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cultura

• turismo

• istruzione e formazione professionale, gioventù e sport

• protezione civile

• competenza extracategoria,

Infine si ha la che prescrive di realizzare una cooperazione intergovernativa:

politiche economiche

• occupazione

• politiche sociali

• politica estera

Il compito di legiferare spetta quindi più ai singoli Stati; l’UE interviene solo quando è indispensabile al fine

di raggiungere degli obiettivi comuni.

Se Stato e Unione Europea si scontrano sulle competenze, ci si rivolge alla Corte di Giustizia.

Principio di proporzionalità: secondo il principio di proporzionalità deve scegliere lo strumento giuridico

che per contenuto e forma lasci più libertà di azione agli Stati, agli enti locali, alle imprese, ai privati,

impedendosi di andare al di là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi perseguiti

bisogna garantire le differenze, la libera concorrenza, liberalizzare il mercato.

Su argomenti discutibili (es. negozi aperti domenica) la Corte deve ponderare vantaggi e svantaggi

economici e sociali oltreché la mera competenza, per garantire una proporzione tra gli uni e gli altri.

protocollo

Il (allegato al trattato) su principio di sussidiarietà e proporzionalità stabilisce il rapporto tra

azione europea e azione nazionale e vuole evitare che, emanata una legge europea, si generi un contenzioso

perché uno Stato membro non vuole ratificarla; secondo il protocollo, gli organi legislativi europei informano

i parlamenti nazionali dei progetti legislativi chiedendo loro se secondo loro quella materia rientra nella

competenza dell’Unione; ogni parlamento nazionale dispone di due voti (in Italia uno spetta al Senato, uno

alla Camera).

Quando 1/3 dei parlamenti nazionali esprime parere negativo, la Commissione (da cui prende avvio l’iter

legislativo) – se vuole – va avanti lo stesso, ma sa che andrà incontro a un contenzioso.

L’Unione Europea è un’organizzazione internazionale; in tutti gli statuti delle organizzazioni compare il

poteri impliciti,

principio dei cioè materie che non sono inserite nel trattato ma che diventano essenziali per

il funzionamento dell’Unione.

Cooperazione rafforzata

Nel sistema dell’UE si cerca di evitare il sistema dell’unanimità, quasi impossibile da raggiungere; ormai può

contare solo se un Paese si oppone irrimediabilmente per motivi di sicurezza nazionale. L’unanimità viene

superata da una tecnica detta opting out, la formula che uno Stato può usare per lasciare che gli altri facciano

come vogliono, ma scegliendo di non adottare quella misura (vd. Gran Bretagna con l’euro).

Tuttavia si cerca sempre di arrivare al consensus, di trovare una piattaforma comune; se poi proprio non lo si

raggiunge scatta quanto abbiamo detto prima. 9

La cooperazione rafforzata è disciplinata da art. 20 TUE: c’è possibilità di ricorrere a un sistema che

consente a un gruppo di Stati di proporre normative comuni avanzate perché vadano avanti più speditamente,

rischiando però di creare un eccessivo distacco

Istituzioni dell’Unione Europea

Parlamento europeo

L’idea di assemblea degli Stati nasce già nel 1957 col Trattato di Roma, come assemblea dei sei stati

fondatori, ma si tratta di un’assemblea di seconda delega perché sono i parlamenti nazionali a designare i

rappresentanti, non i cittadini a votarli; fino al 1979 non si avrà suffragio diretto.

Subito si pose il problema della rappresentanza: quanti rappresentanti per Stato e ripartiti in che modo?

Il Trattato di Lisbona ha stabilito:

750 parlamentari

• assemblea monocamerale

• 96 rappresentanti per la Germania, 74 per Francia, 73 per Italia e Inghilterra…6 per Malta

• elezioni dirette secondo sistema proporzionale e rispettando incompatibilità tra parlamenti europeo e

• nazionale (a partire dal 2004)

La rappresentanza proporzionale è imperfetta, perché numero minimo per Paese è di 6; perciò lo Stato più

popolato, la Germania, anziché 160 ha solo 96 deputati; tuttavia questo non è un organo pienamente

democratico perché ogni cittadino ha diritto alla sua rappresentanza, quindi gli atti del Parlamento europeo

potrebbero essere impugnati.

