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Quando nasce una famiglia

La durata e qualità del percorso matrimoniale sono determinanti: tenuta psicologica, disponibilità a ricomporre i conflitti, interesse per la ricerca di mediazioni sempre nuove, qualità della vita sociale extrafamiliare.

Vita di coppia

Attrazione: Forte spinta emotiva di attrazione reciproca, ha il potere di celare le differenze o trasformarle in elementi di attrazione.

Innamoramento: Si supera la spinta emotiva, si attenua l’attrazione, si evidenziano rispettive spiacevolezze. Quattro possibilità:

  • Rottura: Ognuno torna sui suoi passi
  • Moto pendolare perpetuo: Prendersi e lasciarsi continuamente
  • Conservazione dello stato d’innamoramento: Sottovalutazione di tutti gli aspetti problematici
  • Consolidamento affettivo (amore): L’innamoramento evolve in impegno d’amore

La spinta istintiva iniziale è fondamentale: difficilmente un uomo e una donna troverebbero la forza di coinvolgersi al punto di compromettersi reciprocamente per tutta la vita.

Consolidamento

Necessità di un’opera di revisione dei sistemi di significato ed esperienze condotte. Dare stabilità e continuità in un progetto di vita comune: ideali, sistemi di significato, criteri di giudizio che devono farsi “coppia”. Operazione con cui ciascuno depone progressivamente la propria condizione di figlio (legami con famiglia d’origine) per la costruzione di nuovi legami non già trovati, ma creati dal processo di emancipazione.

Fattori di successo per il consolidamento: reciprocità (=diritti); socialità della persona (permette di avere una maggiore capacità di gestire conflitti, perché si usa il principio di negoziazione); tolleranza alle frustrazioni; senso della realtà (richiamo alla concretezza). La differenza con l’innamoramento è l’occasionalità, l’amore è un progetto che richiede maggior impegno.

Il mutamento della prospettiva

Il mutamento della prospettiva si scontra con conflitti: evitare di escludere l’idea di conflitto, principio della competizione, strumentalizzazione dell’altro, ma gestirlo con mediazione. Idea di fedeltà: due cause - mancanza di sicurezza in sé e nella propria immagine interna ed esterna; disponibilità al tradimento e a nuove occasioni.

La costruzione della famiglia

Etica del dono: Imperativo interiore a rispondere in modo adeguato alle sollecitazioni d’amore dell’altro, la coppia non regolata da leggi esterne, ma secondo lo stimolo reciproco. Corresponsabilità sociale: Necessità di apertura sociale per diventare famiglia (non considerare la coppia come rifugio intimistico e privato), è legata alla storia pubblica, incide sulla società (etica sociale). L’intimismo può essere causato dalla cultura consumistica che induce alla fruizione privatizzata del benessere, clima sociopolitico instabile produce insicurezze personali e ricerca dell’interesse personale dell’offerta d’amore. Il matrimonio appare come il momento in cui, pur nel riconoscimento della dimensione del rischio, i timori sono sciolti e superati con impegno.

Il figlio

Le ragioni per desiderarlo o rifiutarlo non sono sempre chiare. Ragioni che nascondono l’insicurezza della coppia: il bisogno di giungersi a fidarsi di più impedisce di avere il coraggio di coordinare verso un terzo le proprie intenzionalità; possibilità della coppia di oggi di regolare a suo piacimento il concepimento; influenza della famiglia allargata.

Premesse per assunzione di compiti educativi: dalla seconda guerra mondiale il costume matrimoniale è mutato, nuovi inquietanti problemi comportamentali (relazioni sessuali precoci, interruzioni volontarie di gravidanza, convivenze interrotte). L’attenzione educativa però si è impegnata solo a discriminare comportamenti leciti e non e ha trascurato di coltivare il senso critico e la costruzione di sistemi di significato con cui formulare giudizi personali. Necessità di agenzie educative che si propongano di formare la coppia al momento del passaggio alla famiglia (unici tentativi della chiesa). È fondamentale un ambiente dove confrontare stili di vita e progetti. La società appare più disponibile a intervenire per sistemare situazioni compromesse che a prevenirne la compromissione.

