SET DOMANDE APERTE
MACROECONOMIA
9 CFU
CIANI SCARNICCI MANUELA
LEZIONE 1 DOMANDA 10. Quali sono le problematiche nel calcolo del PIL nominale?
Posto che il è la somma del valore dei beni finali venduti in un certo paese in un
Prodotto Interno Lordo
certo arco di tempo, il problema riguarda la misurazione del “valore” dei beni finali. E’ infatti evidente che
tale valore non può che essere espresso dal prezzo di ciascun bene. Il rapporto tra il debito pubblico di un
Paese ed il suo PIL è un importante indice della sua solidità finanziaria ed economica. Il calcolo della crescita
del PIL ha diversi problemi, che riguardano sia l’inflazione sia la sua importanza per comprendere
l’economia di un paese. Per l’inflazione, il calcolo del PIL viene effettuato considerando le quantità ed i
prezzi correnti, e quindi non si evidenzia a quale variabile è imputata la crescita . Per quanto riguarda
invece l’importanza di questo dato nel comprendere l’andamento di un’economia, il PIL non rappresenta
un corretto indicatore di ricchezza o sviluppo di un paese. Per risolvere questo tipo di problematiche si va a
considerare il PIL nominale e quello reale.
LEZIONE 1 DOMANDA 11. Le tre definizioni di PIL e le loro caratteristiche.
Il PIL, Prodotto Interno Lordo, è la somma del valore dei beni finali venduti in un certo paese in un certo
arco di tempo. Il PNL, Il prodotto nazionale lordo, è costituito dalla somma di tutti i beni e servizi finali
prodotti in un anno sia all'interno che all'esterno, dagli operatori residenti in un determinato paese; il
prodotto interno lordo è possibile calcolarlo in tre modi. Ognuno di essi porterà allo stesso risultato, di
conseguenza quando si parla di PIL si parla di spesa, prodotto o reddito.
il PIL è la somma di tutti i servizi finali di un’economia in un determinato momento.
PRIMA DEFINIZIONE:
Per questo si parla di spesa.
il PIL è la somma di tutti i servizi finali e non meno i beni intermedi di
SECONDA DEFINIZIONE:
un’economia in un determinato momento, cioè la somma dei valori aggiunti. Per questo si parla di
produzione. il PIL è la somma di tutti i redditi di un’economia in un determinato momento. Per
TERZA DEFINIZIONE:
questo si parla di reddito.
LEZIONE 1 DOMANDA 12. Perché il PIL non è un ottimo strumento per calcolare la ricchezza di un
paese?
Posto che il Prodotto Interno Lordo è la somma del valore dei beni finali venduti in un certo paese in un
certo arco di tempo, Il problema riguarda la misurazione del “valore” dei beni finali. E’ infatti evidente che
tale valore non può che essere espresso dal prezzo di ciascun bene. Il rapporto tra il debito pubblico di un
Paese ed il suo PIL è un importante indice della sua solidità finanziaria ed economica. Il PIL viene utilizzato
come misura del valore della ricchezza e del benessere di un Paese. Il rapporto tra il debito pubblico di un
Paese ed il suo PIL è un importante indice della sua solidità finanziaria ed economica.
LEZIONE 1 DOMANDA 13. Quali sono le problematiche nel calcolo del PIL reale?
Posto che il Prodotto Interno Lordo è la somma del valore dei beni finali venduti in un certo paese in un
certo arco di tempo, Il problema riguarda la misurazione del “valore” dei beni finali. E’ infatti evidente che
tale valore non può che essere espresso dal prezzo di ciascun bene. Il rapporto tra il debito pubblico di un
Paese ed il suo PIL è un importante indice della sua solidità finanziaria ed economica. Il PIL reale è quello
calcolato guardando alle quantità di oggi per i prezzi di un anno base. Il suo valore è determinato dall’anno
base considerato. Il PIL reale deve essere considerato come una media ponderata della produzione di tutti
i beni finali, quindi devono essere definiti i pesi da utilizzare. Per questo motivo si pensa ai prezzi relativi,
cioè al rapporto tra i prezzi. Ad esempio se un bene ha il doppio del valore di un altro, questo deve
contare il doppio nella costruzione del PIL reale. Rimane il problema che anche i prezzi relativi variano nel
tempo, quindi anche in questo caso deve essere considerato un anno base.
LEZIONE 1 DOMANDA 14. Come si calcola il PIL reale?
Posto che il Prodotto Interno Lordo è la somma del valore dei beni finali venduti in un certo paese in un
certo arco di tempo, il rapporto tra il debito pubblico di un Paese ed il suo PIL è un importante indice della
sua solidità finanziaria ed economica. Si ha il PIL NOMINALE e PIL REALE. Il PIL reale è il valore dei beni e
servizi calcolata a prezzi costanti e non è influenzato dai cambiamenti di prezzi. Il suo valore è determinato
dall’anno base considerato.
