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Parti essenziali di Diplomatica

Appunti di Diplomatica basato su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Calleri dell’università degli Studi di Milano - Unimi, della Facoltà di Lettere e filosofia, del Corso di laurea in storia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diplomatica docente Prof. M. Calleri

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La diplomatica ha come primo scopo quello di accertare la genuinità del documento attraverso lo

studio delle forme (caratteristiche intrinseche ed estrinseche) e ripercorrere di ognuno tutte le fasi

della sua elaborazione.

La diplomatica studia il documento in se stesso, nelle sue forma ancora più che nel suo contenuto,

ed è tenuta quindi a sottolinearne ogni aspetto.

Sono documenti le testimonianze scritte, redatte secondo una forma determinata su fatti di matura

giuridica; il documento è una testimonianza scritta di un fatto di natura giuridica, compilata

coll’osservanza di certe determinate forme, le quali sono destinate a procurarle fede e darle prova

di forza.

Analizzando questa frase abbiamo tre elementi principali ove:

- Attestazione scritta, che rappresenta la natura del contenuto.

- Forma della redazione, che deve rispondere a norme ben precise ma variabili come tempo,

luogo, persone, tali da conferire al documento la credibilità necessaria.

- Natura del contenuto.

La diplomatica è la scienza che ha per oggetto lo studio critico del documento al fine di

determinarne il valore come testimonianza storica; la parola documento deriva dal greco, che

significa rende doppio, in quanto nell’antichità originariamente i documenti erano scritti su due

tavolette unite tra loro a cerniera (dittici).

La diplomatica deve tendere a ricostruire il processo di formazione del documento, quindi deve

riconoscere i vari tempi e i modi della documentazione. Presupposto di tale indirizzo metodico e la

differenziazione fra:

- Azione giuridica, , quando il fatto produce effetti giuridici in cui si compendia il momento

dell’azione giuridica.

- Documentazione, e il ricordo scritto di esso, cioè la stesura dello scritto destinato a

tramandarne la memoria.

Nella realtà il distacco non è sempre così netto quindi abbiamo un ulteriore differenziazione:

- Documento probatorio, rappresenta nient’altro che la prova di un rapporto giuridico già nato

e perfetto, indipendentemente dalla scrittura.

- Documento dispositivo, strettamente legato all’esistenza stessa dell’atto giuridico.

Questa ricostruzione dei vari stadi della documentazione comporta nuovamente ad un’altra

scissione:

- Diplomatica generale, alla quale si rapportano le nozioni riferibili a tutti i documenti, a

prescindere dalla loro origine e dalla loro natura.

- Diplomatica speciale, che raggruppa i documenti in serie distinte secondo criteri sia storici

che giuridici.

In base ad una distinzione formale ed geneteica del documento avremo:

- Documenti pubblici, quelli che essendo rilasciati da una cancelleria, presentano le forme

solenni tipiche del documento cancelleresco.

- Documenti privati, quelli redatti fuori cancelleria e privi di ogni carattere specifico di

solennità.

- Documenti semipubblici, quelli emanati da autorità minori, tipo vescovi, che non

disponendo di un proprio ufficio per la redazione e spedizione del documento, ricorrevano

all’opera degli scrittori di carte private, con una solennità ridotta.

Perché il documento sia posto in essere, è indispensabile il concorso di almeno tre persone:

- Autore, colui che compie l’azione giuridica (il sovrano nella concessione di un beneficio,

l’alienante in un atto di vendità o di donazione, il testatore di un testamento) che risulta

essere l’autore del documento, in quanto fatto da lui o per suo ordine o in nome suo.

- Destinatario, è colui verso il quale l’azione giuridica e diretta, ( il beneficiario di una terra,

l’acquirente in atto di vendita, l’erede di un testamento). Non è concepibile un documento

senza destinatario.

- Scrittore, colui che o per libera professione o per pubblico ufficio provvede alla stesura del

documento su richiesta delle parti o di una di esse.

