Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

IL MOVIMENTO PER L’EDUCAZIONE NUOVA

All’inizio del 900 si diffonde il movimento per l’educazione nuova volto a tradurre sul piano

dei comportamenti educativi la nuova visione dell’infanzia che si era sviluppata. In

particolare la CORRENTE DELL’ATTIVISMO: considerata la rivoluzione copernicana della

pedagogia; pedagogia tradizionale era incentrata sui programmi, metodi, disciplina e ruolo

centrale del maestro.il minore era concepito come semplice processo di riproduzione dei

codici comportamentali, etici e sociali dell’ambiente di appartenenza e investimento

produttivo. L’educazione perciò doveva accelerare il processo di entrata nell’età adulta.

La nuova pedagogia è tutta centrata sul soggetto in formazione: necessità di valorizzare

l’infanzia e permettere al fanciullo di svilupparla con i suoi ritmi evolutivi, caratteristiche

psicofisiche e interessi – bisogni specifici. L’educatore quindi non deve accelerare ma

eliminare gli ostacoli al pieno esercizio dell’età infantile e promuovere esperienze che

avrebbero reso il soggetto un vero fanciullo.

LA NUOVA PEDAGOGIA:

rilevanza assegnata al soggetto in formazione

 richiamo agli interessi-bisogni del soggetto per promuovere la crescita fisica,

 intellettiva, affettiva e sessuale senza rifarsi ad un concetto prestabilito di uomo, ma

alle risorse, natura e ritmi di sviluppo del bambino, in riferimento agli studi di

psicologia dell’età evolutiva.

Necessità di predisporre piani di lavoro e sviluppo personalizzati

 Rapporto più stretto scuola/vita: l’organizzazione interna scolastica deve ispirarsi

 alla vita sociale comunitaria

Intelligenza intesa non solo come riflessione teorica (discipline umanistiche) ma

 operativo-pratica (cultura scientifica).

Nascita delle scuole nuove:le prime esperienze avvengono nell’educazione collegiale (i

collegi svolgevano un ruolo fondamentale nella formazione giovanile), in particolare in

Inghilterra in cui vi era stata una grande diffusione delle tesi di Spencer e attenzione ai

processi di modernizzazione.Qui la tradizione scolastica era totalmente affidata

all’iniziativa privata, per cui aperta alla sperimentazione educativa. Esempi:

Cecil Ridde che elabora un intreccio tra tradizione (non mette in discussione

 i principi fondamentali del sistema educativo collegiale come ordine e

disciplina) + novità (applicazione delle regole dell’autogoverno democratico).

La formazione del carattere è concepita come una forma di autoconvinzione

e capacità di adeguarsi volontariamente alle regole sociali. Promuove 3

principali attività a livello scolastico: introduzione dei lavori manuali come

coltivazione, lavorazione legno; introduzione lingue straniere e cultura

scientifica; pratica didattica antimnemonica perché l’insegnamento parte

dalla partecipazione degli allievi e dalla capacità di discutere e ragionare

Nella maggioranza dei casi l’educazione nuova non entra in conflitto con la società del

tempo ed è volta al rinnovamento delle pratiche educative per migliorare così anche la

società; in alcuni casi si producono ipotesi estreme e radicali in polemica con il

conformismo delle istituzioni sociali. Spesso le scuole nuove rappresentano esperienze

circoscritte ed elitarie, incapaci di imprimere subito un nuovo corso ai sistemi scolastici del

tempo.

Il punto comune a tutte le esperienze di riforma dell’istruzione secondaria: percezione

della tradizione scolastica come incapace di tenere il passo con i cambiamenti, necessità

4

di una formazione più coerente con la modernità che desse maggiore spazio alla cultura

scientifica, attività pratiche, sport, lingue moderne, ridimensionamento della cultura

classica, contesto educativo aperto e familiare caratterizzato dalle regole di vita

democratica tipiche della società liberale.

Le scuole nuove a livello elementare:

si diffonde un crescente interesse della società borghese per la scuola popolare. E’

impossibile ricondurre le diverse esperienze ad un unico e prevalente modello. Tutte le

esperienze però si rifanno al principio dell’autoeducazione e del rispetto per lo sviluppo

psicologico nella nuova concezione dell’infanzia.

L’esperienza di DEWEY:

“SCUOLA E SOCIETA”: la rivoluzione industriale ha modificato totalmente la situazione del soggetto rispetto alla

società tradizionale in cui lo scambio tra ambiente sociale e processi educativi era un fatto naturale che si svolgeva in

famiglia e nel proprio ambiente di appartenenza. Nella società moderna gli apprendimenti naturali che si assimilano

dall’ambiente non sono più sufficienti a creare dei vincoli di solidarietà necessari per dare identità e coesione alla

vita sociale. Lo scopo della scuola non è più la trasmissione di capacità formali, ma deve introdurre i soggetti alla

vita sociale. Deve dare priorità alle attività pratiche e manuali con cui i soggetti possono entrare in relazione con

l’ambiente e vivere esperienze comunitarie significative. La scuola è una grande famiglia che deve proseguir

l’educazione iniziata in ambito domestico.

Scuola di Chicago: distribuzione degli allievi in piccoli gruppi con rapporto di collaborazione e cooperazione in cui

si svolgono 3 attività principali pratiche con la funzione di stimolare gli interessi la curiosità e rispondere al

bisogno di fare tipico dell’infanzia; conoscenza dell’ambiente sociale per padroneggiare il contesto in cui si vive;

competenze di comunicazione simbolica solo dopo aver maturato le competenze pratiche e sociali.

Altro fenomeno sociale della fine dell’800:

I MOVIMENTI GIOVANILI

Le migliori condizioni di vita e il ritardato inserimento nel mondo produttivo favoriscono

l’insorgenza di un nuovo gruppo con caratteristiche atipiche e legato ad una specifica età

di vita. I primi movimenti giovanili sono in contrasto con le strutture e valori prevalenti

(autorità paterna, disciplina scolastica e moralismo).Sono soprattutto giovani dell’alta-

media borghesia riuniti in club o associazioni che rivendicano una vita diversa, una

concezione non conformistica dei rapporti sociali, cultura, arte e rapporti sessuali. Dal

punto di vista educativo propongono un ritorno alla natura, vita semplice, gioiosa e libera.

L’esempio più tipico: la libera comunità educativa creata da G.Wyneken in Germania le cui

caratteristiche principali erano l’autonomia della gioventù, polemica contro la famiglia e

scuola tradizionale, clima di collaborazione e amicizia. L’educazione è concepita come

autonomia personale contro ogni forma di coercizione tesa a cristallizzare il soggetto e

sottoporlo ad una autorità esterna.

Anche grande sviluppo delle esperienze formative sportive, soprattutto degli sport di

squadra che uniscono la dimensione agonistica a quella del cameratismo e amicizia.

