Idea ottimistica e rapporto UNESCO 95
Un'idea ottimistica, quasi un'utopia: è un'utopia necessaria e vitale se non si vuole cadere nel cinismo o nella rassegnazione.
Rapporto UNESCO 95: obiettivi e sfide
Fotografare una realtà e delineare percorsi da intraprendere. L'educazione è un mezzo prezioso per rispondere a determinati obiettivi, come il funzionalismo: ideali di pace, libertà, giustizia sociale. Promuovere una forma più profonda e armoniosa di sviluppo umano, riducendo povertà, esclusione, ignoranza, oppressione e guerra, e costruire rapporti tra individui, gruppi e nazioni.
Il progresso, nonostante i più alti livelli di vita, ha generato disillusioni, disoccupazione e l'esclusione di un numero sempre crescente di persone nei paesi ricchi, insieme a disastri naturali dovuti allo sfruttamento delle risorse. È necessaria una volontà di partecipare che deve provenire dal senso di responsabilità di ciascuno, reciproca comprensione tra popoli e democrazia.
Globalizzazione e comunicazioni di massa
Makluhal ha teorizzato che le comunicazioni di massa hanno riavvicinato persone, società e nazioni a tal punto da rendere il nostro pianeta un villaggio globale. La globalizzazione porta a un mondo multiculturale che tende a uniformarsi e i valori culturali diventano modelli internazionali con la diffusione dello stile di vita delle classi medie occidentali.
Tensioni da superare
- Globale (apertura all'umanità, tendenza a rendere omogenee le nazioni e il mondo uniforme) – Locale (ricerca di radici e distanza di sicurezza dagli altri a volte percepiti come minaccia).
- Universale – Individuale: la cultura subisce la globalizzazione con il rischio di dimenticare il carattere unico dei singoli e trascurare la ricchezza delle proprie tradizioni e culture.
- Tradizione – Modernità: conquistare l'autonomia in modo complementare con il libero sviluppo degli altri (per es. sfera etica: pensare in termini mondiali vuol dire condividere valori che non siano locali, pensare in termini universali).
- Considerazioni a lungo – breve termine: i tempi accelerati in cui viviamo fanno sembrare la nostra vita come una continua presenza di istanti (non linearità) e si tende a progettare in tempi brevi, di rispondere all'urgenza e all'immediato, mancando una progettualità ad ampio respiro che inscriva l'emergenza nella normalità.
- Bisogno di competizione – uguaglianza: spesso le pressioni della competizione non permettono di fornire a ciascun essere i mezzi per trarre pieno vantaggio dalle opportunità; devono essere conciliati competizione (fornisce gli incentivi), collaborazione (rafforza) e solidarietà (unisce).
- Espansione conoscenza – possibilità di assimilarle: salvaguardare l'educazione di base che insegna come migliorare la propria vita attraverso la conoscenza.
- Materialità – Spiritualità: bisogno di ideali e valori, l'educazione ha il compito di innalzare le menti al piano dell'universale, rispettando le tradizioni.
Progettare e costruire il nostro futuro comune
L'educazione si colloca al centro dello sviluppo sia della persona sia della comunità, consentendo a ciascuno di sviluppare pienamente talenti e potenzialità creative. È un processo che deve iniziare con la comprensione di se stessi attraverso un viaggio interiore e autocritico, insieme a un'iniziazione precoce alla scienza e ai suoi usi. L'educazione deve contribuire allo sviluppo economico-sociale. Ad esempio, il problema dell'occupazione richiede un sistema più flessibile che permetta una maggiore differenza curricolare e costruisca passaggi tra vari tipi di istruzione, lavoro e altri corsi di formazione.
Educazione permanente
Il concetto di educazione permanente è un processo continuo di formazione dell'intero essere umano per incoraggiarlo a esercitare il suo ruolo sociale. Verso una società educante: attualizzazione dell'educazione permanente, una società che si fa carico dell'educazione di tutti, finalizzata a imparare a imparare. Ogni aspetto della vita offre opportunità di apprendimento e azione; tuttavia, anche se la persona ha bisogno di valorizzare ogni opportunità per migliorarsi, non sarà in grado di farlo senza una solida educazione.
Imparare per tutta la vita: i quattro pilastri dell'educazione
- Imparare a vivere insieme: sviluppare la comprensione degli altri e il riconoscimento dell'interdipendenza, attraverso progetti comuni.
- Imparare a conoscere: nella prospettiva dei rapidi cambiamenti prodotti dal progresso, conciliare un'educazione generale con la possibilità di lavorare in profondità su un determinato numero di discipline particolari.
- Imparare a fare: acquisire competenze che possano consentire di affrontare una varietà di situazioni e lavorare in gruppo.
- Imparare ad essere: avere autonomia e capacità di giudizio, e senso di responsabilità attraverso lo sviluppo dei talenti.
Stadi e passaggi dell'apprendimento
L'educazione permanente comporta un'educazione di base, revisione dell'educazione secondaria, e esame dell'educazione superiore. È fondamentale organizzare i vari stadi provvedendo ai passaggi intermedi e garantendone il valore. Educazione di base: fornire strumenti e contenuti essenziali all'apprendimento affinché l'uomo sviluppi a pieno le proprie capacità, viva con dignità e continui a imparare.
