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Set Domande: TECNOLOGIE DEI MATERIALI

INGEGNERIA INDUSTRIALE (D.M. 270/04)

Docente: Simoncini Michela

Lezione 002

01. Determinare la configurazione elettronica dell'atomo di magnesio (Mg, numero atomico 12)

2 2 6

1s 2s 2p 3s 3p

2 2 5 3

1s 2s 2p 3s

2 2 6 2

1s 2s 2p 3s

2 2 2 5

1s 2s 3s 2p 3p

02. Gli orbitali sono chiamati degeneri se:

differiscono tra loro solo per il valore di ms

differiscono tra loro solo per il valore di l

differiscono tra loro solo per il valore di m

differiscono tra loro solo per il valore di n © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 5/72

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Docente: Simoncini Michela

03. L'orbitale mostrato in figura è:

un orbitale f

un orbitale d

un orbitale s

un orbitale p

04. L'orbitale mostrato in figura è:

un orbitale d

un orbitale p

un orbitale s

un orbitale f © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 6/72

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Docente: Simoncini Michela

05. L'orbitale mostrato in figura è:

un orbitale d

un orbitale f

un orbitale p

un orbitale s

06. Il numero di elettroni che possiamo trovare in ogni livello è:

3

2n

2n 2

2n

2

2l

07. Se n=2, è possibile avere:

16 orbitali

4 orbitali

9 orbitali

1 orbitale

08. Se n=4, è possibile avere:

4 orbitali

1 orbitale

16 orbitali

9 orbitali

09. La regola di Hund afferma che:

ogni elettrone viene aggiunto progressivamente ed entra nell'orbitale del livello e del sottolivello energetico più basso disponibile

gli elettroni si dispongono prima singolarmente negli orbitali con lo stesso contenuto energetico e, solo quando non ci sono altri orbitali degeneri liberi, accettano di

occupare gli orbitali già mezzo riempiti

in un orbitale non si possono trovare più di tre elettroni

due elettroni in un atomo non possono avere mai tutti e quattro i numeri quantici uguali © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 7/72

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10. Il quarto numero quantico, indicato con la lettera ms, stabilisce:

l'orientamento dell'orbitale

la forma dell'orbitale

il momento angolare

il livello di energia

11. Il terzo numero quantico può assumere i valori:

-l, ..., 0, ..., l

-1/2, +1/2

1, 2, 3, ecc

0, 1, 2, 3,..., (n-1)

12. Il primo numero quantico può assumere i valori:

0, 1, 2, 3,..., (n-1)

-1/2, +1/2

1, 2, 3, ecc

-l, ..., 0, ..., l

13. Il secondo numero quantico, indicato con la lettera l, stabilisce:

il momento angolare

la forma dell'orbitale

l'orientamento dell'orbitale

il livello di energia

14. Determinare la configurazione elettronica dell'atomo di alluminio (Al, numero atomico 13)

2 2 6 2

1s 2s 2p 3s 3p

2 2 6 3

1s 2s 2p 3s

2 2 2 7

1s 2s 3s 2p

2 2 6 2 1

1s 2s 2p 3s 3p © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 8/72

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15. L'orbitale mostrato in figura è:

un orbitale p

un orbitale f

un orbitale s

un orbitale d

16. Configurazione elettronica

17. Struttura degli atomi

18. Gli orbitali e i numeri quantici

19. La forma degli orbitali atomici © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 9/72

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Lezione 003

01. Nella tavola periodica degli elementi, le colonne del blocco evidenziato in figura corrispondono al sottolivello atomico:

d

s

p

f

02. Due elementi si definiscono isotopi se:

presentano proprietà uguali in tutte le direzioni

hanno lo stesso numero atomico ma diverso numero di massa

esistono in più di una forma cristallina

presentano un mancato ordine a lungo raggio nella loro struttura atomica © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 10/72

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03. Nella tavola periodica degli elementi, le colonne del blocco evidenziato in figura corrispondono al sottolivello atomico:

f

d

p

s

04. L'elettronegatività:

esprime la tendenza, da parte degli atomi dei vari elementi, ad attrarre a sé i neutroni messi in comune con altri atomi per raggiungere la stabilità

esprime la tendenza, da parte degli atomi dei vari elementi, ad attrarre a sé gli elettroni messi in comune con altri atomi per raggiungere la stabilità

esprime la tendenza, da parte degli atomi dei vari elementi, ad respingere a sé gli elettroni messi in comune con altri atomi per raggiungere la stabilità

esprime la tendenza, da parte degli atomi dei vari elementi, ad attrarre a sé i protoni messi in comune con altri atomi per raggiungere la stabilità

05. Elementi elettropositivi:

producono anioni

accettano elettroni nelle reazioni chimiche

producono ioni positivi

hanno natura non metallica © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 11/72