Il Parlamento ha due funzioni:

approvazione di disegni di legge proposti dalla Commissione

• proposizione di disegni di legge alla Commissione; se la Commissione rigetta la proposta legislativa,

• il Parlamento ha diritto di conoscerne le ragioni; se non lo fa il Parlamento può fare ricorso in

carenza e rivolgersi alla Corte di Giustizia

Il Parlamento ha un suo regolamento interno e i suoi lavori si organizzano secondo:

legislature quinquennali

• sessioni annuali

• tornate mensili

• sedute quotidiane

• Presidente,

Il Parlamento ha un che può orientare il Parlamento ed è assistito da vicepresidenti e questioni.

Ogni parlamentare può parlare solo se è viene data la parola dal Presidente e ha 5 minuti per il suo

intervento. retribuzione

Si è posto anche il problema della dei parlamentari (circa 10.000 all’anno).

parlamentare,

È presente l’istituto dell’immunità largamente riconosciuta e che si estende su tutto il

territorio dell’UE ma che può essere ritirata dal Parlamento nei confronti di un singolo parlamentare.

sistema di voto

Il è regolato dal regolamento:

alzata di mano in procedura ordinaria

• appello nominale in nomine della commissione

• scrutinio segreto in casi particolari o su richiesta

• votazione elettronica in molti casi

numero legale

Il è stabilito a 1/3 dei parlamentari, nelle commissioni addirittura ¼.

I poteri del Parlamento: 10

50% del potere legislativo

• veto sulle leggi

• designazione del Presidente della Commissione europea (organo esecutivo) su proposta del Consiglio

• europeo e tenuto conto delle elezioni del Parlamento, una volta sentito il suo programma

controllo della Commissione,

dei lavori che può essere sfiduciata a maggioranza assoluta

• approvazione del bilancio dell’UE

Iter di bilancio (vd. fotocopia): composizione del bilancio:

76% dal reddito nazionale lordo di ciascuno stato

• 12% dazi doganali (tasse che vengono fatte pagare a chi importa da un Paese terzo, percepite dalle

• autorità doganali nazionali e girate totalmente al bilancio UE)

11% dal pagamento dell’IVA

Senza l’approvazione del Parlamento, si prende il bilancio dell’anno prima, si divide per 12, e ogni mese

ogni Stato può spendere solo 1/12.

Il settore dove l’Europa spende di più è l’agricoltura; ma c’è una grande contesa tra Commissione e

Parlamento per i fondi europei, perché uno dei due vorrebbe attuare una politica keynesiana di spesa pubblica

per rimettere in moto l’economia e il Parlamento vuole sempre più soldi per i fondi. I fondi europei sono:

Fondo Sociale Europeo (FSE), che si occupa di occupazione e lavoro

• Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), che sostiene lo sviluppo industriale dei servizi nei

• Paesi dove sono meno sviluppati

Fondo Europeo di Orientamento e Garanzia Agricola (FEOGA)

Nel 1957 l’Europa dipendeva dall’Est per i prodotti alimentari e l’urbanizzazione era molto forte; perciò l’UE

Politica Agricola Comunitaria

vara una (PAC), che determina ancora quanto spendiamo in agricoltura e

consiste in un grande investimento nella ricerca dell’autosufficienza alimentare; prevedeva un sistema

decisamente protezionistico, criticato dagli Americani:

si stabilisce un prezzo indicativo (prezzo medio stimato per l’anno) di un prodotto

• se l’agricoltore non riesce a vendere, l’Europa compra quel prodotto a un prezzo di intervento (questo

• incentiva la produzione agricola perché l’agricoltore è più invogliato a produrre per avere la garanzia

di stabilità data dal pagamento dell’unione)

Negli anni ’70­’80 si raggiunge e si supera anche l’autosufficienza alimentare; bisogna trovare un rimedio

alla sovrapproduzione, quindi modificare la PAC; oggi non viene più garantito un premio con il prezzo di

intervento all’agricoltore solo per il fatto che produce, ma viene dato un premio a chi produce prodotti

maggiormente competitivi.