Educazione secondaria e superiore
Per l'educazione secondaria ci sono bisogni di formazione, scarse possibilità d'impiego o disoccupazione; c'è necessità di diversificare i tipi di studio disponibili, valorizzare al massimo tutte le forme di talento per ridurre il fenomeno del fallimento scolastico e la diffusa sensazione di essere esclusi e senza prospettive. Occorre creare legami con il mondo lavorativo e possibilità di passaggi da un approccio all'altro per correggere possibili errori.
L'educazione superiore: l'università ha una funzione polivalente (istituti scientifici e centri di formazione, offre qualificazione professionale, luoghi d'incontro per imparare per tutta la vita e di collaborazione scientifica internazionale) e recupero della vocazione intellettuale come garante di valori universali e eredità culturali.
Definire le giuste strategie di riforma
Troppe riforme possono causare la morte della riforma perché non concedono il tempo di assimilare il cambiamento o coinvolgere gli interessati. È necessario il coinvolgimento della comunità locale (genitori, dirigenti scolastici, insegnanti, autorità pubbliche, comunità internazionale). Tappa fondamentale per allargare l'accesso all'educazione e migliorare la qualità.
- Insegnanti: si chiede troppo (che rimedino agli insuccessi di altre istituzioni, è necessario un dialogo con la società).
- Strumenti validi: libri, nuovi media, tecnologie.
- Amministratori politici: possono suscitare dibattiti di pubblico interesse, hanno il compito di consultare tutti gli interessati e stabilire le basi del sistema.
- Uguaglianza di opportunità: mettere a disposizione luoghi dove apprendere e scoprire, fornire i mezzi per preparare il futuro.
- Ampliare la collaborazione internazionale: partnership (collaborazione che può portare a un arricchimento reciproco).
Dalla comunità locale a una società mondiale
L'interdipendenza economica, scientifica, culturale e politica a livello planetario può portare confusione e un clima di incertezza.
Crescita demografica
Estrema rapidità di crescita della popolazione mondiale, ma differenze regionali (nei paesi in via di sviluppo è altissima, in quelli industrializzati c'è un grande rallentamento o arresto e invecchiamento della popolazione, con ripercussioni su stili di vita e finanziamenti spese pubbliche).
Globalizzazione economica e culturale
La globalizzazione economica include deregolamentazione e apertura dei mercati finanziari, sviluppi della tecnologia informatica (ciò che succede in una borsa si ripercuote su tutte le altre). Le crisi industriali dei paesi sviluppati si ripercuotono in tutto il mondo. Le reti scientifiche e tecnologiche collegano i centri di ricerca alle più importanti imprese d'affari, motivo di disparità per i paesi in via di sviluppo. La globalizzazione delinquenza è favorita dalla facilità con cui le informazioni e denaro attraversano le frontiere.
La globalizzazione culturale porta a un'informazione più accurata e aggiornata disponibile a chiunque in qualsiasi parte del mondo e in tempo reale, modificando le relazioni internazionali e la comprensione del mondo. Tuttavia, i sistemi informativi sono ancora costosi e di difficile accesso per molti paesi, il loro controllo conferisce ai paesi che li possiedono potere culturale-politico.
Interdipendenza globale
La globalizzazione dei problemi, come le migrazioni internazionali, porta a sfide come l'accoglienza, l'integrazione e la molteplicità delle lingue. La percezione di un mondo pieno di rischi accentua la contemporanea globalizzazione e ricerca di radici specifiche. L'individuo si trova diviso tra una società moderna con scarse possibilità di un ruolo significativo e l'adesione a una comunità locale.
Come intervenire?
La solidarietà è uno dei compiti fondamentali dell'educazione: capire se stessi e gli altri per diventare cittadini del mondo. Strumenti come la riorganizzazione curricolare e il superamento della tendenza egocentrica contribuendo alla costruzione dell'identità. La conoscenza delle proprie radici, il rispetto per altre culture e la coscienza di una comune eredità del genere umano sono fondamentali.
Essere cittadini del mondo
Essere cittadini del mondo significa essere consapevoli di avere una pluralità di appartenenze: comunità mondiale, etnica, nazionale, locale e familiare.
Dalla coesione sociale alla partecipazione democratica
La coesione sociale trova espressione in attività e obiettivi comuni che nel tempo diventano patrimonio culturale su cui si basa il senso di appartenenza e solidarietà. Il fine centrale dell'educazione è realizzare l'individuo come essere sociale.
Crisi della coesione sociale
La crescente disuguaglianza a causa dell'aumento di povertà ed esclusione (disparità tra nazioni, regioni, fratture tra gruppi sociali) e sradicamento conseguente alle migrazioni ed esodo rurale porta a disgregazione della vita familiare, urbanizzazione incontrollata, caduta della tradizionale solidarietà del vicinato, con molti gruppi condannati all'isolamento ed emarginazione.
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