La famiglia fragile

Motivazioni della fragilità che inducono la coppia a sfaldarsi e ricomporsi in modo rischioso: amore come impegno di tutta la vita nel superare sempre nuovi ostacoli. Oggi nuovi modelli e tradizionali si mescolano in una sperimentazione che non ha punti fermi, si sfaldano i tradizionali riferimenti parentali e si creano nuove figure e legami che si autoregolano; anche l’identità personale diviene più labile, nessun ruolo è scontato e l’io gioca nell’indeterminatezza la propria libertà di fondare e rifondare nuclei affettivi sempre nuovi.

Ragioni della fragilità

Vecchio concetto di povertà (materiale, assoluta, reale: che si soddisfano con mezzi materiali e burocrazia) e nuove (simbolico – esistenziale: perdita del senso dell’esistenza). Le misure assistenziali spesso non riescono a interrompere il circuito d’emarginazione e accade che la fascia degli assistiti non coincida con quella dei più bisognosi perché hanno difficoltà ad accedere ai servizi (meno capaci di organizzarsi anche dal punto di vista culturale).

Esempi: svantaggi materiali, marginalità geografica, isolamento, mancanza di sintonia nella coppia, assenza di requisiti fisici – psichici, devianza, tutte le varie forme di povertà e debolezza. In particolare:

  • Povertà: La crisi economica non favorisce un buon livello di relazioni interpersonali. In Italia 10% in condizioni di povertà (reddito inferiore al minimo vitale) soprattutto al sud; nonostante l’aumento del benessere non si è ancora riusciti a distribuire in maniera equa la ricchezza. Sono le famiglie più difficili da aiutare perché non sono capaci di accedere ai benefici dello stato, la debolezza culturale le rende marginali perché non sono coscienti dei meccanismi sociali. Le famiglie povere non devono essere considerate solo oggetto di assistenza, sono anche una possibile fonte di solidarietà per tutti, possono avere risorse alternative di cui non sono consapevoli (tempo, affettività, competenze); spesso basta mettere in comunicazione i bisogni perché si attivino processi di appagamento vicendevole.
  • Violenza: Le famiglie il cui linguaggio abituale per risolvere conflitti è violenza, sono da considerare focolai attivi di disagio e devianza sociale con possibili effetti negativi sulla società. Soprattutto violenza domestica. Potenziare il rispetto per più deboli, promuovere una vera uguaglianza attraverso un’educazione che comincia dall’infanzia. Trasmettere una pace interiore con se stessi ai bambini da una coppia unita che insegna l’arte dell’amore tollerante, paziente dei tempi e ritmi altrui, orientato a realizzare il livello più alto di reciprocità possibile.

Ragioni post-materialistiche

Incapacità di rapportarsi adeguatamente all’altro e di stabilire rapporti significativi. Mancanza di senso spirituale dell’esistenza (fede religiosa o negli ideali umani è una delle forze trainanti della vita).

Mutamento disordinato e disorientante delle identità maschili e femminili:

  • Donna: Fattori obiettivi come crescente scolarizzazione, controllo fecondità, diritto voto, lavoro, aumento del senso di uguaglianza e reciprocità.
  • Uomo: Sconcerto di fronte alla rivoluzione femminista, caduta di alcuni stereotipi su cui si è costruita l’identità maschile, maggiore corresponsabilità in famiglia, recupero del valore umano e affettivo della procreazione, necessità di godere di un’identità serenamente sicura e protesa verso l’altro per una reciproca fecondità e uguaglianza, capacità di costruire la propria identità a partire dai dati di cui dispone e rinegoziare la propria immagine senza affidarsi a definizioni astratte. L’uomo che recupera dentro sé la dimensione femminile acquista dolcezza ma non diventa debole; la donna che recupera i tratti della mascolinità acquista forza ma non diventa aggressiva. Ognuno crea liberamente i tratti della sua persona, uomo e donna restano aperti al conflitto e contraddizioni in una dialettica feconda che può arricchirsi delle stesse cadute.