Art. 225: a maggioranza dei membri che la compongono il Parlamento può chiedere alla Commissione di

presentare determinate proposte di legge; se non lo fa, il Parlamento può fare ricorso.

controllo politico e consultivo

La funzione di si esplicita in varie cose.

Il Consiglio europeo propone un nome per il Presidente della Commissione e poi per i commissari, tenendo

conto delle elezioni; precede l’audizione al Parlamento (due candidati sono stati bocciati come Buttiglione

perché troppo severo sugli omosessuali).

Il Parlamento può censurare la commissione.

¼ dei membri può iniziare delle commissioni d’inchiesta.

Il Parlamento accoglie le petizioni dei cittadini.

interrogazioni

Il Parlamento può rivolgere alla Commissione (vd. fotocopia).

interna:

Art. 14 sull’organizzazione il Parlamento elegge presidente e ufficio di presidenza. 11

accordi internazionali

L’Europa può stringere vari tipi di es. accordi di associazione con Paesi con cui si

vogliono facilitare i rapporti (es. Ucraina), e così anche gli Stati membri; a volte alcuni accordi sono fatti sia

dello Stato, sia dall’UE. Gli accordi internazionali stretti dall’UE devono essere ratificati, a meno che non

siano irrilevanti dal punto di vista finanziario.

partiti

Secondo l’Unione Europea, i devono essere presenti nell’UE perché essenza della democrazia. Perciò

si formano delle alleanza interstatali e per garantirne l’unità vengono anche sovvenzionati (in Italia non più).

Ci sono partiti che non riescono a raggrupparsi, perciò rimangono nella lista dei non iscritti.

commissioni permanenti

Il Parlamento ha 20 es. affari esteri, diritto dell’uomo, sviluppo, moneta ecc.

C’è un segretario generale; ci sono 6000 funzionari.

Ogni Stato decide l’età di voto (18 ovunque, 16 in Austria) e i collegi (noi abbiamo Italia del Nord, Italia

Nord­Est, Italia centrale, Italia meridionale, Italia insulare); il sistema è proporzionale.

L’iniziativa di legge spetta alla Commissione, al Parlamento e ai cittadini europei:

1. i cittadini devono formare un apposito comitato per preparare la proposta, possono essere appoggiati

ma non fomentati da partiti; tutti i cittadini che hanno raggiunto l’età per il Parlamento europeo

possono muovere l’iniziativa e chiunque può firmare

2. viene inviata la proposta alla Commissione, che ha due mesi per rispondere, consentendo una

raccolta di firme, che dev’essere svolta in almeno 7 Paesi e comprendere 1 milione di firme

certificate

3. pronto il progetto legislativo, il progetto viene mandato alla Commissione, che ha tre mesi per

decidere

Commissione europea

È un organo con lo scopo di promuovere l’interesse generale dell’Unione, quindi tipicamente federale.

Jean Monet, protagonista della storia della Commissione, con la commissione franco­britannica istituita in

guerra aveva già avuto esperienza di un’autorità che fa l’interesse di tutti, cui vengono conferiti poteri da tutti

gli interessati; quando nel 1959 ha l’idea di costituire la CECA istituisce anche l’Alta Autorità per la CECA,

di cui egli fu rappresentante e fu definito come ‘primo rappresentante federale del nuovo mondo’.

Il federalismo della Commissione si contrappone al funzionalismo: gli uni vogliono creazione di organi

federali con autonomi poteri (interesse comune), gli altri solo una gestione congiunte (interesse congiunto);

federalista funzionalista

in Europa l’elemento (Commissione) convive con l’elemento (Consiglio dei

Ministri, Consiglio europeo).

Inoltre la Commissione ha solo potere di proposta, non di decisione.

Non è assolutamente un organo sovranazionale.

