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piccole e medie imprese imprese che non superino 250 dipendenti; per noi sono quindi tutte grandi

• imprese, noi in Italia possiamo già aiutare medie imprese;

ricerca e sviluppo es. aiuto impresa privata a sviluppare un nuovo motore;

• ambiente comprende molti ambiti (es. misure anti­inquinamento; sostituzione di macchinari

• rumorosi e inquinanti; ecc.)

istruzione e formazione

• de minimis aiuti al di sotto di 250.000 euro, che possono essere dati senza notifica alla

• Commissione perché non incidono sulla concorrenza notifica

In ogni caso quando ente pubblico stato o regione eroga aiuti, è sempre tenuto a alla Commissione.

Politica doganale

Inquadramento sistemico-normativo

Il mercato interno si compone di due parti fondamentali:

libera concorrenza

• libertà di circolazione delle merci

L’UE è unione doganale, una delle forme più avanzate di integrazione economica tra stati; comporta:

dal punto di vista interno , che tra gli stati che la formano siano abolite le barriere agli scambi, in

- dazio doganale

particolare quella fondamentale del (tassa che viene applicata a merci

importate/esportate). Nell’unione doganale non c’è più concezione di attraversamento di frontiera,

perciò non c’è più dazio.

dal punto di vista esterno , l’unione doganale comporta che tutti i membri rinuncino alla propria politica

- commerciale e si conformino alla politica commerciale comune, competenza esclusiva UE;

tariffa doganale comune

caratteristica di questa politica è fissazione di verso Paesi terzi

Quando il mercato interno subisce una minaccia – o perché impresa di stato terzo applica prezzi bassissimi o

perché i prodotti di un certo stato comprendano il sussidio nel loro prezzo o perché ci sia un aumento

improvviso delle importazioni – l’Unione Europea può adottare misure di salvaguardia.

propria amministrazione, decentramento della funzione

L’unione doganale non dispone di ma opera

esecutiva e amministrativa ai governi nazionali.

Fonti del diritto doganale

Trattati

art 3 TFUE: L’UE istituisce unione doganale e politica commerciale comune, attribuendone

• competenza esclusiva all’Unione

parte III (Politiche): libera circolazione delle merci

• art. 28:

­ dazi aboliti tra stati membri e tariffa doganale comune

art. 31:

­ la tariffa doganale è decisa dal Consiglio su proposta della Commissione (NO atti

legislativi)

art. 33:

­ cooperazione doganale

parte III (Politiche): libertà sicurezza giustizia

• art. 87:

­ cooperazione di polizia

parte V (Azione esterna)

• art. 206:

­ riduzione barriere tariffarie

art. 207:

­ principi uniformi

Accordi internazionali 6

Accordi OMC (organizzazione mondiale commercio)

• ­ GATT, Allegati in materia doganale

Accordi OMD (Organizzazione mondiale delle dogane)

• Accordi bilaterali (biregionali sull’accesso preferenziale ai mercati delle parti (ZLS)

Diritto derivato

‘codice doganale dell’Unione (CDUE)

• disposizioni di applicazione

• sistema di preferenze generalizzate

Regolamento su

Attori

Istituzioni dell’UE

• Commissione:

­ elabora proposte legislative o regolamentari, ne segue l’applicazione e ha poteri

di esecuzione, tramite le sue DG TAXUD e TRADE

Consiglio:

­ adotta i regolamenti TARIC (tariffa doganale comune)

Parlamento e Consiglio:

­ adottano altri regolamenti CDUE e SPG

Autorità doganali, che:

• ­ riscuotono proventi di dazi doganali e prelievi su importazioni agricole

­ assicurano rispetto di norme comunitarie e internazionali in materia di tutela ambientale e salute

e sicurezza dei consumatori

­ garantiscono tutela di specie in via di estinzione

­ individuano merci contraffatte

­ raccolgono dati statistici

­ partecipano a lotta contro traffici vari

Privati:

• ­ importatori e esportatori

rappresentante doganale:

­ rappresentante di imprese di fronte all’autorità doganale

operatore economico autorizzato:

­ impresa con certi requisiti di sicurezza, che svolge in casa

propria le operazioni doganali (es. Ferrero)

­ spedizionieri

­ consulenti nel Trade % Customs Management

La variabile doganale negli scambi commerciali tra UE e Stati terzi

supply chain

impatto della globale:

