Nota su Riccardo Massa
Riccardo Massa (1945 2000) è stato filosofo dell’educazione e pedagogista, capace di affrontare in maniera spregiudicata e radicale le domande dell’educazione e i problemi del sapere pedagogico.
Capitolo 1 – Educazione e vita
Nonostante l’educazione riguardi la vita di ciascuno, oggi l’idea stessa di educazione è rifiutata. Ciò succede nella scuola, nella famiglia, in politica, solo la cultura religiosa continua ad occuparsi di educazione e di pedagogia, ma in modo moraleggiante. La cultura tradizionale ha pensato l’educazione solo in termini di “educazione buona” e la pedagogia come trasmissione di modelli morali prestabiliti.
Nella modernità, la cultura ha pensato l’educazione come formazione specializzata, rispondente alle esigenze di utilità sociale o come repressione (“educazione cattiva”). La cultura laica ha pensato l’educazione come tecnologia dell’istruzione, ponendo l’accento più sui contenuti trasmessi che sui soggetti dell’apprendimento. Occorre riprendere a parlare di educazione senza riproporre vecchi ideali o coniando nuovi luoghi comuni.
Il concetto di educazione secondo Riccardo Massa
L’educazione, secondo Riccardo Massa, è un dispositivo complesso, cioè un insieme strutturato di componenti dimensionali tra loro interdipendenti. Queste componenti/dispositivi sono:
- Dispositivo esistenziale: l’educazione si colloca nell’esistenza umana e le fa assumere il carattere di progetto e di intenzionalità.
- Dispositivo funzionale: l’educazione consente l’incontro tra dimensioni (di ordine naturale, biologico, psicologico, sociale, culturale e storico) che di solito vengono studiate come a sé stanti.
- Dispositivo transazionale: l’educazione istituisce relazioni tra fattori diversi, in modo da rendere impossibile considerarli singolarmente.
- Dispositivo inconscio: nell’educare, nell’essere educati e nell’educarsi sono sempre presenti una dimensione generativa (derivante da pulsioni libidiche) e una dimensione distruttiva (derivante da pulsioni aggressive). L’educazione si traduce in un’esperienza in cui convivono piacere e sofferenza, passione e desiderio.
- Dispositivo ideologico: l’educazione è volta alla trasmissione di modelli interpretativi e comportamentali legati ad interessi socio-economici.
- Dispositivo progettuale: l’educazione è finalizzata, procedurale, organizzata e valutativa.
- Dispositivo metodologico: l’educazione richiede una strutturazione dialettica e funzionale, non singole finalità e procedure.
- Dispositivo pragmatico: l’educazione reduplica (reduplicare = ripetere, raddoppiare) la vita in un ambito di esperienza distinto dalla vita stessa, ma non per questo meno vitale.
- Dispositivo finzionale: l’educazione è un’esperienza reale a cui si accompagna un carattere di finzione e artificiosità.
- Dispositivo transizionale: l’educazione delinea una regione intermedia tra mondo esterno e vita soggettiva, tra richieste cognitive e bisogni affettivi. In educazione sono importanti il gioco e l’avventura.
- Dispositivo strutturale: l’efficacia dell’educazione dipende dal tipo di strutturazione dello spazio, del tempo e della corporeità.
L’educazione costituisce non solo un dato, ma anche un compito politico ed individuale che nessuna posizione antipedagogica potrà mai cancellare.
Il termine "formazione"
Il termine “formazione” indica:
- L’effettualità del fatto educativo che si riferisce al processo unitario in cui si attua qualcosa che era già presente in potenza.
- L’intenzionalità del fatto educativo che richiama come il processo educativo sia teso verso obiettivi e contenuti il cui raggiungimento ed acquisizione possono essere oggettivamente verificati.
Parlando di formazione ci si riferisce al fatto che l’educazione è intesa sia come un insieme di effetti, sia come un insieme di attività finalizzate. I processi e i meccanismi attraverso i quali la formazione viene descritta, sono stati analizzati nei vari ambiti disciplinari. Ad esempio, per la psicologia, la formazione è il processo di costruzione della personalità, per la sociologia, la formazione è il processo di socializzazione.
Manca invece una teoretica (= filosofia della conoscenza) dell’educazione, perché la pedagogia tradizionale non ha saputo produrla. Le attività di formazione si manifestano nelle loro procedure. Possiamo distinguere quattro famiglie di
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