Art. 17 TUE spiega funzioni della Commissione:

promozione di interesse comune dell’Unione e proposte a questo fine

• vigilanza sull’applicazione dei trattati, in particolare sui valori fondamentali dell’art. 2; se uno Stato

• viola tali principi, la Commissione lo sanziona

indirizzo e programmazione dell’attività politica europea

• 28 membri

Composizione della Commissione: (Presidente + 1 persona designata per Stato). I membri

designati non sono rappresentanti del singolo Stato, ma dell’interesse comune. Perciò si intende diminuire il

numero dei commissari perché non ce ne sia uno per Stato, il che potrebbe sembrare controverso. 12

La nomina avviene a maggioranza assoluta da parte del Parlamento. direzione generale

Segue l’assegnazione degli incarichi ciascun commissario sar à a capo di una (DG).

Nella commissione viene anche designato il ‘ministro degli esteri’, l’alto rappresentante per la politica estera

e la sicurezza nazionale.

È molto importante l’indipendenza della Commissione.

organo collegiale,

È un che adotta le decisioni collettivamente e che se ne assume la responsabilità (se il

Parlamento sfiducia un commissario, li sfiducia tutti); i lavori sono segreti; si vota a maggioranza.

Il Servizio Europeo per l’Azione Esterna.

Ormai l’unica materia non di competenza dell’Europa è la materia fiscale.

Ogni commissario viene posto a capo di una o più direzioni generali.

agenzie:

Ci sono le istituzioni a latere dell’unione, creati da essa per affrontare temi particolari e specifici

che non possono essere affrontati direttamente dalla commissione; le agenzie hanno un proprio bilancio e

sono formate da funzionari dell’Unione con un contratto diverso dagli altri (non entrano come gli altri per

concorso, ma chiamati per delle vacancy, a breve termine) es. ufficio di valutazione dei medicinali, agenzia

per la sicurezza marittima e aerea, agenzia ferroviaria, osservatorio per le droghe ecc. Si trovano in varie città

dell’UE (agenzia per la sicurezza alimentare a Parma, european trading foundation a Torino per preparazione

di adesione di altri Paesi all’UE; Torino è la quinta città al mondo per numero di funzionari internazionali).

Il segretario generale coordina le attività generali.

17,

Competenze della Commissione (art. 284­299; 258­160; 199):

attività legislativa:

• attività esecutiva delle decisioni prese a livello di Unione

• vigilanza: vigila sugli altri organi per controllare che rispettino il Trattato; in particolare si occupa

• della procedura di infrazione quando uno Stato membro non recepisce la direttiva europea

tutela della concorrenza: controlla che le imprese non violino le regole di concorrenza sul mercato,

• la Commissione interviene con l’anti­trust

indirizzo e programmazione: lanciare grandi iniziative

• rappresentanza interna: la Commissione rappresenta e difende l’interesse dell’Unione (che ha

• personalità giuridica autonoma staccata dagli Stati) cfr. avvocatura di Stato italiana

gestione del bilancio comunitario e dei fondi europei

Rappresentanza esterna: la rappresentanza degli interessi da tutelare si contrappone alla rappresentanza

internazionale; normalmente gli Stati si riconoscono tra di loro (riconoscimento de iure quando si aprono

ambasciate, de facto quando per vari motivi è impossibile aprire ambasciate); l’UE è un soggetto con cui

dialogare, e secondo il principio di effettività chi conta può parlare, ma è difficile stabilire come l’UE possa

essere riconosciuta nell’ambito internazionale (es. può avere un ministro degli esteri?). Prima del TUE

l’Europa non aveva soggettività giuridica, oggi sì.

rappresentante per la sicurezza e gli affari esteri,

Abbiamo l’Alto personaggio a sé, la cui nomina è molto

difficile perché non tutti vogliono avere una politica estera comune; egli rappresenta la politica estera

nell’Unione Europea, può esprimerla quando gli Stati membri hanno una politica comune, altrimenti non può

far nulla (ne è prova il fatto che nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU sono presenti due Stati europei e non

uno, per di più con diritto di veto, cioè Francia e GB).

Art. 199 consente all’UE, quando gli Stati sono d’accordo, di avere una rappresentanza unica; quando

l’Europa si muove unitariamente come se fosse uno Stato conta davvero.

L’Unione può aprire ambasciate proprie, gestite dall’Alto Rappresentante su bilancio dell’Unione. 13

Le ambasciate non sono extraterritoriali, perché vi si applica la giurisdizione dello Stato in questione.

