gioventù, polemica contro la famiglia e scuola tradizionale, clima di collaborazione e amicizia. L’educazione è concepita come autonomia personale contro ogni forma di coercizione tesa a cristallizzare il soggetto e sottoporlo ad una autorità esterna. Anche grande sviluppo delle esperienze formative sportive, soprattutto degli sport di squadra che uniscono la dimensione agonistica a quella del cameratismo e amicizia.

Nascita dello scoutismo: (R. Baden Powell). Gli elementi principali sono il forte senso del dovere e dell’onore e il rapporto con la natura, la dimensione della ricerca, avventura, gioco, esplorazione. Fondamentale è l’esperienza della scoperta: la valenza educativa dell’esplorazione (risponde al desiderio di curiosità infantile, poi al desiderio di avventura adolescenziale e infine la scoperta della vita e dell’impegno). Ad essa si associano la capacità di ricerca, ordine, disciplina di gruppo (qualità necessarie ad un uomo per orientarsi nel suo ambiente, controllare le circostanze e padroneggiare se stesso). Qui si ritrovano molti motivi dell’educazione nuova: contatto con natura, autogoverno, spirito di ricerca, educazione sociale.

Il fenomeno dell'educazione nuova

Il fenomeno dell’educazione nuova da un lato fa riferimento a principi convergenti (valorizzazione delle risorse e interessi del soggetto in formazione), dall’altro si manifesta in forme differenziate dal punto di vista pratico. I due principali centri di elaborazione e riflessione sono gli ambienti progressisti americani tra cui Dewey e l’istituto J.J Rousseau di Ginevra.

Il funzionalismo di Dewey

Problemi e vicende della società americana tra i due secoli: forte immigrazione, processi di industrializzazione, urgenza di affrontare bisogni immediati dell’individuo e comunità. La pedagogia di Dewey ha una finalità funzionalistica: l’educazione è un processo di socializzazione (partecipazione dell’individuo alla coscienza sociale). Il rapporto tra individuo e società si struttura sul concetto di esperienza: cioè la realtà nel suo dinamismo. Possibilità dell’individuo di interagire con la natura, di sperimentare l’ambiente circostante concorrendo a trasformarlo e venendo a sua volta trasformato.

Concetto di natura: una continua emergenza di forme nuove che scaturisce dalla continua interazione uomo/ambiente; l’uomo si sforza di piegare l’ambiente ai suoi fini e l’ambiente modifica l’uomo in un processo perennemente interattivo. L’attività intelligente dell’uomo non è qualcosa di esterno alla natura (conoscere e fare sono strettamente connessi), le idee sono piani d’azione per progettare il futuro, definire metodi di intervento e soluzioni. L’educazione è adattamento a forme di vita, ideali e costumi della società di appartenenza (fine sociale) + sviluppo costruttivo della personalità del soggetto che spera di...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Chiosso Giorgio.
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