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06. Nella tavola periodica degli elementi, le colonne del blocco evidenziato in figura corrispondono al sottolivello atomico:

p

s

f

d © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 12/72

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07. Nella tavola periodica degli elementi:

l'atomo di titanio (Ti) ha dimensioni minori rispetto all'atomo di potassio (K)

l'atomo di argento (Ag) ha dimensioni minori rispetto all'atomo di rame (Cu)

l'atomo di titanio (Ti) ha dimensioni maggiori rispetto all'atomo di scandio (Sc)

l'atomo di cromo (Cr) ha dimensioni maggiori rispetto all'atomo di molibdeno (Mo) © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 13/72

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08. Nella tavola periodica degli elementi:

l'atomo di argento (Ag) ha dimensioni maggiori rispetto all'atomo di oro (Au)

l'atomo di cromo (Cr) ha dimensioni maggiori rispetto all'atomo di rame (Cu)

l'atomo di neon (Ne) ha dimensioni maggiori rispetto all'atomo del carbonio (C)

l'atomo di zolfo (S) ha dimensioni maggiori rispetto all'atomo del polonio (Po)

09. La tavola periodica degli elementi

10. Numeri atomici e masse atomiche.

11. Le proprietà degli elementi e la loro periodicità: la dimensione atomica e ionica

12. Le proprietà degli elementi e la loro periodicità: l'elettronegatività © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 14/72

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Lezione 004

01. Un metallo e un non metallo formano:

un legame metallico

un legame covalente

un legami ionico

un legame di van derWaals

02. E' un legame atomico primario:

il legame metallico

il legame a a dipolo permanente

il legame a dipolo fluttuante

il legame di van derWaals

03. E' un legame atomico primario:

il legame a dipolo fluttuante

il legame a a dipolo permanente

il legame di van derWaals

il legame covalente

04. E' un legame atomico primario:

il legame di van derWaals

il legami ionico

il legame a a dipolo permanente

il legame a dipolo fluttuante

05. E' un legame atomico secondario:

il legame a a dipolo permanente

il legame covalente

il legame metallico

il legami ionico

06. Il legame metallico:

si ha nei metalli solidi

si possono formare tra elementi molto elettropositivi ed elementi molto elettronegativi

si può formare tra atomi con piccole differenze di elettronegatività

si può formare tra atomi che sono lontani l'uno all'altro nella tavola periodica

07. Il legame covalente:

si possono formare tra elementi molto elettropositivi ed elementi molto elettronegativi

si può formare tra atomi con piccole differenze di elettronegatività

si può formare tra atomi che sono lontani l'uno all'altro nella tavola periodica

si ha nei metalli solidi © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 15/72

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08. E' un legame atomico secondario:

il legame a dipolo fluttuante

il legame metallico

il legami ionico

il legame covalente

09. E' un legame atomico secondario:

il legami ionico

il legame covalente

il legame metallico

il legame di van derWaals

10. Due atomi di idrogeno formano:

un legame metallico

un legame di van derWaals

un legami ionico

un legame covalente

11. Un atomo di sodio e un atomo di cloro formano:

un legame covalente

un legame di van derWaals

un legami ionico

un legame metallico

12. Legame covalente e legame metallico

13. Legame ionico

14. Legami secondari e legami misti

15. Tipi di legami atomici e molecolari © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 16/72

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Lezione 005

01. Il calore di fusione:

è indipendente dalla quantità di sostanza sottoposta al processo di riscaldamento

è la quantità di calore che deve essere fornita al sistema affinché questo passi tutto dallo stato solido allo stato liquido

è la temperatura a cui inizia la liquefazione del solido

è la quantità di calore che deve essere fornita al sistema affinché questo passi tutto dallo stato liquido allo stato vapore

02. Il calore di condensazione:

è indipendente dalla quantità di sostanza sottoposta al processo di raffreddamento

è la quantità di calore che deve essere fornita al sistema affinché questo passi tutto dallo stato liquido allo stato vapore

è la quantità di calore che deve essere fornita al sistema affinché questo passi tutto dallo stato solido allo stato liquido

è la quantità di calore che deve essere sottratta al sistema affinché questo passi tutto dallo stato vapore allo stato liquido

03. Il calore di solidificazione:

è la quantità di calore che deve essere sottratta al sistema affinché questo passi tutto dallo stato vapore allo stato liquido

è la quantità di calore che deve essere fornita al sistema affinché questo passi tutto dallo stato liquido allo stato vapore

è la quantità di calore che deve essere fornita al sistema affinché questo passi tutto dallo stato solido allo stato liquido

è la quantità di calore che deve essere sottratta al sistema affinché questo passi tutto dallo stato liquido allo stato solido

