Apprendimento Culturale
martedì 10 ottobre 2017 12:46
Apprendim
ento Cult... Non si smette mai di apprendere.
Qualsiasi abilità si apprende per:
1. Osservazione di esperti.
2. Provando insieme con esperti.
3. Sotto la supervisione dell'esperto.
4. Provando a fare in gruppo.
L'interesse a la curiosità sono fondamentali per l'apprendimento --> senza interesse non si conosce,
apprende, nulla --> non si osserva se non c'è un interesse forte.
Nel processo di apprendimento ci sono sempre due figure:
1. Esperto.
2. Non esperto, novizio.
È presente un'interazione --> l'apprendimento non prescinde da queste due figure.
• Interazione caratterizzata da reciprocità.
• Le due figure hanno ruoli attivi, sia consci sia inconsci.
○ Esperto: fa il suo compito.
○ Novizio: si interessa per il compito.
APPRENDIMENTO PARTECIPATO guidato nelle attività culturali.
VIGOSTKIJ --> matrice teorica socio-costruttivismo.
• L'individuo apprendere solo attraverso l'interno di una relazione in cui l'adulto genera la zona
di sviluppo prossimale --> consente di uscire dalla zona in cui si troverebbero in assenza
dell'interazione.
Intervallo tra traguardo che il novizio raggiungerebbe da solo se non fosse in interazione
e il traguardo che raggiunge attraverso l'interazione con l'esperto.
Al di fuori della dinamica interattiva si parla di maturazione non di apprendimento.
• Ogni interazione G-B è singola --> non si possono fare generalizzazione.
○ Ogni persona è diversa dall'altra --> le interazioni avvengono in situazioni contingenti
diverse che cambiano le configurazioni stesse dell'interazione.
• L'apprendimento è un fenomeno che si genera nell'interazione partecipata di due individui
attivi.
• Il processo di apprendimento guidato di socializzazione ha un carattere contingente, non può
prescindere dalla cultura.
• Socializzazione = partecipazione guidata --fanno riferimento-->apprendimento culturale.
Partecipazione Guidata, Rogoff.
Definizione: apprendimento culturale che avviene attraverso le situazioni interattive con gli adulti.
• Processo collaborativo: può contenere espliciti insegnamenti (non necessariamente), può non
essere intenzionale, può coinvolgere sia rapporti ravvicinati sia a distanza, contempla il
coinvolgimento di strumenti particolari e partecipazione di istituzioni culturali.
Processi alla base:
Coordinazione e comunicazione: partecipanti si coordinano tra loro con ruoli diversi,
complementari, conflittuali per allargare conoscente comuni e adattarle a nuove prospettive.
• Reciprocità: B ha un ruolo attivo sia nelle interazioni sia nella condivisione dei significati
Ped. Interculturale Pagina 1
• Reciprocità: B ha un ruolo attivo sia nelle interazioni sia nella condivisione dei significati
culturali; i processi di partecipazione guidata si strutturano grazie alla partecipazione e al
contributo di tutti i soggetti coinvolti (B, Adulti).
Riferimento sociale: individui cercano informazioni su come interpretare situazioni ambigue
nell'espressione degli altri (Emde, 1985; Feinenmann, 1982).
• Individui prestano attenzione a tono di voce, espressione facciale per cogliere l'essenza del
messaggio del genitore.
Gioco linguistico originario (Brown R.): B e loro partner danno un nome alle cose: B genera ipotesi
sulla categoria degli oggetti e il partner implementa l'accordo tra le ipotesi di B e la designazioni
culturale delle categorie etichettate.
La strutturazione della situazione di apprendimento è frutto delle scelte delle attività a cui i B
possono accedere e partecipare.
• Modo in cui è organizzata la vita di B (differenze storiche, culturale, nel grado di segregazione
delle attività) concorre alla strutturazione delle situazioni di apprendimento.
Interazione con gli adulti come luogo di apprendimento: socializzazione.
Interazione con gli adulti non sono sempre finalizzate a insegnare qualcosa, anche quando l'adulto
non ha intenzione di sostenere l'apprendimento, i bambini possono prendere l'iniziativa, osservando
e partecipando attivamente --> interazioni in cui G può evitare di interagire con B.
• Conversazioni quotidiane: forniscono a B opportunità di imparare, accedere, partecipare.
Strutturare contesti di apprendimento:
Interazioni dirette: esempi.
