TEORIE DELLE EMOZIONI
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Introduzione e Capitolo 1 Funzione biologica (regolativa) delle emozioni
Le emozioni possono essere considerate all’origine delle operazioni cognitive; secondo
(7-12) (’62) l’emozione è costituita da 2 componenti:
Schacther
(attivazione dell’organismo = arousal = eccitazione);
una di natura fisiologica
l’altra di (l’evento emotigeno)
natura psicologica
Le emozioni sono delle fluttuazioni dinamiche create all’interno del sistema nervoso che
risentono dell’influenza di fattori sociali. In realtà si può parlare di emozione quando siamo in
presenza di un’alterazione fisiologica che viene colmata dall’omeostasi (cioè quelle reazioni
fisiologiche automatiche per mantenere stabile le condizioni chimico-fisiche interne
dell’organismo al variare delle condizioni esterne).
l’emozione innesca una duplice funzione biologica una prima immediata alla
Secondo Damasio
situazione induttrice, una seconda, regolatrice, dello stato interno dell’organismo, in maniera tale
da prepararlo alla reazione specifica.
nel corso dell’evoluzione gli organismi hanno “imparato” a reagire a certi stimoli, specie
Quindi
a quelli utili per la sopravvivenza, attraverso la collezione di risposte fisiologiche che oggi
chiamiamo emozioni.
Damasio chiama queste risposte “marcatori somatici” la cui funzione è facilitare il compito di
selezionare opzioni vantaggiose, dal punto di vista biologico. Sicché è l’esperienza a plasmare le
strutture del nostro cervello, provvedendo all’attivazione di determinati circuiti, la creazione di
l’assenza di esperienze può portare a fenomeni di
nuove sinapsi, al contrario sostiene Siegel,
morte cellulare (pruning = potatura); infatti i circuiti cerebrali si sviluppano con modalità
cerebrale per l’elaborazione
direttamente legate alla loro attivazione. Non esiste un unico centro
delle emozioni, ma piuttostoun certo numero di siti sottocorticali distinti e connessi tra loro che
partecipano in misura diversa all’elaborazione delle emozioni. I comandi viaggiano lungo 2 vie:
l’altra è la via neuronale.
una è il flusso sanguigno,
Il Sistema Nervoso (l’istologia è lo studio dei tessuti biologici)
(13) Il S.N. da un punto di vista istologico è
costituito da un complesso di organi che perseguono lo stesso fine, esso è costituito da tessuto
nervoso la cui unità fondamentale è il neurone.
Il S.N. è un complesso di organi specializzati a raccogliere stimoli dall’ambiente (input) e di
elaborare e inviare risposte di tipo volontario e involontario (output), in tutto il corpo. Inoltre al
psichiche complesse, come la memoria, l’apprendimento e le
S.N. sono associate funzioni
emozioni.
(14) I tessuti nervosi sono:
la sostanza grigia del midollo spinale è posta centralmente ed ha la forma di una farfalla;
alle ali posteriori (piccole corna) giungono i fasci afferenti della sensibilità corporea
(sensibilità esterocettiva ed enterocettiva) mentre dalle ali anteriori (grandi corna)
dipartono i neuroni motori deputati ai movimenti volontari;
la sostanza bianca che avvolge la sostanza grigia; è costituita dai fasci ascendenti e
discendenti che collegano l’encefalo ed il midollo spinale. Il colore bianco è dovuto al
rivestimento proteico, la mielina che protegge i nervi;
i neuroni sono le cellule nervose costituite morfologicamente da:
- un corpo cellulare (soma) che assicura le funzioni vitali del neurone interpretando i
segnali elettrici provenienti dai dendriti. Il soma, come tutti gli corpi cellulari, contiene il
nucleo e l’apparato energetico, (mitocondri, i ribosomi ecc.);
1
- dai dendriti (fibre afferenti) sono ramificazioni simili ai rami di un albero che formano
una folta rete di prolungamenti che conducono i segnali elettrici provenienti da altri
neuroni o dall’ambiente esterno al corpo cellulare. La loro forma ramificata offre
un’ampia superficie per la ricezione dei segnali;
- da un assone fibra mielinizzata efferente che trasporta i segnali elettrici ricevuti ed
elaborati dal corpo cellulare. Gli assoni sono prolungamenti più sottili e più lunghi dei
dendriti che dipartono dal corpo cellulare, la cui parte finale si risolve in numerose
ramificazioni che terminano con i “bottoni sinaptici” costituiscono le linee di
distribuzione lungo le quali si propagano i potenziali d’azione in direzione centrifuga
verso gli organi bersaglio (neurone successivo, muscoli, ghiandole)
Le sinapsi sono giunzioni di tipo chimico, che collegano i neuroni tra loro e con altre cellule.
