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Patologia generale e molecolare con elementi di terminologia medica

Libri

Pontieri 2 volumi (solo da fare quello che si fa a lezione)

Esame

A fine corso esame a crocette 31 domande a risposta multipla. Se va male lo scritto non ne tiene conto e si fa l’orale.

Patologia generale

Studia:

  • Eziologia, le cause delle malattie, quindi agenti esogeni/endogeni causa della manifestazione patogenica.
  • Patogenesi, meccanismi e processi con cui si sviluppa una malattia, innescati direttamente o indirettamente da agenti eziologici.
  • Reattività dell’organismo agli stimoli patologici
  • Persistenza della condizione patologica e i meccanismi che la sostengono in caso di inadeguata o insufficiente reazione dell’organismo.

Patologia molecolare

Studia le alterazioni delle molecole biologiche, e i meccanismi con cui esse danno luogo a sintomi o insieme di sintomi (malattia molecolare). Non tutte le patologie hanno seguito molecolare. Le molecole coinvolte sono acidi nucleici, lipidi, zuccheri e proteine. Concetto introdotto da Linus Pauling come “malattia molecolare”.

Es. talassemia e anemie, patologie di acidi nucleici (mutazioni, silenziamento epigenetico, anomalia nella trascrizione, traduzione o meccanismi post-traduzionali), patologie dei lipidi (ipercolesterolemie, aterosclerosi), zuccheri (patologie legate a glicosidazione di alcune proteine, come diabete).

Salute

È necessario quindi definire cosa vuol dire essere sano, quindi l’omeostasi, che viene meno durante la malattia. La patologia può essere definita sulla base del suo opposto, cioè l’omeostasi. Ci sono una serie di meccanismi omeostatici nell’organismo. Un soggetto sano è un soggetto dove è mantenuta l’omeostasi.

Termoregolazione e termodispersione, equilibrio acido-base, ecc., sono tutti esempi di omeostasi. Feedback (es. sistema endocrino, asse ipotalamo-ipofisi-ghiandola endocrina). Lo stato di salute può essere definito come la risultante dell’integrità dei meccanismi preposti al mantenimento di una serie di diversi parametri a un livello costante, entro i confini di una variabilità che risulta statisticamente accettabile.

Secondo l’OMS, lo stato di salute è “uno stato di benessere fisico, mentale e sociale completo e non l’assenza di malattia. Il godimento dello stato di salute più elevato che si possa conseguire è uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano…”.

Lo stato di salute si individua in base a parametri oggettivi indicanti la capacità dell’organismo di mantenere in una condizione fisiologica i propri parametri interni vitali in seguito a stimolazioni perturbanti di varia natura e di intensità contenuta. Risulta dalla persistenza delle funzioni omeostatiche delle singole cellule, dei tessuti e dell’organismo.

Adattamento e omeostasi

Quando uno stimolo di diversa natura è persistente e perturba l’omeostasi, la cellula può in alcuni casi rispondere adattandosi e modulando alcune funzioni determinando una condizione di equilibrio diversa da quella iniziale omeostatica, permettendo alla cellula di consentire comunque determinate funzioni. L’adattamento è reversibile: nel momento in cui lo stimolo viene meno, la cellula torna nel suo stato normale.

Salute: persistente integrità delle funzioni omeostatiche e di adattamento. Manifestazione patologica: deviazione dallo stato di salute di una persona. L’alterazione cellulare è alla base della manifestazione patologica. Lo stato di malattia delle cellule si ripercuote sui tessuti, sugli organi ed infine sull'organismo.

Capacità delle cellule e quindi dell’organismo di modulare le proprie funzioni in occasione di eventi perturbanti  ripristino omeostasi.

Concetto introdotto da Claude Bernard  l’organismo di tutti gli esseri viventi ha la possibilità di mantenere costante la composizione del proprio ambiente interno adattandosi a stimolazioni perturbanti. Nel 1920 questo concetto fu poi evoluto a quello di ’‘omeostasi’’ introdotto da Cannon.

 Omeostasi: mantenimento eq acido-base, idroelettrico, ormonale e termico. NON tutti gli adattamenti sono patologici, possono essere messi in atto anche in condizioni non patologiche. ES. globuli rossi aumentano se stiamo per poliglobulia una settimana in montagna compensatoria per aumentare apporto di ossigeno. ES. ipertrofia muscolare se sottoponiamo il muscolo a maggior lavoro. Può raddoppiare il numero dei proprio miofilamenti, distribuendo in maniera più uniforme il sovraccarico funzionale.