Il coordinamento delle attività delle ambasciate non è più fatto dallo Stato presidente di turno, ma

dall’ambasciata europea.

Presidente della Commissione

Il è in posizione di parità con i commissari, non ha un potere come quello

del Primo ministro; ha diritto di partecipare ai lavori del Consiglio, ma non si capisce bene quale sia il suo

ruolo internazionale.

Consiglio europeo

organo intergovernativo.

Si tratta di un Si chiama così dal 1974, ma solo con il TUE diventa un vero e

proprio organo dell’Unione.

Si svolge a Bruxelles, ma si possono tenere riunioni informali in altre città.

Partecipanti: Capi di Governo o di Stato, Presidente di Commissione, Alto rappresentante.

Competenze: dare un indirizzo generale all’Unione; non è un organo legislativo, ma un luogo di incontro di

grandi capi di stato; si occupa di:

decisione di numero di componenti della Commissione

• designazione dell’Alto rappresentante

• designazione dell’esecutivo della BCE

• adesione e recesso di Stati

• asilo diplomatico

• procedura di ‘freno a mano’: quando gli Stati litigano nel CDM e uno Stato rifiuta una legge

• ricorrendo all’unanimità, interviene il Consiglio bloccando l’iter legislativo

Presidente del Consiglio europeo

Il dev’essere cittadino europeo, non esercitare alcun mandato nazionale,

dura in carica 2 anni e mezzo e può essere rinnovato.

È incompatibile con la carica di Presidente del Parlamento europeo, ma non con quella di Presidente della

Commissione europea o di Presidente del Consiglio dei Ministri si va verso l’ipotesi di un governo

europeo.

Art. 15 TUE dice che il ruolo di questo Presidente è modesto competenze:

presiede e anima i lavori del Consiglio europeo;

• assicura la preparazione e continuità dei lavori del Consiglio europeo;

• si coordina con Consiglio affari generali;

• si adopera per facilitare la coesione e il consenso dei governi europei

Queste riunioni servono tantissimo perché danno l’input alle decisioni europee, che in realtà si prendono qui,

a livello intergovernativo. In teoria non si prendono grandi decisioni (eccetto il freno a mano), ma dentro il

Consiglio si cerca di votare per consensus, si cerca di raggiungere una posizione comune.

Art. 235 TFUE: si può votare anche a maggioranza qualificata per elezione Presidente del Consiglio,

Presidente della Commissione, Alto rappresentante per la politica estera.

Composizione: L’apparato del Consiglio è molto modesto, 15 membri del gabinetto, 15 funzionari, segretario

generale; c’è poi problema della lingue si lavora in francese, olandese, tedesco, inglese.

Problema dell’assenza di uno Stato: si è stabilito che l’assenza non equivale a voto negativo, perché l’assente

non può bloccare i lavori (per principio della solidarietà). 14

Consiglio dei ministri

È chiamato solo Consiglio nel Trattato, è l’organismo che raggruppa i governi degli Stati e dove si prendono

le vere e proprie decisioni, cioè dove si approvano o no le materie europee.

In realtà non c’è un solo consiglio, ma più consigli per materie. Noi abbiamo due consigli principali:

Consiglio affari generali: dove si affrontano tematiche di largo respiro

• Consiglio economico e finanziario (ECOFIN): dove vengono decise le politiche economiche, gli

• obblighi finanziari che ogni Stato ha vs Unione (es. fiscal compact, coordinamento politiche

economiche, obbligo di pareggio di bilancio…)

Composizione: ogni Stato vi deve mandare un rappresentante dello Stato lander (NON del Governo), quindi

anche un Presidente della Regione il trattato lascia agli Stati ampia libert à.

Funzioni: approvare normative europee; qualche volta vi si possono prendere decisioni intergovernative e non

federali presieduto a turno dagli Stati

Presidenza: il Consiglio è per 6 mesi, una volta ogni 14 anni.

maggioranza qualificata;

Sistema di voto: si vota a si votano direttive che diventano obbligatorie negli Stati

membri questo è puro federalismo, il deficit democratico si fa vedere perché anche se uno Stato è contrario

è costretto ad adottare la normativa. Tuttavia, pur avendola approvata, lo Stato può fare ricorso di fronte alla

Corte di Giustizia se si rende conto che la normativa è contro il trattato, per farla annullare.