04. La legge di Boyle è:

P*V=costante

P*V=nRT

V/T=costante

P/T=costante

05. La legge di Charles è:

P*V=costante

P*V=nRT

V/T=costante

P/T=costante

06. La legge di Gay Lussac è:

P/T=costante

P*V=nRT

P*V=costante

V/T=costante

07. Passaggi di stato di aggregazione della materia.

08. Stato gassoso: gas ideale

09. Stato gassoso: gas reale

10. Stato liquido © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 17/72

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Docente: Simoncini Michela

Lezione 006

01. Nella struttura EC si ha:

il fattore di compattazione atomica pari a 0.70

il numero di coordinazione pari a 12

l'atomo centrale circondato da sei atomi

la presenza di 2 atomi per cella elementare

02. Nella struttura CFC si ha:

la presenza di 2 atomi per cella elementare

l'atomo centrale circondato da sei atomi

il fattore di compattazione atomica pari a 0.70

il numero di coordinazione pari a 12

03. Nella struttura CFC si ha:

il fattore di compattazione atomica pari a 0.68

si ha lo stesso numero di coordinazione della struttura EC

l'atomo centrale circondato da otto atomi

il 68% del volume della cella elementare occupato dagli atomi

04. Nella struttura CCC si ha:

il fattore di compattazione atomica pari a 0.68

l'atomo centrale circondato da dodici atomi

si ha lo stesso numero di coordinazione della struttura EC

il 74% del volume della cella elementare occupato dagli atomi

05. Principali strutture cristalline metalliche

06. Struttura cubica a corpo centrato (CCC)

07. Struttura cubica a facce centrate (CFC)

08. Struttura esagonale compatta (EC) © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 18/72

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Lezione 007

01. Due elementi si definiscono amorfi se:

esistono in più di una forma cristallina

presentano proprietà uguali in tutte le direzioni

presentano proprietà che dipendono dalla direzione lungo la quale vengono valutate

presentano un mancato ordine a lungo raggio nella loro struttura atomica

02. Due elementi si definiscono allotropi se:

esistono in più di una forma cristallina

presentano proprietà uguali in tutte le direzioni

presentano un mancato ordine a lungo raggio nella loro struttura atomica

presentano proprietà che dipendono dalla direzione lungo la quale vengono valutate

03. Il valore della densità atomica lineare del metallo è:

il rapporto tra la massa della cella elementare e la sua area

il rapporto tra il numero di diametri intersecati dalla linea considerata e la lunghezza della linea considerata

il rapporto tra il numero equivalente di atomi i cui centri sono tagliati dall'area in esame e l'area selezionata

il rapporto tra la massa della cella elementare e il suo volume

04. Il valore della densità atomica volumetrica del metallo è:

il rapporto tra il numero equivalente di atomi i cui centri sono tagliati dall'area in esame e l'area selezionata

il rapporto tra il numero di diametri intersecati dalla linea considerata e la lunghezza della linea considerata

il rapporto tra la massa della cella elementare e il suo volume

il rapporto tra il numero equivalente di atomi i cui centri sono tagliati dall'area in esame e la lunghezza della linea considerata

05. Il valore della densità planare del metallo è:

il rapporto tra il numero equivalente di atomi i cui centri sono tagliati dall'area in esame e l'area selezionata

il rapporto tra il numero di diametri intersecati dalla linea considerata e la lunghezza della linea considerata

il rapporto tra la massa della cella elementare e il suo volume

il rapporto tra il numero di diametri intersecati dalla linea considerata e l'area selezionata

06. Confronto tra le strutture cristalline CFC, EC e CCC

07. Definire che cosa si intende per metallo amorfo. © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 19/72

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Lezione 008

01. La figura seguente mostra:

una dislocazione di tipo misto

una dislocazione a spigolo

una dislocazione a vite

una vacanza

02. Il difetto di punto è:

la dislocazione

come una bolla nel metallo originata dalla presenza di gas

una struttura solida alberiforme

costituito da un sito atomico dal quale un atomo è assente

03. La figura seguente mostra:

una dislocazione a vite

una dislocazione a spigolo

una vacanza

una dislocazione di tipo misto © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 20/72

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04. La figura seguente mostra:

una dislocazione di tipo misto

una dislocazione a vite

una dislocazione a spigolo

una vacanza

05. E' un difetto planare:

l'interstiziale

la vacanza

la dislocazione

il bordo di grano

06. Difetti cristallini di punto

07. Difetti cristallini di linea

08. Difetti cristallini planari e di volume © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 21/72

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Lezione 009

01. Si consideri l'applicazione della regola delle fasi di Gibbs al diagramma della lega binaria isomorfa Cu-Ni. In corrispondenza del punto A, punto di fusione

del componente puro (vedi figura), il numero dei gradi di libertà V è:

3

0

2

1 © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 22/72

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INGEGNERIA INDUSTRIALE (D.M. 270/04)

Docente: Simoncini Michela

02. Si consideri l'applicazione della regola delle fasi di Gibbs al diagramma di stato di equilibrio pressione-temperatura dell'acqua pura. In corrispondenza del

punto A, interno alla regione della fase del liquido (vedi figura), il numero dei gradi di libertà V è:

3

1

2

0 © 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/03/2018 17:43:25 - 23/72

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fra5675 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di tecnologie dei materiali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Simoncini Michela.
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