Estratto del documento

Pedagogia interculturale

Lunedì 2 ottobre

La pedagogia è un’interdisciplina, attinge a conoscenze da psicologia, antropologia, storia, metodologia e sociologia.

Antropologia: è diverso essere bambini in funzione di fattori ambientali e culturali; cambia il modo di crescere e il percorso di crescita in diverse culture. Non è possibile trascurare l’antropologia.

Intercultura: incrocio di più culture nella pedagogia e nello sviluppo. Cultura riferita a qualsiasi comunità che condivide determinati usi e costumi; non ci si riferisce solo alle nazionalità, ma a tutte le comunità che condividono un determinato contesto. Questo porta a confronto con le diversità che porta a flessibilità mentale, decentramento culturale e empatia cognitiva.

Pedagogia: in questo ambito deve essere pratica, con linguaggio semplice, sospendere il giudizio e soffermarsi sulle risorse.

Cooperazione: il fine ultimo dell’intercultura.

Giovedì 5 ottobre

Commento collage

Bambino curato, che interagisce con oggetti. Bambino che sta bene ed è sereno. Le relazioni sono soprattutto con la famiglia e diadiche, con i genitori, dove il bambino è al centro della comunicazione. Le relazioni sono caratterizzate da affetto, coccole e contatto fisico, intimità e gioco. La postura in queste interazioni è generalmente frontale, con sguardo diretto.

Le relazioni multilaterali concernono soprattutto il gruppo dei pari, che è comunque normato dagli adulti, sono istituzionalizzati e strutturati (vedi classe in una scuola). Vi sono pochi gruppi spontanei.

Relazione con ambiente, generalmente in ambienti interni, strutturati da adulti. Relazione con oggetti: soprattutto con animali domestici e cibo (che piace o non piace: gusti, sceglie il bambino!).

Interi mondi sono costruiti per i bambini, gli oggetti vengono fatti su misura e pensati per loro. Sono al centro dell’attenzione dell’adulto.

Fotografia Rogoff 1

Bambino del Congo che affila un machete. Non è vestito. È molto concentrato ed è insieme ad altri bambini e adulti, non è isolato, è dentro ad un gruppo ed è all’aperto, necessità di essere autonomo precocemente per riuscire a sopravvivere (per difendersi e mangiare).

Fotografia Rogoff 2

Una bambina maya di 6 anni si occupa di un suo cugino appena nato.

Obiettivi e traguardi di sviluppo nella nostra comunità

  • Autonomia: mangiare da soli, andare in bagno, comincia ad essere raggiunta a partire dai 3 anni.
  • Leggere e scrivere: per esprimersi e relazionarsi, abilità intellettuali e cognitive, lavoro intellettuale, abilità di astrazione, pensiero e linguaggio sono gli obiettivi delle società globali complesse.

In altre comunità vi sono necessità diverse, come le abilità motorie e concrete per rendersi precocemente autonomo al fine di aumentare le possibilità di sopravvivenza e per contribuire allo sviluppo ed economia della comunità. Queste abilità vengono apprese generalmente osservando direttamente gli adulti. I nostri bambini invece imparano attraverso la scuola e l’istruzione, ovvero grazie a un contesto strutturato dagli adulti.

La partecipazione è fondamentale per l’apprendimento perché implica l’attivazione di chi apprende. Sviluppo come processo di partecipazione guidata: è una costante in tutte le culture. Cambiano i contenuti in funzione degli obiettivi e le modalità.

L’industrializzazione ha cambiato la visione del bambino nella nostra società. La famiglia si sposta dalla campagna alla città, in ambienti non accessibili ai bambini. L’infanzia diventa quindi da tutelare rispetto allo sfruttamento. La scolarizzazione diventa quindi obbligatoria mentre i genitori lavorano, e serve alla preparazione allo stesso loro futuro lavoro.

Nelle società non scolarizzare non è importante la scansione d’età, utilizzato come criterio di sviluppo solo recentemente e come conseguenza dell'obbligatorietà scolastica (suddivisione in classi).

Nel ‘900 si comincia a mettere a fuoco l’infanzia come fase di vita in sé, segregazione del mondo adulto e del mondo infantile che porta a nuovi bisogni.

La famiglia diventa nucleare per permettere ai figli di studiare e garantirgli cure adeguate, venono inoltre affidati ad agenzie educative esterne.