LEZIONE 1 DOMANDA 15. La differenza tra PIL e PNL e tra PIL e PIN.
Il PIL, Prodotto Interno Lordo, è la somma del valore dei beni finali venduti in un certo paese in un certo
arco di tempo. Il PNL, Prodotto Nazionale Lordo, è costituito dalla somma di tutti i beni e servizi finali
prodotti in un anno sia all'interno che all'esterno, dagli operatori residenti in un determinato paese;
quest’ultimo, a differenza del primo, prende in considerazione tutto quello prodotto dai residenti di una
nazione indipendentemente da dove lo producono, quindi
PNL =
PIL + prodotto dei residenti della nazione fatto all’estero –prodotto fatto dai non residenti all’interno
della nazione.
Il PIN, Prodotto Interno Netto, è il risultato della sottrazione dal PIL degli ammortamenti (ovvero
accantonamento per il consumo e reintegro del CAPITALE)
PNL =
PIL + VALORE BENI FINALI PRODOTTI (DA ITALIANI ALL’ ESTERO - DA STRANIERI IN ITALIA)
PIN = ( PIL – AMMORTAMENTO )
LEZIONE 1 DOMANDA 16. Come si calcola il PIL nominale?
Posto che il Prodotto Interno Lordo è la somma del valore dei beni finali venduti in un certo paese in un
certo arco di tempo, il rapporto tra il debito pubblico di un Paese ed il suo PIL è un importante indice della
sua solidità finanziaria ed economica. Si ha il PIL NOMINALE e PIL REALE. Il è quello calcolato
PIL nominale
guardando alle quantità di oggi per i prezzi di oggi, quindi la produzione valutata a prezzi correnti. Ora, se
il prezzo considerato è quello corrente, si avrà il PIL nominale, mentre se i prezzi sono quelli (costanti) di
un certo anno (scelto come “base”), si avrà il PIL reale.
LEZIONE 1 DOMANDA 17. Fare degli esempi per vedere la differenza che intercorre tra PIL e PNL.
Posto che il Prodotto Interno Lordo è la somma del valore dei beni finali venduti in un certo paese in un
certo arco di tempo e il PNL è il prodotto nazionale lordo, costituito dalla somma di tutti i beni e servizi
finali prodotti in un anno sia all'interno che all'esterno, dagli operatori residenti in un determinato paese,
quest’ultimo a differenza del primo prende in considerazione tutto quello prodotto dai residenti di una
nazione indipendentemente da dove lo producono, quindi
PNL =
PIL + prodotto dei residenti della nazione fatto all’estero – prodotto fatto dai non residenti all’interno
della nazione.
Un esempio nel PIL rientra la Carapelli che è di proprietà spagnola mentre nel PNL rientrano il fatturato
delle sedi estere della FIAT. Ovviamente tutto quello che vale per il PIL vale anche per il PNL. Se si volesse
calcolare il prodotto interno netto (PIN) basta sottrarre al PIL gli ammortamenti. Dunque le industrie
straniere che producono in Italia rientrano nel PIL italiano, ma non nel PNL italiano (rientreranno nel PNL
dei loro paesi). Le industrie italiane che producono all'estero (tipo la Fiat in brasile) rientrano nel PNL
italiano, ma non nel PIL; faranno invece parte del PIL di quei paesi.
LEZIONE 1 DOMANDA 18. Come mai il PIL non è un ottimo indicatore di ricchezza di una nazione.
Spiegare a parole.
Il PIL, che è il ovvero la somma del valore dei beni finali venduti in un certo paese in
Prodotto Interno Lordo
un certo arco di tempo, non rappresenta un corretto indicatore di ricchezza di una nazione perché non
vengono messi in conto componenti come: l’economia sommersa, il lavoro nero, il mercato dell’usato, il
lavoro casalingo, l’auto produzione e la conversione in potere d’acquisto del paese stesso rispetto agli altri.
LEZIONE 1 DOMANDA 19. Fare degli esempi della prima e seconda definizione del PIL e spiegare perché
danno lo stesso risultato.
