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Patologie del cavo orale e dell'orofaringe

Appunti di otorinolaringoiatria: lezione frontale integrata con studio autonomo dal libro di testo di riferimento, dell’Harrison e con articoli di PUB MED.

Ottimo per: preparare l’esame; preparare il test di abilitazione; preparare il concorso nazionale di specializzazione.

Esame di Otorinolaringoiatria docente Prof. F. Salvinelli

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PATOLOGIE DEL CAVO ORALE E DELL’OROFARINGE

La cavità orale ha forma ovoidale con diametro maggiore antero-posteriore. È divisa dall’arcata alveolo

dentaria in vestibolo e bocca. Presenta le pareti:

- Anteriore: labbra (bordo vermiglio passaggio cute-mucosa)

- Superiore: palato duro

- Inferiore: pavimento della bocca

- Posteriore: istmo delle fauci. Si apre nell’orofaringe ed è situato a livello del passaggio tra

palato duro e palato molle, dal pilastro tonsillare anteriore della loggia tonsillare e dal V

linguale inferiormente.

Il pilastro tonsillare anteriore si trova in una zona definita trigono retromolare che corrisponde in

profondità alla branca verticale della mandibola.

La lingua presenta papille caliciformi, fungiformi, filiformi e foliate (rudimentali nell’uomo).

L’orofaringe si estende dal punto di congiunzione fra palato duro e palato molle al margine postero

superiore delle vallecule glossoepilogttiche (Tra atlante e quarta vertebra cervicale). Presenta una parete

anteriore che si apre nel cavo orale, pareti laterali (spazio parafaringeo dove decorrono arteria carotide

interna e nervi misti), e posteriore (si adagia sui corpi vertebrali). Svolge funzioni respiratorie, fonatorie,

digestive e difensive (sistema immunitario situato sulla mucosa: MALT)

La tonsilla palatina sin amigdala, si colloca nella loggia tonsillare, incavo delimitato da due pieghe dette

pilastro anteriore e posteriore, costituite rispettivamente dai muscoli palato glosso e palato faringeo, che

convergono superiormente verso l’ugola. Ha forma a mandorla con due facce:

- La faccia laterale è costituita da connettivo e prende il nome di capsula tonsillare. Dalla capsula

partono numerosi setti dai quali si staccano altri sepimenti di dimensioni minori che

costituiscono l’impalcatura dell’organo. Essa è appoggiata con l’interposizione di un sottile

strato di tessuto connettivo lasso alla parete laterale della faringe, costituita a questo livello dal

costrittore superiore della faringe, rivestito internamente dalla fascia faringo basilare. I linfatico

drena nei linfonodi cervicali profondi, contenuti nella loggia retrostiloidea (anche al linfonodo

di Kuttner).

- Faccia mediale: rivestita da epitelio pavimentoso pluristratificato che ricopre le anfrattuosità

(cripte) formate dai sepimenti. Nel fondo delle cripte avviene la simbiosi linfoepiteliale, per cui

la membrana basale va incontro a frammentazione e successiva penetrazione di elementi

linfocitari nello spessore dell’epitelio.

La tonsilla produce Immunolobuline circolanti IgG e IgM mentre il MALT ha la funzione di produrre

immunoglobuline A di superficie. La funzione immunitaria tonsillare si riduce col procedere degli anni.

SEMEIOTICA

Disfagia:

- Meccanica: es ipertrofia tonsillare, il processo ostruisce la via

- Dolorosa: odinofagia: in presenza di patologie traumatiche, flogistiche o neoplastiche.

Sensazione di corpo estraneo: globo faringeo (reflusso gastroesofageo)

Trisma: difficoltà ad aprire normalmente la bocca:

- Meccanico: sofferenza muscolatura masticatoria (muscoli pterigoidei infiltrati da flogosi o

neoplasia)

- Antalgico: il movimento di apertura causa dolore.

