Introduzione alla patologia cellulare
In questo corso tratteremo di cellule che ad un certo punto si alterano
funzionalmente. Nel momento in cui queste alterazioni iniziano a toccare un
numero significativo di elementi cellulari in un tessuto, si hanno sintomi e segni
di una malattia.
Questa alterazione funzionale che sta alla base delle manifestazioni cliniche
può dipendere da stimoli esterni patogeni ossia da generatori di malattia
esterni oppure dipendere da stimoli interni alla cellula che ne alterano la
funzione.
Nello schema sottostante troviamo esempi di entrambe le situazioni
Analizziamo più nel particolare una situazione di stimoli patogeni esterni. Il
covid-19 è un virus che si introduce anche attraverso l’aria che respiriamo e
determina un danno alle cellule dell’apparato respiratorio, principalmente degli
alveoli.
Come rappresentato dallo schema, l’azione dannosa del virus è determinata
dalla sua intelligenza nello sfruttare recettori, che normalmente svolgono altre
funzioni, per entrare all’interno delle cellule. Una volta entrato all’interno della
cellula, il virus:
Altera il funzionamento fisiologico della cellula,
si riproduce sequestrando le funzioni metaboliche della cellula
esce dalla cellula attivando dei programmi di morte cellulare, in particolare
viene attivato il programma apoptotico e ciò avviene attraverso
l’espressione di geni pro apoptotici.
In che modo questi stimoli extracellulari vengono trasferiti fino al
nucleo delle cellule?
Tramite il processo di trasduzione cellulare.
La cellula, organizzata in
compartimenti per segregare
specifiche funzioni che
richiedono specifici mediatori, ha
bisogno di attuare meccanismi
abbastanza complessi affinché
uno stimolo extracellulare sia in
grado di modificare l’espressione
genetica della cellula.
Questo ‘complesso meccanismo’
consta in una serie di interazioni
tra proteine e di modificazioni
conformazionali mediate da
secondi messaggeri.
1. Lo stimolo esterno, chiamato ligando interagisce con il recettore di
membrana che cambia impercettibilmente forma.
2. Al recettore modificato si associa una catena di interazioni transienti di
proteine. Ossia di interazioni tra proteine intracellulari che vengono
chiamate trasduttori.
3. Le interazioni sono facilitate dalla presenza di secondi messaggeri: si tratta
ioni piccoli nucleotidi
di piccole molecole, nonché di (Ca ), (AMP
++
o piccoli lipidi
adenosinamonofosfato) che, createsi dal primo contatto tra
recettore e ligando, facilitano l’interazione tra i trasduttori. Le interazioni
fisiche indotte da questi secondi messaggeri permettono alle proteine
modificate di interagire tra loro.
4. L’ultima proteina della ‘catena’ una volta modificata la forma, è in grado di
entrare nel nucleo dove modifica l’espressione genica, questa proteina
intracellulare è detta effettore e si tratta di fattori di trascrizione che
legano il DNA.
Si noti che per un recettore stimolato possono generarsi mille molecole di
secondi messaggeri; si tratta dunque di un messaggio che viene amplificato
all’interno della cellula.
Il processo sopra descritto è quello più comune che permette ad uno stimolo
cellulare di giungere al nucleo della cellula. È però importante considerare
l’esistenza di sostanze lipofiliche.
Si tratta nella maggior parte dei casi di ormoni lipofilici quali gli ormoni
steroidei e tiroidei.
Queste sostanze, per conformazione analoga alle code dei fosfolipidi che
costituiscono le membrana cellulari, sono in grado di addentrarsi fino al nucleo
senza seguire il processo prima descritto.
https://www.youtube.com/watch?
v=FQFBygnIONU&feature=youtu.be&fbclid=IwAR30LeI0r7MDKmTyfA2SWfmW1
VGherAQz65w_Xpm4lJp83SZw2G_D_6wo3I
Il video proposto spiega nel dettaglio i diversi meccanismi di segnalazione
cellulare.
Il primo esempio (nell’immagine in alto a sinistra) tratta di cellule che si
scambiano molecole attraverso gap junctions e generano una risposta nell’altra
cellula.
Il secondo esempio (nell’immagine in alto al centro) viene proposta un tipo di
risposta mediata da recettore. La stessa viene poi specificata nell’esempio che
segue.