Nascita dello SCOUTISMO: (R.Baden Powell). Gli elementi principali sono il forte senso

del dovere e dell’onore e il rapporto con la natura, la dimensione della ricerca, avventura,

gioco, esplorazione. Fondamentale è l’esperienza della SCOPERTA: la valenza educativa

dell’esplorazione (risponde al desiderio di curiosità infantile, poi al desiderio di avventura

adolescenziale e infine la scoperta della vita e dell’impegno). Ad essa si associano la

capacità di ricerca, ordine, disciplina di gruppo (qualità necessarie ad un uomo per

orientarsi nel suo ambiente, controllare le circostanze e padroneggiare se stesso). Qui si

ritrovano molti motivi dell’educazione nuova: contatto con natura, autogoverno, spirito di

ricerca, educazione sociale. 5

Il fenomeno dell’educazione nuova da un lato fa riferimento a principi convergenti

(valorizzazione delle risorse e interessi del soggetto in formazione), dall’altro si manifesta

in forme differenziate dal punto di vista pratico. I due principali centri di elaborazione e

riflessione sono gli ambienti progressisti americani tra cui Dewey e l’istituto J.J Rousseau

di Ginevra.

IL FUNZIONALISMO DI DEWEY

Problemi e vicende della società americana

tra i due secoli: forte immigrazione,

processi di industrializzazione, urgenza di

affrontare bisogni immediati dell’individuo

e comunità.

La pedagogia di Dewey ha una finalità funzionalistica: l’educazione è un processo di

socializzazione (partecipazione dell’individuo alla coscienza sociale).

Il rapporto tra individuo /società si struttura sul concetto di esperienza: cioè la realtà nel

suo dinamismo. Possibilità dell’individuo di interagire con la natura, di sperimentare

l’ambiente circostante concorrendo a trasformarlo e venendo a sua volta trasformato.

Concetto di natura: una continua emergenza di forme nuove che scaturisce dalla continua

interazione uomo/ambiente; l’uomo si sforza di piegare l’ambiente ai suoi fini e l’ambiente

modifica l’uomo in un processo perennemente interattivo.

L’attività intelligente dell’uomo non è qualcosa di esterno alla natura (conoscere e fare

sono strettamente connessi), le idee sono piani d’azione per progettare il futuro, definire

metodi di intervento e soluzioni.

L’educazione è adattamento a forme di vita, ideali e costumi della società di appartenenza

(FINE SOCIALE) + sviluppo costruttivo della personalità del soggetto che spera di

trasformare e migliorare la realtà (FINE INDIVIDUALE)

L’apprendimento

Conoscenza per problemi, capacità di organizzare dati, pianificare ipotesi e verificare

soluzioni. Si articola in 5 fasi:

1. situazione di disagio-difficoltà (l’apprendimento inizia in una fase ricca di

interrogativi, aperta a soluzioni diverse)

2. processo di intelletualizzazione: osservare più attentamente le difficoltà, procedere

alla ricognizione delle conoscenze in nostro possesso, razionalizzare le questioni

aperte

3. ipotesi: sulla base delle conoscenze già acquisite e suggestioni che scaturiscono

dal problema si delinea un’ipotesi di ricerca, lavoro e soluzione per raggiungere un

più alto livello di conoscenza

4. realizzare un ragionamento congruente per verificare la conseguenza dell’ipotesi

anche sulla base di contributi scientifici ed esperienze già compiute. E’ la fase della

progettazione: si definisce il piano d’azione e le diverse fasi della ricerca

5. controllo mediante l’azione: verifica attraverso l’osservazione diretta e

sperimentale

il problema si può dire risolto quando la ricerca porta a conoscenze nuove che permettono

di arricchire il sapere con nuovi aspetti problematici. Concezione del sapere come 6

continuo processo di interazione con la realtà in cui la verità non è data una volta per tutte

ma è continuamente sottoposta e verifica e sperimentazione.

DEMOCRAZIA – EDUCAZIONE – SCUOLA

La società democratica è quella che meglio consente il pieno sviluppo dell’uomo perché

favorisce la liberazione di una maggiore varietà di capacità personali ed estende l’area

degli interessi comuni. Essa è caratterizzata da : profonda partecipazione di tutte le sue

parti agli stessi scopi, valori, interessi; è un modo di vivere in cui tutti gli individui

collaborano per perseguire fini comuni in collaborazione.

Perciò la democrazia deve essere sostenuta con l’educazione: l’educazione non è mai un

fatto individuale ma un’attività che ha il suo fine nella società a cui appartiene l’individuo.

Garantisce la continuità della vita sociale e assicura che gli interessi e le aspettative dei

suoi singoli si orientino in modo costruttivo ai valori condivisi.

La democrazia esige la partecipazione di tutti per il conseguimento del bene comune, per

cui deve garantire che ognuno abbia l’occasione di sperimentare il meglio di sé nella

società.

La scuola: è un’occasione di sviluppo, di collaborazione tra gli uomini, di partecipazione a

decisioni comuni. Non è un microcosmo isolato, ma interagisce con la più vasta e

complessa realtà sociale.

Educazione attiva: capace di promuovere le risorse dell’individuo, inserirlo nella vita

sociale e renderlo protagonista delle scelte personali e comunitarie

ISTITUTO J.J.ROUSSEAU DI GINEVRA

Fondato nel 1912 ed espressione di un grande rispetto per l’infanzia e l’educazione. Già

nel 1889 all’università di Ginevra era nata la prima cattedra di pedagogia con forte

impronta sperimentale, qui studia Claparède (formazione medica, ma interessi per

psicologia e educazione). Da qui sviluppa l’idea di creare un centro stabile di studi e

ricerche per assicurare una migliore preparazione agli insegnanti, approfondire la

conoscenza psicologica dei giovani e diffondere i temi e i problemi dell’educazione nuova

(tra gli altri. Ferriere, Piaget, Dottrens).

Il motto dell’istituto è “il maestro vada a scuola dal fanciullo” che sottolinea la centralità del

soggetto in formazione. Secondo Claparède la validità e l’efficacia dell’azione educativa

dipendono dalla preparazione degli insegnati, considerati scienziati dell’educazione

(capaci di osservare, sperimentare, innovare continuamente l’attività). La pedagogia è

scienza sperimentale alla cui base ci sono la psicologia e la psicopedagogia.

L’intelligenza è concepita come capacità di risolvere nuovi problemi con il pensiero, perciò

strumento finalizzato all’adattamento del soggetto quando non sono più sufficienti l’istinto

e l’abitudine: come tutti gli altri animali, l’uomo, quando percepisce uno stato di squilibrio,

si attiva per elaborare una risposta alla situazione di bisogno. La risposta prevede l’uso

anche dell’intelligenza razionale (tutti i comportamenti psichici scaturiscono direttamente o

meno da uno stato psichico di bisogno)

LEGGE DEL BISOGNO

LEGGE DELL’INTERESSE: quando insorge l’interesse (è la motivazione di tutti i

comportamenti)

LEGGE DEL TATONNEMENT: quando la situazione è totalmente nuova, il bisogno

suscita una serie di reazioni finalizzate a trovare un nuovo equilibrio e nuovi interessi 7

da queste considerazioni Claparède elabora la teoria di educazione funzionale: graduale e

progressivo adattamento rispetto allo sviluppo degli interessi, bisogni e capacità del

fanciullo.