La Prima DEFINIZIONE ci dice che il PIL è la somma di tutti i beni e servizi finali di un’economia in un
determinato momento. Per questo si parla di spesa. La Seconda DEFINIZIONE: ci dice che il PIL è la somma
di tutti i beni e servizi finali e non meno i beni intermedi di un’economia in un determinato momento, cioè
la somma dei valori aggiunti. Per questo si parla di produzione. Per capire meglio la prima e la seconda
definizione basti pensare ad un’economia in cui sono presenti solo 3 settori: acciaieria, ittica ed
automobilistica. Per la prima definizione si sommano solo il fatturato della azienda ittica e di quella
automobilistica. Mentre nel caso della seconda definizione si sommano tutte e tre e poi all’automobilistica
si sottrae il valore dell’acciaio. Ottenendo così il valore aggiunto. Ognuno di essi porterà allo stesso
risultato, di conseguenza quando si parla di PIL si parla di spesa, prodotto o reddito.
LEZIONE 1 DOMANDA 20. Come si calcola il tasso di crescita del PIL e quali sono le sue problematiche?
l PIL, che è il Prodotto Interno Lordo ovvero la somma del valore dei beni finali venduti in un certo paese in
un certo arco di tempo, è calcolato in base a quello che è prodotto nella nazione, beni e servizi,
indipendentemente dalla residenza di chi lo produce. Il PIL infatti si ottiene sommando i consumi, gli
investimenti fissi lordi e le esportazioni nette, ovvero le esportazioni meno le importazioni, tecnicamente
chiamato saldo commerciale. Il calcolo della crescita del PIL ha diversi problemi, che riguardano sia
l’inflazione sia la sua importanza per comprendere l’economia di un paese. Per l’inflazione, il calcolo del PIL
viene effettuato considerando le quantità ed i prezzi correnti, e quindi non si evidenzia a quale variabile è
imputata la crescita . Per quanto riguarda invece l’importanza di questo dato nel comprendere l’andamento
di un’economia, il PIL non rappresenta un corretto indicatore di ricchezza o sviluppo di un paese. Per
risolvere questo tipo di problematiche si va a considerare il PIL nominale e quello reale.
LEZIONE 1 DOMANDA 21. Quali sono le problematiche riguardanti il calcolo del benessere di una
società?
Ovviamente il calcolo della crescita del PIL ha diversi problemi, che riguardano da una parte la presenza di
inflazione dall’altra la sua vera importanza per comprendere l’economia di un paese. Il PIL non
rappresenta un corretto indicatore di ricchezza o sviluppo di un paese. Infatti non sono considerati
all’interno di questo varie componenti quali:
• l’economia sommersa;
• i l lavoro nero;
• il mercato dell’usato;
• il lavoro casalingo;
• l’autoproduzione;
• la conversione in potere d’acquisto del paese stesso rispetto agli altri.
Per capire questo basti pensare ai diversi paesi dell’Arabia Saudita dove la ricchezza è in mano a pochissime
persone ed il resto della popolazione rimane in evidente stato di mera sopravvivenza. Nonostante questo, il
PIL pro capite ha comunque un valore sopra la sopravvivenza. Quindi i risultati che derivano da questo tipo
di valutazione possono non essere utili per capire l’economia di uno stato. Quindi le valutazioni del PIL
possono trarre in inganno per l’effettivo calcolo della ricchezza di una popolazione.
LEZIONE 1 DOMANDA 22. Come si calcola il PIL?
Il PIL, che è il Prodotto Interno Lordo ovvero la somma del valore dei beni finali venduti in un certo paese
in un certo arco di tempo, è calcolato in base a quello che è prodotto nella nazione, beni e servizi,
indipendentemente dalla residenza di chi lo produce. Il PIL infatti si ottiene sommando i consumi, gli
investimenti fissi lordi e le esportazioni nette, ovvero le esportazioni meno le importazioni, tecnicamente
chiamato saldo commerciale. Per riuscire a calcolare il tasso di crescita del PIL (come ogni tasso è sempre
oggi meno ieri fratto ieri).
PIL T - PIL T -1 / PIL T -1
LEGENDA
L = forza lavoro
N = occupati
U = disoccupati
u = tasso di disoccupazione
π = inflazione
LEZIONE 2 DOMANDA 11. Cosa indica il tasso di inflazione?
L’inflazione è l’aumento generalizzato dei prezzi. Il tasso d’inflazione rappresenta la velocità di variazione
dei prezzi. Se è positivo vi è un aumento e quindi c’è inflazione, mentre se è negativo vi è una riduzione e
quindi c’è deflazione.
LEZIONE 2 DOMANDA 12. Come si calcola l’inflazione grazie al deflatore?
L’inflazione può essere calcolata in due modi diversi. Il primo modo è il Deflatore implicito del PIL o anche
detto semplicemente del PIL. Questo metodo mette in rapporto il PIL nominale con quello reale di una
determinato tempo t. Per questa ragione va a misurare l’inflazione dall’anno base all’anno corrente.