• Comunità middle class: genitori, educatrici, strutturano il livello di partecipazione di B alle
conversazioni che accompagnano la lettura dei libri --> pongono domande adatte al livello
evolutivo di B.
• Anziani afro-americani: anche se non sanno leggere assistono i loro nipoti nell'apprendimenti
della lettura ascoltandoli leggere passi delle Sacre Scritture che conoscono a memoria e
correggendoli se sbagliano.
• Bambini di Gareno, Venezuela: imparano a coltivare la terra, badare agli animali, cacciare,
pescare, in modo graduale e strutturato dagli adulti.
Usare le storie:
…impartire gli insegnamenti: Africa occidentale diversi insegnamenti si impartiscono attraverso
racconti e proverbi culturali a sfondo morale che parlano di virtù che i bambini dovrebbero
perseguire, o di miti ignoti e spaventosi tesi a dissuaderli dal comportarsi in modo scorretto.
…promuovere attenzione: Africa, Alaska, racconti sono usati per promuovere attenzione,
immaginazione, pensiero metaforico, flessibilità cognitiva.
…insegnare le Sacre Scritture e indurre a rispettarle: chiese afroamericane, insegnanti di catechismo
aiutano i B e i giovani a comprendere il significato delle Scritture in modo da applicarle alla vita
quotidiana.
• Raccontano storie bibliche con linguaggio moderno --> contestualizzazione nell'attualità.
• B partecipano alla costruzione di storie e giochi di ruolo attraverso discorsi di botta e risposta.
…trasmettere una specifica visione del mondo: Tribù Xhosa in Sudafrica, storie dei secoli passati sono
raccontate la sera dagli anziani, B partecipano attivamente alla costruzione delle storie lasciando
invariato il nucleo centrale --> si appropriano meglio del significato delle storie e dei valori che
trasmettono (ordine morale, promozione vita sociale).
… insegnare a comunicare in modo indiretto: B Athabaschi, Canada Settentrionale, sono introdotti al
nobile linguaggio del racconto attraverso indovinelli da risolvere. Imparano a indovinare il senso,
leggere tra le righe, anticipare gli esiti.
…insegnare a comunicare e raccontare le proprie esperienze: nel raccontare cosa succede loro i B
imparano a utilizzare il linguaggio narrativo, promosso dalla loro comunità.
• M americane --stimolano--> discorsi lunghi, ricchi di dettagli ed eventi.
• M giapponesi --incoraggiano--> storie coincise che lasciano all'ascoltatore il compito di inferire
i dettagli.
Strutturare la Routine:
La routine nei B consente di apprendere la struttura degli eventi, rappresentarsela mentalmente e
Ped. Interculturale Pagina 2
La routine nei B consente di apprendere la struttura degli eventi, rappresentarsela mentalmente e
anticiparla --> eventi diventano attendibili, prevedibili, attivano specifici copioni comportamentali.
• Apprendimento che si fonda su imitazione e osservazione.
Esempio: ripetizione di modelli orali.
• Canti, genealogie (Maaori).
• Di saluto (Inuit)
• Vivaci discussioni tra B e A (Italiani)
• Dispute, pettegolezzi (Afroamericani)
• Duelli verbali improvvisati tra B-A (Chamula, comunità Maya).
Come può avvenire l'apprendimento culturale? Saarni.
MODELLING: il bambino modella il suo apprendimento sull'osservazione dell'adulto.
• OSSERVAZIONE: Osservazione da parte del novizio --ma--> anche da parte dell'esperto.
Forma di socializzazione INDIRETTA --> inconsapevolezza delle parti dell'importanza
• Esperto non ha intenzione di insegnare, ed è oggetto di osservazione.
Osservazione consente qualsiasi tipo di apprendimento --> dalla regolazione delle emozioni,
all'impostazione psicologica.
• I bambini danno più peso all'osservazione piuttosto che alle parole.
Gli adulti non sono consapevoli che avviene l'apprendimento anche di altre capacità: come i
comportamenti e l'espressione delle emozioni.
Non solo dall'adulto, ma anche attraverso i pari e l'interazione con bambini di età differenti.
• I linguaggi e i gesti dei pari sono più accessibili --> osservazione più interessante.
• C'è il gioco insieme, il fare insieme --> si generano situazioni migliori di apprendimento.
Anche all'interno dei gruppi --> favorito.
Metodo più incisivo.
CONTINGENCY: intervento contingente dell'adulto nel comportamento del bambino.
Apprendimento di competenze psicologiche --> discorso complesso.