Per esempio, grande importanza conferita al gioco: esercizio educativo spontaneo,

rispettoso dell’infanzia, senza precoci sistemazioni di conoscenze.

Inoltre parla di SCUOLA SU MISURA: articolazione e individuazione degli interventi per

valorizzare al massimo i diversi ritmi di apprendimento, le diverse abitudini e capacità

individuali. I contenuti scolastici, i ritmi di apprendimento e l’organizzazione didattica

devono essere predisposti per assecondare e soddisfare le esigenze delle diverse

personalità. La scuola al servizio dell’alunno e del suo sviluppo e non programma

precostituito e uguale per tutti.

Cambia anche la figura del maestro: non onnisciente incaricato di trasmettere nozioni e

conoscenze reputate indispensabili dagli adulti e dai programmi scolastici, ma uno

stimolatore di interessi, promotore dei bisogni intellettivi e morali.

FERRIERE

Grande attività di organizzazione e divulgazione delle nuove conoscenze educative. Si

richiama alla teoria dello “slancio vitale” di Bergson (rappresentato dalla volontà di

accrescere le possibilità di vita e per non lasciarsi sopraffare dalle forze avverse

dell’ambiente = forza di autoconservazione e promotrice di sviluppo).

La scuola attiva: qui i fanciulli sono protagonisti, si promuove l’attività spontanea sulla

base delle conoscenze psicologiche, muove dai bisogni e interessi del soggetto in

formazione, nel rispetto delle leggi dello sviluppo psicologico, mette in contatto il soggetto

con la natura e lo rende attivo attraverso l’esercizio manuale e la coscientizzazione della

libertà personale ( a differenza della scuola passiva basata su centralità del maestro e

subalternità dell’allievo). Il compito del maestro non è di imporre la sua volontà e modelli

precostituiti, ma sostenere la buona volontà, laccare crescere, sviluppare, ordinare le

capacità infantili.

Elemento comune a tutti i personaggi ginevrini: collegamento tra il rinnovamento

pedagogico e scolastico e i valori democratici e progressisti. Anche le scuole attive si

associano ad una concezione di democrazia progressista.

Nel 1919 le bureau international des ecoles nuovelles elabora la

CARTA PER L’EDUCAZIONE NUOVA in cui si esprimono i requisiti oggettivi richiesti alle

scuole che ambivano alla qualifica di “nuove”:

Primi dieci punti riguardano l’organizzazione della scuola: scuola come

 laboratorio di pedagogia pratica. Deve avere la forma di un internato situato

in campagna, organizzato in piccoli gruppi su modello familiare in cui esiste

la coeducazione dei sessi e un largo spazio al lavoro manuale, attività

campestri, ginnastica, viaggi.

Educazione intellettuale: ampia cultura generale impartita non solo con

 nozioni ma basata su fatti ed esperienze orientata a formare lo spirito critico

e applicazione del metodo scientifico (osservazione, ipotesi, verifica leggi).

Alla base di ogni apprendimento stanno gli interessi del soggetto.

Educazione morale: promuovere l’autorità interna e la coscienza interiore

 attraverso l’esercizio diretto della responsabilità personale, la partecipazione

8

democratica alla vita scolastica. Dal punto di vista religioso: tolleranza ed

equivalenza tra le diverse esperienze di fede

DECROLY

Formazione medica, interesse per i processi educativi e i metodi d’apprendimento, in

rapporto con l’ambiente ginevrino. Nel 1907 fonda la scuola de l’Ermitage.

L’educazione non è una preparazione alla vita, ma vita stessa che può avviare

all’esistenza futura solo perché insegna al soggetto a vivere la sua fanciullezza e superare

le difficoltà adeguate al suo livello di sviluppo.

La pedagogia è psicologia applicata, educare significa seguire il corso dell’evoluzione

naturale dei dinamismi psichici.

Individua 4 bisogni fondamentali dell’uomo nutrirsi, lottare contro le intemperie, difendersi

dai pericoli e agire-lavorare-ricrearsi-migliorarsi.

Sul piano didattico si traduce il bisogno in una serie di centri di interesse attorno cui

raccogliere le attività fondamentali per la formazione dell’individuo. Ogni bisogno deve

permettere ampi riferimenti ad attività, ricerche, fatti storico-sociali, problemi morali.

L’innovazione sta nel porre al centro del processo formativo l’allievo con i suoi bisogni

fondamentali.

Lo svolgimento dei centri d’interesse avviene in 3 momenti:

Osservazione: gli allievi sono posti in contatto con oggetti, fenomeni, eventi

 per impadronirsene non solo a livello mnemonico, ma esperenziale

Associazione: collegamento di queste informazioni con attive conoscenze

 fornite da libri, documenti e spiegazioni per far progredire le conoscenze

verso concetti generali ampliando l’esperienza diretta

Espressione: capacità di manifestare attraverso un linguaggio il proprio

 pensiero agli altri

La funzione di globalizzazione: la conoscenza a livello iniziale non riguarda elementi che si

associano per formare un tutto complesso, ma èp una struttura indifferenziata; il bambino

percepisce e apprende in modo globale e indistinto, senza processi di scomposizione

analitica. Dopo la prima conoscenza globalizzante sarà capace di compiere operazioni

analitiche e di sintesi.

MONTESSORI

Spirito rinnovatore che colpì l’Europa non ebbe in Italia la stessa fisionomia. Infatti le

espressioni pedagogiche più significative nell’Italia ad inizio secolo sono antipositivistiche

(croce, Gentile) e, dal punto di vista politico, concezioni fortemente spiritualizzate. Anche

in pedagogia permane la preoccupazione di salvaguardare la dimensione spirituale

dell’uomo che le scienze moderne rischiavano di dimenticare o annullare.

Perciò i pochi contributi delle ricerche sperimentali e il movimento dell’educazione nuova

non ebbero futuro e finirono per ridursi all’area handicap.

Nonostante ciò, anche in Italia matura una nuova sensibilità verso l’infanzia e l’esigenza di

tener conto delle dinamiche evolutive e degli interessi e bisogni del bambino. Tra le

iniziative: la stampa per ragazzi (“Il giornalino della domenica”)

Montessori:nel 1907 apre la sua prima “casa dei bambini”. La pedagogia deve essere

scientifica, rispettosa delle leggi di sviluppo del bambino, libera da pregiudizi metafisici e

dal peso delle consuetudini e della tradizione. 9

La natura = libertà intesa come spinta interiore ad agire e crescere secondo un piano di

autonomia, se non si è deformati dall’intrusione prepotente dell’adulto. Educare vuol dire

promuovere l’autoeducazione dei bambini e sollecitare le forze interiori e potenzialità.

Il ruolo dell’educatore: non impartire nozioni, ma creare un ambiente adatto al bisogno del

bambino di agire, giocare e assimilare spontaneamente.