• ­ le successive fasi di lavorazione di un prodotto (catena) si svolgono in diversi Paesi; bisogna

fermo in dogana,

gestire bene le cose perché il il non disporre di beni perché sono fermi in

dogana ha un prezzo altissimo

­ ogni volta che c’è un attraversamento di frontiera c’è un aumento del prezzo perché la

produzione avviene in paesi diversi con diversi passaggi cross­border

L’America Latina, soprattutto Argentina e Brasile, pur essendo in crescita, si sta chiudendo al mondo

aumentando le restrizioni doganali; questo è stato fatto per difendersi dal concorrente principale, cioè la

Cina; allo stesso tempo però c’è aumento di accordi commerciali, almeno da parte di altri Paesi più

piccoli, con USA, UE, Asia. 7

Pilastri del diritto doganale

Cosa sono i dazi doganali

Oneri finanziari in forma di tributo, imposto su un prodotto in ragione dell’importazione/esportazione.

Ha tre strutture:

ad valorem:

dazio basato su prezzo, es. 15% sui computer il cui valore in dogana è 1000, il dazio è 150

• dazio specifico: basato su peso, volume o quantità es. 200 per ogni 100kg di prodotto

• dazio misto: basato su entrambi

Nell’OMC si lavora per ridurre i dazi, si fanno domande e offerte negoziali, fissando termini standard; in

base a questo, si distingue tra:

dazio vincolato: dazio massimo definito dall’OMC

• dazio applicato: dazio effettivamente messo in pratica da uno Stato

Elementi su cui si calcola il dazio

Classificazione delle merci, secondo Convenzione internazionale 1983, in capitoli, sino a 6 cifre (es.

• voce doganale 4202 comprende bauli e valigie; 420211 bauli e valigie con superficie di cuoio…)

Valore in dogana delle merci: è il valore di transizione, il prezzo da pagare quando le merci vengono

• vendute per l’esportazione; incorpora input produttivi, lavoro, trasporto fino all’esportazione

Origine delle merci: distinta da provenienza; l’origine è il Paese in cui si sono verificate determinate

• condizioni stabilite o a livello di OMC (condizioni standard) o tra Paesi che hanno concluso un accordo

preferenziale; le regole sull’origine sono 3:

­ lavorazione sostanziale tale da cambiargli classificazione

­ valore aggiunto, indica in percentuale il valore massimo di materiali originari non utilizzabili

­ processo specifico di produzione: trasformazione sostanziale con un certo processo

made in significa che il prodotto è fabbricato in un certo posto, almeno al 50%.

ci conviene fare il made in Europe? Su qualcosa sì e su qualcosa no, ma nessuno lo vuole.

Politica commerciale

difesa del mercato interno attraverso controllo su politiche commerciali degli Stati

• accordi dell’UE con entità esterne per stabilire modalità cui devono essere sottoposti i prodotti per

• entrare nel mercato europeo, soprattutto in ambito di OMC

art.3 NTUE

Difesa del mercato interno ostacoli tecnici.

Gli ostacoli ‘visibili’ nel mercato non esistono più; ci sono però gli ostacoli invisibili i c.d.

art. 34­35­36 TFUE:

Ex sono vietate:

restrizioni quantitative all’importazione/all’esportazione:

(e qualitative) nel mercato europeo non

• possiamo stabilire un massimo di importazione per prodotto; possiamo invece imporre limiti vs

l’esterno

qualsiasi misura di effetto equivalente: secondo la CGUE, è una norma imposta unilateralmente al

• momento dell’importazione, che equivale ad un ostacolo doganale. 8

Formula Dassonville (1974), ogni normativa commerciale in atto o in potenza che possa ostacolare

direttamente o indirettamente gli scambi intracomunitari va considerata una misura con effetti equivalenti

a una restrizione.

