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--> secondo D è un fare, di cui il pensiero è un fattore costitutivo di direzione, di superamento di

ostacoli, di ricostruzione di situazioni, ma senza garanzie di verità, immanenti o trascendenti

l’esperienza medesima

l’esperienza è quindi onnicomprensiva e il pensiero non è qualcosa di esterno o di altro rispetto a questa;

pensiero, intelligenza e coscienza sono momenti dell’esperienza e il pensiero assume la funzione di guida

del loro svolgimento; la natura dell’intelligenza è quindi operatoria, attività di modificazione e di

cambiamento delle cose

D è realista, prende atto che le cose ci sono e costituiscono un dato dal quale non è possibile

prescindere, così come non si può ignorare il fatto che l’individuo prende posizione di fronte alle cose in

termini di azione e di pensiero

sul piano pratico il pensiero trae origine dalla problematicità della situazione nella quale l’individuo si

trova; il rapporto dell’individuo con il mondo è caratterizzato da ambiguità, complessità, incertezza e

problematicità ed è proprio da queste originarie difficoltà che ha origine il pensiero come produzione di

idee e ipotesi di soluzione; il pensiero è legato all’azione, trae origine da un arresto dell’azione e si pone

come strumento della sua riconquistata libertà

la percezione di una difficoltà provoca nell’individuo un complicato processo mentale volto a chiarire e

possibilmente a risolvere la problematicità della situazione originaria, tramite queste fasi:

1. situazione di dubbio

2. articolato processo di osservazione e critica dei dati a disposizione

3. serie di suggestioni (esperienza passata, memoria, fattori di ordine culturale e di

immaginazione) sottoposte alla critica dell’intelligenza

4. un’idea prevale sulle altre (= ipotesi di soluzione)

5. esperimento, l’azione effettiva nella quale l’idea-ipotesi trova la propria convalida o la

propria smentita

teoria dell’indagine

|

2 osservazioni:

- per D il vero non si identifica con il verificato: ciò che è definito vero conserva il carattere della

precarietà nel proseguimento dell’esperienza e quindi può essere sempre smentito in situazioni nuove

- le direzioni di ricerca di D sono la scienza e la democrazia e la connessione dei valori dell’una e

dell’altra nell’atto pratico dell’educazione

CONCEZIONE EDUCATIVA --> educazione come 'crescenza'

D vuole dare alla pedagogia una connotazione scientifica e in seguito dei caratteri che diano

all’esperienza significato educativo

l’esperienza (anche quella educativa) è originata dai problemi che essa stessa pone e si concretizza nel

superamento degli ostacoli che essa incontra nel corso del proprio processo attraverso l’introduzione di

idee affidate alla verifica dell’azione

|

2 quindi sono i contesti cui far risalire le fonti di una scienza dell’educazione:

1. dell’educazione in atto (momento dell’esperienza o dell’azione) --> quello che pone i problemi da

risolvere

2. delle scienze dell’educazione (momento delle idee-ipotesi) --> quello che introduce i dati

scientifici che orientano l’azione educativa

l’educatore ha l’importante compito di mediatore pratico-sperimentale

i risultati scientifici forniscono una regola su come condurre osservazioni e ricerche, ma non la regola

per un’azione manifesta; l’educazione non consiste nell’applicazione pura e semplice delle indicazioni

offerte dalle scienze umane, ma si esprime nella ricerca effettuata dall’educatore che mette alla prova

quelle indicazioni, sperimentandole

|

il punto di riferimento resta l’atto educativo perché sono le effettive attività dell’atto dell’educazione

che mettono alla prova il valore dei risultati delle conclusioni scientifiche

per D la pedagogia si colloca tra la filosofia dell’educazione, che chiarisce problemi dell’esperienza, e le

scienze osservative; si fa scienza in quanto ricerca

i valori che D riconosce alla scienza e alla democrazia non sono dogmi intoccabili ma delle idee

confermate e dei valori di guida da sottoporre a continua revisione critica

le pedagogia si definisce nelle forme dello sperimentalismo, è scienza non perché si alimenta delle

scienze umane ma perché è ricerca, scienza pedagogica --> ricerca pedagogica

l’educazione è esperienza, è un processo di interazione tra individuo e ambiente; i tratti pedagogici

dell’esperienza educativa sono indicati in 2 criteri:

1. continuità --> il processo educativo può essere identificato con la crescenza, ovvero il crescere

come svolgimento non solo fisico ma anche intellettuale e morale; è un esempio del principio di

continuità: l’esperienza scolastica deve unirsi all’esperienza vissuta dall’alunno in ambiente

extrascolastico, in famiglia e nei rapporti d’ambiente e deve inoltre essere prospettica e aprire

la via a nuove esperienze

sviluppo caratterizzato dalla massima apertura e dal potenziamento di tutte le opportunità per

uno sviluppo ulteriore

questo principio può essere tradotto in un principio di significato universale: integrità dello

sviluppo (dilatazione di interessi, apertura mentale, attitudine ad assicurare all’esperienza nuovi

e sempre più vasti significati)

2. interazione --> stretto legame che si istituisce nell’esperienza tra individuo e ambiente (quindi

no autosviluppo o esperienza dominata da fattori esterni)

l’educazione media psicologia e sociologia perché è processo interattivo di soggettività e

oggettività

questi 2 principi sono strettamente collegati fra loro; nessuna concessione può essere fatta al

disimpegno, all’interesse immediato, al capriccio individuale, allo spontaneismo; l’esperienza educativa

muove dall’esperienza vissuta dal soggetto ma è chiamata a dilatarla sistematicamente (criterio della

continuità) in direzione culturale (c dell’interazione)

occorre quindi trovare il materiale per l’insegnamento entro l’esperienza e in seguito ciò che è stato

sperimentato deve progressivamente assumere una forma più piena e ricca e meglio organizzata, una

forma che gradualmente si avvicini a quella in cui la materia del sapere si presenta ad una persona

competente e matura (secondo D questa seconda fase riceve poca attenzione)

SCOPI DELL’EDUCAZIONE

le indicazioni di D sono proposte legate ai bisogni della sua società contemporanea; lo scopo

dell’educazione è convergere le esigenze sia individuali che sociali in una prospettiva umanistica


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AUTORE

Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Pedagogia della comunicazioneDewey. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: pragmatismo americano, educazione come esperienza sociale, lo spontaneismo, il privilegio dato all’esperienza immediata, l’accentuazione degli aspetti metodologici rispetto a quelli contenutistici, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze pedagogiche
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof De Sanctis Ornella.

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