Voce di rospo: stomatolalia

L’esame obiettivo è condotto mediante sorgente luminosa e abbassa lingua.

chiedendo al paziente di tirare fuori la lingua, è possibile individuare la classificazione di Mallampati per cui:

- Grado 1: sono visibili e tonsille, pilastri, palato molle, palato duro

- Grado 2: sono visibili il polo superiore delle tonsille, pilastri, palato mollo, palato duro

- Grado 3: sono visibili parte del palato molle e del palato duro

- Grado 4: è visibile solo il palato duro.

L’indice di Mallampati è utilizzato sia per prestabilire il grado di difficoltà di intubazione orotracheale che

per valutare le OSAS.

nella paralisi dell’ipoglosso, la lingua devia verso il lato malato.

Il secondo premolare e i due molari superiori sono in rapporto con il seno mascellare

Il volume delle tonsille viene classificato in 5 gradi:

- 0 tonsillectomia

- 1 appena visibili

- 2 visibili dietro i pilastri anteriori

- 3 estesi oltre ¾ dello spazio tra loggia tonsillare e linea mediana

- 4: prendono contatto sulla linea mediana (kissing tonsils)

La motilità del palato molle e della parete posteriore della faring è investigabile facendo pronunciare la

vocale a. È importante valutare asimmetrie

PATOLOGIE DEL CAVO ORALE E DELL’OROFARINGE

Quadri che non si associano a patologie e relativamente frequenti:

- Lingua nera villosa: presenza di papille filiformi, nere o brune, davanti al V linguale

- Lingua scrotale: solchi irregolari dividono il dorso in aree di varia forma e dimensione

- Lingua a carta geografica: presenza di zone biancastre per ispessimento dell’epitelio, alternate

a chiazze rosse.

Patologie malformative:

- Macrocheilia: labbra ingrandite

- Macroglossia: lingua ingrandita

- Anchiloglossia: mancato o insufficiente sviluppo del frenulo

- Cheiloschisi: presenza di soluzione di continuo del labbro superiore vicino alla linea mediana.

Causa problemi estetici. Ricostruzione plastica del labbro, altrimenti si allarga

- Palatoschisi: soluzione di continuo del palato dureo eo molle. Causa problemi nella suzione del

latte. Occorrono pertanto papatoi a foro ampio (il latte cola per gravità) o alimentazione con

cucchiaino per evitare che il latte finisca nelle fosse nasali. Col tempo comparirà anche

rinofonia aperta. Ricostruzione del palato intorno ai 4 anni

la schisi del palato molle aumenta il rischio di otite acuta sierosa e cronicizzazione per

mancanza del punto di trazione distale dei muscoli dilatatori della tuba.

- Ugola bifida: è espressione di una palatoschisi sottomucosa (solo muscolare) del palato molle.

Patologie su base angioneurotica: angioedema ereditario: patologia ereditaria autosomica dominante,

rara. È causata da un deficit nel gene C1, inibitore antigenico. La diagnosi richiede il dosaggio di C1 inibitore

antigenico in 2 determinazioni separate (<50%) sia quantitativo che funzinoale.

I pazienti sono a rischio di morte per eritema edema laringeo, emergenza medica.

Cortisonici e antistamici sono inefficaci e il trattamento ricorre, in fase acuta, a C1 inibitori della

bradichinina s.c., la profilassi utilizza invece androgeno derivati (Danazolo), acido tranexamico, inbiitori

della bradichinina s.c., concentrato di C1 inibitore ev.

prima di un intervento chirurgico devono sempre sottoporsi a terapia profilattica.

Nevralgia del glosso faringeo: dolore lancinante che inizia al polo inferiore della tonsilla e si irradia verso la

base della lingua, la regione faringo tonsillare e l’orecchio omolaterale. Le crisi compaiono dopo passaggio

di cibo o saliva, talvolta anche per un semplice sbadiglio o colpo di tosse. Sono sopratutto di origine

idiopatica ma esistono anche forme legate a patologie neoplastiche, malformative o aneurismi della

carotide interna.