Sentenza Cassis de Digion : in Francia c’è una normativa in base a cui oltre i 20° alcolici si può parlare di

liquore, in Germania però è oltre i 30; i Tedeschi importano quantità di liquore, ma per loro non è tale, quindi

viene bloccato alla dogana; la normativa tedesca è un ostacolo tecnico? L’importatore tedesco fa ricorso al

nessun prodotto

giudice tedesco, che fa rinvio pregiudiziale alla Corte, che emana la suddetta sentenza:

fabbricato in paese europeo può essere bloccato, a meno che urti conto morale pubblica, ordine pubblico,

art. 36.

pubblica sicurezza, tutela della salute ecc., ex

Come ‘correttivo’ in Europa abbiamo inventato varie sigle come DOGC (denominazione di origine

geografica controllata), DOGP (protetta), DOP (denominazione di origine protetta).

Ad es. nessuno può chiamare un vino Barolo o Nebbiolo che non abbia vitigni lì.

Deroga Kech: certi comportamenti che uno Stato adotta non sono considerabili necessariamente ostacoli

quantitativi, es. modalità di vendita del prodotto.

Ci sono esempi di deroghe Kech, come sulla definizione delle merci (es. cioccolato) o sul blocco dei prezzi o

sulla pubblicità: in alcuni Paesi è consentita la pubblicità di prodotti che fanno male, è da poco stata

introdotta la pubblicità comparata (con scarso successo), ma è vietata la pubblicità denigratoria.

direttive di armonizzazione.

Lo Stato deve fare attenzione alle Es. su spinta di Olandesi la Commissione

presenta una direttiva sul confezionamento dei formaggi, in cui viene inserita regola di lavorazione su tavole

d’acciaio e in doppia camera di produzione; noi l’abbiamo approvata senza renderci conto che noi abbiamo

una lavorazione artigianale e questo metodo non andava bene; comunque siamo riusciti ad ottenere una

deroga Kech.

Art. 36 (fotocopia) è molto importante: le disposizioni ex art. 34­25 su divieto restrizioni quantitative tra gli

Stati lasciano impregiudicati divieti giustificati da ordine pubblico, morale pubblica, pubblica sicurezza,

tutela della salute, motivi ambientali, protezione del patrimonio artistico storico archeologico ecc.

Questo vuol dire che di fatto vale sempre il Cassis de Digion, ma c’è un’importante eccezione, ancora più

grande di quella della deroga Kech.

Es. in Italia non possono essere importati alcuni prodotti, come la birra alla cannabis, dei medicinali che non

hanno superato determinati controlli, dei prodotti che contengono certi additivi (per ovviare a questo è nato il

codex alimentarius della FAO, che stabilisce quali sostanze siano nocive alla salute); non possono essere

esportati quadri o altri pezzi artistici che facciano parte del nostro patrimonio, di cui esiste un elenco.

Art. 37: divieto di monopoli degli Stati, salvo in via eccezionale.

Art. 110: nessuno Stato membro applica ai prodotti degli altri alcuna imposizione interna diversa da quella

applicata ai propri.

Modalità di entrata dei prodotti nel mercato europeo

L’Italia fa parte dell’OMC/WTO (World Trade Organisation), con sede a Ginevra, esterna all’ONU, che ha

compito di eliminare ostacoli al libero commercio a livello mondiale (come UE ma a livello più ampio); ne

fanno parte tutti i grandi Stati del mondo. eliminare i dazi.

Ha scelto la via del liberismo. Il suo compito più importante è di La regola fondamentale

clausola della nazione favorita:

della WTO è la quando si sono aperte le negoziazioni ci si è trovati di

fronte a dazi molto discontinui, perciò ci si chiese come ridurli; la regola adottata è stata che quando uno

Stato concede a un altro una riduzione, tutti gli altri Stati hanno diritto alla medesima riduzione da accordo

bilaterale a accordo esteso a tutti.

L’UE è membro della OMC questo evidenzia la personalit à giuridica dell’Unione europea.

Anche l’Italia ne è membro. 9

Ciascuno si occupa dei propri interessi per quanto riguarda le proprie competenze:

­ UE si occupa di politica doganale e commerciale

­ Italia si occupa di marchi e brevetti, servizi ecc.

rappresentata dalla Commissione,

L’UE alla OMC è che invia un suo rappresentante; la decisioni però

Consiglio,

sono prese dal vengono comunicate al rappresentante a Ginevra, vengono discusse tra lui e tutti

gli ambasciatori che si trovano là.

unione doganale

L’Europa è o zona di libero scambio?

