Protezione degli alimenti
Unità didattica 2, Patologia delle derrate vegetali
Saracchi
Prof. Marco (Ex. Sardi)
Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari (G29)
Facoltà di Agraria - Università degli Studi di Milano
Protezione degli alimenti U.D. 2 – Prof.ssa Sardi
Protezione degli alimenti, U.D. 2
Introduzione
I funghi costituiscono un raggruppamento unico di microrganismi, diversi rispetto a tutti gli
altri per comportamento e per organizzazione cellulare.
Le prime classificazioni assegnano tutti gli organismi viventi o alle piante oppure agli animali, e
i funghi vengono inclusi nel regno dei vegetali. Questo sistema viene cambiato da Haeckel
che propone la creazione di un terzo regno, quello dei protisti, per tutte le forme
microscopiche, alghe, batteri protozoi e funghi.
Vengono successivamente evidenziate le differenze fondamentali di organizzazione cellulare
tra i batteri e gli altri organismi. La semplicità delle cellule batteriche, prive di un nucleo
distinto, ne comporta la separazione nei procarioti mentre con il temine eucarioti per tutti gli
altri organismi. Whittaker sostiene che i funghi si differenziano dagli altri eucarioti per alcune
caratteristiche e li assegna ad un regno separato, li considera come polifiletici.
Separando i funghi dagli altri organismi si inizia a
pensare alla classificazione in 5 regni.
Il sistema riconosce due domini: (I) dominio dei
procarioti per i batteri, (II) quello degli eucarioti per
i regni di piante, animali, funghi e protisti.
Certi batteri si differenziano così nettamente da
richiedere la creazione di un terzo dominio: gli
Archaea.
Si inizia così la costruzione di un albero
filogenetico universale. I funghi rappresentano una
delle ultime branche del dominio degli eucarya.
Funghi e organismi affini
Tre raggruppamenti di organismi:
1. Muffe mucillaginose, presentano stadi di sviluppo protoplasmatici, privi di parete, e
inglobano frequentemente batteri o altre particelle alimentari mediante fagocitosi.
Assomigliano ai funghi, nel senso che formano spore dotate di parete, ma anche in questa
predomina galattosammina anziché chitina.
2. Secono gruppo di tipo funghi sono gli Oomycota, che presentano cellulosa nelle pareti e
hanno altre caratteristiche di similarità con i vegetali. Questi organismi sono strettamente
correlati con diatomee e alghe brune in un raggruppamento denominato Stramenopila.
Comunque gli oomycota hanno sviluppato uno stile di vita tipicamente fungino.
3. Un nucleo di funghi veri e propri è caratterizzato dalla presenza di chitina nelle loro pareti.
1. Funghi propriamente detti con pareti contenenti chitina e molte caratteristiche cellulari e
biochimiche
a) Chytridiomycota, tipicamente unicellulari, riproduzione sessuata (fusione di gameti
mobili), riprod. asessuata (produzione di spore uniflagellate mobili).
b) Zygomycota, ife non settate, riproduzione sessuata (fusione dei gametangi e
formazione di zigospore), riprod. asessuata (produzione di spore non mobili)
c) Ascomycota, ife settate oppure lieviti, riprod. sessuata (con sviluppo di un asco
contenente ascospore), ripod. asessuata come nei deuteromycota.
d) Deuteomycota, ife settate o lieviti, riprod. sessuata assente, spore asessuate formate
con modalità diverse a partire da ife
e) Basidiomycota, ife oppure lieviti, spore asessuate rare, riprod. sessuata (fusione ife
compatibili con produzione di basiodiospore.
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2. Organismi simili ai funghi per comportamento e stili dei vita, ma con pareti a base di
cellulosa e caratteristiche cellulari e biochimiche che ricordano quelle piante
a) Oomycota
3. Organismi con alcune caratteristiche fungine, ma con uno stadio somatico
protoplasmatico nudo, probabilmente strettamente affini ai protozoi
Possiamo dare una definizione ampia dei funghi considerando 4 caratteristiche principali:
1. Tutti i funghi sono eucarioti, possiedono un nucleo delimitato da una membrana, con
diversi cromosomi e una serie di organuli citoplasmatici circondati da membrana, flusso
citoplasmatica, DNA, membrana che contengono tipicamente steroli e ribosomi tipo 80S a
differenza dei batteri che li hanno 70S.