Non si può generalizzare una teoria dello sviluppo poiché è influenzato dall’ambiente e dal contesto e dai valori che ne conseguono. Non esiste un modo naturale di essere bambino, ma diverse modalità culturali. Ciò ha importanti ricadute sulle metodologie di ricerca in psicologia dello sviluppo.

Lunedì 9 ottobre

Collage

Metodo utilizzato in ambito psicopedagogico. Dimensione ludica che agisce sulla parte emotiva dei soggetti, basata più sul fare che sul pensare.

Quando facciamo qualcosa che ci piace si attivano a livello neurologico i centri di memoria, ne consegue un miglior apprendimento, grazie a una maggior concentrazione e attenzione.

Concorre a formare un clima di gruppo, difatti viene spesso utilizzato all’inizio di un percorso formativo.

Funzioni

Ha un valore semantico in quanto veicolo di significati nella mente di tante persone (il racconto è il frutto di idee di più persone), intenzione collettiva: nasce dal fatto che ognuno mette del suo e il prodotto è diverso da quello che avrebbe fatto ogni singolo.

Codice non denotativo delle parole: le associazioni che si fanno con un’immagine sono di più, significati molto più ampi rispetto a una sola parola. Le immagini hanno un codice connotativo: ovvero possiedono più sfumature e quindi più diversità, si notano di più le differenze delle idee. Opacità comunicativa: possiedono molteplici interpretazioni, non sempre quello che comunichiamo corrisponde con quello che l’altro recepisce, anche perché quello che si dice non è completo, non corrisponde esattamente alla nostra idea, la nostra mente è opaca.

Funzione narrativa o semantica: vuole raccontare in virtù di un’intenzione collettiva. È opaco e quindi oggetto di diverse interpretazioni. Ha inoltre una funzione “organizzativa”: bisogna prendere delle decisioni, processi decisionali con configurazioni diverse in funzione del gruppo.

I collage di persone che non si stanno applicando o non sono in un buon clima sono disordinati e poco comunicativi, non hanno un filo logico. Il collage viene proposto anche a famiglie o a coppie.

Occorre in primis avere un tempo sufficiente, più sono le persone, maggior tempo ci vorrà (almeno 3 ore).

La domanda deve essere posta in maniera chiara, con consegna specifica e molto pertinente al contesto (attenzione alle emozioni!), circoscritta e che abbia più a che fare con le idee (es. cosa penso che sia, dire che cos’è).

Il titolo è importante perché costringe il gruppo a confrontarsi per selezionare una traccia.

La discussione può essere affrontata in modi diversi. Ad esempio, ogni gruppo esce e spiega la rappresentazione, vi è il rischio di ripetizione e noia, ma ha il vantaggio di dare voce a tutti, valorizza il pensiero di tutti. Oppure, appenderli e far osservare, trovare contenuti utili per stimolare la discussione su elementi cardine, importante per ricondurre le idee in un ordine.

La rete di relazioni è l’elemento fondamentale per l’infanzia. Vi sono relazioni multilaterali o diadiche, relazioni eterogenee o omogenee, con adulti o altri bambini. Tutti questi aspetti sono regolati da modelli culturali che incidono sullo sviluppo del bambino.

Il secondo elemento importante è la relazione con l’ambiente. Pedagogia naturale: più natura a scuola, riportare il bambino in contatto con l’ambiente naturale. Evidenze mostrano una maggiore attivazione cognitiva con l’esperienza anche con bambini di età diverse.

Terzo elemento vi è la relazione con oggetti. Quarto elemento le emozioni reputate fondamentali (es morte: idea che il bambino debba essere protetto da certi tipi di emozioni, figlia dell’industrializzazione).

Martedì 10 ottobre

Apprendimento

Vi sono diverse modalità di apprendimento, come osservando, provare a fare insieme o in gruppo, provare seguendo istruzioni. Tutte queste modalità implicano un processo attivo guidato dall’interesse e dalla curiosità.

L’osservazione infatti non esiste se non è curiosi di imparare qualcosa. Nel processo di apprendimento culturale vi sono sempre almeno due individui: esperto e novizio. Fondamentale l’interazione che si caratterizza per la reciprocità che intercorre fra questi due ruoli.

Vygotskij: non c’è apprendimento se non vi è partecipazione attiva nell’interazione. Vygotskij introduce inoltre il concetto di zona di sviluppo prossimale, in cui è l’adulto che pone il bambino di fronte a nuove sfide. Al di fuori di questa interazione si parla più di maturazione che di apprendimento.

Caso senza interazione con adulti: il bambino selvaggio di Itard e orfanotrofio di Bucarest.