Il documento pubblico nasce dalla cancelleria che è l’ufficio in cui si svolgono tutte le pratiche

inerenti all’emanazione dei documenti di pubbliche autorità. Il fondamento dell’autenticità del

documento pubblico risiede appunto nella sua emanazione da parte della cancelleria strumento e

simbolo dela volontà assoluta dell’autorità da cui dipende, in quanto esercita totalmente ed

esclusivamente ogni facoltà di documentazione e certificazione propria di quella autorità.

Nell’emanazione del documento pubblico abbiamo due casi, la prima l’autorità comandava al capo

della cancelleria di redigere il documento, a meno che non si trattasse di atti che rientrevano nella

normale routine burocratica, per i quali la cancelleria poteva provvedere senza emanare il relativo

documento.

Nel secondo caso chi attendeva il beneficio produceva una petizione o supplica che veniva poi

presentata in udienza all’autirità per l’accoglimento o meno dell’istanza. Spesso il dettato del

documento conserva un ricordo esplicito della petitio con espressioni come “significasti nobis

quod”.

Come la petitio, anche l’intercessio indica un intervento propiziatorio di persone vicine all’autorità

alla quale la domanda era diretta, che potevano o presentare di persona la domanda del petitore

raccomandandone l’accoglimento o agire successivamente da intermediari interponendo i loro

buoni uffici per un felice esito della richiesta.

Anche di questa fase si ha per lo più ricordo diretto nel dettato del documento attraverso formule

come “per interventum” “per intercessione” e simili.

Nei secoli dell’alto medioevo la figura giuridica degli intervenientes è quella di persone che

potendo ricevere un danno dalla concessione fatta dagli altri, garantivano con la loro presenza la

validità incontrastata dell’atto. Ben presto tali atti si moltiplicarono sfruttando la debolezza del

potere dell’autore fino a trasformarsi in un vero e proprio consenso dei maggiorenti. Gli

intervenientes divennero cosi consentientes finche tra il X secolo e il XII secolo si ebbe una nuova

evoluzione, la quale porto gli ultimi al rango di semplici testimoni la cui presenza non contribuiva

più alla validità del documento che, in quanto pubblico, fondava la sua autenticità su fatto di essere

emanato dalla cancelleria.

Il passaggio dalla fase dell’azione giuridica a quella della documentazione è dato dal momento

della iussio, ossia l’ordine impartito dall’autorità alla cancelleria di redigere il documento.

Lo stadio successivo è quello della redazione del documento; un funzionario della categoria dei

dictatores, raccolti e vagliati i precedenti atti preparatorii provvedeva a stilare il documento in forma

minuta.

La minuta, riveduta e corretta a volte, veniva quindi riportata in bella copia “ in grossam litteram”

da uno scrittore che nelle grandi cancellerie prendeva il nome di grossatores.

Come la minuta doveva tenere conto delle caratteristiche interne del particolare tipo di documento,

così la bella copia doveva conformarsi a particolari caratteristiche esterne: il rispetto delle une e

delle altre offriva garanzia per la genuinità del documento.

Un atto da cui non si poteva in alcun modo prescindere era invece quello della roboratio, ossia

della convalida del documento eseguita con sistemi diversi nelle varie cancellerie, i più frequenti

sono: l’intervento dell’autore che sottoscrive il documento o vi appone un segno particolare; la

recognitio cancellleresca, ossia l’attestazione che viene rilasciata dal più alto funzionario della

cancelleria o da un suo delegato cira la perfetta corrispondenza tra volontà sovrana e il

documento.

Particolare importanza si attribuiva all’ufficio dei sigillatores, custodi del più comune e delicato

mezzo di convalida.

Il documento poi veniva passato al computator per il calcolo della tasazione a cui era soggetto il

destinatario. Il momento conclusivo era rappresentato dalla spedizione, alla quale provvedevano di

norma altri ufficiali attraverso corrieri.


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DETTAGLI
Esame: Diplomatica
Corso di laurea: Corso di laurea in storia
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cristoria di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diplomatica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Calleri Marta.

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