Il materiale montessoriano: esso ha la funzione promotrice e ordinatrice

dello sviluppo infantile. Per esempio, nelle case dei bambini: devono

esserci oggetti capaci di rispondere ai bisogni infantili di manipolazione e

di gioco e capaci di rispettare la gradualità di sviluppo dei sensi e

intelligenza (solidi da incastrare, blocchi da ordinare..)

Il materiale deve possedere 4 qualità fondamentali:

Predisporre oggetti che permettono il controllo dell’errore

o (oggetti ad incastro)

L’attraenza (per es. il colore)

o Dimensione attiva: oggetti che si prestano all’attività del

o bambino (ciò che rende interessante un oggetto è la sua capacità

di prestarsi all’attività motrice del bambino

Limitato in quantità

o

Critiche: è un materiale predisposto e ordinato e non rudimentale e familiare che i bambini

possono utilizzare spontaneamente (privilegia la dimensione sensomotoria).

La teoria delle menta assorbente: in risposta alle critiche mosse al suo materiale educativo

prospetta questa teoria in cui supera la concezione sensista. Parla di “nebule” per indicare

specifiche sensibilità che si risvegliano nel corso dello sviluppo psichico con il carattere di

totalità indistinte ( per es. nebule del linguaggio, dell’attività motoria). Esse non

determinano modelli di comportamento fissi e automatici, ma spingono il soggetto ad

appropriarsi degli elementi dell’ambiente. La conquista dell’ambiente non ha per oggetto

un aspetto particolare, ma una visione d’insieme.

Gli attivisti della seconda generazione

Anni 20: gruppo di studiosi che prosegue e perfeziona le elaborazioni dei promotori

dell’educazione attiva. L’elemento comune: traduzione pratica delle teorie puerocentriche,

sforzo di immettere nella scuola gli elementi di novità fin’ora sperimentati solo in ambienti

ristretti ed elitari (maturazione metodica e divulgazione delle teorie attivistiche).

Per esempio FREINET: educazione popolare (introduce innovazioni a scuola come il testo

libero, tipografia, corrispondenza interscolastica) + si schiera dalla parte dei ceti subalterni.

Punti comuni: attivare metodi di insegnamento e stili di vita scolastica rispettosi dei ritmi di

sviluppo degli allievi e orientati a promuovere l’individualizzazione e il lavoro collettivo

(attenzione per le capacità individuali + promozione dei processi di collaborazione e

socializzazione) PIAGET: approfondisce la natura dell’intelligenza

(funzionamento, operazioni, stadi di sviluppo). Le strutture

mentali sono concepite come esito della graduale costruzione

dell’intelligenza attraverso varie fasi (sensomotoria,

preoperatoria, operazioni concrete e operazioni formali). Dal

punto di vista pedagogico: incrementa l’attenzione per gli

aspetti simbolici, il linguaggio, e il gioco e il loro ruolo nella

maturazione del pensiero. 10

ATTIVISMO E PEDAGOGIA LAICA IN ITALIA NEL SECONDO DOPOGUERRA

Con la seconda guerra mondiale la spinta innovatrice dell’attivismo può considerarsi

esaurita.

In italia scarsa diffusione dell’educazione nuova, anche per la dittatura fascista che crea

un clima culturale e politico puntato più sull’uniformità che individualizzazione dei processi

formativi. Inoltre prevale la cultura idealista e i giudizi critici degli ambienti cattolici. Un forte

rilancio della cultura attivistica si verifica nel secondo dopoguerra: defascistizzazione della

scuola italiana.

1945: Codignola a Firenze fonda il maggior centro per la divulgazione della pedagogia

americana, in particolare Dewey.

Borghi: soggiorna a lungo in USA, prende direttamente contatto con Dewey; è il trait

d’union degli ambienti pedagogici americani e l’Italia.Grazie a lui si propone un Dewey

come guida teorica per il rinnovamento e il rilancio della pedagogia.

1950: nasce la rivista “Scuola e città” che si propone la circolazione della pedagogia

dell’attivismo

PEDAGOGIA DEI VALORI, IDEALISTI, NEO-UMANISTI E MARXISTI NEL PRIMO

NOVECENTO

La pedagogia dell’attivismo non esaurisce il panorama dell’educazione contemporanea.

Contro le teorie puerocentriche si sviluppa una vivace polemica antinaturalistica che si

manifesta con il prolungamento e rinnovamento dell’ideale umanistico dell’educazione

come superamento di sé e orientata alla piena affermazione della propria umanità in forme

soprattutto culturali e spirituali (per es. filosofia dei valori in Germania, neoidealismo in

Italia, educazione liberale in USA, proposito di creare un uomo nuovo del marxismo,

pedagogia cattolica.

PEDAGOGIA DEI VALORI NELLA CULTURA TEDESCA

Germania, fine 800: ritorno a Kant sia dal punto di vista teoretico che etico. Tra gli

intellettuali insorge un nuovo bisogno di sottoporre la fede positivistica nella scienza ad un

vaglio critico (riflessione sui suoi fondamenti, metodi e limiti)

Punto comune delle critiche: la scienza riduce la realtà a fatti sperimentali che vengono

quantificati per renderli più identificabili e governabili, ma perciò essa è incapace di

penetrare la qualità delle esperienze umane.

AUTORI

Dilthey: il significato più autentico dell’umana verità è un’intuizione di tipo estetico-

o religioso. Attraverso l’opera degli uomini si sono sedimentate nel corso dei secoli

valori che rappresentano la chiave di lettura per la comprensione della condizione

umana.

Esperienza pedagogica tedesca del primo 900: prevalente

interesse etico/umanistico. La pedagogia è vista come filosofia

applicata in grado di fornire gli strumenti per il superamento del

puro orizzonte naturalistico. E’ una riflessione sugli ideali

formativi, scienza orientata a realizzare fini ideali. 11

Punto comune: teoria educativa sostanziata da una realtà ideale capace di dare senso e

trascendere l’esperienza empirica e psicologica (valorizzazione di esperienze umane

come sentimento e volontà, realtà non solo fenomenica).

Il mondo dei valori rappresenta la sfera del dover essere che si pone di fronte all’essere.

La pedagogia dei valori: scienza pratica volta ad assicurare all’uomo la mediazione

necessaria perché l’originaria disponibilità al valore non si smarrisca nella contingenza

umana.