Omeostasi

Intracellulare

(Assunzione di nutrienti per la sintesi e l’energizzazione della cellula, controllo del volume cellulare, pH, proteico, detossificazione).

Tissutale

(Controllo costanza numerica cellulare, differenziamento cellulare e processi rigenerativi)

Sistemica

(Controllo equilibrio idrico-salino, termoregolazione, regolazione glicemica, omeostasi pressoria, ormonale (feedback), risposta neuroendocrina, regolazione delle risposte difensive)

Esempio: livello di glucosio nel sangue regolato a feedback. Pancreas riceve perturbazione del parametro della glicemia e rilascia un segnale che viene percepito da alcuni organi determinando un rilascio di glucosio o una diminuzione della glicemia (livello normale 60-110 mg/dL).

Eziologia

In patologia generale, il chiarimento del perché viene alterato lo stato di salute richiede l’individuazione della causa o delle cause responsabili di questo fenomeno, cioè dell’eziologia, sotto il quale termine vengono compresi tutti gli agenti patogeni, che possono essere endogeni (agenti fisici, chimici, infettivi, squilibri nutrizionali…) o esogeni (alterazioni genetiche, reazioni immunologiche…).

  • Causa primaria  mi bastano queste perché la malattia si manifesti (malattie genetiche, SOLO QUESTE, basta una mutazione come nell’anemia falciforme). 95% delle malattie umane sono malattie con più cause.
  • Causa predisponente  da sole non bastano ma insieme ad altre può predisporre ad ammalarsi (es. Helicobacter pylori predispone a cancro allo stomaco).
  • Causa scatenante  es. lo stress lo è per tantissime patologie (malattie cardiovascolari).

Patogenesi

Deviazione dallo stato di salute. La comprensione del come lo stato di salute viene perturbato in conseguenza dell’interazione dell’organismo con uno o più agenti patogeni richiede l’identificazione della patogenesi, cioè dei meccanismi attraverso i quali il danno viene provocato. Possiamo intervenire su questo meccanismo (anche quando l’eziologia non è conosciuta) per bloccare la serie di eventi che porterebbe all’insorgenza della malattia.

Meccanismo con il quale si sviluppa la malattia.

Es. allergia peli del gatto. Rispetto all’agente di danno gli organismi possono essere:

  • Recettivi  l’organismo ne subisce le conseguenze.
  • Refrattario  non subisco le conseguenze come nel caso dell’incapacità di contrarre malattia in seguito al contagio con un determinato virus per il quale le cellule dell’organismo non esprimono recettori e corecettori (per esempio mancano dei recettori come HIV). Condizione che riguarda per lo più le malattie infettive, riguarda per lo più la specie di appartenenza (gli altri tre casi riguardano l’individuo).
  • Resistente  attuano meccanismi difensivi molto efficaci (immunità aspecifica, barriere).
  • Reattivo  meccanismi difensivi efficienti (efficiente risposta immunitaria specifica).

Nell'800, Rudolf Virchow, introdusse il concetto che alla base di ogni fenomeno patologico vi fosse un danno della più piccola unità vivente: la cellula. L’alterazione cellulare è alla base della manifestazione patologica. Lo stato di malattia delle cellule si ripercuote sui tessuti, sugli organi ed infine sull'intero organismo.

Agenti eziologici

  • Fisici:
    • Temperature alte o basse (trasferimento di energia termica)
    • Lesioni meccaniche (traumi, fratture, contusioni) (energia meccanica)
    • Danni da radiazioni (assorbimento radiazione)
    • Danni da altitudini elevate
    • Trasferimento energia elettrica
  • Chimici: fumo, droghe, veleni, farmaci, esposizione a metalli pesanti
    • Avvelenamento: danno acuto, dose-correlato e spesso singolo composto
    • Danno da inquinamento ambientale: cronico, non sempre dose dipendenti
    • Fumo: non causa solo il cancro al polmone ma anche bocca, testa collo, gastrico, colon e anche gastriti, malattie cardiovascolari. Sempre presente nel compito (risposta tutte le precedenti non solo cancro al polmone).
    • Alcol
  • Malattie professionali: es. contatto con asbesto per costruzioni e per inalazione e assorbimento si ha un accumulo a livello polmonare e gastro-intestinale che causano infiammazione cronica e cancro (cancro mesotelioma solo in questo caso).
  • Agenti biologici:
    • Cause genetiche di malattia  mutazioni = cambiamento identificabile ed ereditabile nel materiale genetico non causato da ricombinazione.
    • Come si trasmettono? Mendeliane e si trasmettono secondo le leggi di Mendel. Sono malattie monogeniche, cioè legate a un solo gene. Alterazione legata a un solo gene.
    • Eredità multifattoriale: geni + ambiente  le malattie sono per lo più di questo tipo.
    • Eredità cromosomica: malattie causate da alterazioni nel numero e struttura dei cromosomi.
    • Eredità mitocondriale.

