Proteine plasmatiche
Le proteine del plasma costituiscono un gruppo eterogeneo di proteine, ognuna delle quali possiede una funzione specifica o raggruppa in sé diverse funzioni ed è soggetta a specifiche variazioni di concentrazione in svariate condizioni fisiologiche e patologiche.
Sintesi e concentrazione delle proteine plasmatiche
La sintesi di ciascuna proteina è sotto stretto e specifico controllo genico e la sua normale concentrazione plasmatica varia da pochi microgrammi ad alcuni grammi per litro. La misura delle concentrazioni delle proteine plasmatiche è quindi di valido aiuto nella diagnosi e nella gestione di diverse condizioni fisiopatologiche.
Metodi di misurazione e denominazione
Poiché i metodi di separazione e di misurazione impiegati rispecchiano in prevalenza aspetti molecolari, chimici, fisici o la loro funzione, un’identica sostanza viene molte volte, a seconda delle circostanze e del metodo impiegato, denominata in diversi modi: macroglobulina, immunoglobulina M, γ-globulina, glicoproteina.
Importanza clinica delle proteine plasmatiche
È quindi importante lo studio delle caratteristiche strutturali, metaboliche e funzionali delle numerose proteine del plasma e delle loro variazioni genetiche. Altrettanto importante è il valore clinico da attribuire alle modificazioni dei singoli elementi o alle variazioni multiple nella diagnosi e nel monitoraggio delle malattie.
Metodi di determinazione
- Elettroforesi
- Immunoelettroforesi
- Elettroforesi bidimensionale
- Tecniche immunochimiche (immunodiffusione radiale, turbidimetria, nefelometria)
Caratterizzazione delle proteine plasmatiche
- Caratteristiche chimiche: proteine semplici, glicoproteine, lipoproteine
- Caratteristiche chimico-fisiche: solubilità, sedimentazione, migrazione elettroforetica
- Caratteristiche funzionali: enzimi, proteine di trasporto, della coagulazione, della cascata del complemento, di controllo della crescita e del differenziamento, delle difese immunitarie, d’integrazione del metabolismo
Elettroforesi delle proteine del siero
Attualmente si è passati ad una elettroforesi delle proteine del siero, su acetato di cellulosa o su agarosio, caratterizzata da una ottimale separazione e risoluzione di 7 bande elettroforetiche e dalla valutazione visiva in senso qualitativo e/o quantitativo (intensità della banda) delle singole proteine.
Classificazione delle proteine selezionate in base alla mobilità elettroforetica
- Banda della prealbumina: prealbumina
- Banda dell’albumina: albumina
- Banda α1: α1-antitripsina acida, α1-glicoproteina, α1-antichimotripsina (HDL), α1-lipoproteina, α1-fetoproteina
- Banda α2 (anodica): α2-macroglobulina, aptoglobina (catodica), ceruloplasmina, proteina legante la vit.D (globulina GC)
- Banda β1: transferrina (LDL), β1-lipoproteine
- Banda β2: C3, β2-microglobulina, emopessina, fibrinogeno (talvolta in zona γ)
- Zona γ: immunoglobuline (IgM ed IgA talvolta in zona β2)
Elettroforesi delle proteine del siero
L’esame si utilizza per separare le proteine del siero nelle sei frazioni principali. La metodica usata è l’elettroforesi su gel di agarosio tamponato in mezzo alcalino (pH 8.5); le proteine separate sono colorate con amidoschwarz. La sensibilità rilevata del metodo è compresa per proteina monoclonale fra 0,40 e 0,20 g/l. I kits Hydragel 1-β2 sono utilizzati sul sistema Hydrasysβ Sebia semiautomatico con densitometro/scanner a piano fisso e programma di gestione Phoresis su computer dedicato.
Gestione dei campioni
Per l’analisi sono raccomandati campioni freschi. I sieri devono essere prelevati seguendo le procedure convenzionali per i test clinici di laboratorio. I sieri vanno refrigerati (2-8 °C) e si possono conservare fino ad una settimana. Se necessitano periodi di conservazione più lunghi mantenere i campioni congelati (fino ad un mese).
Campioni da evitare
- Non utilizzare campioni di siero emolizzati
- L'emolisi causa un aumento delle zone alfa-2 e beta
- Evitare campioni di plasma
- Evitare campioni vecchi o mal conservati o francamente lipemici
Variazioni relative ad erroneo campionamento
Si possono verificare falsi aumenti di globuline per migrazione di plasma, anziché di siero: il fibrinogeno (presente nel plasma anche in concentrazioni pari a 500-600 mg/dl) migra tutto in zona 2 causando un aumento.
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