FOERSTER: il suo interesse principale è la formazione etica personale; ha vasta

o notorietà nei primi decenni del secolo e si fa interprete del bisogno di senso e

ordine etico della società europea. Il punto di partenza della sua riflessione: rifiuto di

ridurre l’esperienza umana a pura forma di vita naturalistica. Le azioni degli uomini

non sono condizionate solo dall’ordine fisico, ma da motivi di ordine superiore (non

è importante solo il dominio e la conoscenza della natura ma anche l’ordine morale,

ossia l’ordine dei valori che costituiscono il parametro di riferimento ideale dell’agire

mondano). Per attingere all’ordien dei valori etico-religiosi l’uomo deve saper

esercitare l’autodominio di sé; per cui lo scopo principale dell’educazione è

l’educazione del carattere. Ciò che qualifica l’individuo dà unità e forza alle sue

decisioni e lo sottrae alla mutevolezza delle esperienze contingenti

la FORZA del carattere garantisce alcuni requisiti fondamentali per l’agire umano:

1- ordine interiore : l’azione è orientata secondo una gerarchia di valori

2- coerenza: coraggio per cimentarsi in una situazione nuova o rischiosa

3- autonomia: capacità di esercitare il proprio giudizio respingendo le suggestioni

esterne

4- fermezza e fedeltà: rispetto per gli impegni assunti la fermezza del carattere è

ciò che permette all’uomo di passare dallo stadio dell’individualità a quello della

personalità (fisionomia irripetibile)

quali strategie adottare per raggiungere l’obiettivo dell’uomo di carattere?

Obbedienza: intesa non come passiva subordinazione o forme repressive, ma

volontaria (libero incontro tra l’autorità dell’educatore e la libertà dell’educando nella

graduale costruzione del principio di responsabilità personale).

L’incontro con l’autorità non è indolore perché l’obbedienza e la disciplina hanno

comunque un aspetto di durezza e fatica.

Attraverso la formazione del carattere l’uomo conquista il dominio di sé, il rispetto

per gli altri, cioè le premesse per la moralità sociale, fondamentale per la

convivenza civile e la vita dello stato.

HESSEN:la più incisiva espressione di quella concezione etica dell’esistenza

o umana tipica della tradizione neokantiana. Hessen ritiene che ci sono due modi di

intendere l’educazione : direttivo (promuovere il dover essere) o negativa (lasciar

scorrere l’essere, porre il soggetto in condizioni tali che egli debba fare tutto da sé;

l’educatore non deve fare altro che seguire le esigenze del soggetto, soddisfarle e

metterlo in condizioni il più possibile favorevoli di sviluppo = si basa sull’idea che il

soggetto è libero per natura e la sua libertà è da preservare). L’alternativa non è tra

educazione libera o costrittiva perché libertà e disciplina sono in stretta

connessione: la costrizione risiede nel fanciullo stesso e può essere sradicata solo

12

coltivando nell’uomo la forza interiore. La libertà autentica si sperimenta solo nella

volontaria subordinazione alla legge, esperienza con cui si compie il processo di

formazione della personalità che consiste nel prendere atto di idealità

sovraindividuali, cioè valori assoluti che complessivamente formano la cultura.

Compito della pedagogia è chiarificare concettualmente i legami tra fini ideali

(cultura) e crescita personale

lo sviluppo della personalità avviene in tre momenti:

1- anomia: tipico dell’infanzia, prevalgono il gioco e l’immagine (attività senza fini e

coscienza della legge)

2- eteronomia: passaggio dal mondo degli affetti familiari a comunità scolastica e

regole esterne, si inserisce l’attività del lavoro (norme che col tempo devono

promuovere l’interiorizzazione della legge e conoscenza degli ideali)

3- autonomia: compimento dello sviluppo umano, ricerca cultura personale e

autonomia etica (è un itinerario teso alla libera conquista di un ideale).

Autonoma è qualsiasi persona capace di creare un bene fino a quel momento

inesistente

La scuola: occasione irrinunciabile di promozione delle capacità dell’individuo non

solo per scopi individuali, ma all’interno di una prospettiva di progresso sociale e

comunitario; convinzione che la democrazia è tanto più ricca quanto maggiore è il

grado di consapevolezza culturale e civile dei suoi membri.

Proposta di scuola unica: aperta in tutti i suoi gradi fino al massimo della cultura

cui ognuno è soggettivamente capace (diritto di ciascuno all’istruzione + garantire a

tutti una cultura generale senza precoci distinzioni).

KERSCHENSTEINER: promotore di un’esperienza educativa considerata tra le più

o interessanti per il rinnovamento educativo e didattico d’inizio secolo

La scuola del lavoro: promuovere una scuola con duplice caratteristica Tener conto

delle esigenze degli allievi (non partecipazione troppo formalistica e libresca) e

preparare il buon cittadino capace di inserirsi attivamente con alto senso civico

nella vita adulta. Emerge un problema tipico della borghesia liberale e industriale:

individuare strategie per assicurare l’integrazione dei ceti popolari nella vita sociale.

Pensa di trovare una soluzione nella valorizzazione educativa del lavoro non inteso

come addestramento ad una specifica mansione meccanica ed esecutiva, ma come

capacità creativa personale in cui si sviluppano le doti fondamentali per ogni

professione e che contribuiscono alla formazione della socialità umana (riflessione,

precisione, autocontrollo, spirito collaborativo).

Il lavoro didattico è una libera applicazione di attività al servizio dello studio

scolastico; esso è educativo solo quando si presenta con compiti precisi da

svolgere. Il lavoro è una via di apprendimento e conoscenza, occasione di

formazione non solo di abilità pratiche, ma anche di intelletto, carattere e socialità.

Altro interesse: non può esserci formazione del carattere se non quando si parte dai

bisogni predominanti dell’individuo; perciò è necessario stabilire un perfetto accordo

tra condivisione dei principi, esercizio della volontà e comportamento dell’individuo:

è necessario tener conto delle tendenza, aspettative dei soggetti e, dal punto di

vista pedagogico, occorre risvegliare e arricchire le migliori potenzialità di ogni

individuo in modo che possa compiere esperienze significative sul piano dei valori

(nell’età evolutiva nessuna attività come quella manuale corrisponde a questa

13

esigenza: l’energia infantile può estendersi, disciplinarsi e organizzarsi attraverso i

problemi che gli oggetti presentano nel corso dell’elaborazione).

GENTILE

Il clima antipositivistico e spiritualistico ha il suo corrispettivo storico in Italia con il

vasto movimento culturale di Croce e Gentile

Riafferma la centralità dell’uomo che attraverso l’atto pensante conquista il valore

universale della propria umanità (educazione come processo spirituale). Mostra

un’insoddisfazione per il processo di unificazione nazionale e per il prevalere di una

concezione empirica della nazione e visione utilitaristica della politica. Necessario

riformare l’educazione: non solo dal punto di vista dell’organizzazione degli studi,

ma una riforma morale che parta da una riaffermata religione dello spirito purificato

dal naturalismo.

L’educazione è il farsi dello spirito, formazione dell’uomo in quanto realtà spirituale

e sviluppo storico dell’universale attività ideale in tutti gli uomini.

Rivendica la libertà dell’individuo di autoeducarsi in un processo infinito

coinvolgente l’intera esistenza umana. La libertà non è intesa in senso

individualistico, perché l’individuo è sempre inserito nel flusso universale della storia

in cui si manifesta incessantemente lo spirito.

la libertà autentica: esperienza di essere liberi ed esperienza di appartenere ad una

libertà più ampia che ci trascende (umanità universale, spirito assoluto).

La vera educazione compie l’unificazione spirituale in cui si annullano gli individui

come esseri particolari e si compie la piena partecipazione dell’io universale.

