Teorie delle emozioni
Introduzione e Capitolo 1
Funzione biologica (regolativa) delle emozioni
Le emozioni possono essere considerate all’origine delle operazioni cognitive; secondo Schacter, l’emozione è costituita da due componenti: una di natura fisiologica (attivazione dell’organismo = arousal = eccitazione) e l’altra di natura psicologica (l’evento emotigeno). Le emozioni sono delle fluttuazioni dinamiche create all’interno del sistema nervoso che risentono dell’influenza di fattori sociali. In realtà si può parlare di emozione quando siamo in presenza di un’alterazione fisiologica che viene colmata dall’omeostasi (cioè quelle reazioni fisiologiche automatiche per mantenere stabile le condizioni chimico-fisiche interne dell’organismo al variare delle condizioni esterne).
Secondo Damasio, l’emozione innesca una duplice funzione biologica: una prima immediata alla situazione induttrice, una seconda, regolatrice, dello stato interno dell’organismo, in maniera tale da prepararlo alla reazione specifica. Nel corso dell’evoluzione gli organismi hanno “imparato” a reagire a certi stimoli, specie a quelli utili per la sopravvivenza, attraverso la collezione di risposte fisiologiche che oggi chiamiamo emozioni. Damasio chiama queste risposte “marcatori somatici” la cui funzione è facilitare il compito di selezionare opzioni vantaggiose, dal punto di vista biologico. Sicché è l’esperienza a plasmare le strutture del nostro cervello, provvedendo all’attivazione di determinati circuiti, la creazione di nuove sinapsi, al contrario sostiene Siegel, l’assenza di esperienze può portare a fenomeni di morte cellulare (pruning = potatura); infatti i circuiti cerebrali si sviluppano con modalità direttamente legate alla loro attivazione.
Non esiste un unico centro cerebrale per l’elaborazione delle emozioni, ma piuttosto un certo numero di siti sottocorticali distinti e connessi tra loro che partecipano in misura diversa all’elaborazione delle emozioni. I comandi viaggiano lungo due vie: una è il flusso sanguigno, l’altra è la via neuronale.
Il Sistema Nervoso
Il Sistema Nervoso (S.N.) da un punto di vista istologico è costituito da un complesso di organi che perseguono lo stesso fine, esso è costituito da tessuto nervoso la cui unità fondamentale è il neurone. Il S.N. è un complesso di organi specializzati a raccogliere stimoli dall’ambiente (input) e di elaborare e inviare risposte di tipo volontario e involontario (output), in tutto il corpo. Inoltre al S.N. sono associate funzioni psichiche complesse, come la memoria, l’apprendimento e le emozioni. I tessuti nervosi sono:
- La sostanza grigia del midollo spinale è posta centralmente ed ha la forma di una farfalla; alle ali posteriori (piccole corna) giungono i fasci afferenti della sensibilità corporea (sensibilità esterocettiva ed enterocettiva) mentre dalle ali anteriori (grandi corna) dipartono i neuroni motori deputati ai movimenti volontari.
- La sostanza bianca che avvolge la sostanza grigia; è costituita dai fasci ascendenti e discendenti che collegano l’encefalo ed il midollo spinale. Il colore bianco è dovuto al rivestimento proteico, la mielina che protegge i nervi.
- I neuroni sono le cellule nervose costituite morfologicamente da:
- Un corpo cellulare (soma) che assicura le funzioni vitali del neurone interpretando i segnali elettrici provenienti dai dendriti. Il soma, come tutti gli corpi cellulari, contiene il nucleo e l’apparato energetico (mitocondri, ribosomi ecc.).
- Dai dendriti (fibre afferenti) sono ramificazioni simili ai rami di un albero che formano una folta rete di prolungamenti che conducono i segnali elettrici provenienti da altri neuroni o dall’ambiente esterno al corpo cellulare. La loro forma ramificata offre un’ampia superficie per la ricezione dei segnali.
- Da un assone fibra mielinizzata efferente che trasporta i segnali elettrici ricevuti e elaborati dal corpo cellulare. Gli assoni sono prolungamenti più sottili e più lunghi dei dendriti che dipartono dal corpo cellulare, la cui parte finale si risolve in numerose ramificazioni che terminano con i “bottoni sinaptici” costituiscono le linee di distribuzione lungo le quali si propagano i potenziali d’azione in direzione centrifuga verso gli organi bersaglio (neurone successivo, muscoli, ghiandole).
