Dewey: pragmatismo americano
Dewey (1859 – 1952) è una figura centrale nel pragmatismo americano. La sua filosofia si basa sull'educazione come esperienza sociale. Alla base della sua filosofia pratica stanno il giusnaturalismo, l'affermazione di diritti naturali originari e indipendenti dal vivere sociale, la fiducia nelle capacità dell'individuo, e l'insofferenza per ogni forma di violenza e oppressione.
Concezione educativa
Dewey propone una concezione educativa fondata sulla fiducia unita alla spontaneità dell'individuo e ai suoi poteri di scoperta, in un contesto socializzato e influenzato dalla fede nella democrazia e nella scienza. Il periodo storico è quello della giovane democrazia americana in crisi tra la fine dell'800 e i primi del 900, dove si sperimenta un ordine sociale autenticamente partecipativo e solidaristico.
Questo periodo mette in risalto il valore del lavoro, l'abilità, il talento, l'iniziativa, l'adattabilità personale e la socialità tra vicini. Dewey vuole recuperare le radici etico-culturali e politiche del suo paese, il suo originario individualismo coniugato con la disponibilità sociale e la fede nella democrazia.
Vede una prospettiva nuova dell'economia industriale e del capitalismo avanzato, una nuova direzione di un moderno umanesimo del lavoro, rafforzato dalle energie propulsive e creative della democrazia.
Critiche e crisi economica
Il suo pensiero trova ampi consensi perché in sintonia con lo spirito della scienza e della democrazia. Tuttavia, nel 1929, la crisi economica si abbatte sugli Stati Uniti e la sua posizione viene adesso criticata per:
- Lo spontaneismo
- Il privilegio dato all'esperienza immediata
- L'accentuazione degli aspetti metodologici rispetto a quelli contenutistici
- Un eccessivo interesse per gli interessi individuali a scapito dei valori
Dewey afferma che la crisi morale non è nata dalla scienza ma da un'insufficiente penetrazione dello spirito scientifico nella scuola e nel costume sociale. Occorre un uso critico della ragione; la scienza ha in sé una propria morale, quella stessa della società democratica. Quindi l'educazione è chiamata a consolidare la democrazia, rinnovandola.
Fondamenti teorici
Gli interessi pedagogici di Dewey precedono quelli teoretici. La sua posizione filosofica è influenzata da due correnti principali:
Idealismo e pragmatismo
- (a) Hegel riconduce tutta la realtà all'idea e al suo divenire dialettico, inscrivendo l'individuo in modo subordinato nello Stato, che è determinazione storica dell'idea stessa. La realtà è vista come unitaria, caratterizzata da un dinamismo interno e riserva legami tra individuo e società.
- (b) Il pragmatismo sposta l'interesse dell'indagine filosofica dal piano metafisico a quello dell'azione e del dinamismo della vita psichica; interessa la biologia, il senso di interdipendenza dei fenomeni biologici e le modalità di considerazione della realtà e del suo divenire dinamico.
Nozione di esperienza
- (a) L'empirismo inglese implica un oggetto esterno che produce nel soggetto delle reazioni sensoriali che realizzano l'atto conoscitivo nella forma del rispecchiamento della realtà data; l'io è passivo, si limita a registrare e associare le impressioni che riceve.
- (b) Kant implica un principio di ordine trascendentale (legge dell'io).
- (c) La filosofia più recente è conoscenza, ora orientata sull'oggetto, ora sul soggetto.
Secondo Dewey, l'esperienza è un fare, di cui il pensiero è un fattore costitutivo di direzione, di superamento di ostacoli, di ricostruzione di situazioni, ma senza garanzie di verità, immanenti o trascendenti l'esperienza medesima. L'esperienza è quindi onnicomprensiva e il pensiero non è qualcosa di esterno o di altro rispetto a questa; pensiero, intelligenza e coscienza sono momenti dell'esperienza e il pensiero assume la funzione di guida del loro svolgimento.