Adulto aiuta a controllare il comportamento del bambino insegnandolo al bambino:
• Adulto che non interviene --> non è importante cosa è successo per l'adulto, imparare a gestire
sé stesso, manca la manifestazioni delle emozioni negative.
• Adulto che interviene:
○ Apprensione esagerata --> accresce lo spavento del bambino, genera insicurezza (b hai
bisogno di me) --> Estremizzazione della situazione, bisogno di qualcuno che aiuti.
Riferimento sociale: maccanismo di apprendimento, ricerca di indizi sull'espressione dell'adulto per
decodificare la situazione --> parole, gesti, comportamento e la loro congruenza concorrono a
passare significati precisi.
• Come interviene l'adulto (anche su temi molto importanti e difficile) si passano messaggi a
bambini su come si affronta la vita.
• Gli adulti non sono consapevoli --> il genitore tende a voler proteggere l'adulto.
• Bambino intuisce, sente, se non si vedono riferimenti sociali --> diventa disorientato, e
costruisce una realtà propria, che ha ripercussioni su tutto l'arco di vita.
• Lo psicologo deve lavorare sia sul bambino sia sull'adulto --> bisogna considerare e lavorare sul
contesto con cui si confronta quotidianamente --> cambiare il contesto consente di cambiare il
bambino, lavorare con gli adulti consente di farli sentire competenti, sostenerli, affinare le
competenze.
○ A volte cambiare il comportamento dell'adulto, modifica la relazione con il proprio
bambino --> pratiche apprese che persistono --> prevenzione.
L'insegnamento legato a un'esperienza vissuta è più incisiva.
Se non avviene l'intervento esplicito --> l'esperienza resta monca, occasione potenziale di
insegnamento e apprendimento culturale che non si risolve --> esperienza mancata.
TEACHING: Coinvolge anche la conversazione sull'evento avvenuto.
Dinamica di Conflitto:
Nella rappresentazione culturale del conflitto si gioca la dimensione morale della giustizia: torto vs
ragione.
Il conflitto si vede come una questione negativa --> non è giusto che uno subisca e l'altra persona
Ped. Interculturale Pagina 3
Il conflitto si vede come una questione negativa --> non è giusto che uno subisca e l'altra persona
domini: questione culturale --> si ricollega all'idea che bisogna stare in pace, armonia collettiva
mantenuta.
Compromesso: approccio culturale prevalentemente italiano, popolo non conflittuale.
Il conflitto non è tema per bambini, bisogna proteggerli.
Negli ultimi anni la pedagogia affronta il tema dell'esperienza del conflitto per il bambino --> devono
scontrarsi per comprendere come tenere l'opinione, la posizione, sostenendola e argomentandola
ha delle implicazioni a livello di affermazione della propria identità (sicurezza, autostima, coerenza
delle idee, sviluppo dell'identità).
Il conflitto perde l'efficacia pedagogica nel momento in cui una persona vince sempre e una perde
sempre --> implicazioni sull'autostima: vincente vs perdente --> conflitto diventa rischioso perché
conferma tratti che possono stabilizzarsi, implicazioni a livello di comportamenti internalizzanti.
Conflitto --comporta--> confronto in situazioni competitivi (bambini e adolescenti).
Esperienza vissuta: vittoria -> orgoglio; sconfitta -> frustrazione.
Frustrazione: desiderare qualcosa che non si riesce a raggiungere; attivazione di strategie per
raggiungere l'obiettivo; non sperimentare frustrazione implica a non sperimentare
soddisfacimento, appagamento del desiderio --> frustrazione sana.
Nella vita esiste anche la possibilità di sostenere una questione giusta, ma non compresa
dall'altro
Il bambino che oggi non sperimenta la frustrazione sarà un adulto, nel domani, che non
saprà più desiderare, un adulto che non saprà fare progetti.
Accontentare sempre il bambino ha delle ripercussioni a livello di desiderio, progettazione,
comprensione e attesa.
Non si esce dal conflitto senza negoziazione.
Sono fonti di apprendimento.
Bisogna permettere di comprendere al bambino la situazione, anche attraverso la comprensione e il
dialogo --> l'intervento dell'adulto (innesca la zona di sviluppo prossimale) consente una
comprensione maggiore, passato il picco delle emozioni, bisogna dialogare anche attraverso un
confronto, rendendo accessibile il conflitto e alla sua comprensione ai bambini --> b comprende che
esiste anche un altro punto di vista, che può essere valido --> si insegna anche la mediazione.
Adulto rende significativa l'esperienza.
