Capitolo 1 - Interculturale, educazione, consumi culturali
Coltivare il pensiero interculturale
Il pensiero interculturale ha bisogno di una base epistemologica e di alcune radici fondative che solo la scuola può dare, ma oggi non basta più. C’è la necessità di abituare gli allievi all’idea di autoeducazione continua, che si rispecchia nella società multiculturale. C’è la necessità di abituare gli allievi che ci è nato in un territorio e lì vive da sempre, di mettersi a confronto con persone provenienti da mondi lontani.
Consumi culturali - insieme di messaggi, di informazioni, scambi culturali, attività e progetti che convivono nella società multiculturale e che creano un ambiente favorevole nel quale ciascuno di noi capisce un po’ di più le sue radici storiche e quanto c’è di nuovo e riesce a integrarsi meglio con gli altri.
Per maturare in noi la fiducia che il sistema dell’istruzione possa interagire con la società multiculturale è necessario imparare a pensare in modo interculturale e dunque considerare la cultura come un sistema che aiuta a mettere in comunicazione le esperienze esistenziali con i saperi costituiti e anche come un sistema che permette scambi fra soggetti e fra soggetti e società. Si può pensare in modo interculturale vivendo dentro la società interculturale, osservando i cambiamenti.
Con l’esperienza alcuni docenti hanno imparato a pensare e ad agire professionalmente in cui l’uguaglianza e la differenza sono visti in correlazione. Morin sostiene che l’unità si accompagna al molteplice ed esprime una contraddittorietà che designa la caratteristica propria del genere umano.
Pensiero interculturale e esperienze didattiche
La presenza di studenti stranieri è un dato di fatto strutturale del sistema scolastico. Le attività didattiche nel corso degli anni sono cambiate e c’è da precisare che per i docenti queste attività sono state abbastanza difficili perché hanno sperimentato anche la fatica e la delusione dell’intercultura.
La formazione dei docenti dovrebbe essere continua. L’insegnamento deve rinunciare a una visione monoculturale e deve adottare invece una visione interculturale e internazionale dell’umanità. La sfida che hanno di fronte gli insegnanti è costruire un sapere unificato che contribuisca alla formazione di futuri adulti e futuri cittadini con dei punti di riferimento culturali e identitari locali e globali allo stesso tempo.
Punti di partenza per la pedagogia interculturale
Competenza interculturale - per Kim e Spitzberg, avere una competenza interculturale significa abituarsi ad analizzare le situazioni, scegliere le modalità di comportamento corrette e avere una buona motivazione verso le altre culture.
In sinergia con le attività pratiche degli insegnanti, la riflessione della pedagogia interculturale nel corso degli anni ha costruito diverse modalità di procedere:
- Migliorare le abilità di ascolto reciproco
- Saper entrare in contatto con gli allievi
- Abituare gli studenti a riservare tolleranza alle reciproche diversità
- Attivare negli allievi la curiosità per lo sconosciuto
- Provare ad attivare occasioni di contatto fra famiglie e scuola per creare momenti di aiuto e di riconoscimento dei rispettivi ruoli
Da scuola a fuori e viceversa
È opportuno che gli insegnanti comincino a interrogarsi su quali occasioni possono trovare gli allievi fuori dalle aule che li aiutino a proseguire la formazione al pensiero interculturale che fornisce la scuola.
Esempio - Museo di Modena, Mirandola. Se si tratta di allievi adolescenti, i riferimenti culturali provengono da internet, dai social network, dalla televisione.
Dimensioni culturali e simboliche
I sentimenti di attaccamento fanno riferimento alle persone lasciate nel paese d’origine. La sensazione di perdita non riguarda solo le relazioni interpersonali, ma anche il luogo. Attraverso le nuove tecnologie si può essere in contatto virtuale molto più facilmente rispetto al passato. Oggi sono numerosi i trasmigrati, cioè coloro che restano in contatto con i membri della famiglia rimasti nel paese d’origine, organizzando le relazioni attraverso reti che si estendono tra i due paesi di riferimento. Le dimensioni culturali e simboliche di un territorio e delle sue istituzioni culturali
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