Il rapporto maestro-allievo: essi formano una cosa sola (negazione della dualità educatore-

educando). Essa scompare quando l’educando fa propria la parola dell’educatore e

l’educatore fa proprie le attese dell’educando perché il vero maestro fa rivivere il processo

culturale nella sua evidenza e il soggetto comprende e interiorizza le sue parole senza

violentare la sua libertà ma aderendovi liberamente e riconoscendole non come qualcosa

di estraneo, ma qualcosa che nutre la sua coscienza.

Maestro e scolaro sono parte della comune esperienza umana

La didattica: non si esaurisce in metodica, ma teoria della scuola. Parla di UNITA’

del sapere come infinita genesi del sapere. Il saper è un processo infinito, capacità

infinita di apprendere. Conoscere e apprendere si svolgono come esperienze

capaci di parlare all’interiorità dell’uomo.

Compito scuola: promuovere il sapere più che trasmetterlo, favorire l’interesse

culturale più che moltiplicare le nozioni, liberare la forza creatrice dell’intelligenza

senza costringerla in norme prestabilite.

Lo sviluppo educativo è considerato sotto il profilo della legge dello spirito:

soggettività (forme dell’arte)

o oggettività (forme della religione)

o unità (autocoscienza filosofica)

o

non sono 3 materie, ma grandi configurazioni del processo di crescita umana. 14

LA RIFORMA SCOLASTICA DEL 1923

1922/24: Gentile è ministro dell’ostruzione nel primo governo Mussolini

la riforma è concepita come parte di una riforma morale degli italiani reputata una

condizione indispensabile per attingere la coscienza nazionale e per la formazione delle

élite dirigente.

Sistema scolastico: base molto larga per alfabetizzazione dei ceti popolari + ristretto

vertice (ginnasio-liceo) cui si poteva accedere solo con una rigorosa serie di prove per

verificare le capacità e maturità del candidato ed entrare a far parte del ceto dirigente. Si

accede subito dopo la scuola elementare, dopo un esame di ammissione molto selettivo e

si conclude dopo 8 anni con un esame di stato.

Punto di vista culturale: affermazione unità del sapere + consapevolezza che il sapere per

eccellenza è quello classico – umanistico (letteratura, filosofia, storia). Il sapere scientifico

è trattato in forme culturali e non come acquisizione di abilità pratiche.

I programmi sono predisposti su una duplice esigenza: valorizzazione della cultura

classica e rispetto della libertà di insegnamento (il sapere non può essere trasmesso ma

solo generato).

Rapporto con i classici: autori che più di ogni altro hanno interpretato i valori dell’umanità.

Ha lo scopo di far autoscoprire a ognuno la propria umanità cioè il proprio spirito come

parte integrante dello spirito assoluto.

Altre novità: creazione dell’istituto magistrale per la preparazione dei maestri elementari (il

maestro è concepito come un uomo di cultura e non di tecniche didattiche) + introduzione

dell’insegnamento religioso data l’impossibilità dei ceti popolari di promuovere

l’autocoscienza filosofica (prerogativa delle élites), allora tocca ai valori religiosi svolgere il

ruolo normativo e ordinativo.

La riforma segna la storia della cultura educativa occidentale con una brusca

interruzione di ogni rapporto di continuità con il positivismo.

I GENTILIANI: la riforma del 23 riuscì anche perché sostenuta dall’impegno dei

gentiliani a livello politico, culturale e didattico. In campo pedagogico le figure più

vicine a Gentile sono : Lombardo Radice, Codignola, Spirito, Ferretti, Casotti,

Volpicelli che aderiscono alla comune battaglia contro gli stereotipi culturali del

positivismo.

LOMBARDO RADICE: indicazioni didattiche volte a superare il distacco scuola-

esperienza infantile e delineare una scuola in funzione dei bisogni e capacità

dell’infanzia viste come età creativa e attiva, affettiva e impregnata di una concezione

magica del mondo (fatta di intuizione e fantasia che si manifesta nelle varie forme

espressive e artistiche: canto, disegno, poesia, sentimento religioso).

L’educazione liberale

Usa, anni 30, in particolare università di Chicago.

Critica verso ogni forma di naturalismo, ritorno ad una concezione classica dell’uomo

(creatura morale, razionale, spirituale) + ripresa della filosofia aristotelica e tomista.

Educazione : conquista della libertà interiore, liberazione dell’uomo attraverso il valore

della cultura e alla luce dell’insegnamento aristotelico secondo cui la perfezione dell’uomo

si compie mediante intelligenza e saggezza.

HUTCHINS: necessario di porre al centro dell’educazione la cultura più alta raggiunta 15

in occidente (umanistica) ed elaborare un programma funzionale all’educazione

dell’intelletto. L’unità della cultura può essere raggiunta solo attraverso la meditazione

delle grandi opere prodotte dall’umanità (l’ideale umanistico è l’unico in grado di riportare

ordine nel caos dell’educazione contemporanea).

La cultura classica non è un prodotto di una specifica stagione storica, ma espressione

intensa di ciò che l’uomo è nella sua esperienza più profonda indipendentemente dalla

moda mutevole dei singoli periodi storici.

Gli errori dell’educazione contemporanea:

false idee riguardo al fine: l’idea scientifica dell’uomo può fornire informazioni

 su metodi e strumenti dell’educazione, ma non su fondamenta (deve

conoscere cos’è l’uomo)

pragmatismo: il pensiero è un’intuizione spirituale, non un organo di risposta

 a stimoli

sociologico: ritenere che il condizionamento sociale sia la regola suprema

 per l’educazione

volontarismo: basare l’educazione solo su formazione della volontà

 intellettualismo: elaborare programmi in funzione dell’esercizio di funzioni

 pratiche

ogni cosa può essere insegnata: eccessivo professionalismo scolastico

programma dell’educazione liberale:

1: incoraggiare le fondamentali disposizioni che permettono al soggetto di svilupparsi nella

vita dello spirito (compito del maestro è liberare le buone energie per reprimere le cattive)

2: centrare l’attenzione sull’intima profondità della persona

3: tutto il lavoro educativo deve tendere ad unificare e non disperdere sforzandosi di

nutrire l’intera unità dell’uomo

4: l’insegnamento liberi l’intelligenza invece di appesantirla, liberazione dello spirito

mediante il dominio della ragione sulle cose insegnate).

IL MARXISMO

Pedagogia non concepibile come qualcosa di separata dal contesto sociale e produttivo:

l’educazione non è una variabile indipendente rispetto alla realtà e ai processi

socioeconomici (è un’immediata espressione della dialettica sociale).

Il materialismo storico: la produzione delle idee, delle rappresentazioni e della

coscienza è direttamente intrecciata all’attività materiale e alle relazioni

materiali fra gli uomini. La vera essenza degli uomini è la loro attività produttiva.

La struttura economica condiziona la sovrastruttura (insieme di convinzioni, idee, teorie

filosofiche, morale e religione); le teorie sono solo l’espressione delle condizioni reali in cui

vivono gli uomini.