Le sinapsi sono giunzioni di tipo chimico, che collegano i neuroni tra loro e con altre cellule. L’impulso nervoso viene trasmesso in una sola direzione, cioè senza che possa ritornare al primo neurone. In seguito ad un potenziale d’azione il bottone sinaptico libera i neurotrasmettitori nella fessura sinaptica che vengono assorbiti dall’altro neurone con l’effetto di aumentare (sinapsi eccitatoria) o diminuire (sinapsi inibitoria).
I neuroni formano una vasta rete interconnessa. Ogni neurone compie cinque funzioni fondamentali:
- Riceve informazioni (input) dall’ambiente esterno o interno, oppure da altri neuroni.
- Integra le informazioni ricevute e produce un’adeguata risposta in forma di segnale.
- Conduce il segnale al suo terminale d’uscita.
- Trasmette il segnale ad altre cellule nervose, ghiandole o muscoli.
- Coordina le proprie attività metaboliche, mantenendo l’integrità della cellula.
L’informazione nervosa si realizza attraverso impulsi nervosi che viaggiano dai dendriti al corpo cellulare fino all’estremità dell’assone. Il potenziale a riposo della cellula è di -70 millivolt (mv), con lo stimolo esso passa a +55 mv (potenziale d’azione) per decadere a -80 mv, per poi tornare nella condizione di partenza.
Sistema Nervoso Centrale e Sistema Nervoso Periferico
Il sistema nervoso si distingue in:
- SNC (encefalo e midollo spinale).
- SNP (gangli e nervi che collegano il SNC con la periferia).
Il SNP, a sua volta, si divide in:
- Sistema somatico cosciente (input sensoriali dalla periferia al SNC; output del SNC alla periferia).
- Sistema vegetativo (SN autonomo dei visceri).
Il SNC o nevrasse viene distinto in:
- Encefalo contenuto nella cavità cranica e protetto dal liquido cefalo rachidiano.
- Midollo spinale, contenuto nel canale vertebrale.
Il SNC è collegato con la periferia (SNP) attraverso 31 paia di nervi spinali e 12 paia di nervi cranici, attraverso cui il SNC dà e riceve informazioni dalla periferia. Dal punto di vista anatomico, l’encefalo è costituito dal cervello, dal tronco encefalico e dal cervelletto.
| Cervello (o prosencefalo) | Tronco encefalico | Cervelletto |
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Collabora con midollo allungato e ponte per il controllo del movimento. |
Il cervello è formato da miliardi di neuroni, riceve informazioni dai nostri sensi e le usa per guidare tutte le attività volontarie (muscoli striati) e involontarie (muscoli lisci) battito cardiaco, le attività ghiandolari e tessuti digestivi. Il cervello è suddiviso in due emisferi collegati dal corpo calloso e dalla commessura anteriore:
- Emisfero destro che controlla le azioni ed un’attenzione rivolta verso l’interno.
- Emisfero sinistro che controlla le azioni ed un’attenzione rivolta verso l’esterno.
Il midollo spinale è protetto dalla colonna vertebrale. All’interno di ogni vertebra si trova il canale spinale che circonda e protegge il midollo spinale. Dalle intercapedini poste tra le vertebre fuoriescono i nervi (fasci di neuroni).
Il cervelletto è situato nell’osso occipitale della scatola cranica. Il cervelletto è appoggiato sul midollo allungato e sul ponte e con essi lavora in stretta collaborazione per il controllo del movimento.
Il Sistema Nervoso Periferico è costituito dai nervi che collegano il SNC con tutto il resto del corpo attraverso 31 paia di nervi spinali e 12 paia di nervi cranici. Il SNP raccoglie gli stimoli dall’esterno e trasmette gli impulsi agli organi esecutori: muscoli, ghiandole, cuore ecc. Il SNP si distingue in sistema somatico cosciente (per il controllo dei movimenti volontari) e sistema vegetativo o autonomo (per le risposte involontarie).