Malattie monogeniche e mendeliane

  • Autosomiche dominanti  interessano un autosoma, un cromosoma non sessuale. Un autosoma è dominante quando basta un allele malato per dare una malattia. Un gene è considerato dominante quando il fenotipo da eterozigosi è malato, ed è uguale a quello dell’omozigosi. Almeno un genitore deve essere malato. Malattie in genere rare in cui non c’è consanguineità.
  • Autosomiche recessive  soggetti malati ma non lo sanno (portatori sani, hanno la mutazione). Malattia si manifesta solo allo stato omozigote. Frequente nella trasmissione umana. Un gene patologico si dice recessivo quando determina malattia solo se presente in dose doppia, cioè allo stato di omozigote. L’eterozigote viene indicato come portatore. Trasmetto allele malato ai miei figli. (NON CHIEDE INCROCI ALL’ESAME, PROBABILITA’ NO) Trasmissione in genere orizzontale, si ammalano più fratelli. Frequente la consanguineità.
  • Malattie dominanti legate al cromosoma X (raro)  Se la mamma è malata, 50% dei figli sarà malato (maschi e femmine). Se il papà è malato, le figlie femmine saranno tutte malate e i figli maschi tutti sani.
  • Eredità diaginica: malattie legate a gene su cromosoma X che di solito riguarda allele recessivo. Trasmesso da portatrici sane o maschi malati (che possono trasmettere il gene patogeno solo alle figlie femmine, in quanto ai maschi danno solo il cromosoma Y). La malattia si manifesta solo nei maschi emizigoti (sono per ogni carattere su X).

Eredità multifattoriale

Effetto combinato del fattore genetico + ambientali. Ricorrenza in famiglie. Genetica non mendeliana. Es. diabete mellito non insulino-dip, gotta, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, aterosclerosi ecc.

Se prevale la genetica prendo il modello dei gemelli. Es. diabete mellito di II tipo prevale genetica. Alta correlazione di gemelli omozigoti che vivono in condizioni completamente diverse. Sviluppano la stessa malattia. Bassa correlazione invece tra fratelli adottivi (affinità genetica 0) non sviluppano malattia entrambi. Se prevale l’ambiente non tutti e due i gemelli omozigoti sviluppano la malattia in condizioni diverse. (Modello dei gemelli identici).

Malattie cromosomiche (del cariotipo)

Le anomalie cromosomiche della specie umana sono molto frequenti, nonostante aborti spontanei e patologie perinatali gravi. Circa la metà degli aborti spontanei riguarda embrioni affetti da anomalia cromosomica. Si classificano in:

  • Anomalie strutturali del cromosoma (numero normale, ma gli manca un pezzo o è traslocato) (es. cromosoma Philadelphia, traslocazione cromosoma 9 e 22, nei malati di leucemia mielide cronica)
  • Anomalie numeriche Derivano da alterazioni della meiosi durante la gametogenesi parentale o da alterazioni mitotiche durante le prime fasi dello sviluppo dello zigote. Le più comuni trisomie e monosomie derivano da un processo detto non-disgiunzione. 21 sindrome di Down, 13 (Sindrome di Patau), 18 autosomi (trisomia (Sindrome di Edwards)) Sindrome di down: segni (visibili) su viso e mani, problemi cardiaci. 1 neonato su 600. Patogenesi Eziologia  malattia legata all’età materna. Cromosomi sessuali (trisomie XXY S. Klinefelter, XYY, XXX. Monosomie XO S. di Turner. Triploidie: 69 o 92 cromosomi (letali))
  • Aneuploidia: anomalia numerica che interessa singole coppie di cromosomi (ad esempio monosomie -assenza di un cromosoma di una coppia- o trisomie -presenza di un cromosoma soprannumerario)
  • Poliploidia: numero totale di cromosomi multiplo del corredo aploide

Incompatibili con la vita:

  • Assenza di entrambi i cromosomi di una coppia
  • Monosomia di qualunque autosoma
  • Polisomia superiore a tre
  • Combinazione YO.

