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Parassitologia

Phylum Sarcomastigophora (protozoi flagellati)

I protozoi flagellati con ciclo dixeno sono endoparassiti. Il loro corpo cellulare è allungato con un nucleo ben visibile e possiedono un flagello, che può avere o meno una membrana ondulante. Esistono quattro morfotipi: amastigote (forma tondeggiante senza flagello), promastigote (corpo allungato con flagello libero senza la membrana ondulante), epimastigote (corpo allungato ma la tasca del flagello è sistemata vicino al nucleo, quindi in posizione centrale del corpo), e tripomastigote (corpo allungato con tasca del flagello posizionata posteriormente al nucleo; il flagello decorre lungo il corpo cellulare unito a una membrana ondulante).

Genere Leishmania (solo amastigoti e promastigoti)

Quando l’insetto infettato, flebotomo, punge l’ospite vertebrato, rigurgita nella ferita una massa di promastigoti. Questi vengono fagocitati dai macrofagi. All’interno del macrofago il promastigote si trasforma in amastigote e inizia a dividersi per mitosi. Una volta lisato il macrofago, gli amastigoti vengono fagocitati da altri macrofagi e ricominciano la mitosi.

Nel caso della leishmania cutanea, questo processo è circoscritto alla zona della puntura, mentre nel caso della leishmania viscerale, gli amastigoti riescono a migrare in diversi distretti del corpo. I macrofagi infetti presenti nel sangue possono essere pasto di un flebotomo. Quando gli amastigoti arrivano nell’intestino dell’insetto, si trasformano in promastigoti che si divideranno attivamente e poi migreranno verso la faringe dell’insetto, ricominciando il ciclo.

La Leishmania tropica causa la leishmaniosi cutanea, presente in India e Medio Oriente, ed è una zoonosi (insetto – roditori), poiché l’uomo è un ospite accidentale. Forma ulcere sulla pelle. La Leishmania donovani causa la leishmaniosi viscerale, presente in India ed è un'antropoparassitosi. La Leishmania infantum produce una forma viscerale nel Nuovo e Vecchio Mondo. È una zoonosi in cui gli ospiti vertebrati sono i canidi. I parassiti si moltiplicano in vari organi come milza e midollo osseo.

Le diagnosi variano: per la cutanea basta prelevare un po’ di tessuto dal bordo dell’ulcera e strisciarlo su un vetrino, mentre per quella viscerale generalmente si effettua un puntato su ossa per prelevarne il midollo in cerca di macrofagi infetti.

Trypanosoma brucei gambiense (malattia del sonno – epimastigoti e tripomastigoti)

La mosca tse-tse punge un individuo infetto ed ingerisce sangue e tripomastigoti. Questi si muovono verso l’intestino fino a raggiungere la faringe e nelle ghiandole salivari si trasformano in epimastigoti. Questi si dividono ripetutamente e successivamente si trasformano in tripomastigoti metaciclici che vengono iniettati nell’ospite. Giunti nel sangue e nel sistema linfatico dell’ospite, questi si moltiplicano e danno origine alla fase acuta della malattia, mentre successivamente si spostano nel SNC dando origine alla fase cronica che porta tutte le patologie conosciute come Malattia del sonno.

La fase cronica acuta è particolare: essa è caratterizzata dal ripetersi di picchi febbrili a cui corrispondono picchi numerici di protozoi circolanti. Il picco febbrile corrisponde alla distruzione da parte del sistema immunitario dei protozoi. Ma perché si ha la presenza di continui picchi febbrili se il sistema immunitario riconosce il parassita? Perché questo riesce a cambiare ciclicamente (ad ogni picco) la glicoproteina di superficie che il sistema immunitario riconosce. Per esempio, il tripanosoma è ricoperta dalla glicoproteina VSG-A: la risposta immunitaria eliminerà la maggior parte del clone VSG-A, ma alcuni di loro cambieranno il proprio rivestimento esponendo glicoproteine VSG-B. Questo nuovo clone sarà aggredito pochi giorni dopo dando un nuovo picco febbrile. E così via. La fase cronica porta meningoencefaliti, disturbi del sonno fino a portare al coma e alla morte. Questa malattia è un'antropoparassitosi ed è distribuita in Africa intertropicale. La diagnosi si effettua con striscio di sangue su vetrino.