Strutture del SNC
Relativamente alle funzioni distinguiamo nel SNC le seguenti strutture:
- Strutture inferiori comprendono i circuiti del tronco encefalico situato alla base del cranio i quali controllano: respirazione, temperatura, frequenza cardiaca, arousal, vigilanza.
- Strutture superiori sono costituite dalla corteccia cerebrale sono le aree più avanzate in termini evolutivi e sono sede di funzioni più complesse come il pensiero.
- Strutture centrali sono costituite dal sistema limbico. Esse svolgono un ruolo centrale nel coordinare le attività cerebrali come l’elaborazione delle esperienze sociali e la regolazione delle emozioni. Il sistema limbico include la corteccia orbito frontale la corteccia cingolare anteriore e l’amigdala. L’amigdala è situata in profondità nel lobo temporale, anteriormente all’ippocampo ed è formata da 12 nuclei istologicamente riconoscibili. Per i suoi collegamenti osservati con la corteccia cerebrale, e le strutture di controllo è definita interfaccia tra i processi cognitivi superiori, sistemi motivazionali ed attivazione emotiva.
- Strutture centrali inferiori sono costituite dall’ipotalamo e dall’ipofisi. L’ipotalamo è situato alla base del cervello ha la forma di un pisello e pesa 1/300 di tutto il cervello. L’ipotalamo funziona come un termostato: se fa caldo emette dei segnali per far dilatare i vasi sanguigni così il sangue si raffredda. Il talamo ha fibre afferenti ed efferenti ed è collegata con la corteccia cerebrale. L’ipofisi (o ghiandola pituitaria) è una ghiandola che produce vari ormoni, pertanto è la ghiandola che regola tutte le attività tra il S.N. e il sistema endocrino. L’ippocampo è la zona del cervello che gestisce le emozioni ed è il principale responsabile della memoria conscia. L’ippocampo seleziona le informazioni da trasferire nella memoria secondaria.
Il sistema limbico: sede delle emozioni
Il sistema limbico è l’area più primitiva della corteccia cerebrale. Nel sistema limbico hanno luogo le emozioni primarie o automatiche (istintive) come la fuga, l’attacco, il nascondersi, che hanno permesso agli organismi ancestrali di sopravvivere in ambienti ostili. Le emozioni primarie determinano risposte somatiche involontarie che interessano i visceri, i muscoli scheletrici, ghiandole endocrine, sistema vascolare e sistema immunitario (aumento del battito cardiaco, della sudorazione, o il cambio della mimica facciale). Queste reazioni dipendono dall’amigdala e dall’ipotalamo.
L’amigdala immagazzina in modo permanente i traumi paurosi; l’ipotalamo seleziona le informazioni da trasferire nella memoria secondaria, ne deriva che l’apprendimento è influenzato dalle emozioni positive o negative: se si prova disgusto, la possibilità di apprendere è scarsa. Un apprendimento positivo stimola il trasferimento di un dato nella memoria secondaria.
La memoria
La memoria è un processo della mente che si concretizza attraverso la realizzazione di rappresentazioni mentali. Un qualsiasi evento influenza il cervello attraverso la creazione, il mantenimento e il rafforzamento dei collegamenti neuronali; cioè uno stimolo proveniente dall’ambiente può eccitare una serie di circuiti, un insieme di pattern anatomicamente e cronologicamente distribuiti nell’intero cervello, in maniera che i neuroni che sono eccitati contemporaneamente una prima volta saranno attivati tutti insieme ogni volta che ci viene in mente quel determinato ricordo (assioma di Hebb). L’impatto iniziale che ha un’esperienza sul nostro cervello è chiamato engramma (o traccia mnestica).
Tra memoria ed emozioni esiste una profonda relazione; infatti il modo con cui vengono immagazzinati gli avvenimenti e le esperienze dipendono dallo stato emozionale. Secondo molti autori i tipi di memoria sono tre:
- Episodica.
- Semantica.
- Procedurale.
Secondo Siegel, invece, la memoria si distingue in memoria implicita e memoria esplicita:
- L’autore si riferisce all’insieme dei meccanismi coinvolti in rappresentazioni inconsce; mentre per memoria implicita.