P € Y
T = T
Y T
LEZIONE 2 DOMANDA 13. Come si calcola il deflatore implicito del PIL?
Il o anche detto semplicemente del PIL, è uno dei due metodi per calcolare
deflatore implicito del PIL
l’inflazione questo metodo mette in rapporto il PIL nominale (è quello calcolato guardando alle quantità di
oggi per i prezzi di oggi, quindi la produzione valutata a prezzi correnti) con il PIL reale (è quello calcolato
guardando alle quantità di oggi per i prezzi di un anno base) di un determinato tempo t. Per questa
ragione va a misurare l’inflazione dall’anno base all’anno corrente.
P € Y
T = T
Y T
π = Pt - Pt / Pt
1 1
LEZIONE 2 DOMANDA 14. Quando si parla di inflazione e quando di deflazione?
Il tasso d’inflazione rappresenta la velocità di variazione dei prezzi; indica l’aumento prolungato e
generalizzato nel tempo dei prezzi, che genera una perdita del valore della moneta e viene calcolata
come variazione dei prezzi del cosiddetto paniere di riferimento su base annua. può essere
L’inflazione
causata da diversi fattori come un eccesso di moneta in circolazione, un aumento dei costi di produzione
(per un aumento dei salari o del costo delle materie prime). Il calo del potere di acquisto si verifica quando
i salari non aumentano alla stessa velocità dei prezzi. La è quel fenomeno opposto
deflazione
all’inflazione: una prolungata e generalizzata riduzione dei prezzi solitamente accompagnata da una
diminuzione della produzione o da un rallentamento della sua crescita. Determina il calo dei prezzi, il
mancato guadagno per le imprese, una riduzione del personale e un aumento della disoccupazione. Di
conseguenza circolerà meno denaro, facendo scendere ulteriormente consumi e prezzi. Se Il tasso
d’inflazione è positivo vi è un aumento e quindi c’è inflazione, mentre se è negativo vi è una riduzione e
quindi c’è deflazione.
LEZIONE 2 DOMANDA 15. Come mai interessa la disoccupazione agli economisti?
Gli economisti danno molta importanza al tasso di disoccupazione, per due ragioni fondamentali:
• il tasso di disoccupazione è direttamente collegato con il benessere di una nazione. Infatti la
disoccupazione determina disagi sia di tipo finanziario che psicologico. Questi tipi di disagio in realtà
sono legati anche al tempo che un soggetto rimane disoccupato. La disoccupazione con tempi più
lunghi è più presente in alcune classi sociali e di età: minoranze etniche, giovani sotto i 25 anni e
adulti sopra i 50.
il tasso di disoccupazione è anche un elemento che ci dice che l’economia non sta utilizzando in maniera
efficiente le sue risorse a disposizione. Quindi economie con alti tassi di disoccupazione hanno patologie in
atto. Se invece uno Stato ha un tasso di disoccupazione troppo basso può voler dire che vi è un
sovrautilizzo di risorse e quindi si arriverà ad un punto di arresto per mancanza di risorse.
LEZIONE 2 DOMANDA 16. Perché è difficile calcolare il tasso di disoccupazione?
il tasso di disoccupazione (u) = U/L ovvero disoccupati (U) / forza lavoro (L)
Determinare il tasso di disoccupazione è molto difficile, in quanto il disoccupato è colui il quale non lavora
ma è in cerca di occupazione. In passato, per definire il numero dei disoccupati si consideravano le liste di
iscrizione presso i centri per l’impiego, ma non tutti i disoccupati si iscrivevano nelle liste dunque questo
strumento non era affidabile. Negli Stati Uniti e negli altri paesi, per ovviare a questo problema, vengono
fatte delle indagini campionarie(anche queste aleatorie) a base familiare. Da questo tipo di analisi viene
determinato il numero dei disoccupati, cioè persone che nelle ultime quattro settimane hanno cercato
lavoro e non l’hanno trovato. Da qui si determina anche il numero dei lavoratori scoraggiati. Per capire
quanto quest’ultimo fenomeno sia rilevante per un’economia si calcola grazie al tasso di partecipazione,
cioè mettendo in rapporto la forza lavoro con la popolazione in età lavorativa.
LEZIONE 2 DOMANDA 17. Chi sono i disoccupati?
I disoccupati sono quelle persone che cercano lavoro ma non lo trovano. Ai sensi del D.lgs 297/2002, il
disoccupato è chi è stato precedentemente “occupato”, ovvero titolare di un rapporto di lavoro autonomo
o subordinato, sia divenuto privo di lavoro e che si sia immediatamente reso disponibile allo svolgimento
ed alla ricerca di una attività lavorativa secondo modalità definite con i Servizi competenti. In parole
povere, signif
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