Lo sviluppo quindi non può prescindere da uno spazio relazionale interattivo, fondamentale la reciproca sintonizzazione. Le interazioni sono tutte diverse: ogni bambino ha le sue caratteristiche così come gli adulti e vi sono inoltre situazioni contingenti molto diverse.

Apprendimento, socializzazione (psicopedagogico) e partecipazione guidata (antropologico) sono tutti sinonimi che indicano un passaggio di contenuti in relazione ai valori della cultura di appartenenza, sempre situato in un contesto.

Modalità di apprendimento

Saarni, autrice che classifica per prima le modalità di apprendimento (anche se inizialmente di tipo emotivo).

Modeling

È implicata soprattutto l’osservazione, ed è una forma indiretta di apprendimento poiché l’adulto può essere inconsapevole, ovvero l’adulto non ha intenzione di insegnare qualcosa. Si tratta della modalità più incisiva in assoluto. Il bambino fa quello che vede, non quello che dici. L’osservazione tra i pari è ancora più potente, poiché vi sono implicati linguaggi più accessibili e interesse (critica classi omogenee). Inoltre, più l’osservazione è prolungata più si avrà una memoria profonda di ciò che si è osservato.

Contingency

Intervento contingente dell’adulto nel processo di apprendimento del bambino, fare insieme. Più difficili con apprendimento di tipo “psicologici”. Si tratta in sostanza del come l’adulto interviene nel comportamento del bambino.

Esempi: adulto che non aiuta il bambino, quest’ultimo capisce che è una cosa non rilevante e inizia ad autogestirsi. Se ricorrente, non chiede più, non comunica più e non si esprimerà più. Adulto apprensivo: il fatto diviene un dramma, accresce lo spavento e passa il messaggio che il bambino da solo non ce la può fare, ha bisogno assoluto dell’adulto, da solo non riesce a gestirlo.

Riferimento sociale

Cerco indizi dall’adulto per decodificare la situazione, che deve essere coerente e comprensibile. Se si promuove competenze adeguate negli adulti, prima ancora che sui bambini, si promuove un ambiente favorevole per lo sviluppo adeguato dei bambini. Se cambio il contesto cambio il bambino! Risulta perciò fondamentale restituire le competenze ai genitori e potenziarle. Cambia il modo di interagire con il bambino. Si lavora sulla prevenzione.

Giovedì 12 ottobre

Coaching

Modalità diretta, dove l’adulto ha intenzione di insegnare qualcosa, insegnamenti espliciti. Esempio sulle competenze socio-emotive: diviene sempre più essenziale insegnare in modo esplicito queste competenze, e quindi formare genitori ed educatori a farlo.

Video bimbi giapponesi

  • Quali abilità mostrano di avere?
  • Come hanno fatto gli adulti a trasmettere questi insegnamenti?

Le abilità che si apprendono dipendono da ciò che gli adulti e il mondo esterno richiede. I bambini potenzialmente possono apprendere tutto! Ma ciò dipende dal contesto e dalle condizioni. Ad esempio, in questo video vi sono condizioni socio-culturali caratterizzate da fiducia negli altri e nell’ambiente esterno. Nel mondo occidentale invece vi è sempre una minaccia e un pericolo legato agli altri e all’ambiente che inibisce, ma rimane comunque importante che l’adulto si assuma il rischio, la fuoriuscita deve essere incoraggiata per poter sviluppare un senso di sicurezza nei bambini e passare il messaggio che il mondo può essere esplorato.

In Giappone prevale il valore dell’interdipendenza, del collettivismo e del mantenimento dell’armonia collettiva. Perciò vi è fiducia nell’altro, basata sul fatto che il bambino è un bene prezioso per tutti e tutti condividono gli stessi valori e responsabilità. I bambini vengono perciò incoraggiati a esplorare l’ambiente da soli.

Perciò come noi adulti ci rappresentiamo il mondo esterno influenza il comportamento del bambino e gli insegnamenti che gli trasmettiamo.