- La memoria esplicita comprende la memoria episodica (episodi ed eventi autobiografici da ricordare) e la memoria semantica (che include la conoscenza di dati, parole e simboli). In entrambe le forme di memoria esplicita (semantica ed episodica) i processi di registrazione richiedono un’attenzione conscia.
Capitolo 2 Funzione cognitiva delle emozioni
Il modello proto mentale Le emozioni sono state definite da Siegel, come insieme di processi che coinvolgono la valutazione delle informazioni, e i processi emozionali sono i meccanismi con cui la mente crea e attribuisce alle sue rappresentazioni. Non esiste infatti una reale dicotomia tra “cognizione ed emozione”. Il cervello, dotato alla nascita dell’apparato fisiologico necessario allo sviluppo, è l’esperienza (di ordine sensoriale) è considerata il punto di partenza per ogni forma di esperienza cognitiva.
La difficoltà a considerare la psicoanalisi una teoria dell’apprendimento sembra essere legata al fatto che lo studio psicoanalitico è centrato sull’inconscio e il concetto di inconscio sembra poco idoneo a spiegare la cognizione intesa come attività consapevole del soggetto. Il lavoro di Imbasciati fonda il possibile superamento della tradizionale dicotomia tra emozione e cognizione; la rappresentazione degli stimoli sensoriali, all’origine del sistema mente, ovvero a partire dalla Klein della cognizione costituendo la modalità originaria per il neonato di fare esperienza.
A partire da Bion l’inconscio si è andato sempre più delineando come un insieme di rappresentazioni (inconscio rappresentazionale lo denomina Imbasciati di contro all’inconscio pulsionale di Freud. Poi Imbasciati considera l’inconscio come intrinseca assenza di coscienza e ne spiega anche la ragione. Ripensare l’affetto in termini di rappresentazione, cioè come elaborazione di informazioni relative ad afferenze sensoriali (input) e non più come forza interna all’organismo (equivalente della pulsione secondo la classica visione freudiana), implica da parte di Imbasciati un attento riesame del Freud teorico, che a differenza del Freud clinico, di vivace attualità, risulta per molti versi superato.
Il “realismo ingenuo” fu definito un tale atteggiamento quando lo sviluppo degli studi neurofisiologici dimostrò che la traccia mnestica non è mai riproduzione di una realtà esterna nel senso di impronta passiva, ma continuo processo trasformativo in virtù della continuata esperienza dall’esterno e della continua rielaborazione interna. La rappresentazione, dunque, come schema, non solo all’esperienza cognitiva cosciente ma anche quella inconscia, vale a dire a quella organizzazione interna che struttura il funzionamento inconscio proto mentale. Sicché l’affetto pensato come rappresentazione [e tale rappresentazione è l’engramma tracciato nella memoria implicita di Siegel, traccia mnestica (= engramma) che si origina a partire dalla valutazione (=appraisal) dell’attivazione (= arousal) costitutiva delle emozioni].
Imbasciati ci descrive puntualmente il processo: “il bambino piccolo sperimenta un qualche cosa nella bocca, delle sensazioni nelle labbra, nella lingua, poi nello stomaco perché gli va dentro il latte, delle sensazioni connesse di fame e di languore e poi di sazietà; queste sensazioni, chiamate così, sia pure con termine improprio, costituiscono un qualcosa che assume un primo significato, ed è questo che noi chiamiamo il “primitivo oggetto interno seno” del bimbo.
Certainly, he has no idea yet of the bottle as a glass bottle or of a breast as a half sphere of flesh. The child of a few months mainly uses oral afferences: this is what we can call primitive internal object, "breast object". Thus, the author continues: “the sensation of hunger and other internal states, which for us are detached from the idea of the breast, are not for the child: they are part of the breast object and therefore identify it; when a nipple enters the mouth, tactile receptors of the mouth and tongue are stimulated, and some nerve impulse reaches brain centers, but for these nerve impulses to constitute something that has meaning, that is, that is mental and that has effective operative functions for the recognition of the external object, it is necessary that they be grouped and that this grouping be maintained in storage thus acquiring a precise function for the recognition of a certain external experience, and therefore a meaning for the mind.
Il concetto di percezione
Il concetto di percezione presuppone una qualche rappresentazione, ovvero una traccia mnestica (engramma) indispensabile per il...
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