Zona libero scambio: abolizione dazi interni, ma proprie tariffe esterne

• Unione doganale: abolizione dazi interni e unica barriera tariffaria

C’è pericolo della triangolazione (aggirare tariffa esterna facendo entrare un prodotto in un paese della zona

a libero scambio con dazio più basso che poi circoli liberamente)? In Europa no perché c’è unione doganale e

i dazi esterni sono tutti uguali.

La trattativa è di stabilire dei margini minimi cui gli Stati si devono attenere. Ma questo pone problemi per i

paesi in via di sviluppo, che sicuramente non possono andare ad occuparsi di tutela del consumatore o di

attenzione all’ambiente questo evidenzia difficolt à del commercio internazionale.

Cosa succede quando sorge un contenzioso tra UE e Stato terzo?

appel body,

L’OMC ha creato un arbitrato interno, detto in cui 7 giudici decidono chi ha ragione e torto. In

giudizio si presenta l’Unione europea e non il singolo stato. Il loro giudizio è appellabile una volta e poi

definitivo. Es. di contenzioso tra USA e UE su carne agli ormoni.

Problematiche sono spesso legate al dumping, comportamento che altera regole di concorrenza.

dumping dei prezzi,

Primo tipo di dumping è il che consiste nel vendere sottocosto; l’UE adotta misure anti­

dumping contro l’impresa di un Paese terzo; l’impresa ha due vie:

­ ricorrere al Tribunale europeo

­ chiedere aiuto al proprio governo

dumping valutario.

Secondo tipo di dumping è il dumping sociale,

Terzo tipo di dumping è il che per molti non esiste: consiste nel non applicare alle

condizioni di lavoro gli standard minimi internazionali, secondo le 8 convenzioni internazionali in materie,

che stabiliscono valori comuni: divieto di lavoro minorile under 12, libertà sindacale, divieto di sfruttamento

lavoro dei carcerati. L’UE anche qui adotta misure anti­dumping.

Perciò l’UE in OMC negozia le condizioni a cui i prodotti possono entrare in Europa: L’UE impone

marchio di conformità agli standard europei

l’imposizione del (vd. marchio CE).

Altrimenti si ha responsabilità del produttore e anche del venditore se avrebbe potuto accorgersene (es. se

confezione era aperta).

certificazione finale del prodotto.

Inoltre l’UE impone

L’UE può stringere accordi internazionali tramite la propria rappresentanza, e validi per tutti gli SM, solo

nelle materie di sua competenza esclusiva:

­ materia doganale

­ materia commerciale

­ materia di concorrenza.. accordi misti,

Invece nelle materie di competenza concorrente si hanno gli negoziati in parte dall’Unione, in

parte dai singoli SM (es. trattato internazionale sulla lotta alla droga).

Come si conclude un accordo internazionale?

Art. 218 TFUE Commissione.

Sono negoziati dalla 10

Gli accordi si distinguono per la presenza o meno del PE, che ora è del tutto assente, ora formula parere; deve

dare parere in:

accordi di associazione: che precedono adesione di uno Stato, con cui si inizia adeguamento all’acquis

• communautaire, al diritto europeo

accordi con ripercussioni finanziarie notevoli

• ecc.

• accordi di cooperazione allo sviluppo (ex art. 208­209), per aiutare i PVS: si stipulano accordi con

• questi Paesi per favorirne l’esportazione

Cosa succede ai Trattati conclusi da uno Stato prima dell’ingresso in UE?

Dipende se sia compatibile o no.

Proprietà industriale

(slides)

Brevetti

Il PCT allunga il periodo in cui posso depositare i brevetti all’estero da 12 mesi a 35 mesi dalla data di

deposito nel proprio paese.

Marchi

Segno può essere foto, immagine, brani musicali, profumi, certe forme di prodotti; in sostanza tutto quello

che permette di associare un prodotto/servizio a una determinata fonte produttiva, cioè un’impresa.

Ci sono anche segni distintivi dell’impresa (FIAT s.p.a.), diverso dal segno distintivo del prodotto (Panda);

talvolta le due cose sono riunite nel marchio generale (Barilla indica sia la società sia il complesso dei

prodotti).

Il marchio serve:

al consumatore, per individuare velocemente la fonte produttiva

- alla società produttrice, per aumentare i guadagni.