2. I funghi sono tipicamente filamentosi e di singoli filamenti sono nominati ife. Le ife crescono
unicamente all’apice estremo e conseguentemente i funghi presentano una crescita
apicale. Le ife ramificano e il risultato è rappresentato da un reticolo, denominato micelio.
3. I funghi sono eterotrofi e quindi richiedono composti organici preformati quale fonte di
energia e di carbonio per la sintesi cellulare, è impossibile per i funghi inglobare alimenti per
fagocitosi. Attraverso la parete e la membrana, assorbono sostanze nutritive semplici e
solubili, e nutrienti semplici possono essere ottenuti da polimeri complessi mediante
un’azione di enzimi secreti nell’ambiente esterno.
4. I funghi si riproducono sia sessualmente che asessualmente formando spore.
Di conseguenza possiamo definire i funghi come eucarioti, tipicamente miceliari, eterotrofi,
caratterizzati da nutrizione per assorbimento e riproduzione per spore.
Forme di crescita dei funghi
Nei funghi si riconoscono tre forme principali di crescita. Nella maggior parte dei casi i funghi
sono miceliari, presentano un reticolo di ife e sono comunemente indicati con il termine di
‘muffe’. Alcuni dei funghi più primitivi possiedono spesso cellule singole tondeggianti oppure
catene di cellule ramificate dicotomicamente aderenti mediante rizoidi affusolati alla fonte
alimentare. Alcuni funghi invece crescono come lieviti unicellulari e producono cellule figlie per
gemmazione oppure mediante fissione binaria. Queste diverse forme di crescita possono
esssere associate ad habitat particolari. I lieviti sono frequenti in ambienti umidi ricchi in
sostanza semplici, alcuni funghi possono invece addirittura alternare il tipo di crescita tra fase
levuliforme e fase miceliare. Questi funghi sono denominati dimorfici e comprendono alcuni
importanti patogeni dell’uomo e di animali superiori, crescono come lieviti, ma formano ife
quando invadono i tessuti.
Attività dei tessuti
Tutti i funghi richiedono sostanze nutritive organiche come fonte di energia e per la sintesi
cellulare, possiamo fare una distinzione grossolana in funzione del modo come vengono
ottenute le sostanze, ossia: crescendo come parassiti (o come simbionti) a spese di un altro
organismo, oppure come saprofiti su materiale non vivente.
Patologie delle derrate
Dal campo al consumo dei prodotti vegetali possiamo avere un’alta % di perdita. Il danno, la
perdita del prodotto, varia in funzione di specie, cultivar e lunghezza del periodo di
conservazione.
Stimare la perdita è difficile: quantificare il prodotto in diverse fasi dalla raccolta al consumo e
fari confronti. Individuare se l’agente causante il danno è biotico (funghi, batteri, fitoplasmi,
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attinomiceti, virus, viroidi, piante parassite, alghe, animali) oppure abiotico (fisiche e chimiche),
qual è in particolare e quali sono i fattori predisponenti.
I fattori che possono provocare il danno sono: fisici, chimici, meccanici e biologici.
I danni meccanici sono quelli che causano maggior danno ai frutti freschi, carnosi e ricchi di
acqua. Si tratta di urti, che non si evidenziano subito, ma successivamente, come le
ammaccature.
I danni fisici sono provocati da alta e bassa temperatura, radiazioni, sia in campo che per
quanto riguarda la temperatura in post-raccolta. Il danno per prodotti ortofrutticoli freschi si
manifesta anche a temperatura maggiore di 0°C e varia in funzione di specie e cultivar.
(Esistono tabelle che riportano le T per ogni frutto). I frutti e gli ortaggi sono da considerarsi
opt
‘organismi viventi’.
Così come le basse temperature, anche le alte temp. provocano danni in campo (scottature,
colpii di fuoco).
La radiazione che viene usata ha lo scopo di inibire (bloccare) lo sviluppo di microrganismi,
am provocano anche danni organolettici.
I danni biologici vengono osservati in post-raccolta e possono derivare da infezioni avvenute
in campo in quanto il microrganismo può continuare il suo sviluppo anche successivamente.
Per intendiamo un danno causato da m.o. biotici.
malattia
Con intendiamo modificazioni fisiologiche causate da fattori abiotici.
alterazioni
Mentre parliamo di quando la malattia viene trasmessa da un prodotto malato ad
infezione
uno sano.