Sindrome della lingua urente: bruciori nella cavità orale. È di natura psicogena, sopratutto femmine, e si

associa ad ansia, disturbi dell’umore, stress. La terapia si basa su antidepressivi.

Paralisi unilaterali del palato molle, quando isolate, sono quasi sempre di natura difterica.

Corpi estranei: sopratutto spine di pesce.

Gengivo stomatite erpetica: infezione vescicolo-bollosa ricorrente secondaria all’attivazione del virus

herpes simplex (sopratutto 1). Va distinta una forma primaria (contagio) dalla forma secondaria, molto più

comune, espressione del periodico riattivarsi del virus.

La riattivazione è comune a seguito di stress (stati febbrili, traumi, freddo, caldo, raggi solari. Causa

sensazione di bruciore, vescicole che confluiscono e che rompendosi si coprono di fibrina di colore giallo. Le

lesioni guariscono in 15 giorni

Terapia: aciclovir per os o topico per la durata dei sintomi

Stomatite aftosa: patologia ricorrente di tipo ulcerativo ad eziologia ignota. Compare in genere a seguito di

stresso o traumi.

Le afte si presentano come piccole lesioni ulcerative tondeggianti, circondate da un orletto iperemico e

gialle al centro. Terapia sintomatica.

Lichen planus: patologia autoimmune caratterizzata da striature biancastre simili alla leucoplachia.

asintomatico

Micosi: mughetto e candida albicans: pseudomembrane biancastre facilmente rimovibili, associate a

iperemia diffusa. Diagnosi colturale e terapia antimicotica. Valutare comorbilità (HIV, leucemie)

Faringite acuta

Infiammazione a carico della mucosa orofaringea, spesso esteso anche alla rino e ipofaringe.

Eziologia: per di più forme virali (Adenovirus, virus influenzali, parainfluenzali), meno frequentemente

batterica e micotica.

Sintomatologia: faringodinia, iperpiressia, adenopatia satellite latero-cervicale, dolente e a rapida

insorgenza. Può associarsi a secrezioni catarrali e, nelle forme batteriche, purulente.

Terapia: antipiretici e antinfiammatori nelle forme virali, amoxicillina nelle forme batteriche.

Faringite cronica

Processo infiamamtorio a carico della mucosa orofaringea di lunga durata e associata ad alterazioni

croniche dell’epitelio. Si associa a:

- Patologie sistemiche

- Reflusso gastroesofageo, ritenuta una delle cause più comuni

- Sinusite cronica

- Abuso di alcol e tabacco

- Condizioni ambientali e lavorative: clima secco, ambienti surriscaldati, conteneti polveri o

vapori

- processi infiammatori cronici o acuti, recidivanti adenoidei o tonsillari

- Esiti di tonsillectomia

Passano da una fase catarrale a una fase ipertrofica, per esitare in un quadro di fringite atrofica.

Sintomatologia: faringodinia continua o episodica, frequenti ricorrenze nei mesi invernali. Spesso

compaiono secchezza, globo faringeo, solletico, vellichio.

Sentono la neces raschiare la gola, tosse, talvolta violenta e stizzosa, prolungata, per espellere le secrezioni

faringee che, per essicamento notturno, si sono rapprese in croste.

possono formarsi ammassi di tessuto linforeticolare che assumono l’aspetto di cordoni verticali dietro i

pilastri tonsillari posteriori

Terapia: curare la causa di fondo (Reflusso per es).

crenoterapia sulfurea (terapia termale) per le forme catarrali e ipertrofiche.

Terapia salsoiodica nelle forme atrofiche.

Colluttori e inalazioni con sostanze balsamiche possono aiutare a ridurre la sintomatologia locale.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabriel_strife di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Otorinolaringoiatria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Campus biomedico - Unicampus o del prof Salvinelli Fabrizio.

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