-

L’UE ha da tempo emanato una Direttiva Marchi; in caso di conflitto, per i marchi nazionali il giudice di

ultima istanza è la Corte di Giustizia nel rinvio giurisprudenziale fatto dal giudice nazionale, mentre per i

marchi comunitari c’è una procedura diversa: il primo requisito di conflitto è la somiglianza tra i segni, il

secondo è l’affinità tra i prodotti/servizi offerti, il terzo è che il consumatore sia il cittadino medio europeo;

verificate queste condizione, la Corte blocca il marchio per la seconda impresa che l’ha presentato.

MA, all’UAMI (Ufficio Armonizzazione Mercato Interno), organo europeo, di Alicante non è competente a

rifiutare il rilascio del marchio per difetto di novità. L’opposizione va fatta entro tre mesi dalla pubblicazione

del marchio posteriore; presento l’opposizione ad Alicante, il cui ufficio notifica all’altra parte. Ci sono poi 2

mesi di cooling off period, in cui le procedure si congelano; dopodiché inizia la fase contenziosa, nei primi

due mesi della quale chi ha presentato opposizione deve depositare la memoria con tutta la solfa, al che

l’altra parte ha due mesi per obiettare, e dire che non è vero non è giusto non c’è tempo e non c’è spazio e

mai nessuno capirà. Il giudice di Alicante si deve pronunciare sulla divisione di posizioni e emana una

decisione; il soccombente può andare all’appello davanti all’UAMI (divisione di appello, board of appeal),

dopodiché si può fare ricorso al Tribunale di Giustizia. Si hanno 15 minuti a testa. Boh qua mi son persa. 11

Design

Il design tutela l’appearence del prodotto, non elementi funzionali/tecnici.

Licenze di tecnologia

Strumenti con cui si insegna come produrre qualcosa; è molto delicato, perché si rischia di tirar su un

concorrente che magari prende il sopravvento. D’altra parte sono contratti utili per la collettività, perché

alimenta la circolazione delle tecnologie, cosicché il pubblico può scegliere tra più fonti produttrici.

Il segreto aziendale è meno tutelato del brevetto, perché se un terzo arriva alle stesse informazioni che un

altro usa in regime di segreto, può usarle, perché c’è arrivato da solo; invece, se uno arriva da solo

all’invenzione brevettata, comunque non posso usarle. I brevetti hanno tutela piena assoluta, i segreti una

tutela relativa. Il segreto per essere tale dev’essere difendibile; se io metto in commercio un prodotto e il

segreto risulta evidente, non posso difenderlo, perché tutti lo possono vedere.

In UE c’è un Regolamento per questi contratti, che dice quali clausole sono varie e quali nulle nei contratti di

licenza di tecnologie.

Libera circolazione dei servizi

libera circolazione dei servizi

La presuppone la libera circolazione e la libertà di spostamento.

La materia della libera circolazione dei servizi riguarda un ambito fondamentale; il settore dei servizi si

calcola valga circa il 70% dell’economia europea. art. 57 TFUE:

Il trattato non contiene una definizione di cosa sia un servizio; sono considerati servizi le

prestazioni fornite normalmente dietro retribuzione in quanto non siano regolate da disposizioni relative alla

libera circolazione delle merci, dei capitali e delle persone (finisci di leggere).

Parliamo di attività economiche prestate da soggetti autonomi (coloro che prestano attività lavorativa non alle

dipendenze di un terzo).

Il settore dei servizi è costantemente in evoluzione, per via di ostacoli politici: assicurazioni e settore

bancario non sono ancora liberalizzate, perché gli Stati sono restii a concedere la liberalizzazione. Nel 2006

viene emanata la direttiva servizi (impropriamente detta Bolkestein) boh

La libera circolazione dei servizi si distingue in due pilastri, normativamente molto diverse:

libera prestazione di servizi: attività sostanzialmente svolte sulla base della legislazione del paese di

• origine del prestatore; se io italiana vado in Francia a lavorare, la Francia non può chiedermi di farmi

rispettare tutte le norme francesi;

libertà di stabilimento: se io stabilisco un legame di lunga durata con il paese dove vado a prestare il

• mio lavoro, allora devo attenermi alla normativa di quel paese.

Qual è il criterio che la Corte ha usato per distinguere le due categorie? Principalmente è il tempo:

­ la libera prestazione dei servizi prevede attività di breve durata

­ la libertà di stabilimento prevede il legame di lunga durata.