Possiamo definire come o più semplicemente come un organismo che
patogeno parassita,
vive a spese di un’altro organismo arrecando danno. Questo può essere obbligato se compie
il suo ciclo completo all’interno dell’ospite, oppure facoltativo se può vivere anche in assenza
dell’ospite. Facoltativi sono i funghi che attaccano in post-raccolta.
Per evitare fattori predisponenti bisogna effettuare scelte importanti già a partire dalla semina,
preferendo semi sani e non infetti. Una volta scelta la semenza bisogna mettere in atto le
pratiche colturali che permettono alla pianta di crescere robusta: mantenere le giuste
distanze, ombreggiature, impiego di pesticidi, di fungicidi, ... .
Le patologie delle derrate si possono evidenziare:
- variazioni di colore
- alterazioni o distacco di tessuto
- disgregazione di tessuto
- appassimento e avvizzimento
- anomalie di sviluppo
La distribuzionie delle necrosi e delle macchie può aiutare ad individuare la patologia.
In patologia vegetale:
- Cancro: disgregazione di tessuto, ferita che non riesce a rimarginarsi, lesione della corteccia
- Tumore: proliferazione incontrollata delle cellule
- Carie: sono causate da funghi, interessano frequentemente le granaglie
- Spesso le piante in condizioni di stress producono resine e gomme, fenomeni che
prendono il nome di ‘resinosi’ e ‘gommosi’.
- Marciumi molli sono spesso batterici, quelli secchi sono più spesso fungini (Botritys, è la
muffa più rappresentativa)
- Necrosi, intendiamo morte di parte o tutto un apparto specifico
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- Rugginosità, è una suonerificazione dei tessuti superficiali dovuta ad agenti patogeni, ma
anche ad ustioni da calore. Questi tessuti perdono elasticità e quando il frutto cresce si
spacca e rende facilitata l’entrata dei m.o. .
Distacco o alterazione dei tessuti: fenomeni di distacco dei tessuti: antoctosi (caduta dei fiori),
carpoctosi (caduta dei frutti), filloctosi (caduta delle foglie).
Funghi e virus possono causare anomalie di sviluppo. Sintomatologie che più spesso si
verificano in post-raccolta sono necrosi, variazioni di colore, marciumi , macchie virali.
Riassumendo il danni possono essere:
- meccanici
- fisici
- chimici
- parassitari
- non parassitari (varie risposte fisiologiche all’ambiente)
Conseguenze ai danni osservabili nei prodotti alimentari possono essere:
- perdita di umidità, energia vitale, qualità e quantità
- sviluppo di fibra
- inverdimento (limoni e patate)
- crescita delle radici
- comparsa di germogli con conseguente perdita di val. nutrizionale
- germinazione di semi delle granaglie
La qualità del prodotto e la durata della sua shelf-life sono fattori legati già alla semina e alla
vita in campo.
Classificazione delle malattie
Le malattie si possono classificare sulla base dei rapporti che si instaurano fra ospite e
patogeno e delle caratteristiche del patogeno stesso:
Epifitiche: prevedono l’insediamento del patogeno sulla superficie esterna, senza che
- vengano stabiliti rapporti anatomici; non vi è infatti la fase di penetrazione. Causano
problemi alle piante nel relazionarsi con l’ambiente esterno, a livello di traspirazione e
fotosintesi.
Trofiche: ci è un profondo legame fra patogeno e ospite a livello citologico, tramite la
- formazione di austori che penetrano nel fusto e possono creare anche delle peronospore.
Dello sviluppo (o auxoniche): causano alterazione dello sviluppo, come tumori, galle
- nanismo, gigantismo, ...
Vascolari: il patogeno è localizzato a livello delle trachee dello xilema e causa avvizzimento
- o disseccamento.
Ipnochereutiche: causano la lisi delle regioni dei tessuti lignificati o in corso di lignificazione
- in seguito alla produzione di enzimi da parte dei patogeni; dal momento che i tessuti sono
molto duri e resistenti il processo sarà lento
Le più importanti a livello delle derrate sono:
Litiche: causano la lisi delle lamelle mediane oppure dalle pareti, operata da vari enzimi
- pectici prodotti dal patogeno; creano marciumi di forma tondeggiante dovuti all’ossidazione
delle regioni danneggiate dell’ospite. In un primo momento sono si ha danneggiamento
perchè le cellule sono ancora sane; in seguito ad opera di patogeni secondari, si ha la
morte della cellula. Essi producono enzimi cellulitici che causano la rottura della cellulosa. In
stadi avanzati si verifica la formazione delle strutture riproduttive del patogeno sulla
superficie esterna dell’ospite; inoltre si può verificare marciume anche a livello della polpa.