L’impulso nervoso viene trasmesso in una sola direzione, cioè senza che possa ritornare al primo
neurone. In seguito ad un potenziale d’azione il bottone sinaptico libera i neurotrasmettitori nella
fessura sinaptica che vengono assorbiti dall’altro neurone con l’effetto di aumentare (sinapsi
eccitatoria) o diminuire (sinapsi inibitoria).
I neuroni formano una vasta rete interconnessa. Ogni neurone compie 5 funzioni fondamentali:
riceve informazioni (input) dall’ambiente esterno
1. o interno, oppure da altri neuroni;
integra le informazioni ricevute e produce un’adeguata risposta in forma di segnale;
2. conduce il segnale al suo terminale d’uscita;
3.
4. trasmette il segnale ad altre cellule nervose, ghiandole o muscoli;
coordina le proprie attività metaboliche, mantenendo l’integrità della cellula.
5.
(17) L’informazione nervosa si realizza attraverso impulsi nervosi che viaggiano dai dendriti al
corpo cellulare fino all’estremità dell’assone. Il potenziale a riposo della cellula è di -70 millivolt
(mv), con lo stimolo esso passa a +55 mv (potenziale d’azione) per decadere a -80 mv, per poi
tornare nella condizione di partenza.
Sistema Nevoso Centrale e Sistema Nervoso Periferico
(20) Il sistema nervoso si distingue in
SNC (encefalo e midollo spinale)
SNP (gangli e nervi che collegano il SNC con la periferia)
il SNP, a sua volta, si divide in
sistema somatico cosciente (input sensoriali dalla periferia al SNC; output del SNC alla
periferia);
sistema vegetativo (SN autonomo dei visceri).
SNC o nevrasse viene distinto in:
encefalo contenuto nella cavità cranica e protetto dal liquido cefalo rachidiano;
midollo spinale, contenuto nel canale vertebrale.
Il SNC è collegato con la periferia (SNP) attraverso 31 paia di nervi spinali e 12 paia di nervi
cranici, attraverso cui il SNC dà e riceve informazioni dalla periferia.
Dal punto di vista anatomico l’encefalo è costituito dal cervello, dal tronco encefalico e dal
cervelletto. 2
Talamo
Ipotalamo
DIENCEFALO Epitalamo
Ipofisi
CERVELLO
(o prosencefalo) Emisferi cerebrali o corteccia
Ippocampo
TELENCEFALO Corpo calloso
Fornice
Commissura anteriore
Setto pellucido
Mesencefalo (peduncoli cerebrale e lamina
quadrigemina)
TRONCO ENCEFALICO Ponte
Bulbo
CERVELLETTO
(23) Il cervello è formato da miliardi di neuroni riceve informazioni dai nostri sensi e le usa per
guidare tutte le attività volontarie (muscoli striati) e involontarie (muscoli lisci) battito cardiaco,
le attività ghiandolari e tessuti digestivi.
Il cervello è suddiviso in 2 emisferi collegati dal corpo calloso e dalla commessura anteriore in:
emisfero destro che controlla le azioni ed un’attenzione rivolta verso l’interno;
emisfero sinistro che controlla le azioni ed un’attenzione rivolta verso l’esterno.
colonna vertebrale. All’interno di ogni vertebra si trova il
Il midollo spinale è protetto dalla
canale spinale che circonda e protegge il midollo spinale. Dalle intercapedini poste tra le
vertebre fuoriescono i nervi (fasci di neuroni)
è situato nell’osso occipitale della
Il cervelletto scatola cranica. Il cervelletto è appoggiato sul
midollo allungato e sul ponte e con essi lavora in stratta collaborazione per il controllo del
movimento.
Il Sistema Nervoso Periferico è costituito dai nervi che collegano il SNC con tutto il resto del
corpo attraverso 31 paia di nervi spinali e 12 paia di nervi cranici. Il SNP raccoglie gli stimoli
dall’esterno e trasmette gli impulsi agli organi esecutori: muscoli, ghiandole, cuore ecc.. Il SNP
si distingue in sistema somatico cosciente (per il controllo dei movimenti volontari) e sistema
vegetativo o autonomo (per le risposte involontarie).
(27) Strutture del SNC
Relativamente alle funzioni distinguiamo nel SNC le seguenti strutture.
1. Strutture inferiori comprendono i circuiti del tronco encefalico situato alla base del cranio
i quali controllano: respirazione, temperatura, frequenza cardiaca, arousal, vigilanza.