L’organismo umano tende sempre a adattarsi. Meccanismi di adattamento  la malattia non si manifesta. Se l’organismo non si riesce ad adattare si instaura la malattia.

Malattia

Storicamente ha avuto diverse modificazioni questo concetto. “Qualunque condizione che riduca la possibilità di sopravvivere” come riportato da alcuni testi è errato. Anche la guerra può farlo ma non è una malattia. Alcune malattie aumentano la probabilità di sopravvivere come l’anemia falciforme (mutazione puntiforme, sostituzione su catena β dell’Hb di una Glu con una Val) perché favorisce gli individui eterozigoti in zone dove c’è la malaria perché non si può replicare il batterio.

Malattia e sofferenza in US

  • Disease: malattia presente anche se non avvertita
  • Illness: malattia presente e avvertita (sintomatica)
  • Sickness: malattia presente avvertita dal paziente e da chi si occupa del paziente (caregivers).

Tre parole per definire tre stati diversi di malattia.

Malattie sintomatiche (conclamata) e asintomatiche

La malattia può essere presente senza che il portatore possa rendersene conto, per il fatto che la presenza di essa non determina alcuna sofferenza.

Definizione di malattia (OMS)

Interruzione dell’omeostasi. Qualsiasi situazione dinamica in cui viene alterata temporaneamente o definitivamente l’omeostasi. Se mi adatto non mi ammalo, se non mi adatto posso guarire (ripristino omeostasi), cronicizzare o morire. La malattia è una condizione dinamica, in evoluzione. Se il patogeno viene eliminato, si guarisce e si ripristina l’omeostasi. Al contrario, se non è eliminato l’agente patogeno si può incorrere nella morte. La malattia può anche cronicizzare, cioè si verifica una nuova condizione di equilibrio tra l’agente patogeno perturbante e l’organismo che consente una regolazione omeostatica a un livello diverso da quello originario.

NB: patologia generale studia il concetto di malattia in generale e i meccanismi cellulari che ne sono alla base, ma è diversa dalla nosologia che si occupa invece di classificare le malattie definendone le caratteristiche di ciascuna di esse.

Classificazione delle malattie

  • Classificazione funzionale  sulla base della funzione maggiormente compromessa (malattie respiratorie, digestive, psichiche ecc.)
  • Classificazione topografica (non molto usato) (del capo, dell’addome…)  sulla base della regione del corpo prevalentemente interessata
  • Classificazione anatomica o apparato  organo prevalentemente colpito
  • Classificazione epidemiologica (malattie stagionali, professionali o regionali ecc.)
  • Classificazione eziologica (meccanismo col quale si verificano le alterazioni)  lo usiamo noi. Si basa sulla causa (malattie infettive, virali, batteriche, parassitarie, ambientali professionali…)
  • Classificazione patogenica/patologica  meccanismo col quale si verifica la malattia (malattie degenerative, neoplastiche, infiammatorie, autoimmuni…)

Sintomo e segno

Sintomo: lo deve dire il paziente. Segno: effetti visibili sul paziente, anche se il paziente non lo dice (es. viso giallo itterico). L’analisi dei sintomi consente al medico di fare una diagnosi, cioè di etichettare la condizione morbosa e di formulare una prognosi, cioè predire la durata e l’esito e di prescrivere una terapia. Col termine sindrome si intende l’associazione di diversi fenomeni patologici che hanno in comune un determinato nesso fisiopatologico.

 Ittero: segno di patologia, NON È UNA PATOLOGIA.

Condizioni patologiche

Deviazioni dal normale stato di salute, cioè condizioni patologiche o manifestazioni morbose. Fenomeno morboso: manifestazione patologica lieve, deviazione più semplice dalla norma di un carattere morfologico, biochimico o funzionale di una cellula, tessuto o organo, alla quale può anche non conseguire sintomatologia. (es. abrasione che consegue a un lieve trauma della cute).

Processo morboso: somma di più fenomeni morbosi di lieve entità (es. quando ho appendicite ho infiammazione appendice e febbre). Es. da libro: febbre ha molteplici cause, ma dà sempre una s.

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MED/04 Patologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Roselia_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia Generale e Molecolare con Terminologia Medica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof .
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