L’introduzione verte sulla presenza all’interno di piccole molecole che possono
uscire o spontaneamente se liposolubili o attraverso delle piccole membrane
che ne permettono il passaggio dal doppio strato fosfolipidico della membrana
cellulare. Una volta liberate, queste molecole, ora dette ligandi vengono prima
o poi accolte da recettori specifici. Il percorso che la molecola percorre una
volta uscita dalla cellula d’origine da vita ad una classificazione:
segnalazione paracrina
Si tratta di se la distanza percorsa è breve
segnalazione endocrina
Si tratta di se la distanza percorsa è lunga e
coinvolge il passaggio per la circolazione ematica. In questo caso le
molecole sono dette ormoni.
segnalazione autocrina
Si tratta infine di se la cellula che presenta
recettori specifici per la molecola è la cellula stessa che ha secreto la
molecola.
Stimoli patologici che creano danni cellulari
CASO CLINICO
Un ragazzo di 14 anni viene ricoverato in stato comatoso per arresto
respiratorio.
Egli stava lavorando in uno stabilimento di stoccaggio plastico quando un
incendio ha fatto si che respirasse la combustione di materiali plastici.
Ricoverato in PS, l’aspetto del ragazzino comprende:
Aree di colorito rosso vivo della cute. Il ragazzo, pur non respirando, non ha
o cianosi.
Iperpnea
o Stato comatoso
o Iperossia ematica
o Insufficienza multiorgano
o
Per analizzare questo caso clinico, è importante tenere in considerazione che i
gas che il ragazzino ha respirato sono sostanze altamente tossiche (tra essi vi è
anche il cianuro).
Questi gas rappresentano un dannoso stimolo extracellulare che altera la
funzione delle cellule.
La cianosi, come richiamato dal colore ciano (blu) è un termine che si riferisce
ad un colorito bluastro della cute ma in primo luogo delle mucose (che essendo
meno cheratinizzate sono le prime a prendere un colorito bluastro).
Il colorito bluastro della cute in cianosi è dovuto alla desaturazione
dell’emoglobina che solo se satura di ossigeno prende un colorito rosso vivo.
Il paziente non presenta cianosi poiché data l’inalazione di gas tossici, ha
smesso di utilizzare ossigeno a livello cellulare. RISPOSTA PROF
[Normalmente il sangue arterioso circolando in periferia cede O2 perché le
cellule man mano che lo utilizzano lo consumano e quindi lo assumono
attivamente dal sangue "desaturando" l'emoglobina, che dopo aver ceduto
l'O2 da rosso vivo diventa blu, a causa di un cambio conformazionale del
gruppo eme che lega l'O2. Se le cellule smettono di consumare O2 perché la
respirazione celluare è inibita, l'O2 non viene sequestrato dalla emoglobina,
che mantiene più a lungo il suo colorito rosso vivo. In realtà questa situazione
non dura a lungo in una persona deceduta, perché comunque dopo un pò
l'emoglobina rilascia l'O2 spontaneamente e cambia gradualmente colore. ]
Come viene utilizzato l’ossigeno a livello cellulare?
L’ossigeno permette il funzionamento dell’ATP sintasi, enzima a forma di
turbina che funziona grazie alla differenza di potenziale protonico creato dal
complesso da 1 a 4.
Quest’ultimo infatti concentra gli ioni a livello intermembranario e ne lascia
pochi nella matrice ma svolge anche la funzione di catena di trasporto degli
elettroni derivanti dai coenzimi prodotti dal ciclo di krebs (anch’esso avviato
solo in presenza di ossigeno).
Con questi prerequisiti, l’ATP sintasi associa ADP e P creando ATP.
Alcune scoperte però, hanno evidenziato il fatto che il cianuro sia un
potentissimo inibitore del complesso enzimatico 1-4. Ne consegue che,
successivamente all’inalazione di cianuro, la catena di trasporto degli elettroni
si blocca e con essa anche l’ATP sintasi. I mitocondri non utilizzano più
ossigeno.
Mancato utilizzo di ossigeno mancata produzione di ATP
Cosa succede se crolla la produzione di ATP?
Vi sono proteine che hanno disperato bisogno di ATP. Si tratta delle proteine
che spostano contro gradiente ioni e piccole molecole.
Per effettuare il loro lavoro infatti, usano ATP trasformandolo in ADP + P.
La conseguenza è che non vi è più equilibrio tra ioni e molecole tra l’interno e
l’esterno della cellula. [poi spieghiamo bene in che modo]
La cellula va in necrosi. L’insufficienza multi-organo è attestata
da singoli marcatori che indicano che tutti i
sistemi hanno smesso di funzionare perché
le cellule hanno avuto una deprivazione
totale di produzione di ATP e sono morte per
necrosi.