3
2. Strutture superiori sono costituite dalla corteccia cerebrale sono le aree più avanzate in
termini evolutivi e sono sede di funzioni più complesse come il pensiero.
3. Strutture centrali sono costituite dal sistema limbico. Esse svolgono un ruolo centrale nel
coordinare le attività cerebrali come l’elaborazione delle esperienze sociali e la
regolazione delle emozioni. Il sistema limbico include la corteccia orbito frontale la
corteccia cingolare anteriore e l’amigdala. L’amigdala (ha la forma di una mandorla) è
temporale, anteriormente all’ippocampo, ed è formata da 12
situata in profondità nel lobo
nuclei istologicamente riconoscibili. Per i suoi collegamenti osservati con la corteccia
cerebrale, e le strutture di controllo è definita interfaccia tra i processi cognitivi superiori,
sistemi motivazionali ed attivazione emotiva.
sono costituite dall’ipotalamo e dall’ipofisi.
4. Strutture centrali inferiori
L’ipotalamo è situato alla base del cervello ha la forma di un pisello e pesa 1/300 di tutto
(p.30)
il cervello. L’ipotalamo funziona come un termostato: se fa caldo emette dei segnali per far
dilatare i vasi sanguigni così il sangue si raffredda.
Il talamo ha fibre afferenti ed efferenti ed è collegata con la corteccia cerebrale.
L’ipofisi (o ghiandola pituitaria) è una ghiandola che produce vari ormoni, pertanto è la
ghiandola che regola tutte le attività tra il S.N. e il sistema endocrino.
L’ippocampo è la zona del cervello che gestisce le emozioni ed è il principale responsabile della
memoria conscia. L’ippocampo seleziona le informazioni da trasferire nella memoria secondaria.
(33) Il sistema libico: sede delle emozioni
Il sistema libico è l’area più primitiva della corteccia cerebrale. Nel sistema libico hanno luogo
primarie o automatiche (istintive) coma la fuga, l’attacco, il nascondersi, che hanno
le emozioni
permesso agli organismi ancestrali di sopravvivere in ambienti ostili.
Le emozioni primarie determinano risposte somatiche involontarie che interessano i visceri, i
muscoli scheletrici, ghiandole endocrine, sistema vascolare e sistema immunitario (aumento del
battito cardiaco, della sudorazione, o il cambio della mimica facciale. Queste reazioni dipendono
dall’amigdala e dall’ipotalamo.
(35) L’amigdala immagazzina in modo permanente i traumi paurosi; l’ipotalamo seleziona le
informazioni da trasferire nella memoria secondaria, ne deriva che l’apprendimento è influenzato
dalle emozioni positive o negative: se si prova disgusto, la possibilità di apprendere è scarsa. Un
apprendimento positivo stimola il trasferimento di un dato nella memoria secondaria.
[LEGGI PAGINE 37-40]
La memoria
(41) La memoria è un processo della mente che si concretizza attraverso la realizzazione di
rappresentazioni mentali. Un qualsiasi evento influenza il cervello attraverso la creazione, il
mantenimento e il rafforzamento dei collegamenti neuronali; cioè uno stimolo proveniente
dall’ambiente può eccitare una serie di circuiti, un insieme di pattern anatomicamente e
cronologicamente distribuiti nell’intero cervello, in maniera che i neuroni che sono eccitati
contemporaneamente una prima volta saranno attivati tutti insieme ogni volta che ci viene in
mente quel determinato ricordo (assioma di Hebb).
L’impatto iniziale che ha un’esperienza sul nostro cervello è chiamato engramma (o traccia
mnestica).
(43) Tra memoria ed emozioni esiste una profonda relazione; infatti il modo con cui vengono
immagazzinati gli avvenimenti e le esperienze dipendono dallo stato emozionale. Secondo molti
autori i tipi di memoria sono 3:
episodica;
semantica; 4
procedurale.
Secondo Siegel, invece, la memoria si distingue in memoria implicita e memoria esplicita:
l’autore si riferisce all’insieme dei meccanismi coinvolti in
per memoria implicita
rappresentazioni inconsce; mentre
la memoria esplicita comprende la memoria episodica (episodi ed eventi autobiografici
da ricordare) e la memoria semantica (che include la conoscenza di dati, parole e
simboli) In entrambe le forme di memoria esplicita (semantica ed episodica) i processi di
registrazione richiedono un’attenzione conscia.