Messa così sembra una distinzione palese, ma in realtà ci sono molto casi nella “zona grigia”, vedi caso

Ebard, (avvocato tedesco che ha uno studio a Milano in maniera irregolare ma frequente viene in Italia per

delle consulenze per qualche giorno ogni 3/4 settimane: c’è regolarità, ma non stabilimento, quindi la Corte

ha avuto difficoltà nel discernere; ha scelto, in maniera controversa, la libera prestazione dei servizi).

A beneficiare delle norme in materia di libera circolazione dei servizi sono: 12

lavoratori autonomi

• persone giuridiche che rispondano al:

• criterio formale: costruite a norma di legge di uno degli Stati membri

o criterio sostanziale: devono avere sede sociale o il centro di attività principale all’interno dell’UE.

o

Questa norma ha un carattere protezionistico esplicito, perché esclude tutte le società non europee; questo è

stato volutamente fatto per proteggere l’impresa europea. Uno straniero, per dire, se vuole beneficiare di

queste norme deve costituire una nuova società in Europa.

Libertà di stabilimento

stabilimento

Lo è un’ipotesi nella quale un prestatore di servizi prende e si stabilisce in un altro stato

membro; può essere:

primario: si ha la costituzione di una nuova impresa nel paese in cui ci si stabilisce oppure si

• acquisisce il pacchetto di controllo di una società che esiste già il punto è che si stabilisce là il centro

della propria attività;

secondario: il centro primario rimane nel paese da cui provengo, nello stato in cui mi stabilisco apro

• una succursale; l’importante è che presti l’attività in maniera più o meno autonoma.

Non esistono limita alla possibilità di stabilirsi dove meglio si crede e di svolgere poi l’attività della società

nel paese di provenienza, come quei danesi che sono andati a costituire società in Inghilterra ma la gestivano

in Danimarca.

Obbligo del trattamento nazionale: le norme in materia di libertà di stabilimento, come tutte le norme di

mercato interno, impongono come minimo il divieto per gli Stati di prevedere un trattamento meno

favorevole per gli operatori provenienti da altri Stati membri rispetto a quelli aventi la cittadinanza di quello

Stato. Quest’obbligo riguarda tutta una serie di attività, non solo le norme che disciplinano lo stabilimento;

man mano che è andata avanti l’integrazione europea, la Corte ha stabilito di fare un passo in più, vietando

anche le discriminazioni dissimulate, c.d. indirette: si tratta di misure indistintamente applicabili, cioè

apparentemente applicabili sia a operatori nazionali sia a operatori che vengono da altri stati membri, ma che

di fatto hanno un effetto discriminatorio. Esempi:

caso dell’UK: per la concessione della licenza di pesca, il peschereccio deve avere un equipaggio al

• 75% residente in Gran Bretagna; non si scrive di nazionalità britannica, sarebbe palese, ma scrivendo

residente di fatto facilitano moltissimo i pescherecci britannici, e questo la Corte lo rileva;

legislazioni che prevedevano il diritto a rimborsi fiscali solo per le società che abbiano la residenza

• fiscale nello Stato nazionale; di fatto la norma favorisce le società di quello Stato, e la Corte lo rileva

caso Francia: la legislazione prevedeva la possibilità di immatricolare imbarcazioni da riporto solo

• per soggetti residenti in Francia, dichiarata illegittima perché c’era un imprenditore che voleva creare

una società per viaggi turistici di breve durata intorno a Marsiglia;

Ultimamente, la Corte ha fatto un ulteriore passo in avanti, anche se timidamente: sono vietate anche le

misure che, pur non essendo discriminatorie, hanno l’effetto di rendere più difficoltoso l’accesso al mercato.

Si tratta di misure di restrizione del mercato che pur non essendo discriminatorie, hanno questo effetto:

caso del 2009 Austria: mi sono persa l’esempio, cmq il succo è che non c’era discriminazione, ma la

• Corte ha rilevato una difficoltà indebita.