Bisogna superare il limite per comprendere cos'è --> es. conflitto che si realizza nell'arrivare alle
mani.
Il riferimento sociale è una modalità tipica dei bambini occidentali, legati alla reazioni dell'adulto -->
nelle culture rurali, dove si impara dai pari, il riferimento sociale non si osserva nello stesso modo
(assente/diverso) in quanto l'apprendimento non dipende dall'opinione dell'adulto.
Parlare del conflitto, la conversazione sulle emozioni, ha un effetto sulle interazioni conflittuali -->
decrescono.
Esempio: effetto contenitivo --> intervento migliore possibile nella reazione della rabbia: l'educatrice
non è intervenuta nel modo migliore possibile, ma ha contenuto le emozioni anche solo con il modo
di conversare, con l'atteggiamento --> la rabbia dei bambini che genera rabbia nel genitore si genera
una situazione esplosiva, avviene un contagio generale --> bisogna mantenere la calma, ed
intervenire in modo fermo: intervento in modo assertivo (non bisogna lasciare margini di ambiguità),
ma non bisogna arrabbiarsi, B non si sente contenuto nella sua emozione.
Nei bambini molto piccoli la rabbia molto accesa (crisi di pianto, urla, buttarsi per terra, aggressività
auto ed etero diretta) sono impressionanti e gli adulti sono spaventati --> i bambini hanno paura
della rabbia: attiva reazioni neurofisiologica, forte, e ne hanno paura sia di cosa accade sia di non
controllarla --> il genitore deve mettere un confine ed aiutarli a regolarla, che definisca come questa
rabbia passa e si regola.
Al picco della rabbia è inutile fare discorsi, per contenere è necessario che l'adulto si abbassi al livello
del bambino (corpo dell'adulto come confine, contenimento), sguardo diretto, comunicazione non
verbale molto più importante del dialogo, ed essere presente --dopo--> si comprende le motivazioni.
Rassicurazione: RABBIA --> MANIFESTAZIONE --> COMPRENSIONE
"è normale, non succede nulla, va tutto bene, adesso passa".
Non si può sapere come regolare le emozioni se non le si provano prima --> modelling.
Ped. Interculturale Pagina 4
Infanzia tra Culture
giovedì 19 ottobre 2017 10:47
Modello
Scolastico...
Etnografia visuale: metodo di ricerca usato in ambito antropologico-pedagogico, che consiste nella
video registrazione di situazioni quotidiane (con condivisione di ricerca, criteri specifici); è necessario
fare una selezione di fotogrammi, per decidere cosa inserire nel video definitivo; i ricercatori della
cultura di appartenenza si occupano di fare la selezione (fa parte del processo di ricerca, analisi
critica del materiale di ricerca); alla fine si ottengono diversi video di culture differenti: il video finale
viene visualizzato in gruppi (focus group) eterogenei, esponenti: ricercatori, insegnanti protagonisti
del video, responsabili delle scuole coinvolte.
• Etnografia: raccolta di comportamenti di situazioni rilevate nel contesto di vita, validità
ecologica.
• Visuale: utilizzo dello strumento di video registrazione, non protocolli scritti.
Gestire un bambino difficile in Giappone.
Caratteristiche:
• Non intervento dell'insegnante: sia nel caso della consolazione del b ferito, sia nel caso del
comportamento del protagonista.
• Intervento tardivo con ironia.
• Riprende i bambini con tono neutro.
• Bambini intervengono.
• Bambino protagonista: attirare l'attenzione, intelligente, copre il ruolo che pensa gli sia
assegnato.
Contestualizzazione: attenzione neutrale, l'insegnante è presente e consapevole ma non interviene,
pratica riconducibile all'idea giapponese secondo cui l'insegnante deve mantenere un
comportamento benevolo e contenere le emozioni di rabbia, esempio di autoregolazione,
autocontrollo, insegnanti non intervengono nella regolazione del comportamento (non si sentono
responsabili per l'educazione del comportamento); importanza dell'apprendimento dai coetanei,
imparando da loro la regolazione di comportamenti ed emozioni (vittima di Hirochi consolato dalle
compagne); empatia: affinché si possa educare i b all'empatia per sentirsi parte della collettività,
comprensione e sintonizzazione con stati emotivi e mentali altri, per poter comprendere e
rispondere ai bisogni dell'altro --> si genera lasciando spazio ai bambini di mettere in atto
comportamenti pro-sociali; i bambini devono/possono litigare (valore
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