La necrosi La necrosi è un meccanismo di morte
cellulare legata alla completa perdita
della funzione di barriera delle
membrane della cellula,
meccanismo della necrosi.
Come abbiamo detto prima, il
mancato apporto di ATP non permette
alle proteine di membrana di
mantenere le differenze di potenziale
fisiologiche.
Di conseguenza le molecole e gli ioni
si spostano per diffusione e si
accumulano.
Lo ione più imponente nel processo di
necrosi è il Sodio Na che, non
+
essendo portato nell’ambiente
extracellulare dalla proteina ATPasica, si sposta per diffusione all’interno della
cellula e vi si accumula.
Il sodio però porta con sé molta acqua che riempie l’interno della cellula che
esplode.
Non è solo la cellula in generale ad aver bisogno di una precisa concentrazione
di sodio; anche il mitocondrio necessita che la concentrazione di sodio
all’interno sia molto bassa. Ma anch’esso, per mancanza di produzione di ATP si
riempie di sodio e dunque di acqua ed esplode.
Nel momento in cui queste macchine di produzione di energia vengono
distrutte, la cellula si colloca nella fase irreversibile della necrosi.
La causa più frequente di necrosi è dunque la mancanza di ossigeno.
La mancanza di ossigeno può essere data da ipossia, ipertermia, infezioni (ad
esempio virali) o esposizione a vari agenti tossici. L’ipossia può essere data da
ischemia dato che si tratta di un mancato apporto di sangue. L’ischemia data
da trombosi (grande coagulo), è la causa più frequente di ipossia acuta poiché
il sangue viene completamente bloccato e si ha un’ipossia, mancato apporto di
sangue e di conseguenza di ossigeno. Questo causa una massiva necrosi di
tutte le cellule del tessuto: necrosi tissutale o più comunemente infarto (nel
caso del cuore miocardico).
Il processo di apoptosi
Si tratta di un processo molto diverso da quello della
necrosi. In questo caso infatti, si tratta di un
processo di frammentazione che fa si che le
membrane rimangano integre molto a lungo.
In termini poco tecnici si avvicina ad una specie di
implosione.
La frammentazione delle strutture cellulari avviene
ad opera delle caspasi, enzimi che frammentano le
strutture cellulari.
La maggior parte delle strutture cellulari (proteine, acidi nucleici, lipidi)
vengono frammentate dalle caspasi e ciò che resiste più a lungo è la
membrana cellulare.
L’apoptosi è un processo tipico degli organismi multicellulari ossia dei
metazoi ed è dunque una morte cellulare che si è evoluta più recentemente.
Si tratta, come abbiamo già accennato di una morte programmata in cui la
cellula attiva dei meccanismi per andare incontro alla morte (suicidio cellulare).
Al contrario, la necrosi è una morte passiva alla quale la cellula non prende
parte.
Uno dei motivi principali per cui la cellula va in necrosi è perché trova in se un
danno al DNA e non vuole trasmetterlo alla progenie della cellula. In questo
caso la morte cerca di evitare danni dell’organismo.
Un altro comune motivo di apoptosi è l’accumulo di ROS, metaboliti tossici
che fanno innescare il processo di apoptosi. I Ros sono delle specie molecolari
derivate dall’ossigeno che tendono per
ragioni varie ad avere un elettrone instabile nella parte più esterna dell’atomo.
Quest’ultimo tende a staccarsi dalla molecola originale e ad attaccarsi a quelle
vicine ossidandole.
L’ossidazione è una modificazione che altera la struttura e fa funzionare meno
(agiscono su lipidi, proteine ma anche possono agire sulla molecola di DNA).
I Ros vengono prodotti in infiammazione o da mitocondri con attività molto
intensa.
Le ragioni sopracitate (accumulo di ROS e danno al DNA) possono anche essere
determinati da malattie genetiche dette progerie.
Per esempio: Sindrome di Werner, Bloom, Cockayne, Hutchinson Guilford.
L’apoptosi, a differenza della necrosi, colpisce singole cellule del tessuto, però
chiaramente, se il danno persiste a lungo nel tempo, il numero di cellule
apoptotiche aumenta ed il tessuto, se fatica a rigenerarsi bene, può risentirne
dal punto di vista funzionale.
L’apoptosi è anche un processo fisiologico che viene attivato anche nel corso
dello sviluppo embrionale per modellare gli organi. Per esempio, gli abbozzi
embrionali dei nostri arti hanno inizialmente un aspetto palmato dato dalla
proliferazione cellulare; successivamente, le cellule vano incontro ad apoptosi
in modo da terminare il rimodellamento dei tessuti.