La condizione dell’uomo è l’alienazione: inizia con la divisione del lavoro prodotta dalla

società industriale (la proprietà capitalistica rende il lavoro costrittivo e l’operaio una

semplice merce nella mani dei padroni). Da qui derivano le altre forme di alienazione:

verso gli altri uomini, politica, morale e religiosa.

Il superamento delle contraddizioni della società capitalistica avviene solo con un

sostanziale mutamento dei rapporti di produzione: lotta dei proletari sfruttati contro i

privilegi della borghesia capitalistica; lo stadio finale è la società comunista, qui l’uomo

ottiene l’emancipazione, la dignità e diventa parte attiva nella vita sociale. 16

L’uomo nuovo: capace di riunire in sé sia la

dimensione operativa che direttiva

(superamento della divisione storica del

lavoro, condizione di equilibrio tra uomo,

natura e produzione)

Prospetta un’istruzione poggiata su uno stretto rapporto scuola-lavoro, capace di

introdurre il soggetto a padroneggiare i mestieri e di riunire conoscenze operative e

intellettuali (scuola politecnica).

Caratteri fondamentali della proposta pedagogica marxista:

non c’è pedagogia senza politica; solo all’interno dell’analisi delle

 contraddizioni della società capitalistica è possibile fare una pedagogia non

ideologica. Qualsiasi riforma scolastica non può prescindere dai rapporti con

il sistema economico e e politico

l’educazione dell’uomo non è mai un evento personale o spirituale, ma di

 natura socila e materiale

compito attivo assegnato alla classe proletaria: lavorare per un modello

 educativo proprio

Dopo la morte di Marx: non univoca interpretazione delle sue proposte educative. Il

movimento socialista, preso da problemi organizzativi, esprime una grande varietà di

soluzioni.

Il movimento socialista a fine 800: principio dell’istruzione gestita dallo stato, interesse per

l’educazione popolare, forme culturali alternative alla cultura borghese e cattolica.

1917: creazione del primo stato socialista (URSS) con la rivoluzione bolscevica

LENIN: accentuazione in senso totalitario della politicizzazione marxista

Affermazione del socialismo come massima realizzazione

Diffusione gratuita della scuola uniforme obbligatoria e laica

Lotta contro la scuola borghese

Politecnicizzazione dell’istruzione

Altre interpretazioni più radicali: la formazione dell’individuo = educazione sociale e

politica. L’educazione comunista pianificata in funzione degli obiettivi politici ed economici

del partito e dello stato sovietico.

LA PEDAGOGIA DEL COLLETTIVO DI MAKARENKO

Una delle personalità più ricche della pedagogia sovietica nella prima fase di sviluppo.

Educare l’uomo nuovo in termini coerenti e funzionali al socialismo rivoluzionario mediante

una sistematica azione direttiva.

La forza della nuova non può essere affidata solo a interventi sociali economici, ma ha

bisogno di un sistema di valori morali da spendere in funzione del bene collettivo (fini

educativi = fini politici)

L’uomo educato è quello capace di interpretare e costruire la sua vita nella società e

tradizione marxista. L’uomo nuovo è il socialista sovietico militante.

Il fondamento, il fine e il mezzo dell’educazione è la collettività intesa come un gruppo

raccolto per fini e lavoro comune in un’organizzazione comune che opera come

un’organizzazione sociale con a capo una direzione unica. 17

Organizzazione del collettivo educativo: permette la manifestazione delle tendenze e delle

caratteristiche di ciascuno dei membri; favorisce la disciplina gestita in modo sociale e

diretta, permette la sperimentazione di sentimenti come onore, dovere, produttività. Nel

collettivo nessuno è sacrificato, ma tutti sono valorizzati al meglio delle loro capacità

GRAMSCI

Si trova a definire i rapporti tra educazione, pedagogia, politica in una situazione italiana

caratterizzata dagli anni 20 dalla crisi del movimento operaio e dalla disgregazione sotto i

colpi della dittatura fascista + diminuzione progressiva del peso politico della classe

operaia e proletariato urbano.

Non c’è un’interpretazione meccanicistica come Marx: trionfo della società socialista non

dipende da leggi economiche predeterminate, ma dalla definizione di un progetto di natura

politica, istituzionale, culturale ed educativa (costruire un consenso di massa intorno ad

una prospettiva di trasformazione sociale).

Punto comune con Gentile: esigenza di una nuova società guidata da una borghesia

rinnovata dai valori etico-religiosi del risorgimento per Gentile, egemonizzata dai ceti

subalterni per Gramsci.

Per entrambi il progetto politico è affidato ad una forte iniziativa pedagogica: per Gentile è

centrato sull’interazione individuale e stato etico, per Gramsci promozione di una nuova

coscienza individuale, collettiva, culturale e politica nelle classi subalterne.

Per Gramsci la costruzione dell’egemonia e il blocco storico sono il risultato di un’azione

organica e sistematica che agisce sulla formazione della mentalità, cultura, creazione di

un sistema di ideali, linguaggio, modelli di comportamento.

L’educazione è un progetto intenzionale e finalizzato. E’ fondamentale la disciplina: non

annulla la personalità, ma limita l’arbitrio e l’impulsività irresponsabile.

IL RUOLO DEGLI INTELLETTUALI E I COMPITI DELLA SCUOLA UNICA

Due elementi importanti nel pensiero di Gramsci : formazione degli intellettuali e la scuola.

Una massa può diventare soggetto storico solo quando diventa consapevole della sua

forza e sa organizzarsi. Non c’è organizzazione senza intellettuali (persone specializzate

nell’elaborazione concettuale e filosofica che hanno il compito di diffondere la dottrina

socialista, ordinare le masse in un esercito compatto e disciplinato, dirigere il movimento

rivoluzionario sia prima della conquista dell’egemonia che dopo la conquista del potere).

Scuola: capace di superare le fratture tra i ceti borghesi e subalterni. E’ anacronistico il

privilegio di proseguire gli studi riservato solo a chi gode dell’indipendenza economica.

Tutti i giovani devono essere posti in grado di raggiungere i gradi di cultura che ognuno

può raggiungere con le proprie possibilità di intelligenza e impegno. Si suddivide in scuola

iniziale unica (elementare+medie) di cultura generale e formativa sia di capacità tecniche

che lavoro intellettuale, organizzata dallo stato per consentire il superamento della

divisione ci ceti e classi sociali, poi maggiore articolazione di studi.

A differenza delle tesi marxiane e delle esperienze sovietiche che prevedevano scuole per

ceti popolari (accentua le differenze tra scuola per ceti dirigenti e per proletari, ossia il

politecnico).

Rifiuta la centralità del principio educativo umanistico-letterario e prospetta un umanesimo

storico-scientifico (modello di Leonardo). Il lavoro scolastico come strumento per cogliere

la storicità della conoscenza delle leggi naturali e il sentimento di ordine sociale.

PEDAGOGIA MARXISTA E SVILUPPO SCOLASTICO

Quale conseguimento ha prodotto la riflessione marxista in campo scolastico: 18

URSS anni 30 (sotto il totalitarismo staliniano): si afferma una pedagogia di stato

dogmatica condizionata dalle teorie psicologiche fortemente deterministiche (per es

Pavlov).