Capacità dei bambini nel video

  • Interagiscono con adulti.
  • Scelgono la spesa da comprare, perciò competenze di problem solving e assunzione di responsabilità di decisione.
  • Utilizzo dei soldi e gestione (il bambino infatti vede subito i genitori che li utilizza, sarebbe utile quindi farlo partecipare alla spesa, ad esempio accompagnando i gesti con qualche commento esplicito), perciò possiedono competenza numerica e di gestione.
  • Riconoscono l’ora sull’orologio, perciò sanno organizzare il tempo.
  • Conoscono le strade, perciò competenza di riconoscimento e orientamento spaziale.
  • Competenza emotiva, per esempio quando il bambino affronta la paura o la sorellina consola. Hanno perciò padronanza della situazione, capacità di riconoscere i bisogni dell’altro, perciò capacità empatiche e prosociali.
  • Possiedono inoltre autonomia sia da un punto di vista pratico sia socio-emotivo.

Condizioni

  • Fiducia nell’altro per corresponsabilità.
  • Fiducia nel bambino, per cui è in grado di farcela e di avere competenze, che alimenta il senso di autoefficacia funzionale al raggiungimento di obiettivi un po’ più alti con compiti sfidanti. Ciò porta a gratificazione e fiducia in sé.

Gli insegnamenti che possono essere implicati nella formazione di queste competenze possono riguardare sia quelli indiretti di modeling della mamma che anche coaching nella scelta per esempio, per accelerare questo apprendimento. Anche il contingency può essere usato per supportare e incoraggiare il comportamento. L’insegnamento esplicito accelera quindi l’apprendimento.

Ad esempio, è importante mettere in pratica un intervento contingente sulla gestione delle emozioni, ma anche un insegnamento esplicito sulle pratiche. Già i bambini molto piccoli hanno o possono avere delle competenze emotive. La reazione alle emozioni dei bambini da parte degli adulti fa capire il modo di pensare al bambino.

Nelle culture occidentali il bambino suscita comprensione e tenerezza quando piange, mentre in quella orientale gli adulti ridono quando piange il bambino. Infatti, in Giappone manifestare le emozioni è segno di immaturità e debolezza, perciò il pianto non ha valore, non è un comportamento adeguato perché spropositato. La risposta contingente di risata inibirà quindi il comportamento, che porterà a ipercontrollo delle emozioni e problemi internalizzanti.

Lunedì 16 ottobre

Pratiche di socializzazione calato nell’apprendimento emotivo

Ricerca attualmente in corso (video). Obiettivo: verificare correlazione tra stili di socializzazione emotiva delle educatrici al nido e altre variabili, come credenza sulle emozioni, stile emotivo, mindmindedness (capacità di pensare al bambino come persona competente e capace di stati mentali) e autoefficacia percepita, in correlazione con competenza socioemotiva dei bambini.

È una ricerca complessa che si basa su molte informazioni derivate dalle educatrici, che sono soggetti partecipanti e il focus principale, e informazioni sulle abilità dei bambini di tipo linguistico, soprattutto riguardo al lessico psicologico, sullo sviluppo della teoria della mente e competenze emotive e empatiche, come anche capacità di regolazione emotiva e espressione e comprensione emozioni.

Si basa su Parent Report per quanto riguarda le informazioni circa le abilità dei bambini e prove dirette (con sperimentatore che somministra interviste). Questi vengono raccolti a inizio e fine anno, perciò importante considerare anche la variabile di maturazione dei bambini oltre che di apprendimento.

Video: osservare modalità di socializzazione soprattutto contingency delle educatrici sui comportamenti dei bambini.

Gestione situazione asimmetrica coi bambini

  • Dare una scatolina ai bambini ma una senza sorpresa.
  • Uso pennarello funzionante vs non funzionante.

Due macrocategorie di stili (Gotman)

  1. Stile coaching: improntato al riconoscimento delle emozioni dei bambini e le accompagna. Basato su sintonizzazione, verbalizzazione e empatia. L’adulto dà spazio alle emozioni nella relazione.
  2. Stile dismissing: non riconosce le emozioni, anche volutamente, non dà nome alle emozioni dei bambini. Idea che vanno protetti dalle emozioni.

Fra questi due stili vi sono comunque molte sfumature intermedie. Ad esempio, può avere uno stile dismissing in particolare verso alcune emozioni (e ad esempio il dolore).

Video commenti

Comportamento diverso in riferimento a diversi bambini, basato su intervento contingente. Vi sono elementi contestuali e ambientali che orientano il comportamento e le pratiche locali, tra queste vi sono soprattutto le caratteristiche dei bambini. Bambini diversi = pratiche diverse.

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 29
Pedagogia interculturale Pag. 1 Pedagogia interculturale Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia interculturale Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia interculturale Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia interculturale Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia interculturale Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia interculturale Pag. 26
1 su 29
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giugika di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia interculturale della cooperazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Agliati Alessia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community