Si tiene conto della popolazione per assegnare il quoziente di voto su un totale di 352 voti:

­ Germania, Francia, Italia e UK sono equiparati: 29 voti

­ Spagna e Polonia: 27 voti

­ Romania: 14 voti

­ Olanda: 13 voti

­ Belgio, Rep. Ceca, Grecia, Ungheria, Portogallo: 12 voti

­ Austria, Bulgaria, Svezia: 10 voti

­ Croazia, Danimarca, Irlanda, Lituania, Slovacchia, Finlandia: 7 voti

­ Cipro, Estonia, Lettonia, Lussemburgo, Slovenia: 4 voti

­ Malta: 3 voti

Perché la votazione sia valida ci vogliono minimo 260 voti. Tuttavia in questo modo sarebbero favoriti i Paesi

più piccoli; perciò per dare maggior peso a quelli grandi si è detto che i 260 voti devono esprimere almeno il

62.5% dei voti se la proposta non arriva dalla Commissione, la maggioranza richiesta della popolazione è il

75%, con il fisso minimo di 15 Paesi.

In alcune materie si deve votare all’unanimità: cooperazione giudiziaria, politica estera, sicurezza.

Questo problema è venuto fuori nel 1965, quando la Commissione presentò una direttiva sulla PAC non

gradita dalla Francia di De Gaulles e attuò la politica della sedia vuota; si capì che non si poteva andare

compromesso Lussemburgo

avanti con il sistema dell’unanimità, perciò si propose il criterio del secondo

cui si sarebbe cercata l’unanimità in temi vitali anche per un solo Stato.

compromesso di Ioannina,

Importante ricordare anche il allegato al Trattato: se un gruppo di Stati manifesta

opposizione netta a un testo ma non riesce a raggiungere la minoranza di blocco (260), notifica al Consiglio

l’opposizione all’atto e il Consiglio deve avviare periodo di negoziazione per soluzione accettabile.

Gli Stati devono ricevere preavviso delle riunioni del Consiglio perché si discute di temi importanti; a questo

fine è stata attivata una specie di ambasciata speciale a Bruxelles perché là ci sia sempre un rappresentante.

COREPER

C’è il 1 e 2, il Comitato di rappresentanza permanente; quando i Ministri si riuniscono non p

detto che raggiungano un accordo e il COREPER 2 manda avanti i dossier. Quando i diplomarici del

COREPER 2 si riuniscono coprono una funzione federale. 15

Il Consiglio ha un apparato complesso tra cui il Segretario generale. Si lavora in tutte le lingue.

L’iter legislativo

Vd. fotocopia procedura legislativa ordinaria

Esaminiamo la ex art. 294 TFUE.

Abbiamo 3 possibilità:

Prima lettura

­ L’atto va bene sia al Parlamento, sia al Consiglio senza modifiche e viene adottato

­ L’atto subisce emendamenti del Parlamento, la Commissione dà parere, il Consiglio approva gli

emendamenti, l’atto è adottato

­ L’atto subisce emendamenti del Parlamento, la Commissione dà parere, il Consiglio non approva gli

emendamenti l’iter si complica e si passa a una seconda lettura

Seconda lettura

­ Il Parlamento approva la posizione comune o non prende decisione entro termine, l’atto è adottato

­ Il Parlamento respinge la posizione comune, l’atto non è adottato

­ Il Parlamento fa emendamenti a posizione comune, la Commissione li esamina, passa al Consiglio

Terza lettura

­ Il Consiglio approva emendamenti, l’atto è adottato

­ Il Consiglio non approva emendamenti, è convocato Comitato di conciliazione, che ha esito negativo,

quindi l’atto non è adottato

­ La conciliazione ha esito positivo, c’è terza lettura, approvazione di Parlamento e Consiglio, quindi

l’atto è adottato

Il sistema europeo prevede quindi:

­ che la proposta arrivi dalla Commissione

­ Consiglio e Parlamento devono mettersi d’accordo, in prima e seconda lettura con l’aiuto della

Commissione, in terza lettura con il Comitato di conciliazione

procedura legislativa speciale,

C’è una seconda procedura, la ex art. 289 TFUE.