Consuetudine tipica di tutti i governi totalitari di giudicare la validità di una teoria scientifica

sulla base della compatibilità con l’ideologia dominante con conseguente emarginazione

degli studiosi che tentavano di interpretare il marxismo in modo meno dogmatico (come

Vygotsky, studio della creatività infantile con valorizzazione del gioco, linguaggio, attività

espressive e creative).

Impostazione della scuola russa in modo tradizionalistico ed autoritario. Si riconosce il

tentativo di sconfiggere l’analfabetismo e importanti conquiste in ricerche fisico-

ingegneristiche (competizione con USA).

In Italia: influenza di Gramsci = il partito comunista mette a punto una politica scolastica di

ampio respiro, elabora una teoria pedagogica capace di confrontarsi con gli ambienti

cattolici e laici + sforzo di introdurre una nuova razionalità volta a riorganizzare la società,

scuola, metodi didattici, rapporto scuola-lavoro.

Si assiste ad una prevalenza assegnata alla categoria politico-sociale, ma ha avuto il

merito di richiamare l’importanza della dimensione sociale dell’evento formativo, anche se

ha limitato la comprensione della soggettività dell’individuo la cui esperienza personale

non si risolve nell’organizzazione sociale.

La pedagogia cattolica fra tradizione e innovazione

Grande impegno in campo educativo da parte delle Chiesa e clero (sforzo di

ricristianizzazione della società europea subito dopo la stagione rivoluzionaria e

napoleonica).

Con la sconfitta di Napoleone diventa urgente conquistare la posizione perduta e

ricostruire il tessuto cristiano della società lacerato dai principi illuministici e restituire alla

Chiesa una rinnovata capacità di presenza. Convinzione che nessuna costruzione umana

potesse esistere se non poggiava su una salda coscienza religiosa (per raggiungere

questo obiettivo bisogna partire dall’educazione del popolo).

La situazione si presenta caratterizzata da miseria per cause naturali (carestie, epidemia,

malattie), inurbazione delle masse di contadini, sviluppo industriale, lavoro minorile:

interesse condiviso per sottrarre i ceti popolari alla povertà.

La scuola è considerata uno strumento efficace e una manifestazione della carità cristiana

per migliorare le condizioni dei più bisognosi (perciò grande diffusione di nuove

congregazioni religiose tra l’800 e 900) impegno di educare le masse popolari e

favorire l’alfabetizzazione.

Dal punto di vista pedagogico: si rifiuta la concezione sensista e le tesi roussoniane della

bontà naturale del fanciullo; è un’educazione poggiata sul principio religioso contro

qualsiasi empirismo e naturalismo. Non si producono però forme univoche, ma ampia

varietà di posizioni degli ambienti cattolici.

3 elementi di interesse

 pedagogia connotata in senso fortemente popolare

 educazione incentrata su formazione di personalità libere

 senso pratico dei problemi legati ai metodi didattici, preparazione maestri,

condizioni scuola

teoria pedagogica dei cattolici liberali restano circoscritte (per es. asili infantili di Ferrante

Aporti). 19

Le iniziative promosse da istituti religiosi sono segnate dalla convinzione che il fattore

religioso e l’organizzazione ecclesiastica fossero capaci di rispondere ai più vari problemi

aducativi anche pratico-didattici (impermeabile a novità della riflessione teorica e

sperimentazione didattica contemporanea).

DON BOSCO

I salesiani di don Bosco costituiscono la congregazione religiosa di maggiore importanza

educativa sorta nel 19° secolo.

Scrive un’operetta sul metodo preventivo: tipico della maggioranza delle iniziative

educative cattoliche dello scorso secolo, in quanto nascono come opere di carità e

religione volte a rispondere a bisogni concreti e vitali, impregnate di concretezza empirica

e finalizzate alla salvezza delle anime (poca sensibilità per le sistemazioni teoriche).

Il suo obiettivo fin dall’inizio è di occuparsi della gioventù povera e abbandonata (termine

generico per intendere giovani sbandati, studenti bisognosi, ragazzi disoccupati). E’ solo

negli ultimi anni che inizia a pensare ad una sistemazione dell’esperienza educativa

salesiana; sono soprattutto Francesco Cerruti e Giulio Barberis a sviluppare in modo

organico le idee educative di Don Bosco.

La sua prima iniziativa è l’oratorio di Valdocco (1846), luogo di ricreazione, istruzione

religiosa, preghiera per giovani operai, poi nascono scuole domenicali e serali, il

pensionato per gli apprendisti, laboratori artigianali.

1850 diventa leader nell’organizzazione degli oratori

1850-60: noto anche aldilà di Torino, successiva crescita delle sue iniziative anche in altre

regioni di Italia e in Europa (iniziative in stretto contatto con esigenze e bisogni concreti,

scarsa familiarità con teorizzazioni educative).

Principi fondamentali della sua esperienza educativa:

religione non razionale, ma calda e vicina all’esperienza dei giovani

 approccio educativo amorevole (convincimento e affetto piuttosto che

 severità e punizione)

valorizzazione dell’istruzione come utile strumento per migliorare la

 condizione di vita dei ceti popolari

nell’attivismo di Don Bosco non c’è traccia dei pregiudizi e dell’immobilismo tipici del

conservatorismo cattolico: accetta le regole della modernità e i cambiamenti

inevitabilmente connessi.

Metodo preventivo: importanza della prevenzione sociale, fattore che

può dare ordine al cambiamento sociale e contribuire a contenerne

gli effetti potenzialmente disgregativi. L’interiorizzazione dei valori

religiosi è una riserva da cui attingere per imprimere alla convivenza

i caratteri di onestà, laboriosità, timor di dio considerati presupposto

di qualsiasi vita sociale ordinata.

E’ una novità anche il soggetto educativo: gioventù povera (tempismo nel cogliere un

problema sociale di crescente portata. Il miglioramento delle condizioni di vita dopo le

guerre napoleoniche, le prime vaccinazioni antivaiolo incrementano il numero dei giovani

che si trasferiscono nelle grandi aree urbane industrializzate in cerca di lavoro, spesso

esposti alle devianze.

La complessità e la varietà degli interventi educativi: l’istruzione religiosa è sorretta da una

vasta gamma di iniziative ricreative (passeggiate, sport), culturali, assistenziali e sociali

20


ACQUISTATO

20 volte

PAGINE

39

PESO

1,008.23 KB

AUTORE

Ankh79

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione (SAVIGLIANO - TORINO)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Chiosso Giorgio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Pedagogia generale

Riassunto esame Pedagogia generale, prof. Mariani, libro consigliato La scuola può fare molto ma non può fare tutto
Appunto
Pedagogia generale - Appunti
Appunto
Riassunto esame Pedagogia, prof. Chiosso, libro consigliato Il principio dialogico, Buber
Appunto
Appunti esame pedagogia generale
Appunto