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Necrotiche: causate dalla presenza di un determinato numero di cellule morte sulla
- superficie e dalla produzione di tossine da parte del patogeno; le cellule morte vengono
utilizzate come fonte di nutrimento. Le tossine agiscono sulla permeabilità della membrana
(alterazione delle relazioni osmotiche e modificazioni dell’equilibrio ionico), sui sistemi
enzimatici (inattivazione o inibizione delle attività enzimatiche) e sui fattori di crescita.
...
Resistenza strutturale
Strutture preesistenti
- sulla parte esterna al di sopra della cuticola, costituiscono uno strato idrorepellente di
Cere,
superficie, impedendo all’acqua di ristagnare ostacolando la germinazione la moltiplicazione
del patogeno.
- il cui spessore può ostacolare la penetrazione (soprattutto attiva) dei
Cuticola spessa,
patogeni, protegge i primi strati di cellule. Più è spessa più ostacola la penetrazione di
funghi. La cuticola si assottiglia con la crescita determinando una maggiore sensibilità (per
questi frutti maturi sono più attaccabili).
- ostacolano l’ingresso del patogeno.
Pareti cellulari spesse e robuste,
- presenza di peli più o meno lunghi e fitti che ricoprono la superficie di frutti e
Tomentosità,
foglie, come nelle piante aromatiche. La presenza di peli sulle superfici impedisce la
bagnatura e riduce la possibilità di proliferazione dei patogeni e di contatto con
l’epidermide.
- in genere favoriscono la penetrazione di patogeni. Esistono situazioni
Stomi e lenticelle,
che caratterizzano varietà dei vegetali, in cui questi possono ostacolare possibili vie
d’ingresso: peluria intorno agli stomi che impedisce l’ingresso, grandezza aperture molto
ridotta, bassa frequenza di lenticelle stomi, forma sporgente dalla superficie per rendere le
aperture difficilmente raggiungibili
Strutture neoformate in seguito all’infezione
Istologiche
- tessuto composto da cellule morte a fine processo di
Apposizione di strati di sughero:
formazione, estremamente inspessite di parete e impermeabili al passaggio di sostanze e
attività dei microrganismi, impedendo l’invasione oltre la lezione.
- formati soprattutto in tessuti giovani, determinano l’eliminazione della
Strati di abscissione:
zona infetta. È quello che si forma nelle foglie in autunno. È cicatrizzante e impermeabile
(determina una protezione nella pianta dove si è staccata la foglia), si forma uno strato di
separazione in cui la parte malata si stacca. Nelle foglie si ha l’effetto di bucherellatura che
prende il nome di “impallinatura”.
- inibiscono la diffusione del patogeno nei vasi. Le cellule che circondano
Formazione di tille:
il vaso producono estroflessioni all’interno del vaso stesso, fino a raggiungere la completa
occlusione. In questo modo i patogeni e tossine non possono passare. La pianta può
rinunciare un certo numero di vasi, esiste sempre una circolazione che può compensare la
mancanza dovuta ai vasi occlusi.
- reazioni in seguito uno stato di disagio (che può essere anche uno
Depositi di gomme:
squilibrio idrico) è un sistema con la quale la pianta cerca di difendersi. Queste gomme
vanno a riempire alcune cellule interessati alla malattia e gli spazi intercellulari, isolando la
zona interessata dall’infezione (gomme impediscono passaggio di acqua, aria, impedimento
fisico del patogeno di uscire da quella zona).
Cellulari, ovvero singole cellule che si difendono dall’ingresso del patogeno, sono reazioni più
specifiche.
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- zucchero che può costruire una struttura sufficientemente
Apposizione di strati di callosio,
solida in modo da inglobare lo stiletto dell’ifa che sta penetrando impedendo la formazione
dell’austorio.
- modificazione del citoplasma e del nucleo letali per il patogeno.
Reazione citoplasmatica,
- cellule o piccoli gruppi che una volta riconosciuto il patogeno
Fenomeni di ipersensibilità,
muoiono, in modo da sottrarre il nutrimento il patogeno. Si può vedere sul vegetale questo
fenomeno visivamente con la presenza di piccole macchie sul vegetale, ad esempio una
foglia.
Resistenza metabolica
Fattori preesistenti
- a
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