Infedeltà: Forma di disistima verso l’altro, le ragioni di rottura aumentano fortemente, non necessariamente porta alla rottura perché può essere un momento di ripensamento della vita di coppia. Rischio della società odierna: perdita di affidabilità, relativismo, nichilismo dilagante si traducono nel rifiuto di rapporti stabili.

La famiglia distruttiva

La famiglia è il luogo più adeguato per realizzare un armonico sviluppo della personalità (dà al soggetto il senso di essere amato – un valore – e la sicurezza fondamentali per un adeguato sviluppo psicofisico) e un regolare processo di socializzazione (abitua il ragazzo al rapporto interpersonale e insegna, con l’esperienza quotidiana, a vivere in relazione agli altri). L’esperienza ha mostrato l’essenzialità di un valido ambiente familiare per una crescita armonica.

Esperienza dell’amore

  • Gratuito: Non nasce da interessi o calcolo, ma dal bisogno di espandersi e donarsi.
  • Rispettoso: Disponibilità e profondo rispetto per sé e l’altro.
  • Fedele: Nonostante le possibili delusioni e cadute, la fedeltà è la virtù per cui l’amore continua, per cui si fa sempre nuovo, giorno dopo giorno, se ogni giorno è amore, si rinasce, si rinnova.
  • Paziente: Le imperfezioni possono essere superate, sorregge nei momenti difficili.
  • Fecondo: Generatore sempre di nova vita, trasmette gioia di vita, accetta la gradualità dei processi di sviluppo.

Tuttavia, non sempre il nucleo familiare è capace di svolgere la sua fondamentale funzione personalizzante – socializzante; può essere disturbante e distorcente, assumendo carattere distruttivo. Ci sono diverse tipologie di famiglie distruttive che portano alla destrutturazione della personalità individuale e sociale e all’insorgere di patologie mentali.

Famiglia conflittuale: In cui regna un profondo disaccordo tra i coniugi e incapacità di raggiungere un equilibrio, si è dissolta la reciprocità. Il soggetto vive il disaccordo tra i genitori con senso di colpa proprio perché non è in grado di contribuire al superamento del disaccordo, avverte una condizione di perenne insicurezza che gli toglie ogni capacità di affrontare con serenità le difficoltà; la situazione peggiora se i genitori tendono a far assumere al figlio un ruolo sostitutivo di quello coniugale (ruolo adulto: il regolare processo di crescita è turbato).

Famiglia silente: In cui è fortemente carente una reale comunicazione con i figli per aiutarli nelle difficoltà (di parole, sentimenti, responsabilità), preoccupata alla sola accumulazione di beni perché i bisogni materiali sembrano i soli bisogni dei figli e gli unici in grado di appagare; però, il soggetto in età evolutiva ha bisogno di sviluppare un’identità in un ambiente ricco di stimoli.

Famiglia narcisista: Che si ritiene autosufficiente e si esclude da ogni esperienza sociale, ritiene che solo in essa si realizzi l’uomo, svaluta ogni situazione esterna e la considera nemica, inculca nel figlio l’idea che solo in famiglia ci sia pace e serenità perché tutto il mondo esterno è ostile. Tutti i membri si trovano perfetti, impongono modelli stereotipati, stronca ogni tensione esplorativa. Rischi: lega il figlio con il ricatto della riconoscenza e gratitudine per i sacrifici compiuti, mitizzazione dei genitori, abbassa fortemente il tasso di socializzazione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Chiosso Giorgio.
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