L’apoptosi si dice attivata per via estrinseca quando i death receptors legano
delle proteine rilasciate a livello extracellulare e attivano all’interno della
cellula la caspasi 3.
L’apoptosi si dice invece attivata per via intrinseca quando la cellula,
subendo dei danni al DNA, la struttura mitocondriale viene alterata ed il
citocromo (che normalmente si trova all’interno del mitocondrio) viene
rilasciato nel citoplasma dove attiva la caspasi 9.
La rigenerazione dei tessuti parte in risposta ad un danno per ricostruire le
cellule morte.
Vi sono però dei tessuti che hanno un bisogno più alto di rigenerazione data
l’emivita molto breve delle cellule che lo costituiscono.
Si tratta per esempio della rigenerazione fisiologica di tessuti epiteliali come la
cute, quello intestinale e quello respiratorio. L’emivita di queste cellule è molto
breve perché il loro compito è quello di formare una barriera rispetto a fattori
esterni / ambientali che possono anche essere in grado di degenerare la cellula
da un punto di vista fisico, meccanico, chimico.
Per esempio, l’epitelio intestinale si rinnova completamente ogni 7-10 giorni.
La rigenerazione dei tessuti, per avvenire, ha bisogno della presenza delle
cellule staminali adulte.
Questa componente di ogni tessuto ha delle proprietà particolari che sono:
Self-renewal –
- solo le cellule staminali possiedono questa caratteristica.
Multi potenza –
- una cellula staminale in un tessuto è in grado di dare
origine a cellule differenziare tra loro. Per esempio, la cellula staminale
emopoietica (del sangue) da origine ai megacariociti, ai globuli rossi, ai
globuli bianchi…
Quiescente –
- si divide solo se c’è necessità di farlo
Divisione asimmetrica –
- una cellula staminale da origine a cellule figlie
una diversa dall’altra. Si tratta infatti di una cellula staminale adulta e di una
cellula progenitrice altamente proliferante che creerà le cellule
terminalmente differenziate
Quando un danno fa morire delle cellule di un tessuto per apoptosi, le cellule
staminali avvertono questa perdita di elementi cellulari e si attivano per
compensarla.
Il problema è che non tutti i tessuti sono in grado di rigenerare allo stesso
modo davanti ad un danno apoptotico.
Vi sono tessuti con una bassa capacità rigenerativa:
- Tessuto nervoso
- Muscolo
- Ossa e cartilagini
Vi sono invece tessuti con un’alta capacità rigenerativa:
- Epiteli
- Tessuto emopoietico
La capacità rigenerativa dipende sia dal numero delle cellule staminali che
dalla capacità delle cellule staminali di dividersi.
Quindi se il mio problema attiva il programma apoptotico in tessuti a basso
rinnovamento dove il pool di cellule staminali è basso ecco nascere una
malattia degenerativa.
Le malattie degenerative sono dunque delle malattie che derivano
dall’esaurimento della capacità rigenerativa.
- Parkinson
- Osteoporosi
- Alzheimer
Queste malattia hanno un andamento cronico e progressivo, coinvolgono
prevalentemente alcuni tessuti (che sono quelli con bassa capacità
rigenerativa) e sono prevalenti in età avanzata.
Vecchiaia = nel tempo la capacità delle cellule staminali di rinnovarsi tende ad
esaurirsi.
Anche in assenza di altre patologia, notiamo che in un anziano i primi sistemi
ad essere affetti dalla vecchiaia sono quelli con bassa capacità di rigenerarsi.
Risposta alle condizioni di stress cellulare
Oggi approfondiremo le risposte cellulari a stress cellulare ossia a vari agenti
potenzialmente dannosi per la cellula come sostanze ossidanti, l’alterato
ripiegamento e l’assemblaggio delle proteine cellulari.
Per i grafici qui riportati viene
utilizzato ul modello cellulare molto
utilizzato in biologia cellulare del
lievito. Si tratta di un organismo
eucariote unicellulare.
Nel primo grafico notiamo che
l’esposizione improvvisa ed alta ad
una sostanza ossidante come in
questo caso il perossido di
idrogeno provoca nel giro di poche
ore la morte di tutte le cellule.
Lo stesso esperimento viene
ripetuto con la differenza che all’inizio le cellule vengono esposte ad una
concentrazione bassa e non letale di perossido di idrogeno.
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