Libera prestazione dei servizi

carattere temporale,

Si tratta di attività avente prestata per periodo breve. Gli obblighi discendenti dallo

stabilimento si applicano solo alle attività economiche, ma questa definizione è tutto fuorché chiara. 13

Caso Humbel, sul sistema educativo tedesco: l’attività prestata da una scuola pubblica come si definisce? La

Corte ha detto che non è un servizio, perché non è prestato dietro retribuzione: i beneficiari non pagano

direttamente la scuola, essa è finanziata attraverso le tasse, quindi quest’attività non rientra nei servizi e non

si applicano le norme. Nelle scuole private c’è una parte versata dai privati, ma anche una, piuttosto

cospicua, di finanziamenti pubblici; bisogna vedere caso per caso, comunque la Corte tende ad ampliare la

categoria dei servizi, per cui di solito la considera attività economica.

trans­frontaliera?

Quando si ha un’attività Il carattere trans­frontaliero si ha:

quando si ha lo spostamento del prestatore del servizio.

• quando, fermo il prestatore, si muove il destinatario del servizio (es turismo).

• quando, fermo il prestatore, fermo il beneficiario, si muove il servizio (es servizi su internet).

• quando si muovono tutti e tre (es guida turistica che parte dal suo paese con l’autobus carico di clienti)

Obbligo del trattamento nazionale (caso Habard: in Svezia il cittadino non svedese che voglia proporre una

causa civile, deve prestare una cauzione nell’evenienza che soccomba per evitare che fugga senza pagare le

spese processuali; dichiarata contraria alle norme sulla libera prestazione di servizi).

In secondo luogo, c’è il divieto di misure indirettamente discriminatorie.

Obbligo di iscriversi ad un albo: se io vado a prestare un’attività che richiede l’iscrizione nel mio stato e in

un altro stato membro, la cosa si fa gravosa; solitamente la Corte ritiene giustificata la richiesta di iscrizione

solo se nel paese del prestatore non sia già stata ottenuta l’iscrizione, per evitare il doppio onere.

misure discriminatorie,

Tuttavia, è previsto che gli Stati possano adottare sempre che ci siano dei giusti

52 TFUE:

motivi che ne giustifichino l’adozione, elencati tassativamente all’art.

tutela dell’ordine pubblico (caso Omega: attività di simulazione di guerra con laser, accusata di

• violare il principio di dignità umana, importante nella costituzione tedesca; la Corte ha

sostanzialmente dato ragione alla Germania, perché si accetta che su certi principi l’opinione in

europa sia eterogenea, quindi la Germania ha diritto di vietare tale attività);

tutela della sicurezza pubblica

• tutela della sanità pubblica .

Se invece la misura è indistintamente applicabile, ma ha l’effetto di restringere o di rendere più difficoltosa

l’entrata nel mercato, questa può essere giustificata da motivi imperativi di interesse generale.

Questa elaborazione è di tipo giurisprudenziale, quindi non c’è un elenco preciso di questi interessi generali;

si affronta la questione con un approccio casistico. Solitamente il ragionamento è:

c’è una limitazione?

• se sì, c’è una giustificazione sulla base di interessi generali?

Ci sono stati dei casi che riguardavano il fenomeno del distacco dei lavoratori, che consiste nel fatto che

un’impresa vada all’estero in Europa per un lavoro e porti con sé la forza lavoro; il problema è capire quale

legislazione che si applica a questi lavoratori.

Caso Rush­portugesa che va in Francia, la quale scopre che alcuni operai erano extra comunitari in regola

con la legislazione portoghese ma non con quella francese; la Corte dice che se si consente la doppia

imposizione, si mettono le imprese degli altri stati membri in posizione di sfavore rispetto alle imprese

francesi, perché rispettare due normative sull’immigrazione è un costo, così come assumere altri lavoratori.

La decisione della Francia può essere legittima solo se ha come scopo ad esempio la tutela dei diritti dei

lavoratori, dell’ambiente e altre robe del genere, altrimenti no. Per disciplinare questa situazione è stata

applicata la Direttiva 71 del ’76, che però a sua volta ha dato numerosi problemi di interpretazione.

Alla fine, siccome c’era di mezzo la tutela dei lavoratori, la Corte dà ragione alla Francia; il punto è che non

basta che ci sia questo interesse: bisogna che le misure adottate siano proporzionate e necessarie. Esempio,

settore del gioco d’azzardo: il gioco online era tassato di più, perché secondo lo Stato questa è una forma di

disincentivo, dal momento che l’attività online è meno facile da controllare e si tenta in questo modo di

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Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher camsca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Porro Giuseppe.

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