È usata in casi specifici stabiliti dal trattato, quando è stabilita l’adozione di un regolamento che prevede solo

partecipazione del Parlamento, consultato obbligatoriamente ma il cui parere non è vincolante.

Se il Consiglio non chiede la consultazione, l’atto può essere impugnato con ricorso in carenza.

Corte di Giustizia

È molto più simile a una corte interna perché si occupa di chiarire ordinamento dell’Unione, ha un ruolo

fondamentale nel chiarire le regole del trattato.

Si compone di 3 organi:

Corte di Giustizia: corte che discute delle controversie sorte tra organi e tra organi e Stati; ha un

• importante ruolo interpretativo

Tribunale: organo giurisdizionale che si occupa di ricorsi di persone fisiche e giuridiche che hanno

• dei contrasti con il diritto europeo (es. impresa italiana accusata di concorrenza sleale può rivolgersi

al Tribunale europeo) 16

Tribunali specializzati: tribunali che vengono costituiti man mano che l’Unione aumenta le proprie

• competenze; per ora c’è tribunale per risoluzione controversie con il personale dell’UE, se ne farà un

per tutela di marchi e brevetti

Vi si parla prevalentemente in francese.

Ha sede a Lussemburgo.

Composizione: i giudici sono designati ai sensi dell’art.19 TUE + 253­54 TFUE dai governi di comune

accordo; questo per sottolineare indipendenza della Corte dagli altri organi europei. I governi cercano

persone autorevoli e experienced.

Durata in carica: 6 anni.

Sono immuni dalla giurisdizione di qualsiasi SM.

avvocati generali:

Inoltre, ci sono 8 sono avvocati che danno pareri (le ‘conclusioni’) alla corte, che ne tiene

conto perché sempre estremamente motivato.

Tribunali e Corte non sono gradi diversi di giudizio, ma nel sistema UE è possibile fare ricorso alla Corte di

Giustizia dopo sentenza del Tribunale, ma sono per motivi procedurali; la ripartizione non è per grado, ma

per competenza.

Lavori della Corte:

­ in seduta plenaria, in casi eccezionali

­ per sezioni di 5 giudici, procedura normale

Sono in forma scritta e orale.

Competenze della Corte

inadempimento degli Stati:

esame di ricorsi per può essere promosso solo da Commissione o Stati;

1. Commissione: se uno Stato emana una legge contraria all’ordinamento europeo o non immette

o fase precontenziosa,

una legge europea, la Commissione avvia una con una prima lettera di

messa in mora motivata tramite la rappresentanza permanente a Bruxelles, dando un termine per

rimediare; rispondono delle violazioni tutti gli organi dello Stato; se non viene emessa la lettera, la

procedura è nulla. Lo Stato risponderà giustificandosi e la Commissione invia una seconda lettera

contenente parere motivato; se lo Stato non si adegua, la questione sarà deferita

Stato: lo Stato si rivolge alla Commissione e se ci sono gli estremi questa attiva la procedura

o

Se lo Stato non si conforma, si va davanti alla Corte, che giudica e emette sentenza: o viene rispettato

un ulteriore termine per conformarsi, o viene propinata una sanzione pecuniaria.

legittimità degli atti comunitari:

controllo di la Corte verifica se gli atti sono conformi al diritto

2. comunitario, rispettando i vincoli procedurali; vi possono ricorrere tutti i soggetti interessati, ma ci

sono dei ricorrenti privilegiati () e non privilegiati (persone fisiche e giuridiche), che possono proporre

ricorso al Tribunale quando possono dimostrare che un certo atto normativo approvato li riguardi

direttamente creando loro un danno.

Si può chiedere annullamento in vari casi:

incompetenza nell’emanazione

o incompetenza territoriale

o incompetenza temporale

o incompetenza per materia

o

La sentenza ha effetti ex tunc.

comportamenti omissivi delle istituzioni per carenza)

controllo di (ricorso

3. pronuncia sull’interpretazione in via pregiudiziale dei trattati

4. 17


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camsca

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher camsca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Porro Giuseppe.

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