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Capitolo 2 Funzione cognitiva delle emozioni
(45) Il modello proto mentale
Le emozioni sono state definite da Siegel, come insieme di processi che coinvolgono la
valutazione delle informazioni, e i processi emozionali sono i meccanismi con cui la mente crea
e attribuisce alle sue rappresentazioni. Non esiste infatti una reale dicotomia tra “cognizione ed
emozione”.
cervello, dotato alla nascita dell’apparato fisiologico necessario allo sviluppo, è l’esperienza
Il
(di ordine sensoriale) è considerata il punto di partenza per ogni forma di esperienza cognitiva.
precisa
La difficoltà a considerare la psicoanalisi una teoria dell’apprendimento Imbasciati
sembra essere legata al fatto che lo studio psicoanalitico è centrato sull’inconscio e il concetto di
inconscio sembra poco idoneo a spiegare la cognizione intesa come attività consapevole del
soggetto.
Il lavoro di Imbasciati fonda il possibile superamento della tradizionale dicotomia tra emozione
e cognizione; la rappresentazione degli stimoli sensoriali, all’origine del sistema mente, ovvero a
chiamiamo “oggetti interni” è secondo l’autore la forma primitiva
partire dalla Klein della
cognizione costituendo la modalità originaria per il neonato di fare esperienza.
l’inconscio si è andato sempre più delineando come un insieme di
(47) A partire da Bion
rappresentazioni (inconscio rappresentazionali (inconscio rappresentazionale lo denomina
Imbasciati di contro all’inconscio pulsionale di Freud. Poi Imbasciati considera l’inconscio come
intrinseca assenza di coscienza e ne spiega anche la ragione.
Ripensare l’affetto in termini di rappresentazione, cioè come elaborazione di informazione
relative ad afferenze sensoriali (input) e non più come forza interna all’organismo (equivalente
della pulsione secondo la classica visione freudiana), implica da parte di Imbasciati un attento
riesame del Freud teorico, che a differenza del Freud clinico, di vivace attualità, risulta per molti
versi superato.
(48) Il “realismo ingenuo” fu definito un tale atteggiamento quando lo sviluppo degli studi
neurofisiologici dimostrò che la traccia mnestica non è mai riproduzione di una realtà esterna nel
senso di impronta passiva, ma continuo processo trasformativo in virtù della continuata
esperienza dall’esperienza dall’esterno e della continua rielaborazione interna. La
rappresentazione, dunque, come schema, non solo all’esperienza cognitiva cosciente ma anche a
quella inconscia, vale a dire a quella organizzazione interna che struttura il funzionamento
Sicché l’affetto pensato come rappresentazione [e tale rappresentazione
inconscio proto mentale.
è l’engramma tracciato nella memoria implicita di Siegel, traccia mnestica (= engramma) che si
origina a partire dalla valutazione (=appraisal) dell’attivazione (= arousal) costitutiva delle
emozioni)].
Imbasciati ci descrive puntualmente il processo: “il bambino piccolo sperimenta un qualche cosa
nella bocca, delle sensazioni nelle labbra, nella lingua, poi nello stomaco perché gli va dentro il
latte, delle sensazioni connesse di fame e di languore e poi di sazietà; queste sensazioni,
5
chiamate così, sia pure con termine improprio, costituiscono un qualcosa che assume un primo
significato, ed è questo che noi chiamiamo il “primitivo oggetto interno seno” del bimbo.
(49 Certamente egli non ha nessuna idea ancora del biberon come una bottiglia di vetro o di una
mammella come una semisfera di carne. Il bambino di pochi mesi usufruisce soprattutto delle
afferenze buccali: è questo che noi possiamo chiamare oggetto interno primitivo, “oggetto seno”.
Sicché l’autore continua: “la sensazione di fame ed altri stati interiori, che per noi sono staccati
dall’idea del seno, per il bambino non lo sono: esse fanno parte dell’oggetto seno e quindi lo
individuano; quando un capezzolo entra in bocca, vengono stimolati dei recettori tattili della
bocca e della lingua, e un qualche impulso nervoso arriva a dei centri cerebrali, però affinché
questi impulsi nervosi si costituiscano in qualcosa che abbia significato cioè che sia mentale e
che abbia funzioni operative efficaci per il riconoscimento dell’oggetto esterno, è necessario che
vangano raggruppati e che tale raggruppamento sia mantenuto in magazzino acquisendo in tal
modo una precisa funzione per il riconoscimento di una certa esperienza esterna, e quindi un
significato per la mente.
(50) Il concetto
Il concetto di percezione presuppone una qualche rappresentazione, ovvero una traccia mnestica
(engramma) indispensabile per il