Trypanosoma cruzi (morbo di Chagas – amastigoti, epimastigoti e tripomastigoti)

Quando una cimice tropicale Triatomina infetta punge l’ospite vertebrato contemporaneamente defeca. Le feci dell’insetto contengono tripomastigoti metaciclici che penetrano nella ferita. Una volta penetrati, vengono fagocitati dai macrofagi nei quali si trasformano in amastigoti che si moltiplicano attivamente. Una volta lisato il macrofago, gli amastigoti si trasformano in tripomastigoti che penetrano nelle cellule delle fibre muscolari del cuore ma anche nelle scheletriche e nelle lisce. Dentro esse, si ritrasformano in amastigoti che, moltiplicandosi, distruggono la cellula muscolare. Alcuni di questi amastigoti tornano in circolo dove si trasformano nuovamente in tripomastigoti. Questi possono essere pasto di una cimice dove, giunti nel suo intestino, si trasformano in epimastigoti. Questi si moltiplicano e raggiungono la parte terminale dell’intestino dove si trasformano in tripomastigoti metaciclici. E il ciclo ricomincia.

La fase acuta corrisponde alla replicazione del parassita e può essere asintomatica o portare a febbre, cefalea e dolori diffusi. La fase cronica inizia dopo alcuni mesi e nei casi più gravi, quando c’è un’estesa distruzione delle fibre cardiache, può portare alla morte. La diagnosi si effettua facendo pungere il paziente da Triatomine di laboratorio, quindi non infette, e vedere se poi nelle loro feci ci sarà la presenza di tripomastigoti. Questa malattia è una zoonosi ed è presente in America centrale e meridionale.

Famiglia Hexamitidae: Giardia intestinalis (giardiasi)

La giardia è un parassita intestinale che presenta due forme: il trofozoite, che è la parte attiva, e la cisti, che è la forma di resistenza all’ambiente esterno. Il trofozoite ha la forma a pera con la faccia dorsale concava. Questa è detta disco adesivo e serve per aderire alla mucosa intestinale. Ha 8 flagelli e 2 nuclei. Dalle cisti si schiudono 2 trofozoiti.

Il ciclo è diretto: Gli alimenti o l’acqua contaminati dalle cisti vengono ingeriti e queste, giunte nell’intestino, si schiudono. I trofozoiti attaccano la mucosa del duodeno dove si nutrono e si dividono. Alcuni di loro si trasformeranno in cisti che verranno poi espulse con le feci. La giardiasi è considerata un'antropoparassitosi e i sintomi sono nausea e diarrea senza però segno di sangue nelle feci. La diagnosi si effettua con il controllo delle feci alla ricerca delle cisti.

Subphylum Sarcondina (amebe): Naegleria fowleri

La Naegleria fowleri è molto pericolosa per l’uomo. Oltre alla forma ameboide, ha una forma biflagellata e una cistica. Questa ameba vive in acqua e quando le condizioni sono sfavorevoli si incista. Quando invece le condizioni sono favorevoli, l’ameba si trasforma nella sua forma biflagellata. Quando l’uomo nuota in acque raccolte, la forma biflagellata penetra attraverso le mucose del naso e si trasforma nella forma ameboide. Questa, attraverso il bulbo olfattivo, raggiunge il cervello dove inizia a moltiplicarsi e a nutrirsene, causando una meningoencefalite amebica e anche la morte. La diagnosi si effettua con la semina di materiale raccolto dalle mucose del naso o da liquido cefalorachidiano seminato su agar-batteri.

Subphylum Sarcodina (amebe): Acanthamoeba

Il ciclo è simile a quello della Naegleria, salvo che non esistono forme biflagellate. Anche questa ameba causa encefaliti ma soprattutto gravi danni alla cornea dell’occhio, opacizzando irreversibilmente il cristallino. Sia l’Acanthamoeba che la Naegleria sono parassiti facoltativi; cioè sono in grado di vivere autonomamente, ricorrendo all'occorrenza a forme di regime dietetico non riconducibili al parassitismo.

Subphylum Sarcodina (amebe): Entamoeba histolytica

Il ciclo è monoxeno. Le feci infette contengono cisti tretranucleate che contaminano l’ambiente. Con l’ingestione di cibo o acqua infetto, le cisti raggiungono l’intestino dove si schiudono. L’ameba tetranucleata liberata si divide in 4 amebe mononucleate che vivono da commensali moltiplicandosi lentamente. Man mano che procedono con il contenuto intestinale verso il retto, le amebe iniziano ad incistarsi. All’interno delle cisti è presente un grosso vacuolo pieno di glicogeno. Il singolo nucleo subisce 2 mitosi così da formare la cisti tretranucleata che verrà espulsa con le feci. Per motivi non ancora chiariti, le amebe possono passare dal regime commensale a quello parassitario, trasformandosi nelle forme istoliche di dimensioni molto maggiori.

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Scienze agrarie e veterinarie VET/06 Parassitologia e malattie parassitarie degli animali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nelaymi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Parassitologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Petrarca Vincenzo.
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